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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2577, data: lunedì 5 ottobre 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2577, data: lunedì 5 ottobre 2026

1. Tre vittime, tra cui una bambina, e feriti a causa di colpi d’arma da fuoco e bombardamenti in diverse aree di Gaza
Tre cittadini sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti a causa di raid e colpi d’arma da fuoco delle forze di occupazione israeliane in diverse aree della Striscia di Gaza, in violazioni continue del cessate il fuoco.
2. Un giovane ucciso a un posto di blocco delle forze di occupazione a est di Tulkarem
La Mezzaluna Rossa Palestinese ha annunciato la morte di un cittadino mentre era trattenuto dalle forze di occupazione israeliane al posto di blocco militare di Anab, a est della città di Tulkarem, nel nord della Cisgiordania occupata.
Fonti locali hanno riferito che la vittima è il capitano Raafat Khairy Ahmad Abu Khalil, originario di Attil, a nord di Tulkarem. Sarebbe morto a seguito delle torture subite per mano dei soldati dell’occupazione al posto di blocco, mentre si recava al lavoro presso l’Istituto di addestramento militare nella città di Gerico.

3. La colonizzazione divora la Cisgiordania: 64.000 dunam a rischio di confisca e 19.000 unità coloniali da ottobre
L’espansione coloniale nella Cisgiordania occupata non avviene in modo frammentario né attraverso decisioni isolate, ma nell’ambito di un percorso integrato nel quale le autorità di occupazione avanzano passo dopo passo, dalla pianificazione e approvazione fino alla pubblicazione dei bandi e alla preparazione dei terreni.
Parallelamente, vengono confiscate vaste aree di territorio palestinese e si intensificano gli attacchi dei coloni e dell’esercito, nel tentativo di ridisegnare la geografia della Cisgiordania e imporre una realtà coloniale permanente a scapito della presenza palestinese.

4. Oltre 800 insegnanti uccisi: l’occupazione prende di mira l’istruzione, ma non ne spegne la missione
Mentre l’occupazione israeliana continua la sua guerra contro i palestinesi e prende di mira le condizioni fondamentali della loro vita, anche gli insegnanti palestinesi non sono stati risparmiati dalla macchina delle uccisioni, degli arresti e dei maltrattamenti.
Più di 800 insegnanti sono stati uccisi, oltre 3.300 sono rimasti feriti e più di 170 insegnanti sono stati arrestati dall’inizio della guerra a Gaza, il 7 ottobre 2023.

Il Ministero dell’Istruzione e dell’Istruzione Superiore ha dichiarato, in occasione della Giornata mondiale degli insegnanti, che questi numeri mostrano l’entità degli attacchi subiti dal settore educativo palestinese, mentre gli insegnanti insistono nel proseguire la loro missione educativa nonostante le uccisioni, la distruzione, gli sfollamenti e gli arresti.

5. L’occupazione impone una chiusura totale in Cisgiordania e a Gaza in occasione dell’anniversario del Diluvio
In una nuova iniziativa che riflette la politica di restrizione e soffocamento imposta dalle autorità di occupazione israeliane ai palestinesi, il governo israeliano si prepara a stringere ulteriormente la propria presa sulla Cisgiordania e sulla Striscia di Gaza, imponendo una chiusura totale e rafforzando le restrizioni alla libertà di movimento dei palestinesi.
La misura coincide con l’anniversario della battaglia del “Diluvio di Al-Aqsa”, il 7 ottobre, mentre aumentano le incursioni, gli arresti e gli attacchi dei coloni e si riduce lo spazio disponibile per la libertà di movimento e la vita quotidiana dei palestinesi.

6. I farmaci di Gaza sull’orlo dell’esaurimento: carenze nei trattamenti per madri, bambini, malati renali e oncologici
Il sistema sanitario della Striscia di Gaza continua a essere sottoposto a un progressivo logoramento, nonostante sia trascorso quasi un anno dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco.
Le restrizioni tuttora imposte all’ingresso delle forniture mediche hanno lasciato gli ospedali alle prese con una grave carenza di medicinali e materiali sanitari, indebolendo la loro capacità di fornire cure secondo i normali protocolli medici.

Zaher Al-Wahidi, direttore dell’Unità di informazione sanitaria del Ministero della Salute palestinese, ha dichiarato che, con l’avvicinarsi del primo anniversario dell’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco, il settore sanitario non ha registrato alcun reale miglioramento.

Ha sottolineato che il sistema sanitario continua a essere sottoposto a un logoramento costante a causa del continuo numero di vittime e delle severe restrizioni all’ingresso delle forniture mediche.

