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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2435, Data: venerdì 8 maggio 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2435, Data: venerdì 8 maggio 2026

1. 3 martiri e diversi feriti in un bombardamento israeliano contro un posto di controllo della polizia a ovest di Gaza

Tre cittadini sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti in un attacco israeliano contro un posto di controllo della polizia nei pressi della rotonda Haidar, a ovest della città di Gaza.
Il Ministero dell’Interno e della Sicurezza Nazionale ha dichiarato che gli aerei dell’occupazione hanno colpito un posto di guardia di una sede della sicurezza nella zona di Ansar, a ovest della città di Gaza, causando la morte di tre agenti delle forze di sicurezza e il ferimento grave di un quarto. Diversi civili sono rimasti feriti nell’attacco.

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2. 9 martiri e 39 feriti a causa dell’aggressione israeliana contro Gaza nelle ultime 24 ore

Il Ministero della Salute palestinese ha annunciato la registrazione di 9 morti e 39 feriti nelle ultime ventiquattro ore a causa del continuo attacco israeliano contro la Striscia di Gaza.
Nel comunicato quotidiano, il ministero ha precisato che 6 delle vittime sono morte a seguito di recenti attacchi israeliani, mentre altre 3 sono decedute per ferite riportate in precedenza. Gli ospedali continuano a ricevere feriti a causa dei bombardamenti.

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3. Crescono le violazioni contro i detenuti in isolamento nella prigione di Janot tra negligenza medica

L’Ufficio Informazione dei Prigionieri ha confermato l’aumento delle violazioni contro i detenuti in isolamento nella prigione di “Janot”, in condizioni di detenzione estremamente dure e con continua negligenza medica.
L’ufficio ha spiegato che i detenuti continuano a soffrire di malattie della pelle, in particolare della scabbia, a causa dell’assenza di cure mediche regolari e delle cattive condizioni di vita. Continuano inoltre a lamentare pruriti e infiammazioni senza ricevere cure adeguate, oltre a essere privati di vestiti e beni essenziali.

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4. Il rapporto “Stato di Gerusalemme 2025” mette in guardia dalla giudaizzazione della città e dalla cancellazione della sua identità

La Fondazione Internazionale Al-Quds ha pubblicato la versione completa del rapporto “Stato di Gerusalemme 2025”, evidenziando l’intensificazione delle politiche israeliane volte a cancellare l’identità della città santa, parallelamente alla guerra in corso contro Gaza e all’escalation in Cisgiordania.
Il rapporto afferma che l’occupazione conduce una guerra globale contro il popolo palestinese, i luoghi sacri e la narrazione storica, oltre a cercare di eliminare il diritto al ritorno colpendo l’UNRWA e intensificando le violazioni contro i prigionieri palestinesi.

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5. L’occupazione e i coloni intensificano gli attacchi contro le terre agricole in Cisgiordania

Le forze israeliane e i coloni hanno intensificato gli attacchi contro le terre agricole palestinesi nella Valle del Giordano settentrionale, nel sud di Hebron e nel nord-ovest di Nablus, demolendo serre agricole, distruggendo raccolti e inseguendo agricoltori e pastori, oltre a installare una nuova tenda coloniale.
Nella Valle del Giordano settentrionale, i bulldozer israeliani hanno demolito diverse serre agricole in plastica vicino al villaggio di Bardala, appartenenti ad agricoltori della zona, mesi dopo aver notificato gli ordini di demolizione.

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6. Israele prevede di costruire due colonie nella Valle del Giordano nell’ambito di un piano di espansione coloniale

Secondo rapporti israeliani, il governo israeliano intende costruire durante l’estate due nuove colonie nel nord della Cisgiordania occupata, nell’ambito di un piano accelerato volto a rafforzare il controllo sulla Valle del Giordano e a imporre nuove realtà sul terreno prima di eventuali cambiamenti politici.
Il sito israeliano “Ynet” ha riferito che le due nuove colonie, “Bezek” e “Tamon”, saranno costruite nella regione della Valle del Giordano nel nord della Cisgiordania, in posizioni strategiche che dominano la valle e vicino a quello che l’esercito israeliano chiama il “pentagono dei villaggi”, comprendente Tubas, Tamon, Tayasir, Aqaba e il campo di Al-Far’a.

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7. I topi divorano i bambini di Gaza nelle tende e l’UNRWA avverte di un “collasso sanitario”

La situazione sanitaria e ambientale nella Striscia di Gaza continua a peggiorare con la diffusione di topi e parassiti nei campi degli sfollati, nel contesto del continuo blocco israeliano e del divieto di ingresso di forniture mediche e pesticidi. Questo espone la popolazione a nuove malattie ed epidemie, soprattutto i bambini che vivono in tende sovraffollate prive delle condizioni minime di vita.
L’UNRWA ha dichiarato che i topi stanno mordendo i bambini mentre dormono nelle tende, in una scena che riflette il grave deterioramento umanitario e sanitario vissuto dagli sfollati nella Striscia di Gaza.

