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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2546, data: venerdì 4 settembre 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2546, data: venerdì 4 settembre 2026

1. 4 vittime a Gaza mentre continuano le violazioni dell’occupazione
Quattro cittadini sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti a causa di attacchi e colpi d’arma da fuoco provenienti da mezzi delle forze di occupazione israeliane in diverse zone della Striscia di Gaza.
In precedenza, il Ministero della Salute di Gaza aveva annunciato che il bilancio dell’offensiva israeliana sulla Striscia era salito a 73.470 vittime e 174.540 feriti dal 7 ottobre 2023, sottolineando che migliaia di vittime si trovano ancora sotto le macerie e lungo le strade, mentre le squadre di soccorso incontrano grandi difficoltà nel raggiungerle.

2. Due palestinesi uccisi dai colpi delle forze israeliane durante l’irruzione a al-Mughayyir, a nord di Ramallah
Due giovani palestinesi sono stati uccisi dai colpi d’arma da fuoco delle forze di occupazione israeliane e dei coloni durante l’irruzione nel villaggio di al-Mughayyir, a nord di Ramallah, in un contesto di escalation sul campo e di un attacco contro le abitazioni dei cittadini.
La Mezzaluna Rossa Palestinese ha dichiarato che le proprie squadre hanno soccorso un cittadino ferito da un proiettile vero al collo e un altro colpito alla schiena durante l’attacco dei coloni e delle forze di occupazione al villaggio, prima di trasferirli in ospedale.

3. L’occupazione aggrava le sofferenze dei malati di Gaza impedendo loro di viaggiare e chiudendo i valichi
Il Comitato per i trasferimenti medici ha confermato la cancellazione del viaggio dei pazienti previsto per oggi attraverso il valico di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, a causa dell’assenza del necessario coordinamento.
Il Comitato ha dichiarato: «Questa cancellazione avviene per la terza volta in due settimane: nel periodo indicato, i pazienti sono riusciti a viaggiare soltanto 3 volte sulle 6 previste».

4. “Ma’ata”: 1.223 crimini legati agli insediamenti ad agosto… la Cisgiordania verso un’escalation che va oltre le aggressioni
Le aggressioni dei coloni in Cisgiordania non sono più episodi isolati destinati a concludersi con la fine dell’attacco. I dati relativi allo scorso agosto rivelano infatti un fenomeno di portata più ampia, nel quale le aggressioni contro i palestinesi e le loro proprietà si intrecciano con la confisca delle terre, l’occupazione delle abitazioni e l’espansione degli avamposti degli insediamenti.
Il Centro di informazione palestinese “Ma’ata” ha documentato 1.223 crimini legati agli insediamenti nell’arco di un solo mese.

La cifra equivale, in media, a circa 39 crimini al giorno, rappresentando una delle forme più evidenti di escalation per la molteplicità degli strumenti utilizzati dal movimento degli insediamenti e per la sua crescente estensione geografica.

5. La testimonianza di Hussam Abu Safiya rivela un aspetto terribile dei crimini dell’occupazione nelle carceri
Il medico palestinese detenuto Hussam Abu Safiya ha rivelato dettagli agghiaccianti sulle condizioni della sua detenzione e sulle violazioni a cui è sottoposto nelle carceri israeliane, in un messaggio recentemente trasmesso attraverso il suo avvocato.
Abu Safiya ha confermato di essere stato sottoposto a ripetute e violente aggressioni fisiche in diverse parti del corpo, comprese le zone intime, mediante pugni, calci e manganelli.

6. Le autorità israeliane notificano ordini di demolizione e sospensione dei lavori per 4 abitazioni e strutture ad Arraba e Arana
Le autorità israeliane hanno notificato ordini di demolizione e di sospensione dei lavori per quattro abitazioni appartenenti ai figli del cittadino Khaled Rahhal, nella zona di Ras al-Shamali, nel comune di Arraba, a sud di Jenin, su terreni vicini ai quali sorge l’insediamento di “Ameq Dotan”.
Tariq Aghbariya, responsabile del dossier sugli insediamenti nella provincia di Jenin, ha riferito che le autorità israeliane hanno concesso ai proprietari delle abitazioni un termine massimo di 15 giorni per presentare ricorso.

