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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2576, data: domenica 4 ottobre 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2576, data: domenica 4 ottobre 2026

1. 8 vittime, tra cui 4 donne, negli attacchi israeliani su Gaza
Otto cittadini sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti, secondo un nuovo bilancio degli attacchi delle forze di occupazione israeliane in diverse aree della Striscia di Gaza, mentre aumentano le violazioni israeliane dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto circa un anno fa.
Una fonte locale ha riferito che questa sera diversi cittadini sono rimasti feriti a seguito di un bombardamento israeliano nei pressi della scuola Abbad al-Rahman, nel nord di Gaza.

2. Lo sterminio di una generazione: 21.745 bambini uccisi a Gaza in tre anni
Il Centro per la protezione dei diritti umani ha reso noto un drammatico bilancio delle violazioni commesse dall’occupazione israeliana contro i bambini della Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023, sottolineando che i bambini sono stati tra le principali vittime della guerra in corso, che ha provocato migliaia di morti e feriti e privato centinaia di migliaia di loro dei diritti fondamentali più elementari.
Il Centro, in un documento intitolato “Sterminio della generazione”, ha affermato che i suoi operatori nella Striscia di Gaza hanno registrato e documentato la morte di 21.745 bambini di età inferiore ai 18 anni dall’inizio della guerra, oltre a circa 46.000 ferimenti tra i minori, tra cui 11.000 casi di amputazione degli arti inferiori.

3. Gli ulivi nel mirino degli attacchi: 1,75 milioni di dollari di perdite agricole in Cisgiordania in una settimana
Con l’inizio della stagione della raccolta delle olive, gli agricoltori palestinesi della Cisgiordania si trovano ad affrontare perdite che colpiscono sia gli alberi dai quali attendono i frutti, sia i terreni ai quali viene loro impedito di accedere.
Nel corso di una sola settimana, il Ministero palestinese dell’Agricoltura ha documentato attacchi israeliani che hanno provocato perdite dirette al settore agricolo superiori a 1,75 milioni di dollari. La maggior parte delle perdite è dovuta agli attacchi contro gli ulivi.

4. La Cisgiordania paga con il sangue il prezzo degli insediamenti: 30 vittime dei coloni dall’inizio del 2026
Gli attacchi dei coloni nella Cisgiordania occupata continuano a intensificarsi, accompagnati dall’aumento delle aggressioni contro i palestinesi, le loro terre e le loro proprietà. Secondo i dati della Commissione palestinese per la resistenza al muro e agli insediamenti, dall’inizio dell’anno sono 30 i palestinesi uccisi dal fuoco dei coloni.
I dati indicano che questo bilancio, registrato fino al 2 ottobre, ha superato il numero complessivo delle persone uccise dai coloni in qualsiasi anno dall’inizio della raccolta di questi dati nel 2022. Il dato è inoltre più del doppio rispetto al bilancio dell’intero 2025, con un aumento di circa il 114%.

5. #Video… La bandiera palestinese terrorizza i soldati dell’occupazione
#Guarda… I soldati dell’occupazione israeliana hanno aperto il fuoco contro una bandiera palestinese piantata da un giovane su un terreno nel villaggio di al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah, dopo che il giovane si era rifiutato di rimuoverla. I soldati si sono poi avvicinati con cautela e hanno provveduto a rimuoverla.
6. #Video… Coloni attaccano agricoltori palestinesi
#Guarda… Con il sostegno dei soldati dell’occupazione, alcuni coloni hanno lanciato un attacco contro agricoltori palestinesi, impedendo loro di raccogliere le olive nella località di Beita, nel governatorato di Nablus, nel nord della Cisgiordania occupata.
Europa
7. Deputata francese denuncia il sostegno della ministra francese delle Forze armate all’occupazione
Mathilde Panot ha rivelato, durante un confronto parlamentare il 1° ottobre, che la Francia ha inviato più di 525 spedizioni di equipaggiamenti militari alle fabbriche belliche israeliane nel periodo compreso tra ottobre 2023 e marzo 2026.
Panot ha respinto le giustificazioni del governo secondo cui tali esportazioni avrebbero un carattere esclusivamente difensivo, sottolineando che comprendevano componenti per cannoni, droni armati e sistemi avanzati di guida per i caschi dei piloti militari.

8. La giapponese “FANUC” sotto accusa per il ruolo dei suoi robot nella produzione di munizioni israeliane
In Canada si è svolta una protesta davanti agli uffici della società giapponese FANUC, specializzata nella produzione di robot e sistemi di automazione industriale, contro la fornitura di tecnologie utilizzate nella produzione di armi israeliane.
La protesta arriva dopo che è stato documentato l’utilizzo dei robot dell’azienda nelle linee di produzione di munizioni della società israeliana Elbit Systems.

