
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2541, Data: domenica 30 agosto 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2541, Data: domenica 30 agosto 2026
1. Tre morti e feriti nei raid israeliani su Gaza
Tre cittadini sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti a causa del continuo bombardamento israeliano e degli attacchi contro i civili in diverse zone della Striscia di Gaza, mentre si registrava anche una limitata incursione di mezzi militari dell’occupazione a est di Deir al-Balah.
A Gaza, un aereo israeliano ha colpito una bicicletta elettrica nel quartiere di Tal al-Hawa. Nell’attacco israeliano contro il quartiere di Tal al-Hawa, nel sud-ovest di Gaza City, sono stati uccisi i cittadini Raed Adel Mohammed Alyan e Abdel Fattah Abu al-Aish e diverse persone sono rimaste ferite. I feriti sono stati trasportati dalle squadre mediche all’ospedale Al-Quds.
2. Attacchi, demolizioni e appropriazioni: l’esercito israeliano e i coloni intensificano le aggressioni in Cisgiordania
Le forze israeliane e i coloni hanno intensificato le loro aggressioni in diverse aree della Cisgiordania, nell’ambito di una continua campagna contro i palestinesi, le loro terre e le loro fonti di sostentamento.
Gli attacchi hanno incluso aggressioni fisiche contro cittadini, demolizione di terreni agricoli, ampliamento di strade collegate agli avamposti colonici e confisca di attrezzature agricole.
Queste aggressioni avvengono mentre continuano le misure israeliane volte a imporre nuovi fatti compiuti sul terreno in Cisgiordania, attraverso la confisca delle terre, la costruzione di strade militari e coloniche e l’espansione degli avamposti, rendendo sempre più difficile per i palestinesi raggiungere e utilizzare le proprie terre.
3. Presi di mira i magazzini di medicinali a Gaza: i bombardamenti colpiscono ciò che resta delle forniture mediche
Il settore sanitario della Striscia di Gaza non deve più affrontare soltanto una crisi nella disponibilità di medicinali e forniture mediche: ora anche i magazzini delle scorte sono esposti agli attacchi, mentre i pazienti soffrono di una crescente carenza di farmaci e di continue interruzioni nel funzionamento delle apparecchiature mediche e di laboratorio.
Tre palestinesi sono rimasti feriti in seguito a un attacco condotto da un drone israeliano contro un magazzino di medicinali all’interno dell’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa, nella città di Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza. Si tratta dell’ultimo di una serie di attacchi contro strutture sanitarie.
4. Le ruspe per rimuovere le macerie precedono gli investigatori internazionali a Gaza: le prove dei crimini di “genocidio” vengono sepolte fuori dalla Striscia
Le operazioni di frantumazione e rimozione delle macerie dalle aree sotto controllo militare verso l’esterno della Striscia di Gaza stanno accelerando, mentre sotto le macerie rimangono i corpi di persone scomparse e luoghi che non sono ancora stati sottoposti, in tutto o in parte, a esami forensi.
Sebbene la rimozione delle macerie sia generalmente associata alla riapertura delle strade e alla preparazione della fase di recupero e ricostruzione, quanto sta accadendo suscita preoccupazioni riguardo al destino delle prove contenute tra le macerie e alla possibilità che le operazioni di rimozione precedano le indagini su luoghi che potrebbero costituire scene di crimini di guerra e di genocidio commessi da “Israele” nelle città della Striscia di Gaza durante la guerra.
5. L’esercito israeliano demolisce terreni agricoli vicino a un avamposto colonico a est di Jenin
Le forze israeliane hanno demolito terreni nella zona di Jabal al-Salma, nel villaggio di Raba, a est di Jenin, nel nord della Cisgiordania.
Fonti locali hanno riferito che un bulldozer militare ha demolito alcuni terreni e ampliato una strada vicino all’avamposto colonico costruito nella zona.
Le fonti hanno aggiunto che le forze israeliane si sono successivamente ritirate dall’area in direzione della cittadina di Zababdeh, dopo aver completato i lavori di demolizione.
