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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2529, data: lunedì 17 agosto 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2529, data: lunedì 17 agosto 2026

1. Un martire e un ferito a causa del fuoco delle forze di occupazione nel sud della Striscia di Gaza
Le forze di occupazione israeliane hanno continuato a violare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza attraverso bombardamenti di artiglieria e attacchi contro gruppi di sfollati. Fonti locali hanno riferito che le squadre della Mezzaluna Rossa hanno recuperato il corpo del bambino martire Suhail Masoud Rabaa Shalouf da via Al-Tina, a sud di Khan Yunis, dopo che era stato ferito ieri dal fuoco delle forze di occupazione, in seguito al coordinamento necessario.

2. Le forze di occupazione costringono abitanti di Gerusalemme a sgomberare le loro case a Silwan e ordinano di interrompere la costruzione di una casa a Salfit
Le autorità di occupazione israeliane hanno emesso un ordine di sgombero riguardante un’abitazione e parti di altre due case nella località di Silwan, a sud della moschea di Al-Aqsa, nella Gerusalemme occupata.

L’ordine di sgombero riguarda la casa del cittadino Na’im Maragha, costruita nel 1966, con una superficie di 40 metri quadrati e abitata da quattro persone, e quella del cittadino Salah Maragha, della superficie di 68 metri quadrati, di cui l’ordine impone lo sgombero di 40 metri quadrati. Anche quest’ultima è abitata da quattro persone.

3. Le forze di occupazione rilasciano 35 prigionieri dalla Striscia di Gaza
Le forze di occupazione israeliane hanno rilasciato 35 prigionieri provenienti dalla Striscia di Gaza.

La Croce Rossa ha dichiarato di aver facilitato il trasferimento di 35 prigionieri dal valico di Kerem Shalom all’ospedale Nasser di Khan Yunis, nel sud della Striscia.

4. Le forze di occupazione impediscono l’ingresso di un’autocisterna d’acqua alle abitazioni sotto assedio a Qusra
Le forze di occupazione hanno impedito all’UNICEF di introdurre un’autocisterna d’acqua nelle abitazioni sotto assedio nel villaggio di Qusra, a sud di Nablus.

Fonti locali hanno riferito che l’UNICEF si è recato a Qusra e ha consegnato generi alimentari e forniture mediche alle tre abitazioni, mentre è stato impedito l’ingresso dell’autocisterna d’acqua.

Il presidente del consiglio locale di Qusra, Abd al-Azim Wadi, ha dichiarato che il consiglio non è ancora riuscito a ripristinare l’elettricità e l’acqua nelle tre abitazioni sotto assedio nel villaggio.

5. Le autorità di occupazione emettono ordini di detenzione amministrativa nei confronti di 58 prigionieri
Le autorità di occupazione israeliane hanno emesso nuovi ordini e ordini di rinnovo della detenzione amministrativa nei confronti di 58 prigionieri provenienti da diverse aree della Cisgiordania.

La Commissione per gli Affari dei Prigionieri e degli ex Prigionieri ha spiegato, in una dichiarazione, che gli ordini comprendono sia nuove detenzioni amministrative sia rinnovi della detenzione di prigionieri palestinesi per periodi compresi tra tre e sei mesi.

6. Muhammad Arab: giornalista palestinese dietro le sbarre e privato dei suoi diritti fondamentali
Il Centro palestinese per la difesa dei prigionieri ha dichiarato che il giornalista Muhammad Arab, arrestato dalle forze di occupazione israeliane presso il complesso medico Al-Shifa mentre svolgeva il proprio lavoro, vive da più di due anni dietro le sbarre, lontano dalla sua famiglia, dalla sua macchina fotografica e dalla sua vita normale.

Il Centro ha spiegato che Arab trascorre da oltre due anni senza poter vedere il proprio volto allo specchio, considerando ciò un esempio della portata della privazione e dell’oppressione vissute dai prigionieri della Striscia di Gaza nelle carceri dell’occupazione.

7. Più di 70 famiglie a Lod rischiano lo sgombero e la demolizione delle proprie case
Più di 70 famiglie del quartiere Al-Mahatta, nella città di Lod, nei territori del 1948, rischiano lo sgombero e la demolizione delle proprie abitazioni dopo aver ricevuto dalle autorità israeliane ordini con scadenze molto brevi, in alcuni casi non superiori a una settimana, con la motivazione dell’«appropriazione di terre dello Stato».

Fonti locali hanno riferito, citando gli abitanti del quartiere, che le loro famiglie vivono nella zona da prima della nascita di Israele e che le loro case custodiscono quasi un secolo di memoria. Gli abitanti hanno ribadito il loro rifiuto di abbandonarle e hanno avvertito che gli ordini di sgombero e demolizione preparano all’espulsione degli abitanti del quartiere e all’appropriazione delle sue terre a beneficio di quella che viene definita la «nucleo torahico».

8. #Video… Le forze di occupazione costringono i palestinesi a chiudere i loro negozi a Hebron
#Guarda: le forze di occupazione israeliane costringono i proprietari palestinesi dei negozi a chiudere le loro attività e vietano l’ingresso e l’uscita dalla Città Vecchia, al fine di facilitare l’accesso dei coloni alla zona nella città di Hebron, nella Cisgiordania occupata.

Europa
9. La Svizzera sceglie un documentario sui sopravvissuti di Gaza per rappresentarla nella corsa agli Oscar 2027
L’Ufficio federale svizzero della cultura ha annunciato ufficialmente la selezione del documentario «Who Is Still Alive» (Chi è ancora vivo), diretto da Nicolas Wadimoff, per rappresentare il Paese nella competizione per l’Oscar al miglior film internazionale nella sua 99ª edizione.