7. Bilancio pesante per i prigionieri: 530 arresti e 625 provvedimenti amministrativi nel mese di settembre
Nel corso dello scorso mese di settembre, le autorità di occupazione israeliane hanno continuato a intensificare la politica degli arresti e delle incursioni nella Cisgiordania e a Gerusalemme occupate, mentre è aumentato il ricorso alla detenzione amministrativa, parallelamente al protrarsi delle violazioni contro i prigionieri palestinesi nelle carceri e nei centri di detenzione.
Il Centro palestinese per gli studi sui prigionieri ha dichiarato che nel mese scorso le forze di occupazione hanno registrato 530 arresti, tra cui 39 minori e 15 donne e ragazze, oltre alla morte di un prigioniero all’interno delle carceri dell’occupazione.

8. I coloni continuano a spianare vaste aree dei terreni di Umm Safa
I coloni hanno continuato i lavori di spianamento di vaste aree dei terreni del villaggio di Umm Safa, a nord-ovest di Ramallah, nell’ambito dei loro continui attacchi contro le terre palestinesi.
Fonti locali hanno riferito che i lavori hanno interessato diverse aree dei terreni del villaggio, suscitando timori per l’ampliamento del controllo sulle terre e per ulteriori operazioni di spianamento.

9. Dalla pianificazione ai bandi: 3.401 unità coloniali nell’area E1 a est di Gerusalemme
Le autorità di occupazione israeliane hanno completato l’inserimento di tutte le unità coloniali previste nell’ambito del progetto coloniale noto come E1, a est della Gerusalemme occupata, nel percorso dei bandi esecutivi.
Il progetto comprende complessivamente 3.401 unità, ridistribuite in due bandi separati, in una fase che porta il progetto, destinato a separare Gerusalemme dalla colonia di “Ma’ale Adumim”, verso una fase avanzata di attuazione.

10. #Video: soldati dell’occupazione e coloni ballano all’interno della Moschea di Abramo
#Guarda… Una profanazione tra balli e canti: immagini documentano la partecipazione di soldati dell’occupazione e coloni all’incursione nella Moschea di Abramo, nella città di Hebron, nella Cisgiordania occupata, e il loro ballo al suo interno nelle prime ore di oggi, in una scena provocatoria che viola la sacralità del luogo.
Europeo
11. Appelli a una marcia di protesta nell’Australia Occidentale contro l’espansione dei complessi dell’industria militare
L’organizzazione Australian Peace Industry ha invitato a un’ampia partecipazione a una manifestazione e a una grande marcia popolare nello Stato dell’Australia Occidentale, per contrastare l’espansione dei complessi dell’industria militare accusati di essere complici nel finanziamento della guerra di genocidio israeliana.
L’iniziativa si terrà martedì prossimo, 6 ottobre, con l’obiettivo di esercitare una pressione popolare per espellere i commercianti di armi e indebolire l’influenza delle aziende tecnologiche e militari statunitensi coinvolte, secondo l’organizzazione, nel conflitto e nelle vittime palestinesi.

12. Grande manifestazione ad Aberdeen contro il sostegno all’occupazione
Decine di attivisti e rappresentanti di organizzazioni per i diritti umani hanno manifestato davanti alla sede della banca “Barclays” nella città di Aberdeen, in Scozia, per protestare contro il continuo finanziamento da parte dei gruppi bancari di aziende produttrici di armi e di tecnologie di intelligenza artificiale coinvolte, secondo i manifestanti, nella guerra di genocidio condotta contro la Palestina.
Gli organizzatori hanno annunciato durante l’evento il successo delle campagne di boicottaggio e delle pressioni portate avanti negli ultimi tre anni, che avrebbero costretto fondi e istituzioni finanziarie a dismettere le proprie partecipazioni e azioni nella società israeliana produttrice di armi “Elbit Systems”.

13. #Video: la polizia tedesca aggredisce violentemente i sostenitori della Palestina
#Guarda… La polizia tedesca ha aggredito manifestanti a sostegno della Palestina nella capitale Berlino, durante una manifestazione organizzata per sostenere i civili di Gaza e chiedere la fine delle operazioni che i manifestanti definiscono un genocidio perpetrato dall’occupazione israeliana.
14. Appelli in Gran Bretagna per impedire l’espansione dello stabilimento di armi statunitense “L3Harris” a Burgess Hill
La Brighton Palestine Solidarity Campaign ha lanciato un appello urgente agli attivisti e ai residenti locali affinché presentino immediatamente opposizioni legali per impedire alla società statunitense produttrice di armi “L3Harris”, accusata di complicità, di costruire una nuova struttura militare nella città britannica di Burgess Hill.
La campagna ha chiarito che è disponibile un termine per presentare le opposizioni ufficiali e impedire l’apertura della struttura, sottolineando la necessità di un’azione popolare per isolare l’azienda, che produce componenti per i caccia dell’occupazione coinvolti, secondo la campagna, nella guerra di genocidio.

