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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2538, Data: giovedì 27 agosto 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2538, Data: giovedì 27 agosto 2026

1. Un martire e feriti in un bombardamento israeliano su Gaza
Le forze di occupazione israeliane hanno continuato, per il 321º giorno consecutivo, a violare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza attraverso bombardamenti d’artiglieria, colpi d’arma da fuoco e il proseguimento dell’assedio.
Nell’ultimo sviluppo, una donna incinta è rimasta ferita in seguito al bombardamento da parte di aerei dell’occupazione israeliana di un’abitazione nella zona di Jabalia al-Nazla, nel nord della Striscia di Gaza.

In precedenza, una fonte locale aveva riferito della morte del cittadino Ismail al-Braim, a seguito di un attacco condotto da un drone israeliano nella zona di al-Mawasi, a ovest della città di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza.

2. Gaza al terzo anno sotto le tende: catastrofe umanitaria, carestia e privazione dell’acqua
La catastrofe umanitaria nella Striscia di Gaza si aggrava con il protrarsi della guerra e dell’assedio per il terzo anno, mentre milioni di palestinesi vivono sotto il peso dello sfollamento, della carenza di cibo e acqua e della distruzione delle infrastrutture e dei servizi essenziali.
Mentre le famiglie lottano per sopravvivere in tende prive delle condizioni minime di vita, la portata dei bisogni umanitari continua ad ampliarsi, colpendo bambini, donne e malati, mentre i comuni della Striscia affrontano un’incapacità sempre maggiore di garantire acqua, servizi fognari e igiene.

3. Anche un sorso d’acqua è stato sottratto dai coloni: continua il piano di sfollamento della Cisgiordania mentre il mondo resta a guardare
Mentre il mondo continua a osservare ciò che accade in Cisgiordania, le istituzioni internazionali tengono i loro incontri periodici sulla questione palestinese, mentre gli eventi sul terreno accelerano verso ulteriori restrizioni, espansione degli insediamenti e sfollamenti.
Persino le fonti d’acqua sono ormai diventate bersaglio degli attacchi dei coloni, insieme allo sradicamento dei terreni, alla demolizione di abitazioni e strutture, all’estirpazione degli alberi e all’imposizione di nuovi fatti compiuti sul terreno a favore degli insediamenti.

Gli sviluppi susseguitisi nei villaggi e nelle località della Cisgiordania rivelano una politica che va oltre gli attacchi individuali e assume la forma di una crescente pressione organizzata sui palestinesi e sulle condizioni della loro vita, nel tentativo di spingerli ad andarsene, impossessarsi delle loro terre e imporre una nuova realtà funzionale ai piani di annessione e di espansione degli insediamenti.

4. Il divieto di pezzi di ricambio e oli minaccia un progressivo blocco dei camion di Gaza
Il presidente dell’Associazione dei proprietari delle società private di trasporto, Nahid Shihabir, ha avvertito delle conseguenze del continuo divieto di introdurre nella Striscia di Gaza pezzi di ricambio per automobili e camion, oli e materiali per la manutenzione.
Ha sottolineato che la crisi delle forniture operative sta ormai minacciando di mettere fuori servizio un numero crescente di camion, facendo presagire una vera crisi del sistema di trasporto all’interno della Striscia.

Shihabir ha dichiarato che il settore del trasporto privato opera da lungo tempo in condizioni eccezionali, a causa del continuo deterioramento dei camion e dell’assenza dei requisiti minimi per la manutenzione, spiegando che un numero sempre maggiore di veicoli continua a circolare nonostante i guasti tecnici accumulati, poiché non sono disponibili i pezzi di ricambio necessari per ripararli.