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8. Avvertimento da Gerusalemme contro un progetto coloniale per creare un centro del patrimonio nella Gerusalemme occupata

Il governatorato di Gerusalemme ha messo in guardia contro l’approvazione prevista la prossima settimana da parte del governo israeliano di un progetto per la costruzione di un centro del patrimonio coloniale sul sito dell’aeroporto internazionale di Gerusalemme, nella località di Qalandia, a nord di Gerusalemme occupata.
Il progetto è promosso dal ministro del Patrimonio del governo israeliano, il rabbino Amichai Eliyahu, in coincidenza con il 50º anniversario dell’operazione militare “Entebbe” condotta dall’esercito israeliano in Uganda nel 1976.

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9. Rapporto sui diritti umani rivela gli effetti della fame a Gaza: nascite premature, morti infantili e crollo della salute delle donne incinte

L’organizzazione Medici Senza Frontiere ha rivelato indicatori allarmanti sulle conseguenze della crisi di malnutrizione nella Striscia di Gaza, affermando che il blocco israeliano e le restrizioni sull’ingresso di cibo e medicinali hanno avuto effetti devastanti sulle donne incinte, sulle madri che allattano e sui neonati.
L’organizzazione ha segnalato un aumento delle nascite premature, della mortalità infantile e degli aborti spontanei durante i periodi di guerra e assedio intensivo.
In una nuova analisi dei dati medici, MSF ha affermato che la crisi alimentare provocata dall’occupazione ha avuto effetti catastrofici sui gruppi più vulnerabili di Gaza, soprattutto durante le fasi di escalation militare e di blocco rafforzato nella metà del 2025. Le équipe mediche hanno registrato livelli senza precedenti di complicazioni sanitarie legate alla malnutrizione.

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10. I coloni accelerano la creazione di 20 colonie in Cisgiordania

Il quotidiano israeliano “Yedioth Ahronoth” ha riferito che i coloni nella Cisgiordania occupata stanno correndo contro il tempo per costruire decine di colonie prima delle prossime elezioni previste a ottobre.
Il giornale ha indicato che i consigli delle colonie nel nord della Cisgiordania hanno deciso di avviare la costruzione di due colonie tra le 20 recentemente approvate nei prossimi due mesi.
Le due colonie, “Tamon” e “Bezek”, saranno costruite su terre palestinesi nella Valle del Giordano settentrionale, vicino alle città di Tamon e Tubas.

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*Europa*

11. La Spagna conferisce a Francesca Albanese la medaglia al merito civile per il sostegno alla Palestina

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha consegnato alla relatrice speciale delle Nazioni Unite per la Palestina, Francesca Albanese, la medaglia spagnola al merito civile in riconoscimento dei suoi sforzi nel documentare e denunciare le violazioni israeliane del diritto internazionale nella Striscia di Gaza.
Durante una cerimonia presso la sede del governo spagnolo, Sánchez ha consegnato la decorazione ad Albanese prima di discutere con lei degli sviluppi della situazione in Palestina e della necessità di fermare immediatamente la violenza.

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12. L’attore spagnolo Bardem escluso da progetti cinematografici per il suo sostegno alla Palestina agli Oscar

L’attore spagnolo Javier Bardem ha confermato in un’intervista a “Variety” che la sua esclusione è avvenuta dopo aver indossato simboli di solidarietà e aver gridato “Libertà per la Palestina” durante la 98ª edizione degli Oscar lo scorso marzo.
La star internazionale ha denunciato la politica di intimidazione presente nell’industria cinematografica americana, paragonando la sua situazione a quella vissuta dalle attrici Susan Sarandon e Melissa Barrera.
Bardem ha sottolineato che la paura di esprimersi pubblicamente riflette una profonda falla in un sistema che punisce gli artisti per le loro posizioni umanitarie come cittadini.

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13. Grande marcia a Londra per commemorare la Nakba e contrastare l’estrema destra

La Coalizione Palestina e l’organizzazione “Stand Up To Racism” hanno concordato con la polizia metropolitana britannica il percorso della marcia per il 78º anniversario della Nakba il 16 maggio.
La marcia partirà da South Kensington passando accanto all’ambasciata israeliana fino a Pall Mall, vicino alla sede del governo.
La manifestazione mira a denunciare la complicità ufficiale nei crimini dell’occupazione, chiedere la fine della guerra di sterminio e garantire il diritto al ritorno, parallelamente a una contro-manifestazione dell’estrema destra.

