
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2535, data: lunedì 24 agosto 2026
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2535, data: lunedì 24 agosto 2026
1. Un morto e diversi feriti in un raid israeliano nel centro della Striscia di Gaza
Un cittadino è rimasto ucciso e altre persone sono rimaste ferite a seguito di un attacco israeliano nel centro della Striscia di Gaza, mentre continuano le violazioni del cessate il fuoco.
Fonti locali hanno riferito che la vittima è Ismail Abu al-Foul, sfollato dal nord di Gaza. Altre persone sono rimaste ferite, una delle quali versa in condizioni critiche, a seguito di un attacco aereo condotto da droni israeliani contro un gruppo di cittadini nei pressi della stazione di carburante industriale, di fronte all’ingresso di Al-Maghazi, sulla strada Salah al-Din, nel centro della Striscia.
2. Bambino palestinese ucciso dai colpi dell’occupazione nel campo di Askar, a est di Nablus
Il bambino palestinese Islam al-Ajouri, 14 anni, è morto a causa delle gravi ferite riportate al petto da proiettili veri, durante l’incursione delle forze israeliane nel vecchio campo profughi di Askar, a est della città di Nablus, nel nord della Cisgiordania.
La Mezzaluna Rossa Palestinese ha dichiarato che i suoi soccorritori hanno prestato assistenza al bambino, ferito al petto da proiettili veri, praticandogli la rianimazione cardiopolmonare nel tentativo di salvargli la vita, prima di annunciarne il decesso a causa delle ferite riportate.
3. 130 donne e ragazze nelle carceri israeliane dall’inizio dell’anno
Il Centro palestinese per gli studi sui prigionieri ha registrato 130 arresti di donne e ragazze della Cisgiordania e di Gerusalemme dall’inizio dell’anno, mentre continua la politica di arresti, maltrattamenti e interrogatori sul campo nei confronti delle donne palestinesi, in condizioni difficili per le detenute nelle carceri israeliane.
Il Centro ha dichiarato in un comunicato che gli arresti delle donne palestinesi sono aumentati notevolmente dal 7 ottobre 2023, raggiungendo circa 800 casi. Ha inoltre sottolineato che tali arresti rientrano in una politica di ritorsione e punizione collettiva e che la maggior parte dei casi si basa su accuse generiche, comprese quelle relative a pubblicazioni sui social network che le autorità israeliane classificano come «incitamento».
4. Centro per i diritti umani di Gaza: il divieto israeliano di importare pezzi di ricambio minaccia il collasso totale dei trasporti nella Striscia
Il Centro per i diritti umani di Gaza ha espresso profonda preoccupazione per il rapido deterioramento del settore dei trasporti nella Striscia di Gaza, dovuto al perdurare del rigido blocco imposto dalle autorità israeliane e al divieto deliberato di introdurre pezzi di ricambio, oli per motori, pneumatici e materiali per la manutenzione meccanica, con il pretesto di classificarli come cosiddetti «materiali a duplice uso».
In un comunicato, il Centro ha affermato che questo divieto ha provocato il fermo totale o parziale di circa il 70% dei veicoli civili, secondo dati ufficiali delle autorità competenti nella Striscia. Le perdite dirette nel settore dei trasporti sono state invece stimate in circa 2,8 miliardi di dollari a causa della guerra.
5. Gli insediamenti divorano la Cisgiordania: 192 colonie e 400 avamposti
La Commissione per la resistenza al muro e agli insediamenti ha dichiarato che il numero delle colonie e degli avamposti israeliani nella Cisgiordania occupata ha raggiunto quota 592, mentre Israele controlla circa il 42% della superficie della Cisgiordania.
Secondo una statistica della Commissione sui «principali indicatori della colonizzazione e del controllo della terra palestinese», il numero dei coloni nella Cisgiordania, compresa Gerusalemme, ha raggiunto circa 780.000 persone alla fine dello scorso luglio.
6. Le forze israeliane fermano e maltrattano tre giovani all’ingresso del villaggio di Al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah
Le forze israeliane hanno fermato tre giovani e li hanno sottoposti a maltrattamenti all’ingresso del villaggio di Al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah.
Fonti locali hanno riferito che i tre giovani sono stati fermati e maltrattati mentre attraversavano l’ingresso occidentale del villaggio, attualmente l’unico accesso disponibile, dopo che le forze israeliane hanno chiuso l’ingresso orientale il 7 ottobre 2023.
7. Liberati sei detenuti dalla Striscia di Gaza
Le forze israeliane hanno liberato alcuni detenuti provenienti dalla Striscia di Gaza, arrestati dopo il 7 ottobre.
Secondo fonti locali, sei detenuti di Gaza sono stati liberati attraverso il valico di Kerem Shalom e trasferiti al complesso medico Nasser di Khan Yunis per ricevere cure, accompagnati da squadre della Croce Rossa.
8. «Jabal al-Baba» nel cuore dell’area coloniale «E1»: 83 famiglie minacciate dallo spettro dello sfollamento
Sul territorio della cittadina di Al-Eizariya, a sud-est della Gerusalemme occupata, si trova la comunità beduina di Jabal al-Baba, i cui abitanti affrontano un futuro incerto e il rischio di una nuova tragedia, con l’avvio dell’attuazione del piano coloniale israeliano «E1».
Jabal al-Baba è una delle comunità beduine palestinesi situate nel cuore del progetto coloniale, volto ad ampliare e collegare gli insediamenti e a separare Gerusalemme dal suo contesto palestinese, minacciando così l’esistenza di queste comunità e il futuro dei loro abitanti.
