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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2484, data: lunedì 29 giugno 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2484, data: lunedì 29 giugno 2026

1. Quattro martiri a Gaza e nuove violazioni del cessate il fuoco da parte dell’occupazione

Quattro cittadini palestinesi sono stati uccisi, uno dei quali è morto a causa delle ferite riportate in un precedente bombardamento israeliano, mentre le forze di occupazione hanno continuato a violare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.

Un cittadino è stato ucciso e altri sono rimasti feriti in un attacco condotto da un drone israeliano a ovest della città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.

Fonti locali hanno confermato la morte di un cittadino e il ferimento di altri a seguito di un attacco contro un gruppo di civili nei pressi della stazione di Tabariya, nell’area di Al-Mawasi a Khan Younis.

Altre fonti locali hanno riferito che due persone sono state uccise e una terza è rimasta ferita in un bombardamento effettuato da un drone israeliano nell’area di Al-Salatin, a ovest di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza.

2. L’occupazione continua a vietare la chiamata alla preghiera nella Moschea di Ibrahimi per l’ottavo giorno consecutivo
Le forze di occupazione israeliane continuano, per l’ottavo giorno consecutivo, a impedire la chiamata alla preghiera (adhan) nella Moschea di Ibrahimi a Hebron.

Il direttore della moschea, Munjid Al-Jaabari, ha dichiarato che l’occupazione ha vietato l’adhan in tutti gli orari di preghiera negli ultimi otto giorni, mentre proseguono i lavori nella sezione occidentale della moschea.

Ha spiegato che tali misure fanno parte di una strategia volta a restringere la vita dei cittadini e ad assumere il pieno controllo della moschea e dei suoi spazi, invitando i fedeli a continuare a recarsi nella Moschea di Ibrahimi per pregare regolarmente, al fine di contrastare i piani dell’occupazione volti a svuotarla.

3. L’occupazione apre una strada coloniale a ovest di Betlemme
I bulldozer dell’occupazione israeliana hanno iniziato la costruzione di una strada destinata agli insediamenti su terreni appartenenti ai cittadini del villaggio di Battir, a ovest di Betlemme, nel sud della Cisgiordania occupata.

Una fonte locale ha riferito che la strada viene realizzata nell’area di Al-Hanjaliya, a ovest del villaggio, e collegherà l’avamposto coloniale costruito sui terreni dei residenti.

Questi lavori rientrano nell’espansione continua degli insediamenti nella zona e minacciano di confiscare ulteriori terreni agricoli, limitando l’accesso dei cittadini alle proprie proprietà.

4. L’occupazione sradica centinaia di ulivi a ovest di Jenin
I bulldozer dell’esercito israeliano hanno proseguito le operazioni di demolizione dei terreni agricoli nella cittadina di Zabuba, a ovest di Jenin, in Cisgiordania occupata, sradicando e distruggendo centinaia di alberi di ulivo.

Secondo fonti locali, le operazioni hanno interessato vaste aree agricole appartenenti ai residenti della località.

L’escalation si inserisce nel quadro delle continue aggressioni e delle pratiche coloniali che colpiscono i terreni coltivati e le proprietà private dei cittadini palestinesi.

5. Quattordici detenuti di Gaza tornano in libertà in gravi condizioni di salute
Le forze di occupazione israeliane hanno rilasciato 14 detenuti della Striscia di Gaza arrestati dopo il 7 ottobre 2023.

Secondo fonti locali, i detenuti sono stati liberati attraverso il valico di Kerem Abu Salem e successivamente trasferiti all’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa, a Deir al-Balah, per ricevere cure mediche, accompagnati dal personale della Croce Rossa.

6. Avvertimenti per l’escalation coloniale volta a svuotare il quartiere di Al-Bustan dai suoi abitanti
Un organismo specializzato ha denunciato l’intensificarsi delle misure adottate dalle autorità di occupazione israeliane nel quartiere di Al-Bustan, a Silwan, nella Gerusalemme occupata, nell’ambito di politiche finalizzate allo sfollamento della popolazione palestinese e all’imposizione di nuove realtà sul terreno a favore dei progetti coloniali.

