Notizie

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2533, Data: sabato 22 agosto 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2533, Data: sabato 22 agosto 2026

1. Un bambino muore per le ferite riportate a causa dei proiettili dell’occupazione nel nord di Gaza
Un bambino è morto a causa delle ferite riportate dopo essere stato colpito dai proiettili delle forze di occupazione nel nord della Striscia di Gaza, mentre continuano le violazioni del cessate il fuoco.
Una fonte locale ha riferito della morte del bambino Ahmad Ramzi Aql, deceduto in seguito alle ferite riportate quando le forze di occupazione hanno aperto il fuoco contro un campo per sfollati a Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza.

2. Le forze di occupazione uccidono il comandante Fathi Khazem a Jenin e trattengono il suo corpo
Il comandante palestinese Fathi Khazem, noto come «Abu Raad», è stato ucciso dai proiettili delle forze di occupazione israeliane durante l’irruzione nella sua abitazione nella città di Jenin, nel nord della Cisgiordania, dopo di che le forze di occupazione hanno trattenuto il suo corpo.
Fonti locali hanno riferito che le forze di occupazione hanno fatto irruzione nella casa di Khazem, nella zona della rotatoria principale al centro di Jenin, e gli hanno sparato direttamente, provocandone la morte. Il suo corpo è stato successivamente trattenuto dalle forze israeliane.

3. Un giovane ucciso dai coloni a Sa’ir, mentre aumentano le violazioni in Cisgiordania
Un ragazzo è stato ucciso e un cittadino è rimasto ferito da proiettili veri durante un attacco condotto da gruppi di coloni armati contro la cittadina di Sa’ir, a nord-est di Hebron, nel sud della Cisgiordania.
Il Ministero della Salute ha riferito della morte del 17enne Karim Sanad Raja Shalaldeh, colpito dai proiettili dei coloni durante il loro attacco alla cittadina di Sa’ir, a nord di Hebron.

4. Feriti e bombardamenti di artiglieria: le forze di occupazione continuano a violare la tregua a Gaza
Le forze di occupazione israeliane hanno continuato a violare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza per il 316° giorno consecutivo, attraverso colpi d’arma da fuoco e bombardamenti di artiglieria che hanno colpito diverse zone della Striscia, provocando il ferimento di diversi cittadini, uno dei quali in condizioni gravi.
Due cittadini sono rimasti feriti dai proiettili delle forze di occupazione nella zona di Batn al-Samin, a sud della città di Khan Yunis; uno dei due è stato giudicato in gravi condizioni. Un altro cittadino è stato ferito dai proiettili delle forze di occupazione nei pressi della compagnia di telecomunicazioni, nell’area della rotatoria Abu Hamid, a est della città.

5. Tre abitazioni sotto assedio a Qusra per il 13° giorno, mentre aumentano le tensioni tra forze di occupazione e coloni
Le forze di occupazione israeliane e i coloni continuano ad assediare tre abitazioni nella cittadina di Qusra, a sud di Nablus, per il tredicesimo giorno consecutivo, nel tentativo di imporre una situazione di fatto e assumere il controllo della zona, sotto la diretta protezione dell’esercito israeliano.
Il presidente del consiglio del villaggio di Qusra, Abd al-Azim Wadi, ha confermato che le forze di occupazione e gruppi di coloni continuano ad assediare tre abitazioni nella zona di Ras al-Ain, impedendo ai loro abitanti di entrare o uscire, mentre la zona è stata dichiarata «zona militare chiusa».

6. 25 palestinesi uccisi dai coloni in Cisgiordania dall’inizio dell’anno
La Commissione per la resistenza al muro e agli insediamenti ha riferito che 25 palestinesi sono stati uccisi dai coloni in Cisgiordania dall’inizio del 2026. Il numero dei palestinesi uccisi dai coloni o nelle loro aggressioni dal 2019 sale così a 87.
Il dato arriva mentre aumentano gli attacchi dei coloni in diverse aree della Cisgiordania. L’episodio più recente è stato l’uccisione del giovane Karim Sanad Shalaldeh, colpito dai proiettili dei coloni durante un attacco nella zona di «Hamroush», a est della cittadina di Sa’ir, a nord-est di Hebron.

