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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2551, Data: mercoledì 9 settembre 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2551, Data: mercoledì 9 settembre 2026

1. Salute: 4 morti in 24 ore, il bilancio dall’inizio del cessate il fuoco a Gaza sale a 1.355

Il Ministero della Salute di Gaza ha annunciato che, nelle ultime 24 ore, gli ospedali della Striscia hanno ricevuto 4 vittime, una delle quali è deceduta in seguito alle ferite riportate, e 5 feriti.

Il Ministero ha indicato che diverse vittime si trovano ancora sotto le macerie e nelle strade, mentre le squadre di soccorso e della protezione civile non sono ancora in grado di raggiungerle.

Ha inoltre riferito che il bilancio cumulativo dall’inizio dell’offensiva, il 7 ottobre 2023, ammonta a 73.662 morti e 174.627 feriti.

2. Giovane ucciso dai proiettili dell’occupazione ad Aqraba, a sud di Nablus; il corpo trattenuto dalle autorità

Un giovane è stato ucciso dai proiettili delle forze di occupazione israeliane nella località di Aqraba, a sud di Nablus, nel nord della Cisgiordania occupata.

Il Ministero della Salute ha dichiarato che l’Autorità generale per gli affari civili l’ha informato della morte del cittadino Abdul Karim Muhammad Khader Suleiman, 28 anni, colpito dalle forze israeliane questa mattina nella località di Aqraba, precisando che il suo corpo è stato trattenuto.

3. Un colono investe un bambino palestinese nel villaggio di Abu Nujaym, a sud-est di Betlemme

Un colono israeliano ha investito un bambino palestinese nel villaggio di Abu Nujaym, a sud-est di Betlemme, in Cisgiordania.

Fonti locali hanno riferito che il colono ha investito il bambino mentre si trovava nel villaggio. Al momento non sono disponibili informazioni sulla natura delle sue ferite o sulle sue condizioni di salute.

4. I roditori attaccano i raccolti a Gaza e inseguono gli agricoltori nei loro terreni

L’agricoltore Sufian Sobeh, 53 anni, cerca di sorvegliare attentamente il proprio terreno e il raccolto, poiché ormai i segni lasciati dai roditori nelle prime ore del mattino sono diventati la sua principale preoccupazione e un avvertimento della possibile perdita del raccolto di pomodori prima della stagione della raccolta.

Sobeh racconta che i roditori raggiungono i frutti e le piantine, lasciando su di essi segni di rosicchiamento. I danni si estendono inoltre a diverse parti della pianta, incidendo sulla quantità del raccolto che l’agricoltore attende con impazienza dopo mesi di difficoltà e fatica.

5. Le forze di occupazione fanno irruzione ad Anata e nel campo di Shuafat, danneggiano le condutture dell’acqua e arrestano decine di palestinesi

Le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione nella località di Anata e nel campo profughi di Shuafat, a nord-est della Gerusalemme occupata, imponendo il coprifuoco e chiudendo gli ingressi della zona, mentre era in corso un massiccio dispiegamento militare accompagnato da perquisizioni, arresti e danneggiamenti delle proprietà dei cittadini. I bulldozer hanno inoltre iniziato a distruggere le principali condutture idriche.

Veicoli militari e bulldozer delle forze di occupazione hanno fatto irruzione nella località e nel campo, mentre le loro forze si dispiegavano massicciamente nei quartieri e nelle strade. Attraverso gli altoparlanti dei veicoli militari, le forze hanno annunciato l’imposizione del coprifuoco agli abitanti.

6. La fame assume una nuova forma a Gaza: meno aiuti e potere d’acquisto al collasso

Nella Striscia di Gaza, procurarsi un pasto non dipende più soltanto da ciò che è disponibile nei mercati, ma anche da ciò che riesce a entrare nella Striscia sotto forma di aiuti e dalla possibilità stessa delle famiglie di acquistare ciò che arriva sul mercato.

