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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2578, data: martedì 6 ottobre 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2578, data: martedì 6 ottobre 2026

1. 6 martiri e 26 feriti a Gaza in 24 ore: il bilancio del genocidio sale a 74.243
Il Ministero della Salute della Striscia di Gaza ha annunciato l’arrivo di 6 vittime e 26 feriti negli ospedali della Striscia nelle ultime 24 ore.
Nel suo rapporto statistico quotidiano, il ministero ha spiegato che le vittime comprendono 3 nuovi martiri, 2 persone decedute in seguito alle ferite riportate in precedenza e il corpo di un martire recuperato dalle macerie.

Il Ministero della Salute ha riferito che il numero complessivo dei martiri dall’entrata in vigore della decisione di cessate il fuoco, l’11 ottobre 2025, è salito a 1.460, mentre i feriti sono 5.116. A questi si aggiungono 836 corpi recuperati.

2. Un morto e due feriti colpiti dai proiettili dell’occupazione a est di Hebron
Un cittadino è rimasto ucciso e altre due persone sono rimaste ferite a seguito degli spari delle forze dell’occupazione israeliana contro un veicolo nei pressi dell’ingresso della cittadina di Bani Na’im, a est di Hebron, nella Cisgiordania meridionale occupata.
L’Autorità generale per gli affari civili ha riferito che i due feriti presentano rispettivamente ferite gravi e moderate, senza che le informazioni preliminari forniscano ulteriori dettagli sull’identità della vittima e dei feriti o sulle circostanze della sparatoria.

3. 235 pescatori uccisi e 1.810 imbarcazioni distrutte: l’occupazione devasta il settore della pesca a Gaza
L’occupazione israeliana continua a colpire il settore della pesca a Gaza, in una delle forme di attacco sistematico alle fonti di sostentamento dei palestinesi, dopo aver trasformato il mare in un’area di inseguimenti e sparatorie e aver distrutto centinaia di imbarcazioni e strutture legate alla pesca, nel tentativo di strangolare uno dei settori vitali da cui dipendono migliaia di famiglie della Striscia.
Il Centro per la tutela dei diritti umani ha rivelato, in un nuovo rapporto intitolato «Barche sotto il fuoco», un bilancio scioccante delle violazioni subite dai pescatori e dal settore marittimo di Gaza nel periodo compreso tra il 7 ottobre 2023 e ottobre 2026.

4. Nella Giornata mondiale dell’habitat: l’occupazione ha distrutto l’82% degli edifici di Gaza e stringe la morsa sui palestinesi in Cisgiordania
Mentre il mondo celebra la Giornata mondiale dell’habitat con lo slogan «Un alloggio adeguato per tutti», i palestinesi vivono una realtà completamente opposta. L’occupazione israeliana ha trasformato la Striscia di Gaza in un’immensa distesa di macerie, costringendo centinaia di migliaia di famiglie a sfollare, parallelamente all’intensificazione delle demolizioni delle abitazioni, delle confische delle terre e degli sfollamenti forzati in Cisgiordania, compresa Gerusalemme occupata.
I dati dell’Ufficio centrale palestinese di statistica mostrano che circa 201.290 edifici nella Striscia di Gaza sono stati danneggiati dall’offensiva dell’occupazione in corso dal 7 ottobre 2023 fino al 16 giugno 2026, pari a circa l’82% del totale degli edifici della Striscia. Di questi, 134.422 edifici sono stati completamente distrutti, mentre circa 328.627 unità abitative hanno subito danni.

5. L’occupazione demolisce una casa, un pozzo d’acqua e recinti per il bestiame a Deirat, a est di Yatta
Le forze dell’occupazione israeliana hanno demolito la casa del cittadino Mohammed al-Amour nella zona di Deirat, a est di Yatta, a sud di Hebron, oltre a un pozzo d’acqua, una tenda e recinti per le pecore, nell’ambito dei continui attacchi contro i cittadini e contro le loro possibilità di resistenza e di permanenza nella zona.
Fonti locali hanno riferito che la casa demolita era composta da un piano in cemento, aveva una superficie di circa 140 metri quadrati e ospitava due famiglie. La demolizione ha inoltre interessato un pozzo d’acqua, una tenda e recinti per le pecore, causando danni diretti alle proprietà dei cittadini e alle loro fonti di sostentamento.

