
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2531, Data: giovedì 20 agosto 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2531, Data: giovedì 20 agosto 2026
1. 11 morti e altri feriti in attacchi contro un quartier generale della polizia e civili nella Striscia di Gaza**
Undici persone sono state uccise e altre sono rimaste ferite dopo che le forze di occupazione israeliane hanno colpito diverse aree della Striscia di Gaza. Fonti locali hanno riferito che almeno 11 persone sono state uccise e altre 15 ferite in un raid israeliano che ha colpito i dintorni del Parco Municipale, nel centro della città.
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**2. Il Club dei prigionieri mette in guardia dalla preparazione di un’ala per le esecuzioni nelle carceri dell’occupazione e invita il mondo ad agire**
Il Club dei prigionieri palestinesi ha messo in guardia dalla pericolosità dell’iniziativa delle autorità di occupazione israeliane di destinare un’ala ai prigionieri palestinesi condannati a morte, comprendente una stanza per l’esecuzione delle sentenze, chiedendo un intervento internazionale urgente per fermare tali misure.
Il presidente del Club, Abdullah al-Zaghari, ha affermato che il provvedimento rientra nel processo attraverso cui il sistema di occupazione israeliano trasformerebbe la legislazione e l’incitamento in misure operative rivolte contro i prigionieri palestinesi. Ha sottolineato che i preparativi per l’esecuzione delle condanne a morte nei loro confronti rappresentano un «crimine contro l’umanità».
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**3. Le forze di occupazione reprimono le detenute nel carcere di Damon**
L’Ufficio per i media dei prigionieri ha dichiarato che le detenute palestinesi nel carcere di Damon sono state sottoposte a una brutale operazione di repressione condotta dalle forze Yamaz, dopo che le forze incaricate della repressione hanno fatto irruzione nei reparti e portato tutte le detenute dalle loro stanze nel cortile, sottoponendole a misure repressive e a un trattamento duro e umiliante.
L’Ufficio ha affermato che l’operazione ha comportato anche il loro ammanettamento, il bendaggio degli occhi e l’obbligo di sdraiarsi a terra a faccia in giù, mantenendole in questa posizione per circa un’ora intera, in quella che ha definito una flagrante violazione della loro dignità e dei loro diritti fondamentali.
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**4. 47 famiglie palestinesi affrontano il rischio di uno sfollamento imminente nella Valle del Giordano**
Più di 47 famiglie palestinesi, composte da oltre 300 persone, circa la metà delle quali bambini, affrontano l’imminente rischio di sfollamento forzato dalle proprie abitazioni nella parte settentrionale della Valle del Giordano palestinese, dopo che le forze di occupazione israeliane e i coloni hanno distrutto e interrotto le ultime vie di approvvigionamento essenziali, rappresentate dalle reti e dalle condutture idriche che riforniscono le loro comunità.
Rapporti pubblicati da organizzazioni specializzate per i diritti umani hanno confermato che questa misura rientra in un’escalation sistematica volta a esercitare pressioni sugli agricoltori e sugli allevatori di bestiame, per i quali questo settore rappresenta l’unica fonte di sostentamento, allo scopo di costringerli ad abbandonare definitivamente le proprie terre.
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**5. La “famiglia Abu Salah”: erano usciti per seppellire il loro bambino, ma i cecchini dell’occupazione li hanno uccisi tutti**
Asaad Abu Salah voleva vedere cosa stesse accadendo fuori dal centro di accoglienza situato accanto all’Ospedale Indonesiano, nel nord della Striscia di Gaza, verso la fine del primo anno di guerra. Tuttavia, un proiettile sparato da un cecchino israeliano lo ha colpito, uccidendolo sul colpo e aprendo un altro capitolo nella tragedia della sua famiglia.
Suo nonno, Abu Surour Abu Salah, insieme alla nonna di Asaad, a suo padre e ai suoi tre zii, ha trasportato il suo corpo per seppellirlo accanto alla scuola. Avevano ben poco da fare: un bambino era stato ucciso e una famiglia cercava di offrirgli una sepoltura dignitosa, per poi tornare nel luogo in cui si era rifugiata per fuggire dai bombardamenti.
