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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2530, Data: mercoledì 19 agosto 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2530, Data: mercoledì 19 agosto 2026

1. 6 morti e feriti in un bombardamento israeliano che ha colpito il porto di Gaza
Sei cittadini, tra cui un bambino, sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti in un bombardamento delle forze israeliane a ovest della città di Gaza.

Secondo fonti locali, il raid israeliano ha colpito un caffè all’interno del porto, nella zona occidentale della città di Gaza, causando la morte di 6 cittadini, tra cui un bambino, e il ferimento di altre 14 persone.

2. 6 avamposti e una strada di insediamento circondano il villaggio di Burqa, a est di Ramallah
Dopo che i coloni hanno installato una nuova tenda per un avamposto nell’area di «Al-Karm», nei terreni del villaggio di Burqa, a est di Ramallah, il villaggio è ormai circondato dagli insediamenti su tutti e quattro i lati.

Con 6 avamposti di insediamento, l’espansione coloniale sta progressivamente inglobando il villaggio di Burqa, circondandolo su 3 lati; sul quarto lato passa la strada di insediamento n. 60, che controlla gran parte delle sue terre.

3. Continua l’escalation degli insediamenti in Cisgiordania: nuovi avamposti, appropriazioni e attacchi contro cittadini e proprietà
I coloni continuano la loro escalation sul terreno in Cisgiordania, sotto la protezione delle forze israeliane, attraverso l’ampliamento degli avamposti esistenti, la creazione di nuovi avamposti e attacchi contro cittadini e loro proprietà.

I coloni hanno ampliato l’avamposto situato sul monte Mustafa al-Ali, nel villaggio di Beitillu, a ovest di Ramallah, e hanno istituito un nuovo avamposto nelle terre della località di Nahalin, a ovest di Betlemme.

4. Le forze israeliane arrestano 7 palestinesi, tra cui una dottoressa e due bambini, durante raid in Cisgiordania e a Gerusalemme
Le forze israeliane hanno continuato le campagne di irruzioni e arresti in diverse zone della Cisgiordania e di Gerusalemme occupate, che hanno portato all’arresto di 7 cittadini, tra cui una dottoressa e due bambini.

Nel governatorato di Betlemme, le forze israeliane hanno fatto irruzione nella località di Tuqu’, a sud del governatorato, perquisito diverse abitazioni e arrestato tre cittadini: Ahmad Awda Allah al-Amour, Musa Jawdat al-Amour e Ahmad Suleiman Abu Mufreh.

Nel governatorato di Gerusalemme, le forze israeliane hanno arrestato il quindicenne Zahir Abu Eid, dopo aver fatto irruzione nella casa della sua famiglia e averne messo a soqquadro il contenuto, nella località di Anata, a nord-est di Gerusalemme.

5. L’Unione dei Comuni di Gaza chiede un intervento urgente per consentire l’ingresso di carburante e pezzi di ricambio
L’Unione dei Comuni di Gaza ha chiesto alle Nazioni Unite e ai mediatori di intervenire immediatamente e con urgenza per esercitare pressione sulla parte israeliana affinché consenta l’ingresso delle forniture essenziali necessarie a garantire il funzionamento delle infrastrutture vitali nella Striscia di Gaza.

L’Unione ha chiesto inoltre di fare pressione per consentire l’ingresso degli oli minerali, che secondo quanto affermato sono vietati senza motivazioni, oltre al carburante e al gasolio necessari per il funzionamento delle strutture essenziali e per garantire la continuità dei servizi di base alla popolazione.

6. Comune di Qusra: l’assedio aggrava le sofferenze delle famiglie e gli aiuti rischiano di esaurirsi
Il sindaco di Qusra, a sud di Nablus, Abd al-Azim Wadi, ha dichiarato che le sofferenze delle famiglie assediate nella località di Qusra si aggravano per il decimo giorno consecutivo, a causa dell’inasprimento dell’assedio e del divieto di far arrivare aiuti sufficienti alle tre abitazioni sotto assedio.

Wadi ha confermato che i coloni continuano a essere presenti nei dintorni delle abitazioni e a esercitare pressioni sulla popolazione, sotto la forte protezione delle forze israeliane.

7. Bambini di coloni attaccano a sassate un’ambulanza
Guarda: l’hanno presa a sassate. Bambini di coloni hanno attaccato un’ambulanza della Società della Mezzaluna Rossa Palestinese mentre trasportava un paziente dalla zona di Tel Rumeida, nella Cisgiordania occupata.

Europeo
8. Appelli a manifestare davanti all’ambasciata austriaca a Dublino per chiedere il boicottaggio delle partite contro Israele
Sono stati lanciati appelli per organizzare una manifestazione di protesta davanti alla sede dell’ambasciata austriaca nella capitale irlandese Dublino, sabato 22 agosto alle ore 14, nell’ambito di una campagna volta a impedire la «normalizzazione sportiva del genocidio» e a chiedere l’annullamento delle partite della nazionale di calcio irlandese contro la nazionale israeliana nella UEFA Nations League.

