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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2579, data: mercoledì 7 ottobre 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2579, data: mercoledì 7 ottobre 2026

1. Tre martiri e feriti in un attacco israeliano nella Striscia di Gaza
Tre cittadini sono stati uccisi, uno dei quali è deceduto in seguito alle ferite riportate, mentre altri sono rimasti feriti dal fuoco delle forze di occupazione israeliane nella Striscia di Gaza, nel contesto dell’escalation delle violazioni dell’accordo di cessate il fuoco.
2. L’occupazione demolisce un edificio di 5 piani e lascia senza casa circa 70 abitanti di Gerusalemme Est
Le forze israeliane hanno demolito un edificio residenziale di cinque piani nel quartiere di al-Tur, nella Gerusalemme Est occupata, dopo aver fatto irruzione nell’area e aver costretto gli abitanti a sgomberare. L’operazione ha interessato dieci appartamenti abitati da circa 70 palestinesi, per la maggior parte donne e bambini.
3. A un anno dal cessate il fuoco: oltre 5.000 violazioni da parte dell’occupazione
Il direttore generale dell’Ufficio governativo per i media, Ismail al-Thawabta, ha dichiarato che, a un anno dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, i fatti, il monitoraggio governativo e la precisa documentazione digitale hanno dimostrato, secondo l’ufficio, il completo disimpegno dell’occupazione «israeliana» dai propri obblighi previsti dall’accordo.
Ha spiegato che quanto accaduto nella Striscia nell’ultimo anno non è stato un rispetto della tregua, bensì la prosecuzione di un processo sistematico di distruzione della vita, insieme a un deliberato aggravamento della crisi umanitaria e degli aiuti, fino a raggiungere una situazione oggi descritta come catastrofica sotto ogni aspetto.

4. L’occupazione prende il controllo di 741 metri quadrati di terreni ad al-Jabriyat, a Jenin
Le forze israeliane hanno emesso un nuovo ordine militare che dispone la presa di possesso di 741 metri quadrati di terreni nel quartiere di al-Jabriyat, nella città di Jenin, all’interno dell’area classificata come «A», con la motivazione del loro utilizzo per urgenti scopi militari.
L’ordine, numero 33/26, definito «immediato e urgente», è stato emesso il 5 ottobre 2026 e riguarda 0,741 dunam, nelle particelle 41, 42 e 50 del bacino catastale n. 20071. La mappa allegata mostra una stretta fascia che segue il tracciato di una strada all’interno del quartiere.

5. Tra le macerie delle case e il dolore dello sfollamento: l’occupazione distrugge i ricordi di 75 abitanti di Gerusalemme Est ad al-Tur
Alle prime ore dell’alba, la quiete che precede il sorgere del sole nel quartiere di al-Tur, nella Gerusalemme Est occupata, si è trasformata in una scena di incursione e demolizione. Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel quartiere accompagnate da squadre e mezzi del Comune, iniziando a demolire un edificio residenziale, mentre tra gli abitanti aumentavano tensione e paura.
Alla presenza del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, i mezzi delle forze israeliane hanno demolito l’edificio di cinque piani, che comprendeva 10 appartamenti, lasciando i suoi abitanti senza un alloggio.

6. Sanità a Gaza: l’occupazione continua a giustificare gli attacchi agli ospedali con false accuse
Il Ministero della Salute della Striscia di Gaza ha dichiarato che il sistema sanitario sta vivendo il suo terzo anno consecutivo di quella che definisce una sistematica «eliminazione della sanità», condannando le ripetute accuse israeliane secondo cui negli ospedali e nelle strutture sanitarie sarebbero presenti uomini armati o depositi di armi.
Il ministero ha affermato che tali accuse sono «false e fuorvianti», sostenendo che la riproposizione di queste fragili giustificazioni non sarebbe altro che la costruzione di motivazioni false volte, secondo il ministero, a coprire le operazioni militari israeliane e a preparare il terreno per continuare a indebolire e distruggere ciò che resta delle strutture sanitarie.

7. Coloni spezzano 40 alberi e rubano le olive nel sud-est di Betlemme
Dei coloni hanno rubato olive e spezzato 40 alberi nei terreni del villaggio di Abu Anjim, a sud-est della città di Betlemme, nella Cisgiordania occupata.
Secondo fonti locali, alcuni coloni hanno attaccato il terreno del cittadino Amer Aziz al-Hreimi, rubando le olive e spezzando 40 ulivi.

Europeo
8. Attivisti bloccano una fabbrica di armi legata all’occupazione in Gran Bretagna
Attivisti britannici hanno chiuso i cancelli dello stabilimento «Instro Precision», che produce tecnologie militari nella contea del Kent, impedendo il passaggio delle merci e dei lavoratori, con l’obiettivo di interrompere la produzione in solidarietà con 10 loro compagni sottoposti a procedimento giudiziario per aver danneggiato la struttura l’anno scorso, causando perdite pari a 1,3 milioni di sterline.
L’iniziativa si è conclusa dopo alcune ore in seguito all’intervento della polizia del Kent, che ha istituito un cordone di sicurezza e proceduto ad arresti definiti arbitrari di alcuni manifestanti dopo l’attivazione delle leggi contro il travisamento.