5. Ricercatore di Gerusalemme: lo sgombero dell’Istituto di Qalandia è un passo per imporre la sovranità degli insediamenti e liquidare la questione dei rifugiati
L’attivista e ricercatore specializzato negli affari di Gerusalemme Fakhri Abu Diab ha affermato che l’irruzione delle forze di occupazione israeliane nell’Istituto di formazione professionale di Qalandia, appartenente all’UNRWA, e il suo sgombero rientrano in un piano strategico volto a colpire il valore simbolico delle istituzioni internazionali, liquidare la questione dei rifugiati e il diritto al ritorno e imporre la sovranità degli insediamenti e il controllo assoluto sul terreno e sugli edifici della zona.
Abu Diab ha spiegato che il controllo di questo complesso serve i progetti di ebraizzazione nelle aree circostanti quella che viene definita “Aeroporto di Qalandia”, con l’obiettivo di ampliare i piani degli insediamenti e svuotare Gerusalemme occupata delle sue istituzioni di servizio.

6. L’occupazione dà fuoco al veicolo di un cittadino vicino al cancello di Khirbetha Bani Harith, a ovest di Ramallah
Le forze di occupazione israeliane hanno provocato l’incendio del veicolo di un cittadino vicino al cancello di Khirbetha Bani Harith, a ovest di Ramallah.
Fonti locali hanno riferito che le forze di occupazione hanno lanciato lacrimogeni e granate assordanti contro i cittadini presenti dietro il cancello chiuso, provocando l’incendio del veicolo di uno di loro.

7. 84 scuole palestinesi a rischio di demolizione in Cisgiordania e a Gerusalemme
84 scuole palestinesi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est sono a rischio di demolizione in base a ordini emessi dalle forze di occupazione, in un’escalation che minaccia il diritto di migliaia di studenti all’istruzione.
54 scuole rischiano la demolizione completa, mentre gli ordini dell’occupazione riguardano altre 30 scuole con demolizioni parziali, comprese parti degli edifici o delle loro strutture.

8. L’occupazione continua a cambiare i nomi delle strade di Gerusalemme per modificarne l’identità araba
Le autorità di occupazione israeliane continuano a modificare i nomi delle strade, dei monumenti e dei luoghi storici della città di Gerusalemme occupata, nell’ambito di una politica volta a cancellare i loro tradizionali nomi arabi e imporre denominazioni ebraiche.
Il Governatorato di Gerusalemme ha riferito che squadre delle autorità di occupazione hanno installato un cartello con la denominazione “Porta Antica”, contestualmente alla rimozione dei cartelli recanti il nome “Porta di Damasco”, una delle principali porte della Città Vecchia di Gerusalemme, storicamente e geograficamente legata alla città e alla sua identità araba.

9. #Video: il momento in cui un giovane viene colpito dai proiettili dell’occupazione nel campo di Qalandia
#Guarda: immagini documentano il momento in cui le forze di occupazione israeliane hanno sparato contro un giovane palestinese, colpendolo direttamente durante gli scontri nel campo profughi di Qalandia, a nord della città di Gerusalemme occupata.
10. #Video: un colono sputa contro un monastero cristiano a Gerusalemme
#Guarda: un attacco contro i luoghi religiosi cristiani. Una telecamera di sorveglianza ha documentato un colono israeliano che sputa deliberatamente all’ingresso del Monastero di San Giacomo, nel Quartiere Armeno della città di Gerusalemme occupata.
Europa
11. Il Consiglio di Montréal svuota una risoluzione di solidarietà con la Palestina delle clausole sulla rottura dei rapporti con l’occupazione
Il Consiglio comunale di Montréal, in Canada, ha approvato una proposta rivista e modificata sulla solidarietà con la Palestina, dopo che il partito al governo ha eliminato le principali richieste di sospensione e interruzione delle relazioni istituzionali e di disinvestimento dall’occupazione israeliana.
La versione svuotata è stata approvata con 54 voti favorevoli e 6 contrari, dopo che il partito di governo “Insieme Montréal” ha introdotto modifiche sostanziali che hanno eliminato la bozza originale della risoluzione, presentata dal partito di opposizione “Projet Montréal” e sostenuta dal “Collettivo degli artisti del Québec contro l’apartheid”.

12. Manifestazione davanti al tribunale di Edimburgo in solidarietà con 37 attivisti processati in base alla legge antiterrorismo
Decine di manifestanti si sono radunati davanti allo Sheriff Court di Edimburgo, in Scozia, per sostenere 37 attivisti per i diritti umani sottoposti a procedimenti penali ai sensi dell’articolo 13 della legge antiterrorismo del 2000.
Gli attivisti sono accusati di aver indossato abiti e innalzato cartelli a sostegno di Palestine Action, movimento contrario all’armamento dell’occupazione.