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**6. #Video… Il momento dell’arresto di un giornalista palestinese da parte delle forze di occupazione**
#Guarda… Dopo aver perquisito la sua abitazione, le forze di occupazione israeliane hanno arrestato il giornalista palestinese Abdul Rahman Hassan durante l’incursione nella città di Betlemme, nella Cisgiordania occupata.
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*Europeo*
**7. Un tribunale britannico processa un attivista di 72 anni per presunto sostegno al terrorismo dopo la sua opposizione al blocco di Gaza**
Il tribunale di Kingston Crown Court, a Londra, ha avviato il processo contro il noto attivista britannico Tony Greenstein, 72 anni, accusato di «sostegno a un’organizzazione vietata» ai sensi della legge antiterrorismo del 2000.
La procuratrice Kate Temple-Mabe ha basato l’atto d’accusa su tre pubblicazioni online diffuse da Greenstein sul suo account sulla piattaforma X in relazione agli eventi del 7 ottobre. Nei post, Greenstein chiedeva pieno sostegno a una rivolta nella Striscia di Gaza assediata e celebrava gli attacchi contro l’occupazione sionista.
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**8. Presidio davanti al carcere di Peterborough per denunciare la negligenza medica nei confronti degli attivisti detenuti**
Una grande folla si è radunata davanti alla Central Criminal Court, “Old Bailey”, nella capitale britannica Londra, in sostegno degli attivisti sottoposti a procedimento giudiziario nel secondo processo relativo al caso “Filton 25”.
Le campagne di sostegno e solidarietà hanno invitato la popolazione a intensificare i raduni e la presenza quotidiana sul posto, in attesa dei verdetti della giuria, previsti questa settimana, nei confronti degli imputati rimasti.
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**9. Protesta davanti a Starbucks e Carrefour a Barcellona per denunciare il sostegno al genocidio**
Un gruppo di manifestanti e studenti ha bloccato alcune strade di Barcellona e circondato alcune filiali delle catene commerciali “Starbucks” e “Carrefour”.
Le azioni sono state organizzate in risposta agli appelli di sindacati e gruppi studenteschi che denunciano quella che definiscono la complicità di queste aziende con il sistema di occupazione e il loro coinvolgimento diretto nel finanziamento dell’esercito di occupazione israeliano attraverso forniture alimentari e servizi logistici durante la guerra in corso nella Striscia di Gaza.
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**10. Deputata australiana chiede di interrompere i rapporti di intelligence e diplomatici con l’occupazione**
La deputata australiana Elizabeth Watson-Brown ha rivolto dure critiche al governo laburista al potere, condannando il mantenimento delle relazioni diplomatiche e del coordinamento diretto in materia di intelligence con l’entità dell’occupazione israeliana.
Brown ha affermato che la prosecuzione di questa cooperazione in ambito di sicurezza e politico costituisce una complicità esplicita e una copertura diretta di quella che definisce una guerra genocida e dei massacri in corso contro il popolo palestinese.
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**11. Manifestazione davanti al Parlamento scozzese per chiedere un boicottaggio totale delle aziende di armamenti dell’occupazione**
Il Comitato d’emergenza per Gaza intende organizzare un presidio di protesta davanti alla sede del Parlamento scozzese, nella capitale Edimburgo, giovedì 3 settembre prossimo, in concomitanza con il primo anniversario della decisione del governo scozzese di interrompere i rapporti con le aziende che forniscono armi all’esercito di occupazione israeliano.
L’iniziativa mira a esercitare una pressione diretta sul governo scozzese affinché applichi pienamente e immediatamente una politica di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro il sistema di occupazione, con l’obiettivo di porre fine alla complicità nella guerra in corso nella Striscia di Gaza e contrastare quelli che gli organizzatori definiscono i ritardi delle istituzioni ufficiali nell’attuazione delle decisioni volte a vietare l’armamento dell’occupazione.
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*Internazionale*
**12. Washington impone sanzioni alla presidente della Corte penale internazionale e a un importante procuratore**
L’amministrazione statunitense ha imposto sanzioni ufficiali contro la presidente della Corte penale internazionale, la giudice giapponese Tomoko Akane, e contro l’avvocato senegalese Abdullah Siy, membro di rilievo del team dell’accusa.
L’annuncio è stato fatto dal segretario di Stato americano Marco Rubio sulla base di un ordine esecutivo emanato da Donald Trump, motivato dall’opposizione di Washington alle indagini e ai procedimenti della Corte nei confronti di funzionari i cui governi non ne avevano accettato la giurisdizione.