La Commissione per Gerusalemme del Congresso Popolare dei Palestinesi all’Estero ha dichiarato che, dal 7 ottobre 2023, l’occupazione ha demolito 56 edifici nel quartiere, tra abitazioni e altre strutture, pari a circa la metà degli immobili dell’area, in un’escalation senza precedenti volta a svuotare il quartiere dai suoi residenti palestinesi.

7. Video: coloni attaccano una casa palestinese in Cisgiordania
Video che mostra il momento in cui coloni israeliani hanno assalito un’abitazione palestinese nell’area di Wadi Al-Rakhim, a Masafer Yatta, a sud di Hebron, nella Cisgiordania occupata.

Europa
8. Grandi manifestazioni in città e capitali europee contro l’armamento dell’occupazione
Studenti e attivisti hanno manifestato davanti alle facoltà dell’Università di Vienna sventolando bandiere palestinesi e chiedendo l’interruzione immediata di ogni forma di cooperazione accademica con l’Università Ebraica di Gerusalemme.

Un’altra manifestazione si è svolta nella città di Osnabrück, nel nord-ovest della Germania, contro l’esportazione di armi all’esercito israeliano.

A Berlino, attivisti hanno organizzato un presidio di solidarietà nel quartiere di Kleistpark a sostegno dei detenuti e dei civili, nonostante l’intensa ondata di caldo.

Ad Amsterdam, davanti alla stazione ferroviaria centrale, i manifestanti hanno esposto fotografie di bambini uccisi e collocato giocattoli e scarpe macchiate di rosso in memoria delle vittime.

Anche nella Sierra de Madrid si è tenuta una manifestazione di condanna dell’aggressione israeliana e del sostegno statunitense, con l’impegno a proseguire le campagne di boicottaggio fino alla fine dell’occupazione.

9. Campagna contro la mostra “Nakba” al Museo Canadese dei Diritti Umani
Il Museo Canadese dei Diritti Umani di Winnipeg è oggetto di una vasta campagna di pressione politica e di tensioni interne a causa dell’organizzazione della mostra “Palestina sradicata: la Nakba, passato e presente”.

L’esposizione illustra la pulizia etnica, gli sfollamenti forzati e la confisca delle proprietà subiti dal popolo palestinese nel 1948, evidenziando come tali conseguenze perdurino ancora oggi.

10. Manifestazione davanti a un teatro di Glasgow contro la presenza di Maureen Lipman
I manifestanti si sono radunati davanti al Theatre Royal durante la partecipazione dell’attrice Maureen Lipman a uno spettacolo teatrale, criticando le sue dichiarazioni a sostegno delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza e della giustificazione del blocco imposto al territorio.

Nel 2024 Lipman aveva dichiarato di essere “un’orgogliosa sionista” e che il suo sostegno a Israele fosse “costante e incondizionato”, criticando inoltre la petizione firmata da centinaia di artisti per chiedere la fine della guerra a Gaza, definendola “vergognosa”.

11. Attivisti irrompono in una fabbrica britannica che rifornisce l’occupazione di componenti aeronautici
Attivisti del movimento “Organizzati contro il genocidio” sono entrati nella sede della società Morehead Aerospace Science, appartenente al gruppo Amtec, nella contea di Berkshire, riuscendo a danneggiare attrezzature tecnologiche essenziali e a bloccare le linee di produzione.

Secondo gli organizzatori, l’azienda rappresenta un importante anello della catena di fornitura militare israeliana, fornendo componenti alla società Elbit Systems utilizzati negli aerei da guerra e nei droni impiegati nei bombardamenti sulla Striscia di Gaza.