9. Attacco e incitamento australiano contro le iniziative di solidarietà con la Palestina
Esponenti locali del Partito Laburista al governo in Australia hanno attaccato le manifestazioni e i sit-in di solidarietà, organizzati in occasione del terzo anniversario dell’inizio della guerra che i manifestanti definiscono genocida e che, secondo il testo, ha causato la morte di oltre 74.000 palestinesi.
Questa campagna di pressione e le restrizioni ufficiali volte a vietare il movimento di solidarietà sono arrivate parallelamente al sostegno e alla protezione garantiti dalle autorità australiane a una serie di iniziative e cerimonie sioniste nelle città di Sydney, Melbourne e Canberra, tra cui l’invito a soldati dell’esercito israeliano per promuoverne la narrazione e la proiezione di film di propaganda.

10. L’Università di Sydney minaccia sanzioni contro il proprio consiglio studentesco dopo il voto del 90% a favore del boicottaggio dell’occupazione
Queste minacce sarebbero state avanzate su impulso diretto del primo ministro australiano Anthony Albanese e di esponenti del governo. Secondo il testo, l’amministrazione universitaria avrebbe sfruttato la vittoria delle liste studentesche favorevoli alla Palestina per demonizzare e criminalizzare gli slogan legati alla liberazione.
Gli studenti hanno risposto a queste misure restrittive pubblicando una lettera aperta firmata da centinaia di accademici e laureati, nella quale hanno respinto i tentativi dell’amministrazione di isolare il movimento studentesco e hanno chiesto l’immediata cessazione degli accordi di ricerca e militari con istituzioni israeliane.

11. L’allenatore dell’Irlanda chiede all’UE di impedire in futuro incontri contro Israele
Le dichiarazioni sono state rilasciate ai media al termine delle due partite trasferite in Serbia e Ungheria, in previsione di grandi proteste da parte del pubblico e per evitare di ospitare rappresentanti israeliani.
Le due partite sono state accompagnate da una significativa protesta da parte dei giocatori irlandesi, che hanno deliberatamente abbassato la testa e indossato fasce nere durante l’esecuzione dell’inno israeliano, in segno di protesta contro la guerra in corso nella Striscia di Gaza e in risposta alle richieste delle federazioni e dei club irlandesi che in precedenza avevano chiesto l’esclusione totale di Israele dalle competizioni internazionali.

12. La Gran Bretagna minaccia di espellere 27 diplomatici israeliani alla vigilia della chiusura del consolato a Gerusalemme
Alti funzionari britannici hanno ventilato l’adozione di misure punitive contro Israele, tra cui l’espulsione di 27 diplomatici israeliani e delle loro famiglie, in risposta alla decisione di chiudere il consolato britannico nella Gerusalemme Est occupata, la cui attuazione è prevista a breve.
L’escalation è arrivata dopo il fallimento della visita compiuta a Tel Aviv dal consigliere britannico per la sicurezza nazionale, Jonathan Powell, nel tentativo di convincere le autorità israeliane ad annullare o rinviare la decisione entro i 30 giorni previsti. L’ufficio del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha invece ribadito pubblicamente l’intenzione di procedere con la chiusura del consolato.

13. Il boicottaggio causa debiti e pesanti perdite alla società europea di festival «Superstruct»
Le perdite annuali della società sono salite a 94,7 milioni di sterline, portando il totale dei suoi debiti a 333,6 milioni di sterline, dopo essere stata presa di mira dagli attivisti in seguito all’acquisizione da parte della società di private equity «KKR», che possiede investimenti finanziari in centri dati all’interno di Israele.
Anche festival del gruppo nel Regno Unito, come «Victorious», sono stati interessati dal movimento di boicottaggio: diverse band musicali si sono ritirate per protestare contro la repressione da parte degli organizzatori di cori e simboli di solidarietà con la Palestina. Ciò ha aggravato la crisi finanziaria della società, nonostante i tentativi della dirigenza di minimizzare l’entità delle perdite.

14. Attivisti in Galles organizzano una marcia silenziosa e un raduno di solidarietà con la Palestina
La Campagna di solidarietà con la Palestina in Galles ha organizzato una marcia silenziosa e un raduno di solidarietà per le strade della città di Llandudno, con l’obiettivo di fare pressione sul governo gallese e sul partito al governo «Plaid Cymru» affinché adottino misure di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni nei confronti di Israele.
La manifestazione, promossa da Amnesty International e dalla Campaign for Nuclear Disarmament, si è svolta in concomitanza con la giornata conclusiva della conferenza annuale del partito. I manifestanti hanno circondato il centro congressi chiedendo la fine della guerra nella Striscia di Gaza e l’interruzione di qualsiasi forma di coinvolgimento gallese nei crimini attribuiti alle forze israeliane.

