
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2548, Data: domenica 6 settembre 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2548, Data: domenica 6 settembre 2026
1. Sanità a Gaza: 17 morti e 27 feriti nelle ultime 48 ore
Il Ministero della Sanità di Gaza ha riferito, nel suo rapporto statistico quotidiano, che il numero complessivo delle vittime giunte negli ospedali della Striscia nelle ultime 48 ore è stato di 17 morti, tra cui 5 nuove vittime, una persona deceduta a causa delle ferite riportate e 11 corpi recuperati dalle macerie, oltre a 27 feriti.
Il ministero ha spiegato, in una dichiarazione, che diverse vittime risultano ancora sotto le macerie e sulle strade, mentre le squadre di soccorso e della protezione civile non sono ancora in grado di raggiungerle.
2. Recuperati i corpi di 55 vittime nel quartiere di Zeitoun; iniziate le operazioni di recupero di altre vittime a Nuseirat
Le squadre della Protezione civile nella Striscia di Gaza hanno recuperato i corpi e i resti di 55 vittime dalle macerie di una casa appartenente alla famiglia “Malaka”, nel quartiere di Zeitoun, a sud-est di Gaza City. L’edificio era stato colpito da un bombardamento israeliano circa due anni fa, mentre ospitava decine di sfollati.
Il responsabile del progetto per il recupero dei corpi delle vittime, il colonnello Muhammad Abu Dan, ha dichiarato che le squadre di soccorso proseguono, per il terzo giorno consecutivo, le operazioni di ricerca e recupero dei corpi sotto le macerie dell’edificio, nel tentativo di rintracciare più di 60 persone disperse che si ritiene siano morte al suo interno.
3. Accelerano le misure israeliane per imporre nuovi fatti compiuti nelle aree “A” e “B”
Il rapporto settimanale sugli insediamenti ha rilevato un’escalation nelle misure adottate dall’occupazione israeliana e dai suoi coloni per espandere gli insediamenti, impadronirsi delle terre e imporre nuovi fatti compiuti sul terreno. Questo processo, che supera l’area classificata come “C”, si estende sempre più alle aree “A” e “B”, minacciando le terre palestinesi e compromettendo la continuità geografica tra città, paesi e comunità palestinesi in Cisgiordania.
Il rapporto, preparato dall’Ufficio nazionale per la difesa della terra e la resistenza agli insediamenti, copre il periodo dal 29 agosto al 4 settembre.
4. Protezione civile: più di 8.000 corpi ancora sotto le macerie degli edifici distrutti a Gaza
Il portavoce della Protezione civile nella Striscia di Gaza, Mahmoud Bassal, ha dichiarato che più di 8.000 corpi si trovano ancora sotto le macerie degli edifici distrutti in diverse zone della Striscia, a causa della difficoltà delle operazioni di ricerca e recupero, dovuta all’entità delle distruzioni e alla mancanza di mezzi.
Bassal ha spiegato che la Torre degli Ingegneri, nei pressi di via 20, a nord del campo profughi di Nuseirat, è stata colpita durante la guerra. All’epoca ospitava più di 350 cittadini e sfollati.
5. “Media governativi”: la crisi dei dispersi sotto le macerie è una catastrofe senza precedenti che richiede un intervento internazionale urgente
Il direttore generale dell’Ufficio governativo per i media, dottor Ismail al-Thawabta, ha affermato che la questione delle persone disperse sotto le macerie degli edifici distrutti nella Striscia di Gaza rappresenta una catastrofe umanitaria senza precedenti che richiede un intervento internazionale urgente. Ha inoltre messo in guardia dalle gravi conseguenze del continuo permanere di migliaia di corpi sotto le macerie.
Al-Thawabta ha spiegato, in una dichiarazione alla stampa, che le dimensioni della crisi superano le capacità locali, alla luce della carenza di macchinari e mezzi pesanti dovuta al blocco. Ha sottolineato la necessità che le organizzazioni internazionali e per i diritti umani assumano le proprie responsabilità sostenendo le squadre della Protezione civile nel recupero dei resti delle vittime e nel preservarne la dignità.
6. Nuovo avamposto coloniale, incursioni nelle terre e danneggiamento delle coltivazioni negli attacchi dei coloni in Cisgiordania
I coloni hanno continuato a intensificare i loro attacchi contro la popolazione e le sue proprietà in diverse zone della Cisgiordania occupata. Inoltre, alcuni coloni hanno iniziato a creare un nuovo avamposto agricolo nella Valle del Giordano.
L’organizzazione per i diritti umani Al-Baidar ha riferito che i coloni hanno iniziato a creare un nuovo avamposto agricolo denominato “Petron” nella Valle del Giordano, contestualmente all’installazione di strutture temporanee sul posto.
7. Tra un protocollo bloccato e tende ormai logore, l’autunno di Gaza si avvicina
Con il soffiare delle prime brezze di settembre, i venti autunnali sollevano i lembi delle tende fatiscenti sulle spiagge della zona di al-Mawasi, a ovest di Khan Yunis, nel sud della Striscia, riaccendendo i timori di centinaia di migliaia di famiglie sfollate.