Il Ministero della Difesa israeliano ha pubblicato un video che mostra robot gialli FANUC al lavoro su una linea di produzione di proiettili d’artiglieria da 155 mm. Nella descrizione del video, il ministero ha affermato che la linea di assemblaggio dei proiettili per carri armati e artiglieria di Elbit opera senza sosta dal 7 ottobre, fornendo grandi quantità di munizioni alle forze israeliane.

9. 500.000 infermieri britannici interrompono la collaborazione con un’azienda farmaceutica israeliana
Il Royal College of Nursing (RCN) del Regno Unito ha posto fine alla propria partnership commerciale con la società farmaceutica israeliana Teva UK. L’azienda non sarà più sponsor di un evento dedicato all’emicrania e al mal di testa, previsto presso la sede del College a Londra il 30 ottobre.
La decisione è arrivata dopo le pressioni esercitate dai gruppi Nurses for Palestine e dall’iniziativa UK Healthcare Petitions to Royal Colleges.

10. La polizia tedesca reprime brutalmente i manifestanti a sostegno della Palestina
Un video ha mostrato violenti attacchi compiuti dalla polizia tedesca contro attivisti alla stazione ferroviaria di Alexanderplatz, che cercavano di esprimere solidarietà ai civili palestinesi nella Striscia di Gaza contro la guerra in corso.
Le forze di sicurezza tedesche hanno intensificato le misure repressive, inseguendo i manifestanti solidali e arrestando arbitrariamente alcuni di loro all’interno della banchina della stazione, tra le proteste e le grida dei passeggeri e dei passanti, che hanno condannato l’uso eccessivo della forza contro una mobilitazione che chiede la fine dei massacri e la protezione degli innocenti.

11. Londra e Minnesota si mobilitano contro “Palantir”, società che sostiene il Ministero della Difesa israeliano
A Londra, pazienti, operatori del servizio sanitario britannico e attivisti si sono riuniti davanti alla sede di Palantir a Soho Square il 1° ottobre, nell’ambito di una giornata di mobilitazione che ha coinvolto più di 40 iniziative in tutta l’Inghilterra.
I manifestanti hanno chiesto al governo britannico di porre fine al contratto da 330 milioni di sterline tra la società e il Servizio sanitario nazionale britannico (NHS) e di non rinnovarlo alla scadenza della revisione prevista per febbraio 2027, facendo riferimento alla partnership della società con il Ministero della Difesa israeliano.

In Minnesota, il Minnesota Anti-War Committee e altre organizzazioni locali hanno partecipato alla settimana “Kick Palantir Out”, svoltasi dal 26 settembre al 1° ottobre, chiedendo a istituzioni pubbliche, università, fondi pensione e ospedali di disinvestire dalla società.

12. La polizia britannica fa pressione per rinviare una marcia studentesca contro lo sterminio a Gaza
La polizia metropolitana britannica ha chiesto alla coalizione “University of London” di modificare la data della sua marcia di protesta, prevista in occasione dell’anniversario dello sterminio, con la motivazione di rispettare i “giorni di lutto” ed evitare di suscitare preoccupazioni tra gli studenti ebrei nelle università britanniche.
Il vice commissario aggiunto James Harman ha previsto la partecipazione di circa 300 studenti alla marcia, che partirà dal King’s College in Strand Street per concludersi presso lo University College London a Holborn, con la richiesta di porre fine al genocidio nella Striscia di Gaza.

13. Sindacati e lavoratori irlandesi rinnovano il boicottaggio della partita contro la nazionale dell’occupazione per respingere il “lavaggio sportivo”
La mobilitazione nel mondo dello sport ha compiuto un ulteriore passo avanti con l’annuncio del portiere della nazionale irlandese, Gavin Bazunu, del suo boicottaggio completo della partita e della sua decisione di non partecipare.
La posizione ha ricevuto ampio sostegno e apprezzamento dall’Irish Congress of Trade Unions, dai sindacati Unite, dall’Irish National Teachers’ Organisation e dal sindacato SIPTU, il più grande del Paese, che mantiene una posizione ferma contro il tentativo di ripulire attraverso lo sport l’immagine dei crimini dell’occupazione.

