
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2537, Data: mercoledì 26 agosto 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2537, Data: mercoledì 26 agosto 2026
1. Salute: 9 morti in 24 ore, il bilancio dall’inizio del cessate il fuoco a Gaza sale a 1.296
Il Ministero della Salute della Striscia di Gaza ha annunciato che, nelle ultime 24 ore, 9 persone sono morte e 36 sono rimaste ferite e sono state trasportate negli ospedali della Striscia, mentre continuano le violazioni israeliane.
Secondo il rapporto quotidiano del Ministero, il numero delle vittime dall’inizio del cessate il fuoco, l’11 ottobre 2025, è salito a 1.296 morti, mentre i feriti sono 4.296. A questi si aggiungono 814 persone recuperate senza vita dalle macerie.
Secondo il rapporto, dall’inizio dell’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza, il 7 ottobre 2023, il bilancio è salito a 73.431 morti e 174.437 feriti.
2. Israele approva 18 nuove aree di influenza degli insediamenti in Cisgiordania
La Commissione per la Resistenza al Muro e agli Insediamenti ha dichiarato che le autorità israeliane hanno approvato 18 nuove aree di influenza degli insediamenti, o modificato quelle esistenti, nella Cisgiordania occupata, in preparazione all’espansione degli insediamenti e alla creazione di nuovi avamposti.
La Commissione ha spiegato in una dichiarazione che il provvedimento comprende aree di influenza relative a nuovi insediamenti approvati dal “gabinetto”, oltre ad altre misure volte a trasformare avamposti in insediamenti indipendenti, nonché modifiche ed espansioni delle aree di influenza di insediamenti e consigli degli insediamenti già esistenti.
3. Le forze israeliane prendono il controllo dell’istituto dell’UNRWA a Qalandia
Le fazioni dell’azione nazionale hanno dichiarato che la presa di controllo, da parte delle autorità israeliane, del complesso dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA) a Kafr Aqab, a nord della Gerusalemme occupata, rappresenta la prosecuzione dell’aggressione sistematica e continua contro il popolo palestinese, un flagrante attacco a un’istituzione delle Nazioni Unite e una sfida sfacciata alle risoluzioni dell’ONU e alle convenzioni internazionali.
Le fazioni hanno sottolineato in una dichiarazione che il perdurare dell’impotenza internazionale e delle Nazioni Unite, nonché l’assenza di una risposta concreta a queste ripetute misure israeliane, che mostrano disprezzo per il sistema delle Nazioni Unite, incoraggiano Israele a proseguire nella sua aggressione e a imporre con la forza una politica del fatto compiuto, fornendogli una copertura per continuare a violare convenzioni e norme internazionali.
4. Le autorità israeliane notificano demolizioni a Kafr Aqab e ne effettuano altre a sud di Nablus
Le autorità israeliane hanno notificato la demolizione di diverse strutture ed edifici di proprietà di cittadini palestinesi nei pressi del muro di separazione nella località di Kafr Aqab, a nord della Gerusalemme occupata, in una nuova iniziativa sul terreno che accresce i timori degli abitanti riguardo all’estensione delle demolizioni nella zona.
Fonti di Gerusalemme hanno riferito che forze israeliane rinforzate hanno fatto irruzione nell’area adiacente al tratto del muro di separazione che attraversa Kafr Aqab e hanno affisso notifiche di demolizione sui muri e agli ingressi di diverse strutture, in vista della loro rimozione.
5. Aumento del 63% degli attacchi dei coloni in Cisgiordania nei primi sette mesi
La Commissione per la Resistenza al Muro e agli Insediamenti ha rilevato un forte aumento degli attacchi dei coloni nella Cisgiordania durante i primi sette mesi del 2026, con un incremento del 63% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Secondo una dichiarazione della Commissione, dall’inizio dell’anno fino alla fine di luglio sono stati registrati 4.113 attacchi, contro i 2.524 dello stesso periodo del 2025, con un aumento di 1.589 episodi.
6. Ufficio stampa governativo: Israele continua a colpire i civili a Gaza nel silenzio internazionale
L’Ufficio stampa governativo della Striscia di Gaza ha condannato il silenzio della comunità internazionale di fronte ai continui crimini e alle violazioni israeliane nella Striscia, sottolineando che continuano gli attacchi contro bambini e civili e il bombardamento di abitazioni occupate, in una persistente violazione dell’accordo di cessate il fuoco.