Per queste famiglie, ogni stagione rappresenta un nuovo capitolo della loro sofferenza continua, tra cambiamenti delle condizioni meteorologiche e l’avvicinarsi delle piogge.
8. #NelVideo… le forze israeliane trattengono passeggeri diretti a un matrimonio a Jenin
#Guarda… Tra loro anche anziani: le forze israeliane trattengono i passeggeri di un autobus palestinese che stavano andando a partecipare a una festa di matrimonio, a sud di Jenin, nella Cisgiordania occupata.
Europeo
9. Forti critiche ad “Adidas” per aver coinvolto un soldato israeliano ferito a Gaza
La società tedesca “Adidas” è oggetto di forti critiche per una nuova campagna pubblicitaria, dopo aver coinvolto un soldato di riserva dell’esercito israeliano per promuovere un’iniziativa rivolta alle persone con disabilità.
“Adidas” ha coinvolto il soldato israeliano Shaliv Biton nella promozione dell’iniziativa, dopo che questi aveva perso una gamba in seguito a una ferita riportata durante la sua partecipazione alla guerra israeliana contro la Striscia di Gaza nel 2021. La campagna ha suscitato un’ondata di indignazione palestinese e araba, espressa attraverso post e commenti sui social network.
10. L’Unione europea annuncia il rifiuto dei piani israeliani per imporre cambiamenti demografici e geografici a Gaza
L’Unione europea ha annunciato il suo netto rifiuto di qualsiasi tentativo volto a imporre cambiamenti demografici o geografici nella Striscia di Gaza, sottolineando che i palestinesi non possono essere trasferiti con la forza dalle proprie terre.
Il portavoce della Commissione europea, Christian Wigand, ha dichiarato all’agenzia Anadolu che la Striscia di Gaza costituisce una “parte integrante” del futuro Stato palestinese.
11. “Global Green” chiede la fine della complicità irlandese nel genocidio dei palestinesi
Matthew Thornton, rappresentante dell’organizzazione “Global Green”, ha chiesto la fine della complicità ufficiale irlandese nella guerra genocidaria condotta dall’occupazione israeliana contro il popolo palestinese.
Durante le attività del festival musicale “Electric Picnic”, Thornton ha illustrato le principali campagne del “Consiglio irlandese per la pace e la democrazia” contro la Banca centrale irlandese, con l’obiettivo di interrompere i rapporti con i “titoli del genocidio” israeliani.
12. Amnesty International chiede di salvare Hossam Abu Safiya e denuncia le torture brutali subite
Amnesty International ha rivelato che il direttore dell’ospedale Kamal Adwan, il medico detenuto Hossam Abu Safiya, è stato sottoposto a nuovi e continui episodi di brutale tortura durante la sua detenzione in isolamento da parte delle autorità israeliane.
L’organizzazione ha riferito, citando il suo avvocato che lo ha visitato di recente, che le guardie carcerarie continuano a picchiarlo duramente in parti sensibili del corpo e a privarlo deliberatamente del sonno, rivolgendogli inoltre minacce per impedirgli di denunciare le dure condizioni della sua detenzione.
13. Organizzazioni ebraiche chiedono al primo ministro Andy Burnham di boicottare gli insediamenti
Importanti esponenti di organizzazioni della società civile ebraica in Gran Bretagna hanno inviato una lettera urgente al primo ministro Andy Burnham, esortandolo ad adottare misure punitive più severe contro l’occupazione israeliana e a “opporsi a qualsiasi ulteriore tentativo di mettere a tacere le manifestazioni e le marce a sostegno della Palestina”.
La lettera, definita storica nel testo originale, arriva mentre il governo Burnham si prepara ad annunciare un nuovo pacchetto di sanzioni e misure contro l’occupazione nella Cisgiordania occupata, comprendente il divieto dei prodotti e delle merci provenienti dagli insediamenti israeliani illegali.
14. Manifestanti circondano il consolato israeliano a Toronto per protestare contro il genocidio
Durante la manifestazione d’emergenza, i manifestanti hanno chiesto l’immediata cessazione della guerra genocidaria e dei continui massacri perpetrati dall’esercito israeliano contro i civili nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, nonché la fine degli attacchi e delle aggressioni militari che si estendono verso il Libano e l’Iran.
Hanno inoltre chiesto al governo canadese di imporre sanzioni contro Israele e di vietare l’esportazione di armi verso il Paese.
15. Attivisti chiudono lo stabilimento di armi Rheinmetall a Bonn, in Germania
I manifestanti hanno bloccato le linee di produzione per impedire il flusso di armi che, secondo loro, contribuiscono all’uccisione di bambini palestinesi, protestando contro il sostegno concreto e diretto fornito dal governo tedesco e dai vertici dell’azienda a quelli che definiscono crimini di genocidio.
Il testo ricorda che Rheinmetall è la più grande azienda tedesca produttrice di armi e che ha costruito uno stabilimento dedicato nella città tedesca di Weeze per la produzione di componenti degli aerei da combattimento F-35, nell’ambito di un ordine comprendente velivoli destinati a Israele, utilizzati nei bombardamenti su Gaza dal 2021.
