
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2561, Data: domenica 20 settembre 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2561, Data: domenica 20 settembre 2026
1. 4 martiri, tra cui una bambina, uccisi dal fuoco dell’occupazione israeliana a Gaza
Le forze di occupazione israeliane hanno continuato a violare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza per il 345º giorno consecutivo, attraverso bombardamenti e colpi d’arma da fuoco contro diverse aree della Striscia, causando la morte di 4 persone, tra cui una bambina, e il ferimento di altre.
Fonti locali hanno riferito della morte del cittadino Yahya Hamdouna e del ferimento di almeno altre 4 persone a seguito di un attacco condotto da un drone israeliano contro un veicolo, sabato sera, nella Prima Strada del quartiere Sheikh Radwan, a ovest della città di Gaza.
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### 2\. «Isolare un prigioniero e picchiarlo»: nuove testimonianze rivelano la politica di repressione nella prigione di Rakefet
L’Ufficio per l’informazione sui prigionieri ha denunciato un nuovo modello di repressione che, secondo quanto riferito, l’amministrazione della prigione sotterranea di “Rakefet” attua contro i detenuti provenienti dalla Striscia di Gaza. Il metodo consisterebbe nello scegliere un prigioniero per ogni cella e sottoporlo a un’aggressione concentrata, impedendo agli altri detenuti di intervenire.
L’ufficio ha affermato che le forze di repressione fanno irruzione nelle celle dei prigionieri e isolano uno di loro, mentre utilizzano mezzi repressivi contro gli altri presenti nella stanza, spiegando che l’ultima irruzione è durata circa 15 minuti.
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### 3\. Aggressioni dei coloni contro cittadini, proprietà e risorse idriche in Cisgiordania
I coloni hanno compiuto una serie di aggressioni contro cittadini, proprietà e risorse idriche in diverse zone della Cisgiordania occupata, nel contesto di un aumento degli attacchi contro le comunità palestinesi e i loro beni.
Nel governatorato di Hebron, i coloni hanno incendiato una struttura agricola e scritto slogan che incitavano all’uccisione dei palestinesi nella zona di Aghzioueh, a est di Yatta, nel sud di Hebron.
Nel governatorato di Nablus, coloni armati e incappucciati hanno circondato l’abitazione di un cittadino a Khirbet al-Marajem, a sud della città.
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### 4\. Seconda chiusura in pochi giorni: le festività ebraiche stringono la morsa sulla Moschea di Ibrahimi
La Moschea di Ibrahimi, nella città di Hebron, è nuovamente sottoposta a una chiusura ai fedeli musulmani, che inizierà domenica pomeriggio e proseguirà lunedì, in concomitanza con lo Yom Kippur, in quella che rappresenta la seconda grande chiusura del santuario in meno di una settimana.
La misura arriva mentre si moltiplicano gli avvertimenti palestinesi sull’inasprimento delle restrizioni all’accesso al luogo di culto durante la stagione delle festività ebraiche.
Secondo il calendario pubblicato per il 2026, l’intero santuario sarà destinato alle preghiere ebraiche a partire dalle ore 15:00 di domenica 20 settembre, alla vigilia dello Yom Kippur, e per tutta la giornata di lunedì 21 settembre.
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### 5\. Nonostante il genocidio, il ritorno all’istruzione in presenza riporta la gioia nelle famiglie di Gaza
«Nonostante tutto, siamo felici che i nostri figli siano tornati a studiare». Con queste parole Umm Khaled Khalifa riassume la gioia per il ritorno dei suoi figli all’istruzione in presenza, dopo tre anni durante i quali la guerra ha tenuto i bambini della Striscia di Gaza lontani dalle loro scuole e dai banchi.
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### 6\. Appelli a uccidere i palestinesi e bruciare le loro proprietà: i coloni intensificano gli attacchi in Cisgiordania
I coloni hanno compiuto una serie di aggressioni in diverse zone della Cisgiordania occupata, prendendo di mira abitazioni, proprietà e risorse idriche dei cittadini. Gli attacchi hanno incluso l’incendio di una struttura agricola, la scrittura di slogan istigatori e il danneggiamento di una condotta idrica principale, oltre all’accerchiamento di un’abitazione palestinese da parte di coloni armati.