Tra la scarsità delle forniture e il crollo del potere d’acquisto, si amplia la dipendenza dagli aiuti fino a coinvolgere la stragrande maggioranza della popolazione.

Questa è la situazione descritta dall’Ufficio governativo per i media di Gaza nelle sue più recenti avvertenze sulla crisi alimentare. Essa rivela una realtà umanitaria estremamente fragile: secondo l’ufficio, oltre il 95% degli abitanti della Striscia dipende completamente ed esclusivamente dagli aiuti, mentre più del 90% ha perso la capacità di acquistare cibo.

7. Il tribunale dell’occupazione respinge la richiesta di sospendere la gara d’appalto per la costruzione di 1.234 unità abitative nel piano E1

Il tribunale centrale israeliano di Gerusalemme ha respinto una richiesta di sospensione della gara d’appalto per la costruzione di 1.234 unità abitative negli insediamenti nella parte meridionale del piano di insediamento E1, a est della Gerusalemme occupata.

Ha inoltre respinto la richiesta di sospendere le procedure relative all’attuazione del piano, in una decisione che consente la prosecuzione dell’iter amministrativo del progetto di insediamento.

Il tribunale ha ritenuto che l’inizio dei lavori effettivi del progetto sia ancora lontano e che sia probabile che i ricorsi presentati contro di esso vengano esaminati prima di arrivare alla fase di attuazione. Ha tuttavia mantenuto la possibilità di impugnare il piano e le procedure ad esso collegate davanti alla magistratura.

8. #Video… le forze di occupazione arrestano una donna palestinese ad Anata

#Guarda… le forze di occupazione israeliane arrestano una donna palestinese durante la campagna militare in corso nella località di Anata, a nord-est di Gerusalemme.

9. #Video… agenti sotto copertura rapiscono un giovane palestinese a Gerusalemme

#Guarda… i media del governatorato di Gerusalemme hanno pubblicato un video che documenta il rapimento di un giovane da parte di forze speciali israeliane sotto copertura, nella località di Anata, a nord-est di Gerusalemme, poco prima dell’inizio della campagna militare condotta dalle forze di occupazione nella località e nel campo di Shuafat.

Europa

10. Berlino chiede alla Corte internazionale di giustizia di respingere la causa del Nicaragua sul presunto coinvolgimento nella guerra genocidaria

La Germania ha chiesto alla Corte internazionale di giustizia dell’Aia di respingere la causa intentata dal Nicaragua contro di essa, nella quale Berlino è accusata di aver facilitato la commissione del crimine di genocidio nella Striscia di Gaza attraverso la fornitura di sostegno militare e contratti per la vendita di armi alle autorità israeliane.

La rappresentante della Germania, Julia Monar, ha contestato la competenza della Corte a esaminare la causa e la sua ammissibilità, sostenendo che le condizioni giuridiche per esercitare tale competenza «non sono soddisfatte» e che il Nicaragua non avrebbe adottato le misure appropriate prima di procedere con l’azione legale.

11. Alla marcia del Primo Maggio a Toronto viene innalzato lo slogan “Libertà per la Palestina”

Una vasta partecipazione sindacale ha preso parte alla delegazione palestinese unitaria durante il corteo annuale del Primo Maggio nella città di Toronto, per sottolineare la solidarietà del movimento operaio internazionale con la lotta del popolo palestinese contro la guerra genocidaria.

I partecipanti hanno sventolato bandiere palestinesi e portato striscioni che chiedevano la libertà e la fine della complicità e del sostegno militare alle autorità israeliane. Tra gli slogan che hanno dominato la manifestazione: «I lavoratori uniti non saranno mai sconfitti».

12. Volkswagen vende uno dei suoi stabilimenti a una società israeliana per convertirlo alla produzione di equipaggiamenti per la difesa aerea

La casa automobilistica tedesca Volkswagen ha annunciato la vendita del proprio stabilimento situato nella città di Osnabrück, nel nord-ovest della Germania, con l’obiettivo di convertire completamente la sua attività alla produzione di equipaggiamenti militari e per la difesa.