In una dichiarazione alla stampa, l’Ufficio ha affermato che il protrarsi di questi crimini e violazioni rappresenta una flagrante sfida alla comunità internazionale. Ha attribuito alle autorità israeliane e alla comunità internazionale, che rimane in silenzio, la piena responsabilità legale, morale e storica per la prosecuzione di quella che ha definito una “genocidio” e per gli attacchi contro civili, bambini e moschee.
7. I bambini di Gaza tra la gioia del gioco e la minaccia dei bombardamenti: gli aquiloni diventano un nuovo pretesto per l’escalation
«Ho rotto il piatto di mio figlio… non riesco a capire come un gioco per bambini possa minacciare Israele». Con queste parole Umm Muhammad Odeh esprime il proprio stupore di fronte alle recenti minacce israeliane, dopo che Benjamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa, Israel Katz, hanno annunciato in una dichiarazione congiunta l’intenzione di effettuare assassinii mirati ed evacuare quartieri della Striscia di Gaza qualora continuasse il lancio di aquiloni.
Umm Muhammad racconta che i giocattoli per bambini sono ormai diventati un bene di lusso a Gaza, a causa del loro prezzo elevato e della mancata possibilità di introdurli nella Striscia. Per questo i genitori cercano di rendere felici i propri figli con ciò che hanno a disposizione: un foglio, un filo e del legno per costruire un aquilone con cui possano giocare.
8. Appelli a un intervento urgente per salvare i prigionieri dalla fame e dalla negligenza medica nelle carceri israeliane
L’ufficio per l’informazione sui prigionieri ha avvertito che la malnutrizione mette a rischio la vita dei detenuti nel carcere di “Megiddo”, nel contesto di una politica deliberata di privazione del cibo e di negligenza medica da parte dell’amministrazione penitenziaria.
Secondo quanto riferito, i prigionieri soffrono di una grave carenza di cibo e della scarsa qualità degli alimenti, situazione che ha provocato una significativa perdita di peso negli ultimi tempi. Un detenuto ha perso 18 chilogrammi, mentre un altro ne ha persi circa 7.
L’ufficio ha inoltre affermato che la scabbia continua a diffondersi nelle sezioni del carcere, mentre ad alcuni detenuti vengono negati i trattamenti medici e gli occhiali da vista nonostante la loro urgente necessità.
9. #Video… Un membro della Knesset e alcuni coloni distruggono un monumento commemorativo
#Guarda… sotto la protezione dell’esercito israeliano, il deputato della Knesset israeliana Zvi Sukkot, insieme ad alcuni coloni, distrugge un monumento commemorativo palestinese nel villaggio di Madama, a Nablus, nella Cisgiordania occupata.
Europa
10. I Paesi Bassi si ritirano dall’“Eurovision 2027” per protestare contro la partecipazione di Israele
L’emittente pubblica olandese “Avrotros” ha annunciato lunedì, per il secondo anno consecutivo, il boicottaggio dell’Eurovision Song Contest 2027, definendo la competizione ormai diventata una “piattaforma di divisione” a causa del suo legame con la partecipazione di Israele alla guerra contro Gaza.
Il segretario generale dell’emittente, Taco Zimmerman, ha affermato che l’Eurovision è stata fondata con l’obiettivo di avvicinare popoli e Paesi, ma che l’influenza dei conflitti internazionali sulla manifestazione è in aumento, compromettendone la neutralità. Ha aggiunto che “Avrotros” non ritiene più possibile considerare neutrale una competizione alla quale partecipa uno Stato coinvolto in un conflitto militare su larga scala, in riferimento alla guerra israeliana contro Gaza, definita dall’emittente una guerra di sterminio.
11. Attivisti imbrattano l’edificio di un’azienda britannica accusata di sostenere Israele
#Guarda… attivisti del gruppo “People Against Genocide” sono saliti sul tetto della società britannica di industria aerospaziale “Martin-Baker” a Uxbridge e l’hanno imbrattata con vernice rossa, protestando contro la fornitura a Israele di seggiolini eiettabili per i caccia F-35 utilizzati nei bombardamenti su Gaza.