L’udienza, presieduta dal giudice John Cook, ha disposto il rinvio dei procedimenti al 9 febbraio successivo, su richiesta dell’accusa, in attesa della pronuncia sull’appello presentato per annullare la classificazione del movimento come organizzazione vietata.

13. Organizzazioni sioniste in Canada incitano a perseguire l’accademico Abbas Hamza per aver denunciato i crimini dell’occupazione
Organizzazioni e reti sioniste hanno lanciato una vasta campagna di incitamento contro il professore universitario e docente di analisi dei dati Abbas Hamza, dopo che aveva pronunciato un discorso contro l’occupazione in un quartiere della città canadese di Toronto.
La rete sionista “Leviathan” e l’organizzazione “B’nai Brith Canada” hanno preso di mira l’accademico Hamza monitorando i suoi account e individuando i suoi luoghi di lavoro presso la Niagara University e i college Georgian e Conestoga, chiedendo l’apertura di un’indagine ufficiale nei suoi confronti e l’adozione di provvedimenti.

14. Protesta davanti allo stadio del West Ham inglese per chiedere l’espulsione di un giocatore israeliano
Attivisti filo-palestinesi si sono radunati davanti al centro di allenamento del West Ham United a Londra, sventolando bandiere palestinesi e chiedendo l’immediata rescissione del contratto del nazionale israeliano Manor Solomon e la sua espulsione dalla squadra.
I manifestanti hanno pubblicato un video in cui criticano la dirigenza del club inglese per aver ingaggiato un giocatore che rappresenta lo Stato occupante, poche ore prima della sfida tra West Ham e Southampton nella Coppa di Lega inglese. Era previsto che Solomon affrontasse il portiere israeliano del Southampton, Daniel Peretz.

15. Appello alla protesta davanti alla Banca Centrale d’Irlanda per interrompere il finanziamento delle obbligazioni legate all’occupazione
Amnesty International Irlanda ha lanciato un’ampia petizione online, accompagnata da un invito a radunarsi davanti alla sede della Banca Centrale d’Irlanda (CBI) a Dublino, per chiederle di interrompere immediatamente l’agevolazione della vendita di obbligazioni finanziarie israeliane.
L’organizzazione e i movimenti partecipanti hanno affermato che tali obbligazioni rappresentano un finanziamento diretto dei crimini di genocidio e apartheid sionista contro il popolo palestinese, poiché i loro proventi confluiscono nel bilancio di guerra dell’occupazione.

16. La coalizione britannica “Stop the War” chiede un boicottaggio completo dell’occupazione
La coordinatrice della coalizione, Lindsey German, dalla sede dell’organizzazione a Londra, ha messo in guardia dai rischi del progetto della “Grande Israele”, promosso da esponenti dell’occupazione e sostenuto dal presidente statunitense Donald Trump, con l’obiettivo di appropriarsi di nuovi territori arabi e sfollare con la forza i palestinesi.
La coordinatrice ha criticato l’assenza di posizioni decisive da parte dei governi arabi minacciati, a suo giudizio, dai loro legami strategici con accordi sulle armi e interessi economici con la Gran Bretagna e gli Stati Uniti.

17. Rilasciate due attiviste britanniche dopo aver bloccato uno stabilimento della “Martin-Baker”
Due attiviste sono state rilasciate su cauzione dopo essere riuscite a occupare il tetto dello stabilimento della società di armamenti “Martin-Baker”. L’azione di protesta diretta è riuscita a paralizzare le attività del sito e a interrompere le catene di fornitura e approvvigionamento dell’occupazione israeliana.
Lo stabilimento è stato preso di mira perché responsabile della fornitura e produzione dei seggiolini eiettabili destinati agli aerei da guerra F-35 utilizzati dall’aeronautica dell’occupazione per condurre i suoi continui raid e massacri contro i civili in Palestina.