La manifestazione, organizzata dalla campagna «Stop the Game», si svolge parallelamente a una mobilitazione più ampia che ha incluso presidi davanti al Parlamento irlandese e allo stadio Aviva, nonché grandi manifestazioni a Londra e Sydney, con l’obiettivo di fare pressione sulla Federazione calcistica irlandese affinché rifiuti di giocare contro Israele in qualsiasi luogo.

9. Il fondo pensionistico neozelandese si impegna a riesaminare i propri investimenti in 4 aziende accusate di complicità con l’occupazione
L’ente che gestisce il fondo sovrano neozelandese (fondo pensionistico) ha adottato una nuova politica di investimento responsabile, impegnandosi a riesaminare i propri investimenti in quattro grandi società internazionali che manifestanti e gruppi filopalestinesi chiedono di boicottare e dalle quali chiedono il disinvestimento per il loro ruolo nel sostegno al sistema dell’occupazione.

L’impegno è arrivato dopo una vittoria giudiziaria ottenuta dagli attivisti Maher Nazzal, Rawya al-Fahnawi e John Minto presso l’Alta Corte neozelandese contro il fondo. Il giudice Simon Mount ha stabilito che le attuali politiche di investimento del fondo violano gli obblighi legali imposti per evitare danni alla reputazione internazionale della Nuova Zelanda.

10. Azione giudiziaria contro un avvocato britannico che ha difeso attiviste di «Palestine Action»
L’avvocato britannico per i diritti umani Rajiv Menon affronta accuse penali per «oltraggio alla corte» in relazione alla sua arringa conclusiva in difesa delle attiviste del movimento «Palestine Action», processate ai sensi delle leggi antiterrorismo dopo l’irruzione, nel 2024, in una fabbrica di armi appartenente alla società «Elbit Systems» a Filton.

Il procedimento rappresenta un grave precedente giudiziario ed è il primo del suo genere nella storia della giustizia britannica volto a perseguire un avvocato della difesa per le sue dichiarazioni in aula. Il giudice «Nicklin» ha accusato l’avvocato Menon di aver fuorviato la giuria e di aver lasciato intendere che il tribunale non fosse imparziale, dopo che egli aveva fatto riferimento al divieto imposto agli imputati di testimoniare sui crimini israeliani.

11. Le autorità francesi minacciano di espellere un ex prigioniero palestinese liberato e la sua famiglia
Le autorità francesi hanno notificato all’ex prigioniero palestinese Ibrahim Barnat una decisione che prevede la revoca dei suoi documenti ufficiali di soggiorno e la sua espulsione dal Paese, in una misura punitiva ritenuta ingiusta, nonostante la sua piena assoluzione dalle accuse a suo carico relative al «terrorismo».

In un’intervista esclusiva alla rete «Al Jazeera», Barnat ha affermato che la decisione arbitraria di espulsione non colpisce soltanto lui, ma anche la sua famiglia e i suoi figli, che hanno la cittadinanza francese. Ha definito il provvedimento una persecuzione politica strumentale.

12. Manifestazione all’Università di Limerick, in Irlanda, contro la partecipazione di una squadra israeliana
I campi dell’Università di Limerick, in Irlanda, sono stati teatro di una grande manifestazione di protesta contro la partecipazione di una squadra rappresentativa di Israele ai campionati mondiali di frisbee.

Per tutta la durata della partita, i manifestanti hanno scandito slogan contro il «genocidio nello sport» e contro il sistema di apartheid, ribadendo il loro pieno sostegno al popolo palestinese e chiedendo l’immediata esclusione di tutte le squadre israeliane dalle competizioni internazionali.

13. Appelli ai tifosi dell’Atalanta per boicottare la partita contro la squadra israeliana a Bergamo
Sono stati lanciati appelli da parte di giovani e organizzazioni per i diritti umani rivolti ai tifosi dell’Atalanta affinché lascino lo stadio e boicottino la partita prevista contro la squadra «Hapoel Tel Aviv», legata al sistema israeliano, in programma giovedì 20 agosto a Bergamo, in segno di protesta contro la guerra e contro i tentativi di «ripulire» l’immagine dei crimini israeliani attraverso lo sport.

Gli attivisti hanno chiesto ai tifosi del club italiano e alle organizzazioni sportive di ritirarsi e lasciare le tribune in difesa dei valori umani e in risposta all’appello ufficiale della Federazione palestinese e della coscienza internazionale affinché Israele venga escluso dallo sport internazionale.

14. Un film palestinese vince il Premio speciale della giuria al Festival cinematografico di Locarno
Il film palestinese «I rivoluzionari non muoiono mai», del regista Muhannad Yaqubi, ha vinto il Premio speciale della giuria nella sezione «Cineasti del presente» della 79ª edizione del Festival internazionale del cinema di Locarno, in Svizzera.

Il film vincitore è una coproduzione tra Palestina, Belgio e Qatar. Il premio prevede una campagna promozionale del valore di 25.000 franchi svizzeri (circa 29.000 dollari) attraverso i canali «Ciné Plus OCS», in concomitanza con la sua uscita nelle sale cinematografiche francesi.