Secondo la decisione, la proprietà dello stabilimento sarà trasferita alla società Aurelius Capital, con sede a Tel Aviv, in partnership con il Land tedesco della Bassa Sassonia, che è uno dei principali azionisti di Volkswagen.

13. “The Guardian”: il trasferimento forzato e l’annessione israeliana passano dalle parole all’attuazione

Il quotidiano britannico The Guardian ha avvertito che gli appelli sionisti al trasferimento dei palestinesi dalla Striscia di Gaza, all’espansione degli insediamenti e all’annessione di parti della Cisgiordania occupata non sono più semplicemente posizioni marginali espresse da esponenti dell’estrema destra, ma stanno ormai trovando spazio all’interno delle istituzioni decisionali.

Ciò avviene mentre la comunità internazionale continua, in molti casi, a limitarsi alla condanna politica senza adottare misure proporzionate alla gravità di tali dichiarazioni e politiche.

14. La Gran Bretagna annuncia un “reset” della propria politica nei confronti di Israele e vieta il commercio di prodotti degli insediamenti

Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha annunciato un nuovo pacchetto di misure che rappresenta un ampio «reset» della politica del suo Paese nei confronti di Israele. Le misure comprendono il divieto di commercio di beni e di alcuni servizi collegati agli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, segnando un cambiamento significativo nella posizione britannica sulla questione degli insediamenti.

Miliband presenterà la nuova politica alla Camera dei Comuni, sottolineando l’orientamento del governo britannico verso un ruolo più attivo nel sostegno ai diritti palestinesi, la riaffermazione della soluzione dei due Stati e il rispetto del diritto internazionale, contestualmente alle critiche rivolte alla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza e alle restrizioni sull’ingresso degli aiuti.

15. Denuncia penale in Slovenia contro il ministro degli Esteri israeliano per il suo coinvolgimento nella guerra genocidaria

La Hind Rajab Foundation, organizzazione per i diritti umani, ha presentato una denuncia penale presso l’ufficio del procuratore generale della capitale slovena Lubiana contro il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, accusandolo di crimini di guerra, atti di genocidio e torture contro civili nella Striscia di Gaza.

La denuncia si basa su un’indagine condotta dall’organizzazione, che sostiene di aver dimostrato la responsabilità penale diretta di Sa’ar nella formulazione e nell’adozione di politiche aggressive e nel prendere di mira infrastrutture vitali a Gaza. Tra queste viene indicato il bombardamento dell’ospedale Kamal Adwan, nonché l’arresto e la tortura arbitraria del suo direttore, il dottor Hussam Abu Safiya. Viene inoltre indicato il suo ruolo nell’imposizione dell’assedio attraverso la fame e del trasferimento forzato.

16. Il ministro degli Esteri britannico: “Provo, come molti altri, una profonda vergogna per ciò che è accaduto a Gaza”

Durante l’annuncio delle sanzioni britanniche sui prodotti degli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha espresso la propria posizione sulla guerra a Gaza, affermando di provare, insieme a molti altri, «vergogna» per i crimini israeliani.

17. Attivisti a Edimburgo denunciano la procura scozzese per aver criminalizzato lo slogan “Libertà per la Palestina”

Cinque manifestanti hanno presentato una denuncia ufficiale all’ufficio del procuratore generale della Scozia, contestando il fatto che la procura si fosse basata interamente sullo slogan «Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera» come prova di pregiudizio razziale, prima che il tribunale archiviasse l’accusa.

La denuncia legale sostiene che il tentativo di criminalizzare la richiesta di libertà per la Palestina e di descriverla come incitamento rifletta e rafforzi il razzismo sistematico contro i palestinesi e i loro sostenitori.

Internazionale

18. L’attivista Medea Benjamin condanna il sostegno all’occupazione e invita a collegare le lotte a livello globale

L’attivista Medea Benjamin ha sottolineato il legame tra le lotte popolari a livello globale contro l’egemonia statunitense, dalla Palestina e Cuba fino all’Iran.