12. Tifosi di club irlandesi contro la normalizzazione sportiva con Israele
L’iniziativa mirava a sensibilizzare il pubblico diretto a un concerto nel Fairview Park sulla necessità di boicottare le squadre israeliane e sui rischi di utilizzare lo sport come copertura per violazioni dei diritti umani e discriminazioni.

I partecipanti hanno esposto bandiere palestinesi e striscioni chiedendo l’isolamento internazionale del sistema sportivo israeliano.

13. Il Consiglio comunale di Cardiff assegna contratti esclusivi a Live Nation
Il Consiglio comunale di Cardiff, in Galles, è stato accusato di incoerenza per aver assegnato contratti esclusivi senza gara pubblica alla società internazionale Live Nation, mentre contemporaneamente invita a ritirare gli investimenti del fondo pensione comunale da aziende legate a Israele.

La campagna BDS include Live Nation tra le aziende da boicottare, sostenendo che la filiale israeliana della società abbia fornito sostegno all’esercito israeliano durante la guerra a Gaza.

14. Protesta davanti alla banca Barclays ad Aberdeen
Attivisti e sostenitori della causa palestinese hanno organizzato una manifestazione davanti alla sede della banca Barclays ad Aberdeen, in Scozia, criticando gli investimenti dell’istituto in aziende ritenute coinvolte nella fornitura di armamenti e tecnologie militari.

Durante la protesta sono stati letti i nomi dei bambini uccisi a Gaza, collegando tali eventi ai finanziamenti concessi dalla banca ad aziende come Palantir, Caterpillar e BAE Systems.

Internazionale
15. Campagna contro l’accademica di Yale Francesca Maviglia
Francesca Maviglia, ricercatrice associata presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Yale e dirigente del comitato politico nazionale dei Democratic Socialists of America, è stata oggetto di una campagna di pressione a causa delle sue dichiarazioni a favore della costruzione di organizzazioni studentesche impegnate nell’attivismo sul campo.

Secondo il testo, tale campagna mira ad associare il linguaggio della liberazione e della resistenza pacifica al terrorismo, esercitando pressioni sull’Università di Yale affinché interrompa i rapporti con la ricercatrice.

16. Campagna contro Prada dopo la comparsa del suo ambasciatore con una mappa della Palestina
Piattaforme e account favorevoli a Israele hanno lanciato una campagna contro la casa di moda Prada dopo la diffusione di un video in cui il nuovo ambasciatore del marchio, l’artista palestinese Saint Levant, indossa una collana raffigurante la mappa della Palestina storica.

Il video promozionale è stato diffuso in occasione della sfilata uomo Primavera/Estate 2027 a Milano.

17. Richiesta formale alla giustizia statunitense per perseguire Itamar Ben Gvir prima della sua visita a New York
La Fondazione Hind Rajab ha annunciato di aver presentato al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti una richiesta ufficiale affinché venga aperta un’indagine e avviato un procedimento giudiziario nei confronti del ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben Gvir, prima della sua prevista visita a New York il mese prossimo.

Secondo la fondazione, la richiesta si basa su prove che documenterebbero il suo coinvolgimento diretto in presunti crimini di guerra, genocidio e gravi violazioni commesse contro i palestinesi nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.

18. Azioni legali in 40 Paesi contro funzionari israeliani
Organizzazioni turche, in collaborazione con la Global Sumud Flotilla, hanno avviato procedure legali davanti a tribunali turchi, europei e internazionali per perseguire dirigenti israeliani in relazione ai fatti avvenuti nella Striscia di Gaza e alle presunte violazioni commesse contro gli attivisti internazionali.

Il rappresentante della flottiglia e presidente dell’Associazione Marmara, Behshti Ismail Songur, ha dichiarato durante un evento della “Piattaforma di sostegno alla Palestina” a Istanbul che la documentazione raccolta descrive casi di gravi maltrattamenti, aggressioni fisiche e psicologiche e violenze denunciate da attivisti di 40 diverse nazionalità dopo il loro arresto da parte delle forze israeliane.

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