Secondo il testo, la misura è stata adottata per proteggere i leader dell’entità dell’occupazione. Il procuratore preso di mira, “Abdullah Siy”, viene descritto come uno dei principali giuristi del team dell’accusa che ha ottenuto mandati di arresto internazionali nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu con l’accusa di crimini di guerra.
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**13. Il Congressional Progressive Caucus lancia una campagna legislativa per vietare la fornitura di bombe all’occupazione**
Il Congressional Progressive Caucus (CPC) della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha avviato una nuova campagna legislativa per approvare un disegno di legge volto a impedire la fornitura all’entità dell’occupazione di determinati tipi di armi pesanti che, secondo il testo, sarebbero coinvolte nel genocidio nella Striscia di Gaza.
Il presidente del gruppo, il deputato Greg Casar, ha annunciato che il caucus intende spingere per un voto immediato sul progetto di legge denominato “Bomb Ban” qualora il Partito Democratico conquistasse la maggioranza alle elezioni di novembre prossimo. È prevista inoltre una mobilitazione generale contro i progetti di legge che sostengono l’armamento di quello che il caucus definisce un esercito di occupazione fuori controllo.
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**14. Sanzioni statunitensi contro la Corte penale internazionale per proteggere Netanyahu**
Gli Stati Uniti hanno imposto una nuova serie di sanzioni contro la Corte penale internazionale, colpendo la sua presidente, la giudice giapponese Tomoko Akane, e il procuratore capo della Corte, l’avvocato senegalese Abdullah Siy, in un’ulteriore misura punitiva legata alle sue indagini sui presunti crimini commessi dall’occupazione nei territori palestinesi occupati.
Le sanzioni rappresentano le più recenti misure adottate dall’amministrazione del presidente Donald Trump contro la Corte, nell’ambito di quello che il testo descrive come un tentativo di ostacolare il perseguimento di funzionari israeliani per il loro presunto coinvolgimento in crimini genocidari contro i palestinesi.
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**15. Avvocata statunitense: le indagini dell’amministrazione Trump sulle università per presunto antisemitismo sono prive di prove**
Un’ex avvocata del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha dichiarato che le indagini dell’amministrazione del presidente Donald Trump nei confronti di università americane per accuse di antisemitismo erano prive di prove e avevano risultati predeterminati.
Gli avvocati di Haley Van Erim, ex avvocata della Divisione per i diritti civili del Dipartimento di Giustizia, hanno affermato in una denuncia che le indagini condotte da una task force dell’amministrazione Trump sull’antisemitismo erano «caratterizzate da insolite irregolarità procedurali e da conclusioni predeterminate, prive di un adeguato fondamento fattuale o giuridico».
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**16. Soldati israeliani espulsi da una palestra sull’isola di Bali**
Il proprietario di una palestra nella zona di Ubud, sull’isola indonesiana di Bali, ha espulso tre soldati dell’esercito di occupazione israeliano dopo che, secondo quanto riferito, avevano insultato i dipendenti della struttura.
Il proprietario ha dichiarato di rifiutarsi categoricamente di accoglierli, dicendo loro: «Noi non serviamo gli israeliani», prima di costringerli a lasciare immediatamente il locale.
È emerso che i soldati erano entrati nel territorio indonesiano utilizzando passaporti di altri Paesi per aggirare le norme, dal momento che l’Indonesia vieta l’ingresso ai titolari di passaporti israeliani.
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**17. La Fondazione Hind Rajab persegue un soldato israeliano in India per la sua presunta partecipazione alla guerra genocida**
La Fondazione Hind Rajab ha presentato una denuncia penale ufficiale in India contro un soldato dell’esercito di occupazione israeliano che si trovava nel Paese in vacanza, dopo la diffusione di prove che documenterebbero il suo presunto coinvolgimento nella distruzione illegale di beni civili nel governatorato di Khan Yunis.
La denuncia, presentata il 18 agosto 2026, si basa su immagini satellitari e video pubblicati dal soldato sui social media, che dimostrerebbero, secondo la denuncia, il suo coinvolgimento nella distruzione sistematica delle infrastrutture della località di Abasan al-Saghira tra marzo e aprile 2024, dopo che le forze di occupazione ne avevano assunto il pieno controllo.