15. L’Irlanda interrompe una conferenza stampa della propria nazionale dopo il caos e le accuse infondate della stampa dell’occupazione in Serbia
La delegazione dei media della nazionale irlandese è stata costretta a interrompere improvvisamente la conferenza stampa del proprio allenatore, Heimir Hallgrímsson, in Serbia, a seguito di discussioni e disordini provocati da giornalisti che rappresentavano l’entità occupante, i quali hanno rivolto accuse politiche e razziste infondate alla vigilia della sfida tra le due squadre nella UEFA Nations League.
I responsabili irlandesi hanno escluso i media dell’occupazione dopo che questi avevano cercato di politicizzare la conferenza e introdurre questioni di sicurezza, oltre ad aver rivolto una falsa accusa di razzismo ai giocatori irlandesi.

16. Tagliati i finanziamenti alla rete europea dopo la sua condanna pubblica del genocidio
La Commissione europea ha interrotto i finanziamenti alla Rete europea contro il razzismo dopo oltre 20 anni di sostegno continuativo, in una misura punitiva che arriva in seguito alle posizioni della rete contro l’islamofobia e alla sua condanna pubblica del genocidio commesso, secondo la rete, dall’occupazione israeliana in Palestina.
Nel contesto delle reazioni politiche, la parlamentare Rima Hassan ha rivolto una domanda ufficiale alla Commissione europea chiedendo spiegazioni sulla decisione e sulle sue evidenti contraddizioni con le dichiarazioni dell’Unione Europea riguardo al proprio impegno nella lotta contro il razzismo e nella tutela di uno spazio civile indipendente.

Ha inoltre invitato la società civile a sostenere una petizione urgente di solidarietà per impedire il collasso della rete.

17. Organizzazione per i diritti umani a Londra: il mondo resta a guardare davanti al più grande massacro della storia a Gaza
Il noto attivista per i diritti umani Mohammed Jamil, presidente dell’Organizzazione araba per i diritti umani a Londra, ha affermato che i crimini di genocidio in tutti i territori occupati non si sono fermati neppure per un momento, soprattutto nella Striscia di Gaza.
Jamil ha dichiarato che difficilmente passa un giorno senza raid aerei che colpiscono donne, bambini e ciò che resta delle abitazioni, mentre persiste un totale silenzio internazionale e mondiale, con tutti che restano spettatori di quello che ha definito il più grande massacro della storia, senza alcuna azione concreta, se non dichiarazioni roboanti e timide condanne.

Internazionale
18. Angelina Jolie mette il mondo di fronte alla mappa cancellata di Gaza
L’attivista umanitaria e attrice Angelina Jolie ha invitato l’opinione pubblica mondiale ad aprire l’applicazione “Google Earth” per testimoniare il genocidio e la distruzione su larga scala che hanno trasformato Gaza e i suoi quartieri in macerie e cenere.
Jolie ha fatto riferimento alle analisi satellitari delle Nazioni Unite, secondo le quali l’82% degli edifici di Gaza è stato danneggiato e circa due terzi degli edifici danneggiati sono stati completamente distrutti.

La distruzione ha interessato abitazioni, scuole, università, ospedali, reti idriche, sistemi fognari e infrastrutture essenziali per la sopravvivenza.

19. Mobilitazione dei lavoratori contro il centro di spedizione FedEx di Oakland per imporre un embargo sull’occupazione
L’organizzazione “Workers for Palestine” ha invitato a una vasta mobilitazione popolare e sindacale per chiudere il centro di spedizioni della società internazionale “FedEx” nella città statunitense di Oakland, in protesta contro il suo presunto coinvolgimento logistico diretto nel trasporto di equipaggiamento militare a sostegno della guerra di genocidio israeliana in corso da tre anni.
L’organizzazione ha inoltre affermato che “FedEx” avrebbe una responsabilità diretta nel consentire all’occupazione di proseguire i massacri a Gaza e di ampliare la propria offensiva in Libano e Iran, attraverso la collaborazione nel trasporto di pezzi di ricambio per i caccia F-35 e di bombe pesanti da 2.000 libbre, finanziate attraverso i pacchetti di aiuti militari statunitensi.

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