15. L’Università di Manchester riprende la collaborazione di ricerca con l’Università di Tel Aviv ignorando le proteste degli studenti
L’Università di Manchester intende riprendere la collaborazione di ricerca con l’Università di Tel Aviv, legata al sistema israeliano, dopo tre anni di sospensione della partnership a causa della guerra a Gaza, sfidando apertamente la forte opposizione degli studenti e il voto dell’Unione studentesca, che aveva chiesto la completa interruzione delle relazioni accademiche.

Il quotidiano «The Mancunion» ha rivelato che l’Università di Tel Aviv è entrata a far parte del nuovo programma Global Fund dell’Università di Manchester, destinato a sostenere progetti di ricerca congiunti. Manchester contribuirà con una somma fino a 5.000 sterline per progetto, con un finanziamento equivalente previsto da parte israeliana.

16. Deputati del Parlamento tedesco chiedono sanzioni europee contro Ben-Gvir
L’esperto di politica estera dell’Unione Cristiano-Democratica, Jürgen Hardt, e il deputato del partito «Die Linke», Dietmar Bartsch, hanno chiesto all’Unione Europea di imporre sanzioni ufficiali contro Itamar Ben-Gvir, compreso il divieto di ingresso nel territorio europeo.

Le iniziative parlamentari a Berlino sono arrivate dopo le dichiarazioni di Ben-Gvir a favore dell’intensificazione dei raid sulla Striscia di Gaza, dell’uccisione di 30-40 palestinesi ogni notte senza eccezioni e i suoi ripetuti appelli allo sfollamento della popolazione e alla ricostruzione degli insediamenti.

17. Appelli per una manifestazione davanti all’ambasciata spagnola nella capitale irlandese Dublino
Sono stati lanciati appelli per organizzare una manifestazione di solidarietà davanti alla sede dell’ambasciata spagnola nella capitale irlandese Dublino, sabato 22 agosto, per chiedere l’immediato rilascio dell’attivista e operatore umanitario statunitense residente in Irlanda, Fergie Chambers, detenuto a Madrid sulla base di una richiesta di estradizione dell’amministrazione Trump.

La mobilitazione mira a contrastare i tentativi di Washington di ottenere la sua estradizione e processarlo con accuse che sostengono un presunto sostegno al «terrorismo», mentre i tribunali spagnoli hanno tempo fino al 26 agosto per presentare la loro raccomandazione finale al governo spagnolo.

Internazionale
18. Una conduttrice statunitense interrompe un candidato al Congresso e chiude l’intervista dopo l’accusa di genocidio contro Israele
La conduttrice statunitense «Glenna Milberg» ha interrotto il candidato democratico alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti per lo Stato della Florida, «Oliver Larkin», e ha concluso immediatamente l’intervista televisiva dopo che quest’ultimo aveva accusato Israele di commettere crimini di genocidio contro i palestinesi nella Striscia di Gaza.

19. Francesca: Israele affida la repressione ai coloni per attuare una pulizia etnica
Albanese ha spiegato che il ricorso alle milizie dei coloni rientra nel contesto dell’espansione del controllo sul territorio e dell’accerchiamento della presenza palestinese.

Ha sottolineato che queste pratiche vengono attuate con il sostegno e la protezione diretti dell’esercito israeliano, allo scopo di costringere i palestinesi allo sfollamento forzato, costituendo una flagrante violazione del diritto internazionale e una continuazione del crimine di genocidio e dello sfollamento in corso ai danni del popolo palestinese.

20. ONU: 350 operatori umanitari uccisi nel 2025
L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha riferito che il numero di operatori umanitari uccisi nel mondo nel 2025 è stato di 350, di cui 186 a Gaza e 71 in Sudan.

In una dichiarazione, l’ufficio ha affermato che «il 2025 ha registrato un altro tragico record per quanto riguarda gli atti di violenza contro gli operatori umanitari: 907 operatori sono stati uccisi, feriti o rapiti».

Dall’inizio del 2026, secondo OCHA, 82 operatori umanitari sono stati uccisi, 97 feriti e 39 rapiti in diverse parti del mondo.

21. 19 città in tutto il mondo manifestano per chiedere la fine dell’assedio di Gaza
Diciannove città in tutto il mondo, tra cui Istanbul, si preparano a organizzare manifestazioni simultanee mercoledì prossimo, in occasione della Giornata mondiale dell’azione umanitaria, per chiedere l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, mentre continuano l’assedio e le restrizioni israeliane imposte alla Striscia.

22. L’ONU chiede la fine dell’occupazione e che ai palestinesi sia garantito il diritto all’autodeterminazione
Il portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, Thameen Al-Kheetan, ha chiesto la fine dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi e che al popolo palestinese sia consentito esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione, nel contesto delle continue violazioni e dell’escalation nei territori palestinesi occupati.

Al-Kheetan ha confermato che la posizione dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani sulla decisione israeliana di respingere la tabella di marcia relativa all’attuazione della seconda fase dell’accordo su Gaza non è cambiata.

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