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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2549, data: lunedì 7 settembre 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2549, data: lunedì 7 settembre 2026

1\. Due martiri, tra cui una bambina, e diversi feriti nel bombardamento di un’auto da parte dell’occupazione a ovest di Gaza City

Due cittadini, tra cui una bambina, sono stati uccisi e altre persone sono rimaste ferite a seguito di un bombardamento israeliano su Gaza City.

Secondo fonti locali, gli aerei dell’occupazione hanno colpito un’auto nei pressi dell’incrocio di Hamid, a ovest di Gaza City, causando la morte di due persone, tra cui una bambina, e il ferimento di altre, che sono state trasferite all’ospedale Al-Shifa per ricevere cure.

Secondo le fonti, le due vittime sono il cittadino Yusuf Aqila e la bambina Wafaa Yusuf Aqila.

### 2\. Gaza dà l’ultimo saluto a 100 vittime, i cui corpi sono stati estratti dalle macerie

Non è stato un funerale come gli altri quello che si è svolto a Gaza City, quando i palestinesi hanno portato i corpi di circa 100 vittime, estratti dalle macerie di case ed edifici distrutti dalla guerra israeliana contro la Striscia.

Tra le bare sono emerse le storie di famiglie che hanno atteso a lungo di poter recuperare i corpi dei propri cari, mentre la cerimonia funebre è apparsa come un appuntamento tardivo con vittime le cui notizie erano rimaste sepolte sotto le macerie.

### 3\. L’istruzione a Gaza entra nel quarto anno sotto il genocidio: richiesta di un intervento internazionale per fermare la distruzione della conoscenza

Il Centro per i diritti umani di Gaza ha lanciato l’allarme sul continuo collasso del sistema educativo nella Striscia di Gaza per il quarto anno consecutivo, sottolineando che la vasta distruzione che ha colpito scuole, studenti, insegnanti e strutture educative ha trasformato il diritto all’istruzione in una delle principali vittime del genocidio in corso nella Striscia.

Il Centro ha dichiarato che l’avvicinarsi dell’inizio del nuovo anno scolastico avviene in assenza delle condizioni necessarie per garantire un’istruzione sicura e regolare a centinaia di migliaia di bambini, dopo anni di attacchi, distruzione e sfollamenti.

Secondo il Centro, quanto sta accadendo va oltre la semplice interruzione temporanea delle lezioni e costituisce una distruzione sistematica della capacità della società di produrre conoscenza e trasmetterla alle nuove generazioni.

### 4\. Le dichiarazioni di Ben-Gvir sull’immigrazione rivelano una reale tendenza a sfollare i palestinesi

L’esperto di questioni israeliane Firas Yaghi ha affermato che le dichiarazioni del ministro della Sicurezza nazionale del governo israeliano, Itamar Ben-Gvir, riguardo all’incoraggiamento dell’emigrazione degli abitanti della Striscia di Gaza non possono essere considerate una semplice propaganda elettorale.

Secondo la sua valutazione, esse riflettono un orientamento ideologico e un piano futuro volto ad applicare una politica di espulsione dei palestinesi dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania.

Ben-Gvir aveva dichiarato che «incoraggiare l’emigrazione è la soluzione vera e unica», sia per affrontare ciò che ha definito il «terrorismo della Striscia di Gaza», sia per offrire una vita migliore agli abitanti che desiderano emigrare.

Ha inoltre annunciato che, nel prossimo mandato, lavorerà alla creazione di un ministero governativo per l’immigrazione, dotato di poteri e bilancio propri, che sarebbe guidato dal suo partito, «Potere Ebraico» (Otzma Yehudit).

### 5\. «Mishmar Yehuda»: da avamposto coloniale a grande città per consolidare il controllo su Gerusalemme e approfondirne la separazione

Con una nuova iniziativa che rafforza i suoi piani di colonizzazione nella Gerusalemme occupata e nei suoi dintorni, Israele continua a imporre nuovi fatti sul terreno attraverso la confisca delle terre palestinesi e la loro trasformazione in quelle che vengono definite «terre statali», consolidando così il controllo sulla parte orientale della città e limitando le possibilità di espansione urbana dei palestinesi.

Il rischio derivante dalla confisca delle terre nella città santa continua ad aumentare, parallelamente alla successione di nuovi piani di insediamento, minacciando ciò che resta delle aree aperte, stringendo ulteriormente la pressione sui cittadini e preparando il terreno per l’imposizione di una cintura di insediamenti continua a est della città.

### 6\. Le forze israeliane fanno irruzione in due scuole della Cisgiordania e minacciano l’amministrazione di rimuovere la bandiera palestinese

Le forze israeliane hanno fatto irruzione nelle scuole di Burqa e Huwara, nella Cisgiordania occupata, nel primo giorno dell’anno scolastico, intimando all’amministrazione della seconda scuola di rimuovere la bandiera palestinese.