Nella zona di Aghzioueh, a est di Yatta, nel sud di Hebron, i coloni hanno dato fuoco a una struttura agricola appartenente a un cittadino, prima di scrivere sulle sue pareti slogan istigatori che incitavano all’uccisione dei palestinesi, in un’aggressione contro le proprietà degli abitanti della zona.
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### 7\. Difesa civile di Gaza: evacuati 5 bambini dopo il parziale crollo di una casa precedentemente bombardata nel quartiere di al-Sabra
Le squadre della Protezione civile nella Striscia di Gaza hanno salvato cinque bambini rimasti intrappolati al secondo piano della loro abitazione, dopo il crollo improvviso delle scale di un edificio residenziale situato nei pressi della moschea al-Iman, nella zona di al-Sabra, a sud della città di Gaza.
La Direzione generale della Protezione civile ha riferito che le sue squadre sono riuscite a evacuare i cinque bambini e i loro familiari, trasferendoli in un luogo sicuro fuori dall’edificio, senza registrare feriti.
La famiglia è stata informata della necessità di non tornare a vivere nell’abitazione, considerata estremamente pericolosa, poiché era stata precedentemente colpita da un bombardamento israeliano che ne aveva indebolito la struttura, rendendola a rischio di crollo.
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### 8\. #Video: un colono aggredisce con un bastone una donna palestinese in Cisgiordania
#Guarda: un colono israeliano incappucciato aggredisce con un bastone una donna palestinese durante l’incursione di un gruppo di coloni nel villaggio di al-Markaz, nella zona di Masafer Yatta, nella Cisgiordania occupata.
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## _Europa_
### 9\. Un tavolo informativo a Vienna per rompere il silenzio sul genocidio in corso a Gaza
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con la Piattaforma di solidarietà con la Palestina in Austria, ha visto l’installazione nelle strade di schermi televisivi e materiali audiovisivi per trasmettere la realtà sul campo dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania e aggirare quella che gli organizzatori definiscono complicità e parzialità dei principali media occidentali.
Gli organizzatori hanno lanciato lo slogan «Ora siamo noi i media», sottolineando la prosecuzione degli strumenti della resistenza mediatica popolare e invitando la società austriaca a continuare a parlare della Palestina e a non permettere che politiche di intimidazione mettano a tacere le voci contrarie al genocidio.
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### 10\. L’Islanda aderisce alla giornata mondiale di mobilitazione del 10 ottobre per rompere il silenzio sul genocidio
Il movimento BDS islandese ha annunciato la propria adesione ufficiale alla giornata mondiale di mobilitazione prevista per il prossimo 10 ottobre, con un ampio appello alla partecipazione e alle proteste contro quella che definisce la guerra genocidaria israeliana in corso nella Striscia di Gaza.
L’iniziativa è stata lanciata con lo slogan «Fermate il genocidio», per sottolineare la necessità di rompere il silenzio politico internazionale e contrastare i tentativi di rinvio e di normalizzazione delle uccisioni quotidiane e dello sfollamento forzato.
Il movimento ha inoltre messo in guardia dal fare affidamento sull’illusione di negoziati per un cessate il fuoco mentre, secondo quanto afferma, continua la distruzione delle comunità palestinesi e delle loro vite.
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### 11\. #Video: la polizia trascina via e arresta manifestanti pro-Palestina a Berlino
#Guarda: la polizia li trascina per strada mentre arresta con la forza manifestanti solidali con la Palestina nella capitale tedesca, Berlino.
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### 12\. A Londra appelli ad agire contro la società tecnologica Palantir per i suoi legami con il genocidio
La protesta partirà davanti al Royal London Hospital per fare pressione sugli enti e sul Ministero della Salute britannico (NHS), affinché il governo attivi la clausola di risoluzione del contratto ed esca dall’accordo stipulato con la società, del valore di 330 milioni di sterline, prima della scadenza fissata per febbraio 2027.
La marcia si dirigerà verso la sede principale di Palantir nel quartiere londinese di Soho, nell’ambito di una manifestazione nazionale sotto lo slogan «Il popolo contro Palantir», per esprimere il rifiuto della privatizzazione dei dati sanitari a favore di società di sicurezza e militari che, secondo i manifestanti, traggono profitto dal sangue dei palestinesi, e per chiedere la completa esclusione della società dal settore dei servizi pubblici.
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### 13\. Il Festival cinematografico di San Sebastián prende posizione contro il genocidio a Gaza
Il Festival internazionale del cinema di San Sebastián, nei Paesi Baschi spagnoli, ha inaugurato la sua 74ª edizione con 263 opere provenienti da 47 Paesi, rinnovando la propria posizione pubblica contro l’aggressione israeliana attraverso la proiezione del documentario «NAZA», che denuncia i meccanismi di attacco sistematico nella Striscia di Gaza.
Il documentario si basa su 24 testimonianze riservate provenienti dall’interno dell’esercito e dell’intelligence israeliani e, secondo la descrizione, rivela nel dettaglio i sistemi e i software utilizzati per le uccisioni calcolate e su larga scala di civili palestinesi, nonché il modo in cui le vittime vengono trasformate in numeri attraverso procedure burocratiche e algoritmiche prima dell’esecuzione dei raid aerei.
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### 14\. Manifestanti chiedono sanzioni contro l’occupazione e giustizia per l’uccisione di una cooperante australiana
A Sydney si è svolta una grande manifestazione alla quale hanno partecipato centinaia di attivisti e sostenitori della causa palestinese, per fare pressione sul governo australiano affinché imponga sanzioni economiche e politiche contro Israele.
I manifestanti hanno chiesto la fine di quella che definiscono una politica ufficiale di silenzio e complicità, nonché giustizia penale per la cooperante australiana Zomi Frankcom, uccisa dall’esercito israeliano a Gaza nel 2024 insieme ai suoi colleghi della World Central Kitchen, dopo che il loro convoglio umanitario era stato direttamente colpito.
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### 15\. La UEFA respinge la richiesta ufficiale irlandese di sospendere le partite contro la nazionale israeliana nelle competizioni europee
Il direttore esecutivo della Federazione calcistica irlandese, David Courell, ha confermato che la federazione si è esplicitamente opposta alla disputa delle partite contro Israele, sostenendo che Israele avrebbe violato i regolamenti UEFA.
Ha inoltre affermato che la squadra avrebbe dovuto essere esclusa dalle competizioni internazionali. La risposta europea è stata tuttavia negativa, con la motivazione che i criteri di separazione vengono applicati soltanto nei casi di «conflitti militari diretti tra Stati» e non in risposta all’opinione pubblica.
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### 16\. 5 milioni di lavoratori in Gran Bretagna obbligati a sostenere il boicottaggio
La decisione non rappresenta l’inizio della posizione dei sindacati britannici sul boicottaggio. Il sostegno sindacale al boicottaggio di Israele è iniziato nel 2009, quando fu chiesto di boicottare i prodotti israeliani.
Successivamente, la posizione è stata ampliata fino a includere le aziende operanti negli insediamenti.
Tuttavia, l’adozione ufficiale del movimento per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS) a livello sindacale porta questa posizione a un livello più ampio di impegno sindacale.
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### 17\. Con le immagini dei calciatori martiri di Gaza: protesta davanti a uno stadio in Scozia contro le partite tra Irlanda e «Israele»
Nei pressi del Celtic Park, nella città scozzese di Glasgow, si è svolta una manifestazione organizzata da attivisti contro le due partite previste tra le nazionali di Irlanda e «Israele» nell’ambito delle competizioni europee.
I partecipanti hanno esposto immagini di calciatori palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza, oltre a un pallone da calcio macchiato di rosso e cartelli che chiedevano la sospensione degli incontri sportivi contro la nazionale israeliana, in segno di protesta contro la prosecuzione dell’aggressione contro la Striscia di Gaza.
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### 18\. Quando le prove diventano un «tradimento»: il Guardian critica la campagna sionista contro il film NAZA
Il quotidiano britannico _The Guardian_ ha criticato politici e leader militari israeliani per la campagna da loro condotta contro il documentario «NAZA» e i suoi autori, sostenendo che attaccare i registi e minacciarli invece di indagare sulle prove e sulle testimonianze presentate dal film rifletta un tentativo di distogliere l’attenzione dalle domande sollevate riguardo all’uccisione di civili palestinesi nella Striscia di Gaza.
Secondo il giornale, la reazione israeliana al film si è concentrata sui suoi registi, Yuval Abraham e Rachel Zohar, nonostante alcuni di coloro che li hanno attaccati non avessero visto il film.
Il giornale ha inoltre sottolineato che il giornalismo che rivela le azioni del potere e lo sottopone al controllo pubblico non costituisce un «tradimento».
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## _Internazionale_
### 19\. Manifestazione a Chicago contro il silenzio dell’American Medical Association sul genocidio
La rete USPCN (United States Palestinian Community Network), in collaborazione con la Chicago Alliance Against War, ha organizzato una grande manifestazione di protesta davanti alla sede principale dell’American Medical Association (AMA) a Chicago.
I manifestanti hanno chiesto di rompere quello che definiscono il vergognoso silenzio dell’associazione e di intervenire immediatamente per salvare i medici palestinesi detenuti.
Durante la protesta sono stati esposti slogan che chiedevano alla direzione dell’associazione di assumere una posizione morale e pubblica chiara contro quelli che i manifestanti definiscono crimini dell’occupazione israeliana e di utilizzare il proprio peso sindacale e internazionale per chiedere il rilascio immediato e incondizionato del direttore dell’ospedale Kamal Adwan, il medico Hussam Abu Safiya.
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### 20\. Due importanti democratici al Congresso congelano temporaneamente una vendita di armi statunitensi a Israele del valore di 2,8 miliardi di dollari
Due importanti esponenti democratici delle commissioni per le relazioni estere della Camera dei Rappresentanti e del Senato degli Stati Uniti hanno temporaneamente bloccato una vendita di armi che l’amministrazione del presidente Donald Trump intendeva autorizzare a Israele, per un valore di circa 2,8 miliardi di dollari.
La decisione è stata presa, secondo quanto riferito, a causa delle preoccupazioni relative all’utilizzo di tali armi in aree densamente popolate di Gaza e del Libano e alla compatibilità del loro impiego con il diritto statunitense e internazionale.
Fonti statunitensi hanno riferito che il deputato Gregory Meeks, principale esponente democratico della Commissione per gli affari esteri della Camera, ha annunciato il 16 settembre il proprio rifiuto di concedere l’approvazione alla vendita.
La senatrice Jeanne Shaheen, principale esponente democratica della Commissione per le relazioni estere del Senato, aveva invece bloccato la vendita già a luglio e ha continuato a non concedere la propria approvazione al suo avanzamento.
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### 21\. Kyrie Irving si offre di pagare la multa del giocatore americano che ha scritto sul volto il nome della martire Hind Rajab
La stella del basket statunitense Kyrie Irving ha annunciato che pagherà la multa inflitta al connazionale Aziz Al-Shair, giocatore degli Houston Texans di football americano, dopo che quest’ultimo aveva scritto il nome della bambina palestinese Hind Rajab sotto gli occhi durante una partita contro i Buffalo Bills.
La National Football League ha imposto ad Al-Shair una multa di 11.941 dollari, sostenendo che avesse violato le regole relative all’abbigliamento e all’equipaggiamento dei giocatori, che vietano l’esposizione di messaggi personali non autorizzati durante le partite.
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### 22\. Un libro americano documenta il genocidio palestinese: Dana Wallerath dedica un capitolo a Gaza e lo collega alla storia dell’espulsione iniziata con la Nakba
La scrittrice, artista e antropologa statunitense di origine armena Dana Mashouyan Wallerath ha dedicato un intero capitolo al genocidio palestinese nella Striscia di Gaza all’interno del suo libro illustrato «The Genocide Book», pubblicato dalla Harvard University Press negli Stati Uniti nel settembre 2026.
Il libro, composto da oltre 400 pagine, presenta una narrazione illustrata di dieci casi di genocidio verificatisi nel mondo nell’arco di cinque secoli.
L’opera si basa sul concetto di genocidio elaborato dal giurista Raphael Lemkin e analizza i meccanismi di disumanizzazione dei gruppi presi di mira e i fattori politici e sociali che rendono possibili i crimini collettivi.