18. Il più grande sindacato irlandese esorta la nazionale a boicottare le partite contro Israele
Il sindacato SIPTU ha esposto uno striscione di protesta con la scritta “Stop the Game” nella Liberty Hall della capitale Dublino, chiedendo alla Federazione calcistica irlandese e alla nazionale di rifiutarsi di disputare le prossime due partite contro Israele nella Nations League europea.
Il vicesegretario generale del sindacato, Greg Ennis, ha criticato il governo e la Federazione irlandese per aver imposto questa posizione ai giocatori, sostenendo che la nazionale israeliana è composta da soldati e riservisti di un esercito che sta conducendo un genocidio, causando, secondo quanto affermato nel testo, la morte di 74.000 palestinesi, tra cui 21.000 bambini.

19. Il Canada vieta l’ingresso al vicesindaco di Gerusalemme e annulla la sua conferenza
Le autorità canadesi hanno annullato l’autorizzazione elettronica di viaggio del vicesindaco dell’occupazione a Gerusalemme occupata, l’estremista Aryeh King, impedendogli di entrare nel Paese per tenere una conferenza prevista per la serata.
La decisione canadese è arrivata in risposta a memorandum legali documentati presentati dal centro “Israel Now”, che avrebbero evidenziato il coinvolgimento diretto di King nella guida di operazioni di pulizia etnica e nell’espansione degli insediamenti a Gerusalemme Est occupata, azioni considerate illegali dal diritto internazionale e dalla legislazione canadese.

20. I manifestanti chiudono una fiera per la promozione di immobili negli insediamenti
Centinaia di attivisti e sostenitori della causa palestinese si sono radunati nelle strade della capitale britannica Londra per protestare contro la grande fiera immobiliare israeliana, che presenta terreni palestinesi confiscati e abitazioni all’interno di insediamenti considerati illegali nella Cisgiordania occupata.
I manifestanti hanno innalzato slogan chiedendo la fine della complicità britannica nell’espansione degli insediamenti e nell’agevolazione della vendita dei terreni confiscati, considerando l’evento un contributo diretto all’approfondimento della politica degli insediamenti e dei crimini dell’occupazione.

21. Crescono le pressioni all’interno del Partito Laburista britannico per riconoscere il genocidio a Gaza
Il primo ministro britannico Andy Burnham è sottoposto a crescenti pressioni all’interno del Partito Laburista, in vista del congresso del partito previsto per il mese prossimo, affinché riconosca che ciò che Israele sta compiendo nella Striscia di Gaza costituisce un genocidio e adotti misure più severe nei suoi confronti, tra cui un divieto totale delle esportazioni di armi.
Le pressioni arrivano mentre all’interno del partito aumentano gli appelli ad allontanarsi dall’approccio adottato dal precedente governo guidato da Keir Starmer nei confronti della guerra a Gaza, nel tentativo di riconquistare gli elettori progressisti che si sono allontanati dal Partito Laburista a causa della sua posizione sulla questione palestinese.

Internazionale
22. Soldati israeliani installano un tavolo provocatorio all’ingresso della Columbia University
Soldati dell’esercito di occupazione hanno allestito un tavolo promozionale all’ingresso principale della Columbia University, esponendo lo slogan “Siamo stati a Gaza… chiedeteci qualsiasi cosa”, in un gesto pubblico descritto come intimidatorio nei confronti degli studenti e di coloro che chiedono la fine del genocidio, nonché come fonte di molestie e incitamento contro di loro.
La presenza provocatoria di soldati che hanno partecipato ai massacri di Gaza ha riacceso le accuse di complicità nei confronti della dirigenza dell’università, che, secondo il testo, continua a sostenere l’occupazione attraverso il proprio fondo di dotazione e i propri investimenti.

23. Il Tesoro statunitense impone sanzioni contro “Palestine Action”
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto sanzioni contro Palestine Action, dopo che l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del dipartimento l’ha classificata come “Specially Designated Global Terrorist” (SDGT), ossia “organizzazione terroristica globale specificamente designata”.
Il dipartimento ha affermato che il provvedimento rientra nella strategia antiterrorismo statunitense del 2026, che considera i “gruppi terroristici violenti dell’estrema sinistra” una delle principali minacce terroristiche per gli Stati Uniti.

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