## Europeo

### 7\. In Olanda vengono lanciate aquiloni in solidarietà con i bambini di Gaza

**Guarda:** con i colori e i simboli della bandiera palestinese, sono stati lanciati aquiloni in 11 città olandesi in solidarietà con i bambini di Gaza, privati della possibilità di farlo dopo le minacce dell’esercito israeliano di colpire e sfollare chiunque ne faccia volare uno nei cieli della Striscia.

### 8\. La Germania concede la cittadinanza a un ex soldato israeliano che aveva chiesto l’esecuzione dei prigionieri palestinesi

L’ex soldato dell’esercito israeliano Rom Braslavski ha annunciato di aver ottenuto la cittadinanza tedesca, nonostante precedenti dichiarazioni nelle quali aveva invocato l’impiccagione dei prigionieri palestinesi con le proprie mani.

Braslavski ha dichiarato, attraverso il suo account sulla piattaforma Instagram, di aver ottenuto la cittadinanza tedesca, esprimendo il proprio orgoglio per il fatto che suo padre fosse tedesco e sostenendo che il periodo trascorso in prigionia nella Striscia di Gaza «gli fosse stato utile».

Braslavski era tra gli ultimi soldati israeliani tenuti prigionieri a Gaza a essere stati liberati nell’ottobre 2025, in seguito al cessate il fuoco raggiunto nell’ambito del piano del presidente statunitense Donald Trump.

### 9\. Proteste per costringere la banca AIB ad annullare un accordo con un’azienda israeliana

Attivisti e clienti della Allied Irish Banks (AIB) si sono radunati nella città di Dungannon per protestare contro l’intenzione della banca di firmare un accordo tecnologico del valore di 1,2 milioni di euro con la società israeliana di sicurezza informatica «SNYK».

Le proteste sono state accompagnate da ampie minacce da parte dei movimenti popolari di boicottare la banca e chiudere definitivamente i propri conti.

La manifestazione rientra in una serie di proteste in corso nelle filiali della banca in diverse località dell’Irlanda, con l’obiettivo di fare pressione sulla dirigenza e impedirle di concedere all’azienda l’accesso ai dati dei clienti irlandesi.

### 10\. Il cantante britannico condanna le proprie visite in Cisgiordania e definisce terribili le pratiche dell’occupazione

Il celebre cantante e compositore britannico, nonché fondatore dei Pink Floyd, Roger Waters, ha ricordato le visite sul campo effettuate nella Cisgiordania occupata all’inizio degli anni Duemila, sottolineando che ciò che aveva visto e osservato in termini di pratiche repressive e di violenza da parte delle forze israeliane era stato «terribile» e oltre ogni limite sopportabile.

Il noto attivista del movimento per il boicottaggio di Israele (BDS) ha affermato che quelle esperienze — tra cui il muro di separazione, i posti di blocco militari umilianti, le restrizioni alla libertà di movimento dei palestinesi e la sottrazione delle loro terre — furono il principale motivo e la scintilla che contribuirono a formare la sua ferma posizione politica e il suo lungo impegno contro il sistema di apartheid.

### 11\. L’Irlanda del Nord esclude quattro atleti israeliani da una gara di triathlon per rifiuto della normalizzazione

La decisione è stata presa dopo l’obiezione del locale North West Triathlon Club alla loro partecipazione.

Il club ha dichiarato di non poter sostenere «la rappresentanza di Israele nello sport internazionale mentre i palestinesi continuano a soffrire», esprimendo così il proprio rifiuto di legittimare quelli che considera i crimini di Israele attraverso le competizioni sportive.

### 12\. Il leader de La France Insoumise: «Hossam Abu Safiya è un onore per la sua professione e per l’umanità»

Il leader de La France Insoumise e candidato alle elezioni presidenziali francesi del 2027, Jean-Luc Mélenchon, ha chiesto la liberazione del medico palestinese Hossam Abu Safiya, detenuto da Israele.

In un messaggio di solidarietà, Mélenchon ha affermato che Abu Safiya è «un onore per la sua professione e un onore per l’umanità», chiedendo al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di liberarlo e riferendo che il medico sarebbe stato sottoposto a tortura durante la detenzione.

Il suo appello è arrivato in solidarietà con diverse organizzazioni, tra cui l’Associazione di solidarietà franco-palestinese, Amnesty International, Medici Senza Frontiere e Avaaz.

### 13\. La Germania raddoppia il sostegno militare a Israele ed esporta equipaggiamenti per 800 milioni di euro

Il governo tedesco ha approvato l’esportazione di equipaggiamenti difensivi e militari verso Israele per un valore di circa 800 milioni di euro nella prima metà del 2026, registrando un aumento record pari a quattro volte il totale delle esportazioni dell’intero 2025, che ammontava a 260 milioni di euro.