6. Oltre 100 coloni circondano una casa a Qusra e trattengono quattro giovani
Più di 100 coloni hanno attaccato gli abitanti della cittadina di Qusra, a sud di Nablus, dopo che questi avevano tentato di raggiungere una casa in costruzione nella località. Successivamente i coloni hanno circondato l’abitazione, secondo quanto riferito dal membro del consiglio comunale Ziad Awda.
Awda ha dichiarato che l’esercito israeliano ha lanciato lacrimogeni e granate assordanti contro i cittadini presenti all’interno della casa, quattro giovani, sottolineando che al momento non si conosce ancora la loro sorte.
7. Brutale aggressione contro i prigionieri di Gaza nel carcere di Ramla
L’Ufficio per l’informazione sui prigionieri ha rivelato che, una settimana fa, le forze di repressione hanno fatto irruzione nella stanza numero “13” della sezione “Rakefet” del carcere di Ramla, una sezione sotterranea segreta destinata ai prigionieri di Gaza (“élite”).
Secondo l’ufficio, tutti i prigionieri sono stati brutalmente aggrediti con percosse, gas e proiettili di gomma; contro di loro sono stati inoltre utilizzati cani poliziotto e sono stati sottoposti a pratiche di immobilizzazione e maltrattamento.
L’ufficio ha spiegato che l’aggressione ha provocato il ferimento di un prigioniero ai testicoli, mentre un altro ha riportato una frattura alla mandibola. I prigionieri continuano a soffrire delle conseguenze fisiche e psicologiche dell’aggressione, mentre proseguono le operazioni punitive di repressione contro i prigionieri di Gaza (“élite”).
8. Israele espande gli insediamenti, intensifica le aggressioni e impone nuovi fatti compiuti in Cisgiordania
Il rapporto settimanale sugli insediamenti, pubblicato dall’Ufficio nazionale per la difesa della terra e la resistenza agli insediamenti, ha registrato un aumento delle aggressioni dei coloni e delle misure israeliane in Cisgiordania.
Secondo il rapporto, ciò è avvenuto parallelamente a iniziative per ampliare gli insediamenti e gli avamposti, appropriarsi di ulteriori terre e risorse idriche palestinesi e compiere aggressioni contro cittadini e loro proprietà in diverse province.
Il rapporto ha inoltre affrontato il dibattito in “Israele” sul trasferimento alla polizia israeliana dei poteri relativi a quella che viene definita “applicazione della legge” in Cisgiordania, oltre alla pubblicazione di un bando per la costruzione di circa 1.200 unità abitative coloniche nell’area E1, a est della Gerusalemme occupata.
Europa
9. Appelli a partecipare a una corsa settimanale di solidarietà per la Palestina e a chiedere la fine del genocidio
Sono proseguite le iniziative sportive di solidarietà con la causa palestinese. Gli attivisti hanno lanciato un appello generale a partecipare alla corsa settimanale prevista per domenica prossima in via “Vamvaki”, come espressione di sostegno popolare alla Striscia di Gaza e per chiedere l’immediata cessazione del genocidio.
L’iniziativa prevede una corsa di 5 chilometri lungo un percorso circolare adatto a tutte le categorie e a tutti i livelli di preparazione atletica. Al termine è previsto un incontro tra i partecipanti, con l’obiettivo di favorire il confronto e la discussione sulle modalità di sostegno ai diritti dei palestinesi e di promuovere iniziative di boicottaggio e solidarietà sul campo, sotto gli slogan “Palestina libera” e “Cessate il fuoco ora”.
10. La pressione popolare costringe una biblioteca australiana a rimettere sugli scaffali un libro su Gaza
La biblioteca pubblica Waverley di Sydney, in Australia, è stata costretta a rimettere sugli scaffali il libro Come commercializzare un genocidio, a seguito di un’ampia campagna popolare di raccolta firme e di un deciso intervento della Biblioteca di Stato del Nuovo Galles del Sud.