6. #Video: coloni si vantano di aver rubato le olive dei palestinesi
#Guarda: vantandosi delle loro azioni di saccheggio, coloni israeliani hanno diffuso sui social media immagini che documentano il furto dei raccolti di olive dalle terre dei palestinesi nella Cisgiordania occupata.
7. #Video: coloni incendiano veicoli e terreni coltivati a ulivi
#Guarda: coloni israeliani appiccano il fuoco a numerosi veicoli e a terreni coltivati a ulivi a est di Ramallah, in un nuovo attacco contro i palestinesi e le loro proprietà nella Cisgiordania occupata.
Europa
8. 500 ex funzionari europei chiedono di sanzionare gli insediamenti attraverso misure concrete
500 ex diplomatici, ministri e funzionari europei hanno invitato l’Unione Europea a tradurre la propria opposizione agli insediamenti israeliani in misure economiche e commerciali concrete, avvertendo che la prosecuzione del progetto «E1», nei pressi di Gerusalemme occupata, aumenterebbe l’isolamento della città dal suo ambiente palestinese e comprometterebbe le possibilità di creare uno Stato palestinese territorialmente contiguo.
In un articolo di opinione pubblicato dal quotidiano francese «Libération», i firmatari hanno chiesto di imporre sanzioni agli organismi finanziari e ai servizi coinvolti nel progetto e negli insediamenti, di vietare il commercio europeo con gli insediamenti e di sospendere le disposizioni commerciali dell’accordo di associazione tra l’Unione Europea e lo Stato occupante.

9. Una coalizione di organizzazioni canadesi organizza un laboratorio artistico in preparazione di una marcia a sostegno di Gaza
Una rete di organizzazioni studentesche, sindacali e comunità palestinesi in Canada ha avviato una mobilitazione congiunta attraverso l’organizzazione di un laboratorio artistico nella capitale Ottawa, finalizzato alla realizzazione e produzione di centinaia di striscioni di protesta e aquiloni, in preparazione della grande marcia prevista a sostegno della Striscia di Gaza e della Palestina.
All’attività preparatoria hanno collaborato diverse realtà per i diritti umani e comunitarie, tra cui l’Associazione palestinese canadese e il Movimento della gioventù palestinese, insieme a gruppi di lavoratori e studenti delle università Carleton e di Ottawa. I partecipanti si sono concentrati sull’utilizzo dell’arte di protesta per preparare gli strumenti delle manifestazioni che attraverseranno le strade della capitale.

10. Il Partito Verde britannico vota contro il sionismo
Il Partito Verde di Inghilterra e Galles ha adottato ufficialmente una politica antisionista, dopo che i suoi membri hanno votato durante il congresso annuale nella città di Brighton a favore di una risoluzione che definisce il sionismo come un progetto politico etno-nazionalista.
La risoluzione stabilisce che l’antisionismo non equivale all’antisemitismo e rinnova il sostegno del partito alla liberazione della Palestina e al diritto al ritorno dei palestinesi.

Il partito sostiene inoltre il movimento di boicottaggio e chiede un divieto totale delle esportazioni di armi verso l’occupazione.

11. Manifestazioni in diverse città spagnole per chiedere un embargo totale sulle armi e la rottura delle relazioni con l’occupazione
Diverse città spagnole, tra cui Madrid, Barcellona, Granada, Almería, Malaga, Siviglia e Valencia, hanno visto imponenti manifestazioni popolari e sindacali con lo slogan «Il genocidio continua», in protesta contro l’occupazione e in concomitanza con il terzo anniversario della guerra genocida israeliana contro la Striscia di Gaza.
Le marce principali sono partite dalla piazza di Atocha a Madrid, su iniziativa della rete di solidarietà contro l’occupazione della Palestina e con la partecipazione di forze sindacali e partiti di sinistra. In tutte le città è stato letto contemporaneamente un comunicato comune, che ha criticato la posizione ufficiale del governo spagnolo, giudicandone insufficienti le misure per interrompere i rapporti con Tel Aviv.

12. Ex ministro britannico definisce «idioti» i sostenitori della Palestina
L’ex ministro britannico Jacob Rees-Mogg ha definito «idioti» gli anziani che manifestano solidarietà alla Palestina durante un’intervista con il giornalista statunitense Tucker Carlson.
Le dichiarazioni sono arrivate nel contesto della difesa delle azioni di sicurezza contro il movimento «Palestine Action», che mira a chiudere le fabbriche di armi britanniche accusate di collaborare alla fornitura all’esercito dell’occupazione degli strumenti utilizzati nel genocidio.

13. La nazionale irlandese abbassa la testa e rifiuta di stringere la mano alla squadra dell’occupazione, nel contesto di un boicottaggio mediatico
I giocatori della nazionale irlandese di calcio hanno rinnovato le loro proteste sul campo contro lo Stato occupante, rifiutando la stretta di mano e abbassando deliberatamente la testa durante l’esecuzione dell’inno israeliano, indossando fasce nere, prima dell’inizio della partita, carica di tensione, di UEFA Nations League, terminata con un pareggio per 1-1 in Serbia.
La partita — trasferita da Dublino a uno stadio neutrale nella città serba di Bačka Topola e disputata senza pubblico per impedire proteste — è stata accompagnata da significative iniziative di solidarietà.