Secondo il quotidiano tedesco Der Spiegel, questa forte escalation nelle forniture militari e nel coinvolgimento tedesco è arrivata dopo la decisione del cancelliere Friedrich Merz di allentare parzialmente il divieto precedentemente imposto sulla fornitura di armi a Israele, divieto che era terminato lo scorso novembre.

Berlino ha approvato 735,8 milioni di euro di tale importo — circa il 91,9% del totale — soltanto nel secondo trimestre dell’anno.

### 14\. Una studentessa affronta il ministro dell’Istruzione francese e denuncia la complicità del proprio Paese

Una studentessa francese appartenente al movimento studentesco «Le Poing Levé» ha interrotto il ministro dell’Istruzione superiore e della Ricerca, Jean-Noël Barrot, durante un evento universitario organizzato per incontrare i giovani.

La studentessa ha denunciato le politiche militari del proprio Paese e quella che considera la sua continua complicità con Israele nella guerra di genocidio contro il popolo palestinese.

La studentessa ha rivolto al ministro francese parole dure, affermando: «Ciò che difendete è il riarmo militare della Francia, la corsa alla guerra e la propaganda nazionalista».

Ha inoltre sottolineato che i membri del governo francese non sono i benvenuti nelle università, che, secondo lei, vengono danneggiate dalle politiche governative attraverso i tagli ai bilanci e il trasferimento delle responsabilità sugli studenti stranieri.

### 15\. «Terribile, terribile»: Miliband rivela testimonianze scioccanti da Gaza

Le dichiarazioni del ministro degli Esteri britannico Ed Miliband sulla situazione umanitaria e sanitaria nella Striscia di Gaza hanno suscitato reazioni indignate da parte di Israele.

Miliband ha descritto come «terribili» le testimonianze ricevute da operatori sanitari e umanitari, parlando di bambini morti mentre aspettavano di ricevere cure salvavita e di medicinali che non sono arrivati alle persone che ne avevano bisogno.

Le dichiarazioni di Miliband sono arrivate dopo un incontro con operatori di organizzazioni umanitarie e mediche internazionali, tra cui persone recentemente rientrate dalla Striscia di Gaza e altre che hanno partecipato all’incontro direttamente dall’interno della Striscia.

## Internazionale

### 16\. **Nel video:** rapper statunitense: «Non abbiamo dimenticato Gaza e la Cisgiordania»

**Guarda:** «Voglio che la gente di Gaza e della Cisgiordania occupata sappia che non li abbiamo dimenticati».

Il rapper statunitense Macklemore ha ricevuto un’ampia reazione da parte del pubblico quando ha scandito slogan a favore della libertà della Palestina durante la sua esibizione di apertura al concerto di Ed Sheeran nello Stato americano del New Jersey.

### 17\. Un’attivista alza la bandiera palestinese e contesta il fondatore di «Iris Labs» per il suo sostegno al genocidio

L’attivista palestinese Rotem Abileis ha contestato uno dei fondatori della società israeliana di videosorveglianza «Iris Labs», sottolineando il suo presunto legame diretto con apparati di spionaggio e aziende coinvolte nel sostegno a tecnologie utilizzate per reprimere i palestinesi.

L’attivista ha spiegato che Abileis si presenta ufficialmente come un ex membro dell’intelligence israeliana e come ex dipendente della società statunitense «Palantir», accusata di fornire all’esercito israeliano sistemi di analisi dei dati e di intelligenza artificiale per l’identificazione degli obiettivi.

### 18\. La campagna «Tameside Solidarity» invita a boicottare Reebok per il suo sostegno a Israele

Il movimento di solidarietà con la Palestina di Tameside ha lanciato, attraverso i propri account sui social media, un appello ufficiale per un boicottaggio completo della multinazionale di abbigliamento e calzature sportive «Reebok», accusandola di essere coinvolta nel sostegno all’economia israeliana.

L’appello chiede di vietare i prodotti dell’azienda e di disinvestire da essa, a causa del suo presunto coinvolgimento nella promozione e vendita di design specifici a sostegno di Israele, nonché della collaborazione con agenti e distributori che contribuirebbero a finanziare Israele e il sistema di apartheid.

L’iniziativa rientra negli sforzi dei movimenti internazionali di boicottaggio per interrompere il sostegno economico alle aziende considerate complici.

### 19\. Un tribunale sudafricano vieta di associare Cape Union Mart al sostegno a Israele

L’Alta Corte della provincia del Capo Occidentale, in Sudafrica, ha emesso una sentenza che vieta agli attivisti della Palestine Solidarity Campaign (PSC) di ripetere accuse che collegano la società di articoli per attività all’aperto «Cape Union Mart» e il suo presidente Philip Krawitz al finanziamento dell’occupazione israeliana o del genocidio a Gaza.

La decisione è stata motivata dalla presunta mancanza di una base fattuale sufficiente per tali accuse e dalla necessità di prevenire un danno alla reputazione dell’azienda.

La sentenza è arrivata dopo due anni di manifestazioni continue organizzate dalla campagna davanti ai negozi della società.

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