12. Attivisti chiudono lo stabilimento di BAE Systems a Samlesbury per impedire la fornitura di componenti per gli F-35 a Israele
Attivisti filo-palestinesi nel nord-ovest della Gran Bretagna hanno chiuso lo stabilimento di BAE Systems nella zona di Samlesbury, protestando contro il coinvolgimento della società nella fornitura all’esercito israeliano di componenti per i caccia F-35 utilizzati nella guerra contro i palestinesi nella Striscia di Gaza.
Gli attivisti hanno paralizzato le attività e chiuso il sito, bloccando deliberatamente gli ingressi principali e impedendo a dipendenti e camion di entrare nell’edificio. Hanno affermato che continueranno il presidio per interrompere le linee di produzione collegate al sostegno alle operazioni militari.
13. Rabbia popolare contro la ministra canadese del Turismo per il suo ruolo nel respingere una mozione di boicottaggio di Israele
Attivisti e sostenitori della causa palestinese hanno attaccato verbalmente la ministra canadese del Turismo e deputata di Montréal, Soraya Martinez Ferrada, accusandola di aver tradito i valori dell’umanità e della convivenza dopo essersi rifiutata di condannare la guerra e i crimini israeliani.
La protesta popolare è seguita al voto del Consiglio comunale di Montréal, nel quale le forze politiche tradizionali hanno respinto una proposta ufficiale che prevedeva l’interruzione di tutte le relazioni istituzionali ed economiche con Israele.
14. Attivisti organizzano una protesta contro la produzione di droni israeliani in Gran Bretagna
Attivisti hanno manifestato per le strade di Shenstone, nella contea dello Staffordshire, nel Regno Unito, portando un modello in miniatura di un drone israeliano per attirare l’attenzione sul coinvolgimento di uno stabilimento locale di motori, di proprietà della società “Elbit Systems”.
I manifestanti hanno spiegato che il vero drone, cinque volte più grande del modello esposto, funziona con motori prodotti nello stabilimento britannico e utilizzati direttamente, secondo loro, nelle operazioni militari in corso contro le famiglie nella Striscia di Gaza.
15. Attivisti manifestano davanti all’ambasciata austriaca a Dublino e chiedono il boicottaggio delle partite di Israele
Attivisti del movimento “Stop the Game” hanno manifestato davanti all’ambasciata austriaca nella capitale irlandese Dublino, chiedendo il boicottaggio sportivo di Israele e impedendo, secondo loro, che lo sport contribuisca a ripulire l’immagine dei crimini commessi.
Alla protesta, guidata dall’attivista Damien Farrell, hanno partecipato importanti organizzazioni di solidarietà, tra cui “Action for Palestine Ireland” e “AIA Dublin”, per condannare la decisione di includere la nazionale israeliana nella UEFA Nations League.
16. Un gruppo musicale italiano annuncia l’adesione allo sciopero internazionale dei porti del 30 ottobre
Un gruppo musicale italiano di solidarietà ha annunciato, durante un concerto congiunto con “Malasuertevisud” a sostegno di Cuba, la propria partecipazione sul campo allo sciopero globale previsto in 50 porti del Mediterraneo, della Francia, dei Paesi Baschi e di altre regioni.
L’obiettivo dichiarato è paralizzare il traffico marittimo, interrompere le forniture militari e impedire il flusso di armi verso Israele.
17. Un’inchiesta dell’“Independent” dimostrerebbe il coinvolgimento israeliano nell’uccisione della giornalista Maryam Abu Daqqa
Un’inchiesta giornalistica pubblicata dal quotidiano britannico The Independent ha provocato un’ampia indignazione all’interno del Parlamento britannico, dopo aver portato alla luce quelle che vengono definite prove decisive che farebbero pensare a un crimine di guerra commesso dall’esercito israeliano attraverso un attacco doppio e sistematico, nel quale sarebbero rimasti uccisi la giornalista palestinese Maryam Abu Daqqa e quattro suoi colleghi all’interno del complesso medico Nasser, nella Striscia di Gaza.
L’inchiesta, realizzata dal responsabile degli Affari internazionali Bill Trott in occasione del primo anniversario della sua morte, si è basata sulle testimonianze di 17 medici, giornalisti ed esperti di armamenti e diritto internazionale, oltre che su immagini satellitari e sull’analisi dei frammenti, che avrebbero confermato l’impiego di proiettili israeliani per carri armati da 120 mm contro il personale dei media.