7. #Video… palestinese sfugge miracolosamente ai proiettili israeliani
#Guarda… immagini mostrano il momento in cui un palestinese è miracolosamente sopravvissuto a una sparatoria diretta contro di lui, effettuata dai soldati dell’esercito israeliano nella zona del progetto Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza.
8. #Video… palestinese abbraccia il suo ulivo prima che venga sradicato dalle forze israeliane
Lo ha abbracciato per l’ultima volta… una donna palestinese saluta il suo ulivo prima che venga sradicato dai bulldozer israeliani, che per il secondo giorno consecutivo continuano a sradicare gli ulivi lungo la strada Arraba–Ya’bad, nella zona di Jenin, nel nord della Cisgiordania occupata.
Europeo
9. Un’attrice attacca l’attore irlandese Gerard McCarthy per essersi ritirato da uno spettacolo teatrale con lei
La sionista Maureen Lipman ha lanciato un duro attacco contro l’attore Gerard McCarthy, definendolo «codardo» dopo la sua coraggiosa decisione di ritirarsi dal ruolo principale nello spettacolo teatrale Right Before I Go, previsto al Soho Theatre di Londra, per protestare contro le sue ripetute dichiarazioni pubbliche a sostegno dello Stato di Israele.
Lipman, che aveva definito le proteste degli attori contro i massacri israeliani come «vicine al fascismo», ha attaccato la decisione di McCarthy in dichiarazioni rilasciate al quotidiano The Times, definendo la sua posizione una semplice «esibizione di virtù».

10. Un hotel italiano rifiuta di accogliere una famiglia israeliana e la spinge ad annullare la prenotazione
Una famiglia israeliana è stata costretta ad annullare la propria prenotazione presso il L’Imbrunire B&B, in Toscana, dopo aver ricevuto un messaggio dalla direzione dell’hotel che confermava la sua piena adesione alla campagna di boicottaggio e il rifiuto delle politiche dell’occupazione e della guerra definita genocida nella Striscia di Gaza.
La direzione dell’hotel ha informato direttamente la turista israeliana, poco prima del suo arrivo previsto per la fine di settembre, di non voler sostenere il sistema di ingiustizia, repressione e gravi violazioni dei diritti del popolo palestinese, spiegando che la struttura aderisce alla campagna “No Place for Genocide”, che vieta di contribuire al finanziamento o al sostegno dell’occupazione militare israeliana.

11. Il sindaco di Lovanio, in Belgio, vieta alla città di ospitare il club israeliano “Hapoel Be’er Sheva”
Il sindaco di Lovanio, in Belgio, Mohamed Ridouani, ha annunciato il divieto di ospitare nella sua città la partita prevista dell’Hapoel Be’er Sheva israeliano nell’ambito della UEFA Europa League, rifiutando di concedere qualsiasi autorizzazione ufficiale per lo svolgimento dell’incontro sul territorio cittadino.
Ridouani ha dichiarato in una nota ufficiale che la città non consentirà lo svolgimento della partita in alcun modo, «per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico», sottolineando che il divieto resterà in vigore anche qualora si decidesse di disputare l’incontro a porte chiuse, in uno stadio senza spettatori.

12. I tifosi del Celtic si mobilitano a sostegno della campagna “Stop the Game” e chiedono l’isolamento sportivo di Israele
L’area circostante il Celtic Park di Glasgow ha visto una grande mobilitazione dei tifosi del club scozzese Celtic, a sostegno e in solidarietà con la campagna internazionale irlandese #StopTheGame, volta a isolare sportivamente Israele e a boicottarne le partite.
Gli attivisti della campagna, insieme ai gruppi di tifosi del club, tra cui la Green Brigade, hanno distribuito volantini e materiale informativo che invitano a boicottare Israele e a mostrargli il “cartellino rosso” in tutte le competizioni e manifestazioni sportive, in segno di condanna della guerra definita genocida in corso contro il popolo palestinese.