La direzione della biblioteca aveva ritirato il libro per sottoporlo a una “revisione”, dopo le pressioni esercitate dal sito ebraico “J-Wire”, sostenendo che la sua esposizione avrebbe causato sofferenza alle famiglie ebree.
11. Le proteste in Irlanda costringono la banca AIB a chiudere la filiale di Carlow
Gli attivisti delle contee di Kildare e Carlow hanno costretto la filiale della banca AIB nella città irlandese di Carlow a chiudere i battenti e a giustificare la chiusura con la presenza di “problemi tecnici”, durante una protesta a sorpresa organizzata per denunciare il contratto della banca con la società di sicurezza informatica SNYK, collegata all’esercito israeliano.
L’iniziativa è stata organizzata per protestare contro un accordo tecnologico del valore di 1,2 milioni di euro, poiché la società “SNYK” è stata fondata da ex soldati dell’unità di intelligence israeliana 8200 ed è accusata di essere direttamente coinvolta nella guerra di genocidio e nelle attività di sorveglianza nella Striscia di Gaza.
12. Più di 150 musicisti chiedono ai festival di Reading e Leeds di denunciare la complicità di “Live Nation Israel” nel genocidio
Più di 150 musicisti hanno invitato le direzioni dei festival britannici di Reading e Leeds, di proprietà della multinazionale “Live Nation”, a unirsi a loro nel denunciare pubblicamente la filiale israeliana della società, “Live Nation Israel”, che ha assunto una posizione di sostegno all’esercito israeliano, dichiarando: “Siamo al fianco dei… combattenti dell’esercito israeliano e delle forze di sicurezza”.
Gli artisti, in una lettera aperta lanciata dalla piattaforma “Musicisti per la Palestina” e sostenuta dal movimento di boicottaggio BDS, hanno affermato che gli spazi culturali e i festival musicali hanno una responsabilità morale che impone loro di interrompere i rapporti con le entità che legittimano i crimini dell’occupazione.
13. Artisti internazionali chiedono alla Mostra del Cinema di Venezia di esporre la bandiera palestinese e di agire contro il genocidio
Artisti e registi di fama internazionale, tra cui Roger Waters, Annie Ernaux e Guy Pearce, hanno chiesto alla direzione della Biennale di Venezia e del suo festival cinematografico di adottare misure concrete per contrastare la guerra di genocidio in corso condotta dall’occupazione contro il popolo palestinese.
La richiesta è stata avanzata attraverso una lettera aperta lanciata dal movimento “Venice4Palestine”, che ha chiesto di esporre la bandiera palestinese per tutta la durata del festival, al pari delle bandiere degli altri Paesi partecipanti.
14. L’Irlanda spinge per una posizione europea unitaria sull’imposizione di sanzioni a Israele e ai coloni
L’Irlanda sta cercando di promuovere una posizione europea unitaria riguardo all’escalation israeliana nella Cisgiordania occupata, compresa l’estensione delle sanzioni contro Israele e i coloni e l’imposizione di un divieto di ingresso nei mercati dell’Unione Europea per i prodotti e i servizi degli insediamenti.
Il ministro di Stato irlandese per la cooperazione internazionale, Neale Richmond, ha dichiarato che il suo Paese sta lavorando per mobilitare gli Stati europei affinché adottino misure economiche coordinate in risposta all’espansione degli insediamenti e alle politiche israeliane in Cisgiordania, sottolineando che le aggressioni non sono limitate al governo israeliano, ma coinvolgono anche i coloni.
Internazionale
15. L’associazione degli studenti della Cornell University intraprende un’azione legale contro l’amministrazione per il blocco dei finanziamenti agli attivisti contro il genocidio
L’associazione degli studenti universitari e post-laurea della Cornell University negli Stati Uniti ha avviato una procedura formale di reclamo contro l’amministrazione dell’università, protestando contro la sospensione dei finanziamenti destinati a due studenti internazionali di dottorato, ai quali sono stati annullati i visti a causa della loro partecipazione a un movimento contrario all’occupazione e favorevole alla Palestina.