15. Studenti dell’Università di Toronto interrompono un incontro con l’Università Ebraica e chiedono la fine della collaborazione
Gli attivisti del movimento studentesco «OccupyUofT» dell’Università di Toronto hanno protestato contro il primo incontro dell’alleanza di ricerca congiunta tra la loro università e l’«Università Ebraica», situata nella Gerusalemme occupata, chiedendo l’immediata cessazione della partnership.
Gli studenti manifestanti hanno annunciato l’intenzione di impedire la prosecuzione di tali accordi e di interrompere eventuali future attività di normalizzazione, qualora l’amministrazione dell’Università di Toronto insistesse nel proseguire la propria alleanza di ricerca e rifiutasse di rispondere alle richieste di un boicottaggio accademico completo delle istituzioni israeliane.

Internazionale
16. Attivisti interrompono un vertice tecnologico a cui partecipava l’ex dirigente di Google, accusandolo di coinvolgimento nella guerra a Gaza
Attivisti filopalestinesi hanno interrotto i lavori di un vertice tecnologico internazionale al quale partecipava Eric Schmidt, ex amministratore delegato e presidente del consiglio di amministrazione di Google, protestando contro quello che hanno definito il suo coinvolgimento diretto nello sviluppo di tecnologie militari di intelligenza artificiale e sistemi di sorveglianza destinati a sostenere Israele.
I manifestanti hanno affrontato gli addetti alla sicurezza all’interno della sala con slogan che sottolineavano il rifiuto dell’impiego della tecnologia per il genocidio, denunciando il ruolo attribuito a Schmidt nel fornire all’esercito israeliano algoritmi e contratti per la difesa collegati alla guerra in corso nella Striscia di Gaza.

17. Il presidente del sindacato studentesco del King’s College promette un’indagine sulla repressione di 26 attivisti per la Palestina
Il nuovo presidente dell’Unione degli studenti del King’s College London, il dottor Luqman Waqar, ha annunciato il proprio impegno ad avviare un’indagine indipendente e imparziale sulle azioni disciplinari intraprese dall’amministrazione universitaria contro 26 studenti manifestanti a favore della Palestina, un numero che, secondo il testo, rappresenta il livello più alto tra le università britanniche.
Waqar ha accusato l’amministrazione dell’università di utilizzare le indagini in modo arbitrario per intimidire gli studenti, limitare la loro libertà di espressione e scoraggiarli dal partecipare alle proteste.

18. Trump approva l’esecuzione per fucilazione del palestinese Nidal Hasan
Il presidente statunitense Donald Trump ha approvato l’esecuzione mediante fucilazione di Nidal Malik Hasan, medico militare statunitense di origine palestinese accusato di aver compiuto l’attacco alla base di Fort Hood nel 2009. Si tratterebbe di un provvedimento che potrebbe portare alla prima esecuzione effettuata dall’esercito statunitense da oltre sei decenni.
Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha dichiarato che l’approvazione è arrivata su raccomandazione del segretario alla Difesa Pete Hegseth, spiegando che sarà un’unità dell’esercito a eseguire la condanna. Il segretario dell’Esercito dovrà stabilire data e luogo dell’esecuzione, senza che sia stato annunciato un calendario.

19. Appelli per garantire protezione sul campo agli agricoltori della Cisgiordania contro le violenze dell’occupazione
Movimenti e organizzazioni di solidarietà, tra cui la Global Sumud Flotilla, hanno lanciato un appello urgente per rafforzare la presenza sul campo e sostenere gli agricoltori della Cisgiordania, al fine di proteggere la stagione della raccolta delle olive, in un contesto di aumento senza precedenti degli attacchi da parte dell’esercito israeliano e delle milizie dei coloni.
La campagna ha invitato i volontari internazionali interessati a partecipare alle iniziative di presenza e accompagnare le famiglie palestinesi nei loro terreni minacciati di confisca, con l’obiettivo di rompere l’assedio economico imposto agli agricoltori e attivare strumenti di boicottaggio internazionale contro i prodotti degli insediamenti.

20. «Euro-Med»: il «Consiglio per la Pace» ha fallito nel fermare la guerra e la fame a Gaza
L’«Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani» ha dichiarato che il «Consiglio per la Pace», incaricato di supervisionare la ripresa della Striscia di Gaza, non è riuscito a raggiungere i propri obiettivi dopo otto mesi dall’inizio delle sue attività, nel gennaio scorso.
In una revisione pubblicata oggi sul percorso del Consiglio, l’Osservatorio ha affermato che una commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso che esistono prove convincenti della prosecuzione, da parte di Israele, del crimine di genocidio a Gaza. L’indagine riguarda il periodo compreso tra il 7 ottobre 2023 e il 31 marzo 2026 e si è concentrata sui crimini contro i bambini, senza che il Consiglio, secondo l’Osservatorio, sia riuscito a porvi fine.

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