Attraverso un approccio cinematografico astratto, ambientato all’interno di uno studio buio, il film raccoglie le testimonianze e le esperienze di nove palestinesi sopravvissuti che sono stati costretti a lasciare la Striscia di Gaza durante la guerra, concentrandosi sui sentimenti di perdita, sradicamento dalla propria terra e ricostruzione della memoria personale.

10. Attivisti irlandesi occupano una filiale della banca «AIB» per protestare contro un accordo con un’azienda israeliana
Attivisti del movimento irlandese per il boicottaggio hanno fatto irruzione in una filiale della banca AIB nel centro di Belfast, occupandola temporaneamente per protestare contro l’insistenza della dirigenza della banca nel portare avanti un accordo commerciale con una società israeliana di sicurezza informatica.

La protesta ha provocato un’ampia interruzione delle attività all’interno della filiale, prima che gli attivisti trasferissero la manifestazione in strada per informare migliaia di passanti del coinvolgimento della banca nella stipula di un contratto del valore di 1,2 milioni di dollari con la società israeliana di cybersicurezza Snyk, definendo l’accordo un finanziamento diretto del sistema di apartheid e di pulizia etnica.

11. Un murale a Barcellona chiede la liberazione di Marwan Barghouti
Un nuovo murale dell’artista Juan Cantor ha decorato le pareti della città spagnola di Barcellona, nell’ambito della campagna «Liberate Marwan», che sta acquisendo una diffusione crescente nelle strade di tutto il mondo.

Il murale chiede l’immediata liberazione del prigioniero palestinese Marwan Barghouti, che sta trascorrendo il suo 24º anno nelle carceri israeliane con accuse definite infondate.

Internazionale
12. La presidente di «Oracle» si vanta del sostegno tecnologico all’esercito di occupazione
Un video trapelato dell’ex amministratrice delegata della grande società statunitense di software Oracle, Safra Catz, ha suscitato un’ondata di indignazione sui social media dopo che la dirigente si è vantata pubblicamente di fornire sostegno tecnologico all’esercito di occupazione per supportarne la continua offensiva e i massacri nella Striscia di Gaza.

Nel video diffuso, Catz ha affermato che Oracle ha fornito all’esercito di occupazione «tecnologia estremamente avanzata» dopo gli eventi del 7 ottobre per sostenere il suo sforzo bellico. Ha inoltre rivelato di aver visitato il quartier generale dell’esercito israeliano, il cosiddetto «Kirya», a Tel Aviv, dove ha incontrato i dipendenti dell’azienda che vi lavorano.

13. Washington indaga su un’organizzazione britannica accusata di finanziare attività contro l’occupazione
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti ha avviato un’ampia indagine federale contro l’organizzazione non profit britannica PFF, con sede a Londra, accusandola di aver creato un fondo finanziario destinato a sostenere attività contro l’occupazione israeliana.

Le autorità stanno verificando se l’organizzazione abbia trasferito somme di denaro provenienti da un fondo di solidarietà del valore di 100 milioni di dollari a favore della fondazione palestinese Al-Haq, impegnata nella documentazione dei crimini di genocidio e sottoposta a sanzioni statunitensi.

14. L’attrice Susan Sarandon indossa la keffiyeh a New York
L’attrice statunitense premio Oscar Susan Sarandon ha indossato la keffiyeh palestinese mentre camminava per le principali strade di New York, ribadendo la sua posizione di solidarietà e opposizione all’occupazione.

La sua apparizione pubblica con la keffiyeh a New York rappresenta una continuazione delle sue posizioni coraggiose contro la guerra a Gaza, nonostante le campagne di incitamento rivolte contro di lei dalla lobby sionista.

15. Proteste popolari in Colombia contro l’arrivo di una forza dell’esercito israeliano con il pretesto dei soccorsi dopo il terremoto
Attivisti e movimenti popolari in Colombia hanno lanciato un’ampia campagna di protesta per esprimere il loro netto rifiuto dell’arrivo di una missione militare dell’esercito israeliano sul territorio colombiano.

La protesta è seguita all’invio da parte di Israele di una forza militare composta da 80 soldati e ufficiali, con il pretesto di fornire soccorso e partecipare alle operazioni di ricerca dopo il devastante terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la parte occidentale del Paese.

16. Una campagna accusa i principali media occidentali, tra cui il New York Times, di essere complici del genocidio a Gaza
Attivisti e giornalisti solidali hanno lanciato un’ampia campagna di documentazione volta a denunciare il sistema dei media occidentali e ad accusare le sue principali istituzioni di complicità strutturale e di piena partecipazione alla guerra che, secondo gli organizzatori, Israele sta conducendo contro la Striscia di Gaza.

La campagna mira a smontare quella che definisce l’offensiva israeliana contro la stampa: secondo gli organizzatori, l’occupazione combina l’uccisione sistematica sul campo dei giornalisti palestinesi a Gaza, allo scopo di oscurare la verità, con l’adozione acritica, da parte di grandi media occidentali come The New York Times, CNN e Fox News, di quelle che gli organizzatori definiscono falsità e narrazioni israeliane.

17. ONU: circa 3.000 attacchi dei coloni in Cisgiordania dall’inizio del 2025
Dati ufficiali delle Nazioni Unite hanno rivelato che, dall’inizio del 2025 a oggi, gruppi di coloni armati hanno compiuto circa 3.000 attacchi contro città, villaggi e terreni agricoli palestinesi nelle diverse province della Cisgiordania occupata.

L’organizzazione internazionale ha messo in guardia da una pericolosa e senza precedenti escalation nella frequenza degli attacchi perpetrati dall’esercito israeliano e dai coloni contro i palestinesi in Cisgiordania.

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