16. Campagna in Nuova Zelanda per far volare aquiloni in solidarietà con i bambini di Gaza
In risposta all’appello dei bambini palestinesi, gruppi di solidarietà e la Global Sumud Flotilla organizzano nella città di Tāmaki Makaurau (Auckland), in Nuova Zelanda, un evento internazionale coordinato con lo slogan “Aquiloni per la libertà”, sabato 12 settembre, al Coyle Park di Point Chevalier.
L’evento di massa mira a richiamare l’attenzione sul continuo terrore dell’occupazione israeliana contro i bambini della Striscia di Gaza e sul fatto che essi vengono impediti con la forza militare dal far volare i propri aquiloni con il pretesto di una “minaccia alla sicurezza”.
Internazionale
17. Un funzionario statunitense finanzia AIPAC con 3 milioni di dollari per sconfiggere i sostenitori della Palestina
Il miliardario Marc Rowan, membro del Consiglio per la pace di Trump e incaricato della ricostruzione di Gaza, ha donato quest’anno 1,5 milioni di dollari al comitato d’azione politica della lobby filo-israeliana “AIPAC”.
Il totale delle sue donazioni al comitato raggiunge così i 3 milioni di dollari dal 2022, con l’obiettivo di sconfiggere i candidati statunitensi contrari alla guerra genocidaria.
Il quotidiano statunitense “The Intercept” ha rivelato che le ultime donazioni di Rowan sono raddoppiate, raggiungendo una cifra pari all’insieme di quanto aveva donato nei quattro anni precedenti.
18. La Columbia University riapre le porte ai manifestanti a sostegno della Palestina dopo due anni di assedio
L’amministrazione del sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha espresso ufficialmente il proprio sostegno alla riapertura al pubblico del campus principale della Columbia University a Manhattan, revocando completamente la posizione del suo predecessore, Eric Adams, che aveva legittimato la chiusura dell’università con il pretesto delle “preoccupazioni per la sicurezza”, per reprimere le vaste proteste studentesche e i campeggi a sostegno della Palestina.
Il cambiamento è stato formalizzato in un documento legale presentato dall’ufficio legale dell’amministrazione Mamdani — noto nel testo per le sue posizioni storicamente contrarie all’occupazione israeliana — alla Corte Suprema di Manhattan. La città ha così ritirato il precedente ricorso e fatto pressione sull’amministrazione universitaria affinché ponesse fine al blocco imposto al campus, che si estende su sei isolati residenziali dall’ottobre 2023.
19. #NelVideo… un americano affronta un sostenitore dell’occupazione: “Sei un assassino di bambini”
#Guarda… “Sei un assassino di bambini”: un americano affronta un sostenitore dell’occupazione che aveva cercato di disturbare uno dei partecipanti a una mostra d’arte a sostegno di Gaza negli Stati Uniti.
20. Campagna messicana per raccogliere 130.000 firme e interrompere le relazioni con Israele
La campagna ha finora raccolto circa 65.000 firme, nell’ambito di un’iniziativa costituzionale volta a interrompere le relazioni diplomatiche con lo Stato di Israele, accusato di violare i trattati internazionali firmati dal Messico.
Gli organizzatori della campagna popolare indipendente hanno spiegato che la raccolta delle firme è limitata esclusivamente alle copie cartacee, in conformità con i regolamenti dell’Istituto nazionale elettorale (INE), che attualmente non offre opzioni digitali.
21. Dipendenti Microsoft lanciano la campagna “Dona le tue dimissioni” per protestare contro la complicità nel genocidio di Gaza
I dipendenti di Microsoft hanno lanciato una campagna organizzata con lo slogan “Dona le tue dimissioni al centro”, invitando i colleghi che rifiutano di lavorare per un’azienda che, secondo loro, sfrutta il loro lavoro per renderli complici della guerra genocidaria a non andarsene in silenzio, ma a trasformare le proprie dimissioni in uno strumento di pressione politica e mediatica con un impatto concreto.
L’iniziativa è stata promossa dal movimento “No Azure for Apartheid”, che ha messo a disposizione moduli specifici per i dipendenti che intendono dimettersi o che sono stati collocati arbitrariamente e per ritorsione in programmi di “miglioramento delle prestazioni” a causa delle loro posizioni.
22. Campagna malese chiede di bloccare 71 container diretti a Israele attraverso il porto di Tanjung Pelepas
Il movimento per il boicottaggio di Israele in Malesia (BDS Malaysia) ha rivelato la presenza di almeno 71 container diretti verso Israele, alcuni dei quali attualmente ormeggiati nel porto di Tanjung Pelepas o in viaggio diretto verso di esso, chiedendo alle autorità di intervenire immediatamente per interrompere le forniture.
Il movimento ha chiesto al governo malese di andare oltre operazioni di intercettazione casuali e temporanee e di applicare misure punitive globali, comprendenti un divieto totale per tutte le navi e le merci dirette verso Israele attraverso i porti locali.