18. Un israeliano aggredisce un giornalista davanti al municipio di Montréal
Un membro della lobby israeliana ha aggredito fisicamente un giornalista davanti alla sede del municipio di Montréal, in Canada, nel tentativo di intimidire la copertura mediatica prima dell’inizio della seduta dedicata al voto su una proposta ufficiale per interrompere le relazioni istituzionali con Israele.
L’aggressione è avvenuta mentre centinaia di attivisti e sostenitori dei diritti dei palestinesi si erano radunati per esercitare pressione popolare sui membri del Consiglio comunale affinché approvassero la decisione, sostenuta e promossa da movimenti di solidarietà, tra cui l’organizzazione “Montréal contre l’apartheid”.
Internazionale
19. La giustizia statunitense condanna al carcere manifestanti che avevano bloccato il Golden Gate Bridge in solidarietà con Gaza
Le autorità giudiziarie di San Francisco hanno condannato sette manifestanti a 30 giorni di carcere per la loro attività di protesta, che aveva portato alla chiusura del celebre Golden Gate Bridge.
La protesta, avvenuta nel 2024, esprimeva il rifiuto popolare della guerra israeliana contro la Striscia di Gaza e la condanna delle politiche statunitensi a sostegno dell’operazione militare.
La pena prevede che metà della condanna venga scontata nel carcere di San Francisco, mentre i giorni restanti potranno essere trascorsi nell’ambito di uno speciale programma di rilascio per lavoro sotto la supervisione dell’ufficio dello sceriffo. Il tribunale ha inoltre deciso di computare nella pena complessiva i quattro giorni già trascorsi dagli imputati in custodia cautelare.
20. Artisti e tecnici lanciano una piattaforma di solidarietà con la Palestina a San Francisco
A San Francisco è stato lanciato un nuovo progetto artistico e tecnologico volto a dare voce al popolo palestinese e a rafforzare la solidarietà internazionale nei suoi confronti di fronte alle politiche israeliane.
L’evento, promosso dall’attivista Mohammed Othman Hashem in collaborazione con le artiste turche Kübra Bayram e Buse Bilan, ha riunito influencer e creativi per confrontarsi sul ruolo dell’espressione artistica nel sostegno alle cause ritenute giuste.
21. Attivisti chiedono l’espulsione dell’Associazione medica israeliana dall’Associazione medica mondiale
Organizzazioni sanitarie internazionali e campagne di solidarietà hanno chiesto l’espulsione dell’Associazione medica israeliana (IMA) dall’Associazione medica mondiale (WMA), protestando contro il suo presunto ruolo nel conferire legittimità alla guerra e ai crimini commessi contro il popolo palestinese.
Gli attivisti del settore sanitario hanno affermato che le posizioni dell’associazione israeliana e le sue giustificazioni delle violazioni sono completamente incompatibili con l’etica della professione medica e con il diritto umanitario internazionale, rendendo necessaria, a loro avviso, la sua immediata esclusione dal sistema medico mondiale.
22. Iniziativa per boicottare il panificio “Tatte”, collegato agli insediamenti in America
Attivisti e sostenitori della causa palestinese hanno organizzato un’iniziativa di vendita di prodotti da forno fatti in casa davanti al panificio “Tatte”, con l’obiettivo di raccogliere fondi per la Striscia di Gaza, sottoposta a un’offensiva continua, e sensibilizzare sulla necessità di boicottare il negozio a causa dei suoi presunti legami con gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata.
Gli organizzatori hanno invitato le comunità locali a destinare il proprio denaro ad alternative locali impegnate nell’azione umanitaria e a parlare della sofferenza del popolo palestinese invece di acquistare presso attività che, secondo loro, sostengono Israele.
23. Ambienti militari israeliani: Netanyahu, Ben Gvir e Smotrich tentano di incendiare la Cisgiordania alla vigilia delle elezioni
Fonti militari israeliane hanno rivelato l’intenzione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dei ministri Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich di inasprire la situazione in Cisgiordania con l’avvicinarsi delle elezioni della Knesset, previste per la fine di ottobre.
Le fonti hanno confermato al quotidiano Maariv, secondo una traduzione dell’agenzia Safa, l’esistenza di forti divergenze tra l’establishment militare e il livello politico, soprattutto per quanto riguarda la situazione in Cisgiordania.
Hanno riferito che «il ministro della Difesa Israel Katz ci ha chiesto di occupare un altro campo profughi in Cisgiordania, ma gli abbiamo risposto che controlliamo operativamente la situazione».