Benjamin ha condannato quella che ha definito la «morale capovolta» dell’amministrazione statunitense, che continua a destinare enormi risorse al finanziamento delle guerre, agli armamenti e al sostegno al genocidio israeliano, mentre i cittadini statunitensi affrontano crisi nell’assistenza sanitaria e nell’accesso ai beni e ai servizi essenziali.

19. Attivista affronta un sostenitore di Israele a Filadelfia

Un video ha documentato un confronto verbale avvenuto dopo che un attivista ha interrogato e rimproverato una persona che, per diverse ore, era rimasta vicino a una strada con una bandiera israeliana.

L’autore del video ha rivolto al colono domande dirette e provocatorie riguardo alla possibilità che ricevesse denaro per compiere tale azione, chiedendo: «Quanto ti pagano per stare qui?… Sostieni l’uccisione dei bambini e i crimini di genocidio?».

20. Organizzazioni sioniste lanciano una campagna contro una libreria araba a Filadelfia

L’organizzazione «Stop Antisemitism» ha lanciato una campagna contro la libreria «Mavi», nella zona di Ardmore, a Filadelfia, gestita dalle attiviste Nadia Alaoua e sua figlia Dima, dopo che la libreria aveva ospitato un evento culturale patrocinato dal Council on American-Islamic Relations (CAIR).

La campagna ha preso di mira la presenza nella libreria di libri che denunciano i crimini dell’occupazione e sostengono i diritti dei palestinesi, sostenendo che la disponibilità di tali pubblicazioni senza «narrazioni contrapposte» costituisca ciò che l’organizzazione ha definito «antisemitismo».

21. Deputata statunitense: “Decine di migliaia di bambini sono stati uccisi a Gaza, mentre i leader americani forniscono aiuti a Israele”

L’ex deputata della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Marjorie Taylor Greene, ha criticato il governo del proprio Paese per aver continuato a fornire assistenza militare e materiale a Israele nonostante i massacri su larga scala che hanno provocato la morte e il ferimento di decine di migliaia di bambini palestinesi.

Greene ha pubblicato un post accompagnato da una fotografia aerea che documenta l’enorme estensione della distruzione nella Striscia di Gaza a seguito della guerra genocidaria in corso dall’ottobre 2023, affermando che i leader eletti negli Stati Uniti insistono nel fornire una copertura finanziaria e militare a Israele.

22. Studentessa statunitense denuncia di essere stata costretta a cantare una canzone israeliana

Una studentessa statunitense ha espresso forte rabbia e frustrazione dopo essere stata costretta dalla direzione della sua scuola pubblica negli Stati Uniti a eseguire una canzone israeliana nell’ambito delle attività scolastiche obbligatorie.

La studentessa ha descritto la misura come una grave violazione dei propri principi, denunciando l’imposizione di una cultura e di contenuti che collegano le istituzioni educative a Israele. Ha considerato ciò un tentativo di orientamento politico forzato e una forma di complicità morale che, a suo giudizio, compromette profondamente la neutralità dell’istruzione pubblica e i sentimenti degli studenti contrari al sostegno al genocidio.

23. 100 studenti palestinesi sotto sanzione: come le università “israeliane” perseguitano gli oppositori della guerra a Gaza

Il centro legale arabo Adalah in Israele ha dichiarato che le università israeliane hanno espulso, temporaneamente o permanentemente, 100 studenti palestinesi a causa delle loro critiche alla guerra israeliana contro la Striscia di Gaza iniziata nell’ottobre 2023.

Il centro ha spiegato, in un rapporto intitolato «Apartheid nelle università e nei college israeliani», di aver rilevato un cambiamento nel modo in cui gli istituti israeliani di istruzione superiore trattano gli studenti palestinesi dall’inizio della guerra a Gaza.

Il rapporto documenta la sospensione degli studi di studenti palestinesi e l’apertura di procedimenti disciplinari nei loro confronti, oltre alla classificazione di alcune loro pubblicazioni come «sostegno al terrorismo».

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