13. La polizia irlandese arresta 4 attivisti che hanno protestato nel Ministero della Giustizia a sostegno degli studenti di Gaza
La polizia ha arrestato quattro manifestanti che si erano ammanettati all’interno dell’edificio del Ministero della Giustizia irlandese, durante una grande protesta organizzata per chiedere l’immediata revoca della decisione di respingere collettivamente le richieste di visto degli studenti di Gaza vincitori di borse di studio.
Le forze di polizia sono entrate nell’edificio dieci minuti dopo l’inizio della protesta e hanno minacciato di arrestare i presenti e i giornalisti, prima di ammanettare e portare via i quattro attivisti che si erano incatenati davanti alle porte, mentre i partecipanti intonavano slogan di solidarietà sui gradini dell’edificio, tra cui: «Lasciateli studiare».

14. L’Irlanda fissa a metà settembre l’inizio del divieto sulle merci degli insediamenti e invita l’Europa ad adottare misure analoghe
La ministra degli Esteri irlandese Helen McEntee ha annunciato che il divieto di importazione di tutte le merci e i prodotti fabbricati negli insediamenti israeliani costruiti sui territori palestinesi occupati entrerà effettivamente in vigore in Irlanda a metà settembre.
McEntee ha invitato gli altri Paesi europei ad avviare immediatamente l’adozione di leggi e normative nazionali analoghe per interrompere i rapporti commerciali con gli insediamenti, sottolineando che questa misura legislativa rappresenta una risposta necessaria al rifiuto degli insediamenti illegali e al contrasto delle politiche e delle pratiche espansionistiche dell’occupazione.

Internazionale
15. Deputata statunitense chiede a Washington di aderire alla Corte penale internazionale
La deputata del Congresso degli Stati Uniti Alexandria Ocasio-Cortez ha chiesto agli Stati Uniti di aderire immediatamente alla Corte penale internazionale e di impegnarsi pienamente ad attuare tutte le decisioni e i mandati di arresto emessi dalla Corte.
La richiesta arriva in un contesto di crescenti pressioni politiche e dei diritti umani all’interno di Washington per porre fine al sistema di complicità e al sostegno militare e politico all’occupazione israeliana, soprattutto dopo l’emissione di mandati di arresto internazionali nei confronti di leader israeliani con accuse di crimini di guerra e genocidio contro il popolo palestinese.

16. La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti vota una legge che vieta il boicottaggio di Israele nelle università
La Camera dei Rappresentanti statunitense voterà questa settimana sul progetto di legge “Protecting Economic and Academic Freedom Act of 2026”, volto a impedire alle università e agli istituti educativi che ricevono finanziamenti pubblici di partecipare a qualsiasi boicottaggio commerciale o accademico nei confronti di Israele o delle aziende che operano negli insediamenti in Cisgiordania.
Il progetto di legge è stato presentato dalla deputata repubblicana Virginia Foxx insieme al democratico Josh Gottheimer. La proposta imporrebbe agli istituti educativi di consentire obbligatoriamente a studenti e docenti di partecipare a programmi accademici congiunti con Israele e priverebbe gli istituti inadempienti degli aiuti finanziari federali.

17. Gli studenti delle università di New York associano il nome di Israele al genocidio
Un rapporto pubblicato dall’agenzia Anadolu il primo settembre ha evidenziato un cambiamento significativo e crescente nelle posizioni dei giovani statunitensi delle principali università: il termine “genocidio” sarebbe diventato l’associazione principale che viene in mente agli studenti quando sentono pronunciare il nome “Israele”.
Interviste video realizzate con studenti della New York University e della Columbia University, a Manhattan, hanno mostrato che le parole maggiormente associate a Israele sono “genocidio”, “Palestina” e il nome del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Gli studenti hanno descritto Israele come diventato una realtà spaventosa a causa dei massacri in corso nella Striscia di Gaza e nella Cisgiordania occupata.

18. Microsoft Israele di fronte a uno scossone dirigenziale: due figure di spicco si dimettono in quattro mesi
Le dimissioni di due delle principali figure dirigenziali di Microsoft Israele nell’arco di quattro mesi hanno suscitato interrogativi nel settore tecnologico israeliano, alimentando le discussioni su uno scossone dirigenziale senza precedenti, in concomitanza con un crescente esame del rapporto dell’azienda con le istituzioni militari e di sicurezza israeliane.
La direttrice generale del centro di ricerca e sviluppo di Microsoft in Israele, Michal Proferman-Blumenstik, ha annunciato le proprie dimissioni dopo sei anni e mezzo alla guida del centro e circa 13 anni di lavoro presso l’azienda. Al momento non è stato annunciato un suo successore.

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