7. Smotrich minaccia lo sfollamento degli abitanti di Gaza dopo aver parlato di «correggere gli errori» nel nord della Cisgiordania
Il ministro delle Finanze israeliano e ministro presso il Ministero della Difesa, Bezalel Smotrich, ha dichiarato che il governo israeliano sta lavorando a quella che ha definito la «correzione degli errori dello sfollamento» nel nord della Cisgiordania, minacciando di adottare misure analoghe nella Striscia di Gaza.
Smotrich ha aggiunto, in dichiarazioni riportate dai media israeliani, che il suo governo «ha l’onore di correggere gli errori dello sfollamento nel nord della Cisgiordania», aggiungendo: «Presto correggeremo anche gli errori dello sfollamento nella Striscia di Gaza».

8. #Video: coloni appiccano il fuoco a una casa a Hebron
Immagini mostrano le conseguenze dell’incendio appiccato da coloni israeliani in una casa palestinese a Hebron, mentre all’interno si trovavano una madre e sua figlia, che sono riuscite a fuggire quando le fiamme hanno iniziato a propagarsi.
Europa
9. Richiesta di un divieto totale delle esportazioni di armi verso Israele
Sei organizzazioni britanniche, tra cui la «Campagna di solidarietà con la Palestina», il «Palestine Forum in Britain» e «Stop the War», hanno chiesto al governo di porre fine al commercio di armi con Israele e di interrompere il sostegno militare e di intelligence che facilita le violazioni del diritto internazionale.
La richiesta arriva a un anno dal riconoscimento britannico dello Stato di Palestina, mentre continua la guerra a Gaza e aumentano gli insediamenti e la violenza dei coloni in Cisgiordania.

Le organizzazioni hanno inoltre chiesto l’imposizione di sanzioni globali contro l’occupazione e il divieto del commercio legato all’occupazione e agli insediamenti illegali, sottolineando che dal 2015 la Gran Bretagna ha autorizzato esportazioni militari verso Israele per un valore di almeno 500 milioni di sterline.

10. Per la sua opposizione alla guerra a Gaza, un israeliano minaccia di morte Rima Hassan
La deputata francese di origini palestinesi Rima Hassan ha ricevuto tramite WhatsApp un messaggio contenente minacce di morte e insulti razzisti, oltre alla minaccia di colpirla nella sua abitazione, a causa delle sue posizioni a sostegno della Palestina e contro la guerra a Gaza.
Il messaggio conteneva una minaccia di «vendetta», insulti e la promessa di continuare a colpire palestinesi e arabi.

11. Stelle dello sport irlandese partecipano a una protesta contro Allianz
Le principali stelle della Gaelic Athletic Association (GAA), Brian Cody, Anthony Tohill e Jimmy Barry Murphy, hanno annunciato il loro pieno sostegno alla campagna «Stop Allianz», mentre veniva organizzata una protesta popolare all’ingresso della Hogan Stand dello stadio «Croke Park», nella capitale Dublino.
L’iniziativa si svolge in occasione del primo anniversario della presentazione di una petizione firmata da circa 800 ex e attuali giocatori delle squadre delle contee, che chiede alla GAA di interrompere immediatamente i rapporti con la compagnia assicurativa tedesca Allianz.

12. Una giurista denuncia la falsità delle indagini dell’amministrazione Trump per reprimere il movimento pro-Palestina nelle università
Una denuncia legale presentata da Haley Van Erim, ex avvocata della Divisione per i diritti civili del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, ha rivelato che le indagini federali avviate dall’amministrazione Trump contro le università con accuse di «antisemitismo» erano prive di qualsiasi fondamento fattuale o giuridico e che i loro risultati erano stati stabiliti in anticipo.
La denuncia afferma che alti funzionari si sono discostati dalle procedure legali per fabbricare accuse di «estremismo» contro gli studenti che protestavano contro la guerra a Gaza, rimproverando deliberatamente e ignorando i giuristi che avevano contestato tali violazioni. Nel frattempo, il dipartimento avrebbe respinto le proposte di indagare sulla discriminazione sistematica nei confronti degli studenti musulmani.