14. Espulsa una donna israeliana che ha cercato di disturbare la proiezione del film “Naza” nei Paesi Bassi
Spettatori e attivisti solidali nella città olandese di Delft hanno allontanato una donna israeliana che aveva cercato di irrompere e disturbare la proiezione del documentario “Naza”, che contiene testimonianze dirette di soldati e comandanti dell’esercito israeliano che ammettono di aver commesso uccisioni di massa e massacri contro civili palestinesi.
La donna israeliana ha cercato di suscitare la compassione dei presenti e di oscurare i fatti presentati nel documentario, sostenendo che suo marito e suo figlio erano stati uccisi negli eventi del 7 ottobre e affermando di essere venuta “per raccontare la verità” e difendere la versione dell’occupazione.

15. Il leader dei Verdi britannici Polanski promette di revocare la classificazione di “Palestine Action” come organizzazione terroristica
Il leader dei Verdi britannici Zack Polanski, durante il congresso annuale del partito nella città di Brighton, ha condannato le immagini di pensionati e manifestanti pacifici ammanettati e arrestati e caricati sui furgoni della polizia semplicemente per aver sollevato cartelli di cartone a sostegno delle attività della resistenza civile.
Il governo aveva vietato il movimento Palestine Action dopo che alcuni suoi membri avevano occupato due basi aeree britanniche per protestare contro l’armamento dell’occupazione da parte del Regno Unito.

16. I sindacati dei lavoratori ferroviari scozzesi chiedono l’esclusione della società “CAF” per la sua complicità con l’occupazione
Il sindacato dei macchinisti ASLEF e lo Scottish Trades Union Congress (STUC), insieme ad altri sindacati ferroviari, hanno chiesto al governo scozzese di escludere immediatamente la società di trasporti basca CAF dalla lista ristretta delle aziende in gara per la fornitura della nuova flotta di treni pendolari del Paese.
La società è oggetto di diffuse critiche per il suo coinvolgimento in progetti di trasporto all’interno di Israele, tra cui progetti legati alle infrastrutture ferroviarie, in particolare il progetto della metropolitana leggera di Gerusalemme, che attraversa insediamenti costruiti su territori palestinesi occupati.

Internazionale
17. Colpo giudiziario all’amministrazione Trump: giudice statunitense respinge il procedimento contro manifestanti filo-palestinesi
Una giudice federale statunitense ha respinto una causa intentata dall’amministrazione del presidente Donald Trump contro organizzazioni e attivisti filo-palestinesi, in relazione a una protesta davanti a una sinagoga nello Stato del New Jersey.
Il Dipartimento di Giustizia aveva fondato il caso su una legge normalmente utilizzata per proteggere le cliniche che praticano aborti.

La giudice Kathryn Hayden, presso il tribunale federale del New Jersey, ha stabilito che il governo non aveva fornito nella propria denuncia elementi sufficienti a dimostrare che gli imputati avessero violato il Freedom of Access to Clinic Entrances Act (FACE Act), che vieta l’uso della forza, le minacce di ricorrervi o l’ostruzione fisica volta a interferire con l’esercizio di diritti protetti, compresa la pratica religiosa.

18. Mamdani: “Lo sterminio a Gaza continua… Netanyahu ne è l’artefice e il finanziamento è americano”
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha affermato che il genocidio contro i palestinesi nella Striscia di Gaza continua nonostante le dichiarazioni sul cessate il fuoco, attribuendo al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu la responsabilità di aver orchestrato quello che ha definito un “terribile genocidio”.
Durante la sua partecipazione a un programma podcast, Mamdani ha affermato che parlare di cessate il fuoco non significa che ciò a cui sono sottoposti i palestinesi nella Striscia di Gaza sia terminato, ribadendo che “il genocidio a Gaza continua”.

19. Licenziato dalla FAO dopo aver espresso solidarietà a Gaza: funzionario dell’ONU impugna la decisione di cessazione del servizio
Un ex funzionario dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) ha presentato ricorso contro la decisione di licenziarlo dall’organizzazione, sostenendo che la cessazione del suo incarico sia avvenuta a causa della sua posizione sulla questione della fame nella Striscia di Gaza. Il caso ha suscitato un dibattito all’interno dell’organizzazione sui limiti dell’espressione delle posizioni umanitarie da parte dei dipendenti delle Nazioni Unite.
Secondo documenti visionati da Reuters, Benjamin Davis, 62 anni, funzionario statunitense-spagnolo che aveva ricoperto l’incarico di direttore presso la FAO, è stato informato che il suo servizio sarebbe terminato il 30 settembre scorso, su richiesta del direttore generale dell’organizzazione, Qu Dongyu.

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