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14. Attivisti bloccano il padiglione israeliano alla Biennale di Venezia chiedendone l’esclusione

L’azione avviene mentre oltre 200 artisti internazionali hanno firmato una lettera che chiede il boicottaggio del padiglione. I lavoratori del settore culturale a Venezia intendono inoltre organizzare uno sciopero generale di 24 ore venerdì per protestare contro la normalizzazione dei crimini sionisti nelle istituzioni culturali mondiali.
In precedenza, la coalizione “No Music for Genocide” aveva chiesto l’immediata esclusione di Israele, mentre 73 partecipanti hanno protestato in una lettera separata contro la decisione di spostare “eccezionalmente” il padiglione israeliano accanto alla mostra principale, avvertendo del rischio di trasformare lo spazio artistico in una zona di intimidazione militare.

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15. Attivisti a Glasgow sostengono il boicottaggio dei sostenitori del genocidio

Il movimento BDS ha allestito una piattaforma interattiva su Buchanan Street a Glasgow per incoraggiare i passanti ad adottare posizioni politiche e di consumo a sostegno dei diritti palestinesi.
Gli attivisti hanno collegato il giorno delle elezioni alla necessità di votare candidati contrari all’aggressione e hanno intensificato la sensibilizzazione sul boicottaggio dei centri commerciali che promuovono prodotti dell’occupazione, per contrastare la complicità politica ed economica nella guerra a Gaza.

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16. Manifestazione a Malaga in Spagna a sostegno di Avila e Abu Keshk

Solidali si sono radunati in via Alcazabilla a Malaga per chiedere l’immediata liberazione degli attivisti Saif Abu Keshk e Tiago Avila, detenuti nella prigione israeliana di “Shikma” ad Ashkelon occupata.
I partecipanti hanno chiesto ai leader mondiali di porre fine alla complicità nella guerra e nell’occupazione e di trasformare le condanne in azioni concrete per garantire la libertà dei difensori dei diritti umani arrestati per aver partecipato alla Freedom Flotilla volta a rompere l’assedio di Gaza.

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17. Attivisti bloccano la fabbrica “James Cropper” coinvolta nella produzione degli F-35

Circa 35 attivisti della campagna “Paper Not Planes” hanno bloccato l’ingresso dello stabilimento della società “James Cropper PLC” nella zona di Burneside, nel nord dell’Inghilterra, per interrompere il cambio turno mattutino e fermare la produzione.
L’azione è stata organizzata per protestare contro il coinvolgimento dell’azienda nella fornitura di materiali tecnologici avanzati utilizzati nella produzione di aerei da guerra impiegati da Israele nei suoi attacchi contro Gaza.

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*Locale*

18. I dipendenti di Google DeepMind chiedono di interrompere la fornitura di tecnologie di intelligenza artificiale a Israele

I dipendenti hanno collegato la loro mobilitazione al rifiuto di ogni complicità nella guerra di genocidio a Gaza, soprattutto dopo la firma da parte di Google di un accordo segreto per l’utilizzo del modello “Gemini” in operazioni militari.
Le richieste comprendono il ripristino dell’impegno dell’azienda a non sviluppare strumenti di sorveglianza o armi, la creazione di un organismo etico che consenta ai dipendenti di rifiutare progetti legati alla violenza e la minaccia di uno sciopero generale per imporre controlli sui risultati del loro lavoro tecnologico.

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19. Arrestato un attivista americano sul ponte “Frederick Douglass” per protestare contro il sostegno militare a Israele

La polizia americana ha arrestato l’attivista Guido Reichstadter dopo la sua discesa da uno degli archi del ponte commemorativo “Frederick Douglass” a Washington, al termine di un sit-in iniziato il 1º maggio per protestare contro il sostegno militare a Israele.
Le autorità lo hanno accusato di “ostruzione del traffico e ingresso illegale” dopo aver trascorso sei giorni sul ponte per denunciare la complicità degli Stati Uniti nella guerra e l’uso dell’intelligenza artificiale nelle operazioni militari.

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20. “Every Day in Gaza” vince il premio per il miglior cortometraggio ai David di Donatello

Il regista palestinese Omar Rammal ha vinto il premio David di Donatello per il miglior cortometraggio con il documentario “Every Day in Gaza”, che racconta la vita quotidiana nella Striscia di Gaza sotto i bombardamenti e l’assedio israeliano.
Ricevendo il premio, Rammal ha pronunciato un discorso commovente affermando che il riconoscimento “non appartiene a lui”, ma ai giornalisti, fotografi e operatori sul campo a Gaza che hanno rischiato la vita per raccontare la verità dal cuore della guerra.

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