13. Una giuria britannica non riesce a condannare gli attivisti di «Palestine Action» per l’irruzione in una fabbrica di armi
Mercoledì, una giuria del tribunale «Old Bailey» di Londra non è riuscita a raggiungere un verdetto nei confronti di sette attivisti del gruppo «Palestine Action», accusati di aver fatto irruzione in uno stabilimento appartenente alla società israeliana «Elbit Systems» nei pressi di Bristol. Una ottava persona, la cui identità non è stata resa pubblica per motivi legali, è stata invece condannata.
La decisione è arrivata dopo un processo durato otto settimane e circa 37 ore di deliberazioni. La giuria non è riuscita a raggiungere un verdetto sulle accuse contro sette degli imputati, lasciando aperta la possibilità di un nuovo processo.

Gli imputati erano accusati di danneggiamento criminale di proprietà e di violenta turbativa dell’ordine pubblico, in relazione all’irruzione nello stabilimento di «Elbit Systems» a Filton, nei pressi di Bristol, nell’agosto 2024.

14. La Svezia conferma il rifiuto del piano di insediamento nell’area E1
La ministra degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard ha confermato che il suo Paese condivide la posizione espressa nella dichiarazione congiunta contro il piano israeliano di insediamento nell’area E1 della Cisgiordania occupata.
Ha esortato il governo israeliano a ritirare immediatamente i piani relativi all’area E1 e a interrompere tutte le attività di insediamento, sottolineando che gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati sono illegali secondo il diritto internazionale e che l’espansione degli insediamenti compromette la possibilità di raggiungere una soluzione a due Stati.

Internazionale
15. Il sindacato studentesco della Cornell University reagisce legalmente alla decisione dell’amministrazione di tagliare i finanziamenti al movimento pro-Palestina
Il sindacato studentesco della Cornell University negli Stati Uniti ha lanciato una petizione su larga scala e presentato un ricorso ufficiale contro l’amministrazione dell’università, denunciando la decisione arbitraria di annullare e congelare i finanziamenti destinati ai gruppi studenteschi favorevoli alla causa palestinese.
L’iniziativa legale e popolare mira a contrastare i tentativi dell’amministrazione di prosciugare le risorse destinate alle attività accademiche a sostegno di Gaza. Gli studenti considerano il taglio dei finanziamenti una punizione politica diretta volta a mettere a tacere le voci dissenzienti e a imporre un isolamento istituzionale agli studenti contrari al sionismo e alla guerra a Gaza.

16. La New York University rivela i propri investimenti legati all’occupazione
La City University of New York (CUNY) ha accettato di rendere pubbliche le proprie partecipazioni azionarie e obbligazionarie, dopo una richiesta di accesso ai documenti presentata da un gruppo studentesco favorevole alla Palestina nell’ambito di una campagna volta a fare pressione sull’università affinché ritiri gli investimenti dalle società legate all’occupazione israeliana.
La decisione arriva dopo l’iniziativa del gruppo «CUNY Law Students for Justice in Palestine», che chiede il disinvestimento, confermando che continuerà a fare pressione sull’università fino all’accoglimento delle proprie richieste.

17. Francesca: «L’esercito israeliano è il più privo di morale»
La relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, ha scritto sul proprio account sulla piattaforma X:
«L’esercito israeliano è il più privo di morale; i coloni tagliano l’acqua alla cittadina di Qusra e continuano ad assediarla».

18. Il proprietario di una palestra sull’isola di Bali allontana alcuni soldati israeliani
«Non serviamo gli assassini di bambini»; un video diffuso sui social media mostra il proprietario di una palestra sull’isola indonesiana di Bali mentre allontana tre turisti israeliani dal locale, dopo aver scoperto che erano soldati che avevano prestato servizio nell’esercito israeliano.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio