
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2563, data: martedì 22 settembre 2026
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2563, data: martedì 22 settembre 2026
1. 5 martiri e feriti a Gaza sotto il fuoco dell’occupazione: continuano le violazioni del cessate il fuoco
Cinque persone, tra cui un bambino, sono state uccise a causa del protrarsi delle violazioni del cessate il fuoco da parte delle forze di occupazione nella Striscia di Gaza, attraverso bombardamenti e colpi d’arma da fuoco in diverse aree della Striscia.
Le forze di occupazione continuano a violare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza attraverso bombardamenti di artiglieria, spari, sorvoli e attività di ricognizione aerea e demolizioni di edifici residenziali in diverse zone della Striscia. Nel frattempo, cinque cittadini sono rimasti feriti domenica sera in seguito al bombardamento di tende per sfollati e di aree residenziali nella città di Khan Yunis, nel sud della Striscia.
2. Stretta sulla città di Gerusalemme in concomitanza con lo “Yom Kippur”: le misure dell’occupazione soffocano la città
Le forze di occupazione israeliane hanno imposto un rigido assedio e ampie restrizioni alla circolazione nella città occupata di Gerusalemme e nei suoi dintorni, in concomitanza con quello che viene definito “Yom Kippur” ebraico, con la chiusura di istituzioni e negozi e un rafforzamento delle misure di sicurezza in tutta la città.
Le misure hanno incluso la chiusura di diverse strade, arterie principali e vie di accesso a Gerusalemme, oltre all’inasprimento delle restrizioni alla circolazione dei palestinesi, mentre le forze di occupazione hanno intensificato la loro presenza nella città, nei pressi della Città Vecchia e della moschea di Al-Aqsa.
3. L’ospedale Al-Wafaa di Gaza sospende servizi essenziali: la carenza di carburante minaccia ulteriori interruzioni
L’ospedale Al-Wafaa per la riabilitazione medica e la chirurgia specialistica nella Striscia di Gaza ha annunciato la sospensione temporanea di alcuni dei suoi servizi essenziali a causa della grave carenza di gasolio e carburante necessari per alimentare i generatori elettrici e i veicoli, in un contesto di crisi operativa sempre più grave che colpisce le strutture sanitarie della Striscia.
L’ospedale ha dichiarato che la sospensione dei servizi riguarda gli ambulatori, gli interventi chirurgici, la fisioterapia ambulatoriale, la terapia occupazionale ambulatoriale, nonché i servizi di logopedia e quelli relativi ai disturbi della deglutizione.
4. Assedio continuo a Ras al-Ahmar: l’occupazione isola 47 famiglie e aumenta le difficoltà per residenti e volontari
Per il settimo giorno consecutivo, l’esercito di occupazione israeliano continua a imporre un rigido assedio a Khirbet Ras al-Ahmar, a sud-est di Tubas, nella Valle del Giordano settentrionale, dopo aver chiuso l’ultimo accesso alla zona e scavato una trincea che ostacola il movimento di persone e veicoli.
La situazione ha portato all’isolamento di 47 famiglie palestinesi, tra crescenti difficoltà nell’accesso all’acqua, al foraggio, ai terreni agricoli e alle fonti di sostentamento.
Queste misure coincidono con l’inasprimento delle restrizioni nei confronti dei volontari stranieri che cercano di raggiungere la zona e fornire aiuti alla popolazione assediata. Nel frattempo continuano i lavori di spianamento del terreno e le demolizioni, nonché la distruzione di infrastrutture idriche e agricole, nell’ambito di misure sempre più severe che minacciano la presenza palestinese nella Valle del Giordano.
5. L’Ufficio governativo per i media accusa l’occupazione, sulla base di prove, della morte di 21 palestinesi nel crollo dell’“Edificio Al-Saada”
L’Ufficio governativo per i media della Striscia di Gaza ha affermato che l’“Edificio Al-Saada”, crollato recentemente causando la morte di oltre 21 persone e il ferimento di decine di cittadini, era stato colpito direttamente dall’esercito di occupazione “israeliano” nella prima metà della guerra contro la Striscia di Gaza, precisamente il 9 ottobre 2023, intorno alle ore 17.
L’Ufficio governativo per i media ha spiegato che all’epoca i bombardamenti dell’occupazione “israeliana” avevano colpito in modo mirato le fondamenta dell’edificio e il primo e il secondo piano, provocando gravi e intenzionali danni strutturali alle sue infrastrutture e alle fondamenta.
L’ufficio ha sottolineato che questo precedente bombardamento mirato sarebbe stato la causa reale e diretta del completo crollo dell’edificio.
6. “Biddu”: una località di Gerusalemme assediata dall’occupazione che aggrava le sofferenze di 11.000 abitanti
La cittadina di Biddu, a nord-ovest di Gerusalemme occupata, vive da anni in una situazione gravata da posti di blocco militari e insediamenti, ma la vasta incursione delle forze di occupazione israeliane nella cittadina ha aperto un nuovo capitolo di sofferenza.
La località è diventata simile a una cittadina isolata, soffocata dall’assedio e dagli attacchi contro le abitazioni e i beni dei residenti, in un clima di paura e preoccupazione.
La cittadina si trova a circa 11 km a nord-ovest della Gerusalemme occupata e a 13 km a sud-ovest della città di Ramallah. Si trova a circa 812 metri sul livello del mare e ha una superficie complessiva di circa 5.392 dunam, di cui 493 dunam costituiscono l’area edificata.
7. L’occupazione ordina lo sgombero di un edificio residenziale con 75 appartamenti a Salfit
Le autorità di occupazione israeliane hanno notificato l’ordine di sgombero di un grande edificio residenziale con 75 appartamenti nella città di Salfit, nel nord della Cisgiordania occupata, concedendo ai residenti pochi giorni per lasciare l’edificio.
Secondo fonti locali, le forze di occupazione hanno consegnato una notifica che ordina lo sgombero dell’edificio residenziale, che ospita decine di famiglie, in vista dell’adozione di ulteriori misure nei suoi confronti. Ciò minaccia di provocare lo sfollamento di decine di famiglie che vivono nell’edificio.
8. La riduzione degli aiuti internazionali minaccia centinaia di migliaia di persone a Gaza: allarme per gravi conseguenze sanitarie e umanitarie
L’Ufficio governativo per i media della Striscia di Gaza ha avvertito che la riduzione dei programmi di aiuto internazionale rischia di aggravare la crisi umanitaria, in un contesto in cui centinaia di migliaia di persone sono private di cibo e diminuiscono il sostegno sanitario e le forniture di carburante necessarie al funzionamento degli ospedali.
Ismail al-Thawabta, direttore generale dell’Ufficio governativo per i media, ha dichiarato in una nota alla stampa lunedì che la riduzione degli aiuti del Programma alimentare mondiale, dovuta alla carenza di finanziamenti, priverà circa 400.000 palestinesi degli aiuti essenziali.
Europeo
9. Candidata alla carica di sindaca di Berlino chiede la fine della repressione dei sostenitori della Palestina
La politica di origini turche Elif Eiralp, candidata del partito della Sinistra (Die Linke) alla carica di sindaca di Berlino, ha annunciato l’intenzione di replicare il modello e l’esperienza del democratico socialista Zohran Mamdani.
Eiralp, attualmente membro del Parlamento del Land di Berlino, ha affermato che l’ascesa di leader progressisti contrari al colonialismo rappresenta la risposta più efficace all’ascesa dell’estrema destra e alla complicità dei governi occidentali.
10. Attivisti bloccano una fabbrica di armi e lanciano una nuova campagna di mobilitazione
Nove attivisti britannici hanno bloccato completamente tutti gli ingressi e gli accessi della fabbrica di armi israeliana “Elbit Systems” nella città di Shenstone, nella contea dello Staffordshire, annunciando il lancio di un nuovo gruppo di azione diretta denominato “Silence Elbit Drones”.
11. La coalizione di governo dell’Uruguay sostiene la marcia del 18 ottobre in solidarietà con la Palestina
La coalizione di governo del Fronte Ampio in Uruguay ha annunciato il proprio pieno sostegno e patrocinio a una grande marcia popolare in solidarietà con il popolo palestinese, chiedendo al governo del presidente Yamandú Orsi di intensificare le proprie iniziative diplomatiche nei forum internazionali per porre fine all’aggressione israeliana.
Il Coordinamento per la Palestina in Uruguay ha indetto una manifestazione centrale nella capitale Montevideo per l’8 ottobre prossimo, con lo slogan “Palestina libera o barbarie”. La manifestazione partirà verso Plaza Independencia per protestare contro quelli che gli organizzatori definiscono crimini israeliani.
12. La polizia tedesca impedisce una protesta contro l’occupazione
Nella capitale tedesca Berlino, agenti di polizia hanno costretto un gruppo di attiviste ad abbassare una bandiera modificata relativa all’occupazione israeliana, nella quale la “Stella di David” era stata sostituita dal simbolo di un missile da guerra, in una rappresentazione visiva che, secondo le manifestanti, intendeva denunciare la struttura militare e violenta dello Stato israeliano.
Le forze di sicurezza sono intervenute immediatamente per circondare le attiviste e impedire loro di proseguire la protesta, nell’ambito di quella che il testo definisce una persecuzione sistematica da parte delle autorità tedesche nei confronti dei simboli e delle manifestazioni di protesta contro la guerra a Gaza e in Cisgiordania.
13. Un’iniziativa sportiva chiede la cancellazione della partita della nazionale irlandese contro Israele
Il gruppo “Run for Palestine” di Dublino ha organizzato nella capitale irlandese una grande iniziativa podistica di solidarietà a sostegno della campagna globale “Stop the Match”, denunciando il proseguimento delle attività sportive di normalizzazione dei rapporti con Israele.
Gli atleti e gli attivisti partecipanti all’iniziativa hanno espresso la loro netta opposizione alla decisione della nazionale irlandese maschile di calcio di disputare la partita prevista contro la nazionale israeliana, definendo tale scelta inaccettabile e incompatibile, secondo loro, con il proseguimento della guerra a Gaza e con quelli che descrivono come massacri sistematici contro il popolo palestinese nella Striscia.
14. Continua la protesta davanti alla banca AIB per cancellare l’accordo con una società israeliana di cybersicurezza
La direzione della banca irlandese AIB è oggetto di una crescente campagna di pressione e di proteste sul campo guidata da gruppi per il boicottaggio, per denunciare il continuo rifiuto della banca di rendere noto lo stato dell’accordo previsto con la società israeliana di sicurezza informatica “SNYK”.
Nel quadro della mobilitazione sul campo, attivisti solidali hanno fatto irruzione in una filiale della banca AIB nella città di Belfast, dopo una protesta analoga contro un negozio Apple, per respingere qualsiasi finanziamento o contratto che possa contribuire, secondo gli attivisti, a sostenere il sistema di apartheid e di pulizia etnica contro i palestinesi, soprattutto mentre continua il silenzio sulla vicenda dell’accordo da oltre due mesi.
Internazionale
15. Manifestanti protestano davanti al concerto di Ed Sheeran contro la guerra a Gaza
Attivisti e gruppi per il boicottaggio si sono radunati all’esterno del Lincoln Financial Field di Philadelphia per accogliere le migliaia di spettatori del concerto del cantante britannico Ed Sheeran, organizzando una protesta contro la guerra a Gaza.
I manifestanti hanno esposto bandiere palestinesi e cartelli che documentavano i bombardamenti e le vittime, distribuendo volantini che invitavano il pubblico a boicottare le aziende e gli organizzatori che, secondo i manifestanti, contribuiscono a penalizzare artisti e personalità che esprimono posizioni critiche nei confronti dell’occupazione.
16. “Team Congo” e “Apple Against Apartheid” lanciano proteste globali davanti ai negozi Apple
I movimenti “Team Congo” e “Apple Against Apartheid” hanno annunciato una campagna coordinata di proteste davanti ai negozi Apple in tutto il mondo per il 23 ottobre prossimo, contro le politiche di investimento dell’azienda, che secondo i movimenti privilegerebbero i profitti rispetto alla vita delle persone.
La mobilitazione globale, con lo slogan “No Blood Technology”, mira a fare pressione sulla direzione dell’azienda statunitense affinché affronti le gravi violazioni legate alle catene di approvvigionamento dei minerali nella Repubblica Democratica del Congo e risponda immediatamente alle richieste popolari di interrompere i propri rapporti con il sistema di occupazione israeliano.
17. Condanna della repressione della polizia indiana contro i sostenitori della Palestina
Il movimento “Indians for Palestine” ha condannato quelle che definisce gravi violazioni commesse dalla polizia della città di Mumbai contro attivisti e sostenitori della Palestina, tra cui la violazione del diritto alla privacy e attacchi diretti alle libertà e ai diritti democratici garantiti dalla legge.
La posizione è stata espressa dopo una campagna di repressione e controllo da parte delle autorità indiane volta, secondo il movimento, a limitare le attività sul campo e la sorveglianza digitale delle iniziative di protesta contro la guerra a Gaza.