14. L’occupazione impedisce al leader del Partito Verde britannico di entrare nei territori occupati
Il ministro degli Esteri dell’occupazione, Gideon Sa’ar, ha emesso una decisione che vieta a Zack Polanski, leader del Partito Verde britannico, di entrare nei territori palestinesi occupati, in coordinamento con gli apparati di sicurezza dell’occupazione, come risposta all’adozione da parte del partito di una risoluzione politica ufficiale che definisce il sionismo razzista.
La decisione è arrivata dopo che i membri del Partito Verde britannico, durante il congresso generale a Brighton, hanno votato a maggioranza del 56% a favore di una risoluzione che inserisce il sionismo come «ideologia razzista» e progetto politico «etno-nazionalista» nei documenti e nelle politiche ufficiali del partito, ribadendo il rifiuto di equiparare l’antisionismo all’antisemitismo.

15. Una mobilitazione francese lancia un’ampia protesta per contrastare le aziende di armi complici dell’occupazione
La campagna «Stop al riarmo di Israele in Francia» ha lanciato una mobilitazione sul campo destinata a protrarsi nel tempo, con lo slogan «Mese delle iniziative», con l’obiettivo di chiudere e ostacolare la macchina bellica israeliana e protestare contro la prosecuzione delle esportazioni militari francesi verso l’occupazione, nonostante il perdurare del genocidio e dei crimini contro l’umanità.
Internazionale
16. Ex soldato americano: le guerre degli Stati Uniti in Medio Oriente sono semplicemente un servizio a Israele
L’ex marine Brian McGuinness racconta come sua moglie gli abbia aperto gli occhi sulla realtà di ciò che sta accadendo in Cisgiordania e come abbia scoperto la portata della propaganda di cui in precedenza aveva fatto parte.
Una testimonianza che evidenzia come l’influenza e le guerre statunitensi in Medio Oriente vengano utilizzate al servizio degli interessi dell’occupazione, a scapito dei popoli della regione.

17. La candidata «Connie Chan» chiede un embargo sulle armi a Israele
La candidata democratica alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Connie Chan, ha annunciato i punti principali della sua campagna elettorale contro l’esportazione di strumenti di morte verso lo Stato occupante, chiedendo un divieto totale e completo del flusso di armi verso il governo israeliano.
Chan ha affermato di essere l’unica candidata in questa competizione ad avere la «chiarezza morale» necessaria per chiedere l’immediata interruzione del sostegno militare all’occupazione.

18. Campagna internazionale fa pressione sul Center for Reproductive Rights per porre fine alla marginalizzazione dei crimini dell’occupazione contro le palestinesi
Il movimento femminista e contro la guerra Code Pink ha lanciato un’ampia campagna di pressione contro il consiglio di amministrazione e il personale del Center for Reproductive Rights, chiedendo all’organizzazione di rompere il silenzio e assumere pubblicamente una posizione di condanna dei crimini israeliani contro donne e uomini in Palestina.
La mobilitazione è arrivata dopo che oltre 3.100 persone hanno firmato una petizione di protesta, rimasta completamente ignorata dalla direzione del centro, che opera a livello internazionale nel campo dei diritti legati alla salute in America, Africa e Asia, mentre esclude la Palestina dalla propria agenda e dalle proprie campagne internazionali.

19. Organizzazione turca: l’uccisione del direttore di «Deniz Feneri» a Gaza è un messaggio per paralizzare gli aiuti umanitari
Continua la politica di attacco al sistema degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, nel tentativo di rafforzare l’assedio sulle condizioni di vita e paralizzare la capacità delle organizzazioni umanitarie di fornire assistenza agli sfollati e alle persone colpite.
L’esercito dell’occupazione israeliana ha ucciso il direttore dell’organizzazione turca «Deniz Feneri», Saqr al-Qaisi, in un attacco aereo contro un veicolo civile sul quale viaggiava, a sud della città di Deir al-Balah, nella parte centrale della Striscia. Nell’attacco è rimasto ucciso e altre nove persone sono rimaste ferite.

20. #Video: la «Marcia della libertà» a sostegno della Palestina a Johannesburg
#Guarda: «Se questo non è un genocidio, perché impedite l’ingresso degli aiuti?». Centinaia di persone si sono riunite nella città di Johannesburg, in Sudafrica, per partecipare alla «Marcia della libertà» in solidarietà con il popolo palestinese, innalzando cartelli con le scritte «Palestina libera» e «Al-Aqsa libera».

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