9. Israele emette ordini di detenzione amministrativa contro 54 detenuti
La Commissione per gli affari dei detenuti e degli ex detenuti ha riferito che le autorità israeliane hanno emesso e rinnovato ordini di detenzione amministrativa nei confronti di 54 detenuti.
La Commissione ha indicato in un comunicato l’elenco dei detenuti nei cui confronti sono stati emessi ordini di detenzione amministrativa, tra nuovi provvedimenti e rinnovi.
Europa
10. VIDEO: manifestazione a Stoccolma contro l’aggressione israeliana a Gaza
Centinaia di persone hanno manifestato nella capitale svedese Stoccolma per protestare contro il proseguimento degli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza e contro le restrizioni all’ingresso degli aiuti umanitari.
I partecipanti hanno esposto cartelli con le scritte: «A Gaza vengono uccisi civili», «Scuole e ospedali vengono bombardati» e «Mettete fine alla carenza di cibo».
11. Manifestanti chiedono la chiusura di una fabbrica israeliana di armi nello Staffordshire
Centinaia di attivisti hanno organizzato una grande marcia di protesta nel villaggio di Shenstone, nella contea britannica dello Staffordshire, chiedendo la chiusura immediata dello stabilimento di motori UAV Engines, di proprietà della società Elbit Systems, considerata la più grande azienda israeliana produttrice di armi.
I partecipanti hanno portato riproduzioni simboliche dei corpi dei bambini vittime, denunciando il ruolo diretto dello stabilimento nella fornitura di armamenti ai droni israeliani coinvolti nella guerra nella Striscia di Gaza.
12. Manifestazioni di massa in diverse capitali del mondo contro la guerra e le uccisioni di massa
Capitali e città di Svezia, Italia, Germania, Francia, Regno Unito e Corea del Sud hanno ospitato marce e proteste contro il proseguimento della guerra contro i civili e il personale medico nella Striscia di Gaza.
Nella capitale svedese Stoccolma, così come a Berlino e Parigi, si sono svolte grandi manifestazioni con lo slogan «Il silenzio uccide», chiedendo la fine della complicità internazionale.
A Milano si sono svolte una manifestazione in piazza Mercanti e un’altra, silenziosa, in piazza Duomo. Anche nelle strade della Corea del Sud si è tenuta una grande protesta sotto la pioggia, contro l’uccisione dei civili e per chiedere alla comunità internazionale di non rimanere in silenzio.
13. Appelli a manifestare a Dublino per annullare le partite contro Israele
La Campagna di solidarietà irlandese-palestinese ha invitato a una marcia di protesta sabato 5 settembre, con partenza da Bernardo Square, in Dame Street, nella capitale Dublino, e diretta verso il Ministero dello Sport, chiedendo l’immediato annullamento delle partite della UEFA Nations League previste contro la nazionale israeliana nei mesi di settembre e ottobre.
La marcia, prevista per le ore 13:00, si svolgerà contemporaneamente ad altre iniziative di protesta coordinate in diverse città, con lo slogan «Fermate il gioco», con l’obiettivo di mostrare il «cartellino rosso» a Israele e denunciare le pratiche di apartheid e la guerra in corso contro il popolo palestinese.
14. Il gruppo Barclays ribadisce che salvare vite a Gaza non è un crimine
L’attivista «Humaira» ha affermato che agire direttamente e battersi per la giustizia non è terrorismo, dopo che la magistratura britannica ha fatto cadere le accuse di terrorismo, definite arbitrarie, nei suoi confronti e nei confronti dei suoi colleghi Amanda, Alma, Brendan e Mohammed presso la Preston Crown Court.
Nei pressi del tribunale si sono svolte manifestazioni di solidarietà, durante le quali gli attivisti hanno esposto cartelli con la scritta «Salvare vite non è terrorismo», mentre si celebrava ampiamente la liberazione dell’attivista settantenne Alma Yaniv e degli altri membri del gruppo.
15. Proteste chiedono la chiusura dello stabilimento di Elbit Systems nel Regno Unito
Nel villaggio di Shenstone, nella contea britannica dello Staffordshire, si è svolta una marcia di protesta per chiedere la chiusura di uno stabilimento della società israeliana Elbit Systems, produttrice di armi.
A New York, invece, attivisti antisionisti si sono radunati davanti al consolato generale israeliano a Manhattan. La polizia cittadina ha fermato alcuni di loro con l’accusa di aver ostacolato il traffico.
Internazionale
16. Attivista organizza una protesta individuale con la bandiera palestinese a Sacramento
Un attivista si è fermato in una delle principali strade della città, tenendo una bandiera palestinese e indossando una maglietta con slogan contro le autorità israeliane, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e invitare i passanti a boicottare Israele e a interrompere i finanziamenti militari statunitensi destinati alle operazioni nella Striscia di Gaza.
17. Attivisti intensificano il boicottaggio di KFC, Barclays e McDonald’s a Islamabad, Aberdeen e Üsküdar
Gli attivisti del movimento «Qayyam wa Hayat» hanno preso di mira una filiale di KFC nella zona E-11 di Islamabad, affiggendo manifesti con il messaggio «Il tuo pasto finanzia questo» e immagini della distruzione a Gaza.
Ad Aberdeen, alcuni attivisti hanno protestato davanti a una filiale della banca Barclays contro i suoi investimenti in aziende produttrici di armi considerate complici di Israele e contro la sua partecipazione, per miliardi di dollari, in Palantir.
A Üsküdar, in Turchia, la protesta quotidiana davanti a McDonald’s è giunta al 321º giorno, con la richiesta di boicottaggio. Gli organizzatori hanno ricordato che le filiali dell’azienda in Israele avrebbero fornito circa 100.000 pasti gratuiti alle forze israeliane dopo il 7 ottobre 2023, per un valore stimato di circa 5 milioni di shekel.