L’associazione ha affermato che la decisione dell’università viola i suoi obblighi contrattuali, sottolineando che le restrizioni imposte agli studenti e l’utilizzo delle norme sull’immigrazione costituiscono un precedente pericoloso per limitare l’attivismo studentesco contro il genocidio.
16. #Video: un americano affronta degli israeliani: “Siete tutti codardi”
#Guarda: “Siete tutti codardi”. Un cittadino americano affronta un gruppo di sostenitori di Israele e ricorda loro il genocidio e l’apartheid che, secondo lui, Israele sta commettendo in Palestina, in uno dei parchi di New York.
17. Un’alleanza messicana lancia una rete latinoamericana per boicottare le aziende complici dell’occupazione
Più di 300 sindacati e organizzazioni sociali messicane hanno aderito a una nuova alleanza regionale a sostegno del movimento per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS).
Il “Coordinamento dei sindacati messicani solidali con la Palestina” ha annunciato lunedì il lancio ufficiale della “Rete latinoamericana per la Palestina del movimento per il boicottaggio”, con l’obiettivo di unificare gli sforzi sindacali nel continente per contrastare la guerra di genocidio e la continua pulizia etnica nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.
18. Una sentenza giudiziaria annulla le decisioni dell’amministrazione Trump di deportare studenti universitari solidali con la Palestina
Il tribunale federale statunitense di San Jose, in California, ha emesso una sentenza stabilendo l’incostituzionalità dell’utilizzo, da parte dell’amministrazione del presidente Donald Trump, delle leggi sull’immigrazione per revocare i visti a studenti universitari internazionali e deportarli a causa delle loro posizioni politiche favorevoli alla Palestina e delle loro critiche all’occupazione israeliana e alle sue politiche.
La giudice distrettuale Noel Wise ha rivolto dure critiche ai dipartimenti di Stato e della Sicurezza interna per aver utilizzato le disposizioni di legge come strumento di censura governativa e repressione della libertà di espressione costituzionalmente garantita.
La sentenza è intervenuta per fermare la campagna avviata dall’amministrazione Trump nel marzo 2025, volta ad arrestare e revocare i visti agli stranieri coinvolti nelle mobilitazioni studentesche contro il genocidio. Tra le principali vittime della campagna vi è stato Mahmoud Khalil, laureato della Columbia University.
19. Appelli in Africa alla solidarietà con la Palestina il 10 ottobre nell’ambito di una campagna globale
L’attivista sudafricano Nkosi Zwelivelile Mandela, nipote del leader Nelson Mandela, ha invitato le organizzazioni della società civile, i sindacati e i movimenti popolari a una mobilitazione globale e a scendere in strada per esprimere solidarietà alla Palestina e chiedere che “Israele” sia chiamato a rispondere delle proprie azioni.
Ha affermato che queste mobilitazioni, coordinate dalla “Coalizione globale per la Palestina” per il 10 ottobre, mirano a chiedere un embargo sulle armi e l’imposizione di sanzioni contro l’occupazione, in segno di rifiuto dei crimini di genocidio a Gaza e delle continue violazioni in Cisgiordania.
20. OCHA: la risposta umanitaria a Gaza è ancora molto lontana da ciò che dovrebbe essere
Il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), Jens Laerke, ha dichiarato che la risposta umanitaria nella Striscia di Gaza è ancora “molto lontana da ciò che dovrebbe essere”, mentre la situazione umanitaria continua a deteriorarsi e gli spazi sicuri disponibili per la popolazione si restringono.
Laerke ha spiegato che le tragedie umanitarie a Gaza non riguardano soltanto la carenza di aiuti alimentari, ma si estendono anche alla crisi degli alloggi, che ha definito motivo di grave preoccupazione. Ha inoltre sottolineato che circa il 95% della popolazione della Striscia è stata spinta verso le aree costiere, la cui superficie si riduce progressivamente con l’espansione delle aree occupate da “Israele”.
