
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2580, Data: giovedì 8 ottobre 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2580, Data: giovedì 8 ottobre 2026
1. 5 vittime e feriti a Gaza sotto il fuoco delle forze di occupazione: continuano le violazioni del cessate il fuoco
5 persone, tra cui un bambino, sono state uccise a causa delle continue violazioni del cessate il fuoco da parte delle forze di occupazione nella Striscia di Gaza, attraverso bombardamenti e colpi d’arma da fuoco in diverse aree della Striscia.
2. Un morto e 14 feriti per i colpi delle forze di occupazione durante gli attacchi contro i raccoglitori di olive nel nord della Cisgiordania
Un palestinese è stato ucciso e altri 14 sono rimasti feriti, tra cui quattro soccorritori, a causa dei colpi d’arma da fuoco e delle aggressioni delle forze di occupazione e dei coloni durante attacchi contro i raccoglitori di olive nelle località di Ramin e Burqa e in altre zone tra Nablus e Tulkarem, nel nord della Cisgiordania occupata.
La Mezzaluna Rossa Palestinese ha confermato, in un comunicato, l’uccisione di un palestinese e il ferimento di altre persone a causa dei colpi delle forze di occupazione nella piana di Ramin, annunciando successivamente che il bilancio era salito a 14 feriti a seguito degli spari e delle aggressioni delle forze di occupazione e dei coloni, tra cui quattro membri delle squadre di soccorso.
3. La guerra lascia una ferita duratura a Gaza: 71.000 orfani e 64.000 vedove
Tre anni di guerra nella Striscia di Gaza non hanno lasciato dietro di sé soltanto le macerie delle abitazioni e delle infrastrutture, ma anche una profonda ferita sociale che ha raggiunto il cuore della famiglia palestinese, dopo che decine di migliaia di persone hanno perso padri, madri, figli e persone che provvedevano al loro sostentamento, trasformando la perdita da evento temporaneo in una realtà quotidiana che grava sull’intera società.
I dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo Sociale di Gaza rivelano l’entità di questa trasformazione: il numero dei bambini rimasti orfani ha raggiunto circa 71.846, mentre quello delle vedove è arrivato a 64.413 donne nel corso degli anni di guerra. Nel frattempo, il numero delle famiglie sostenute economicamente da donne è salito a circa 86.000.
4. Nel terzo anniversario della guerra: 74.250 vittime e 175.278 feriti a Gaza
Il Ministero della Salute della Striscia di Gaza ha annunciato che il bilancio cumulativo dell’aggressione israeliana contro Gaza dall’inizio della guerra è salito a 74.250 vittime e 175.278 feriti, mentre continuano a esserci corpi e persone disperse sotto le macerie degli edifici distrutti e le squadre di soccorso non sono ancora riuscite a raggiungere tutte le aree colpite.
Questi dati arrivano in occasione del terzo anniversario della guerra nella Striscia di Gaza e mostrano, secondo il testo, che il cessate il fuoco non ha posto fine alle perdite umane: continuano infatti a registrarsi vittime e feriti, insieme alle operazioni di recupero dei corpi dalle macerie. Il bilancio resta suscettibile di aumento con il proseguimento delle operazioni di ricerca e recupero.
5. 2.200 violazioni da parte delle forze di occupazione e dei coloni contro le comunità beduine nel mese di settembre
L’organizzazione Al-Baidar per la difesa dei diritti dei beduini e dei villaggi presi di mira ha dichiarato, nel suo rapporto mensile, che nel settembre 2026 sono state documentate 2.200 violazioni da parte delle forze di occupazione e dei loro coloni nelle comunità beduine e nelle aree rurali e agricole.
L’organizzazione ha sottolineato che l’importanza di questo numero non risiede soltanto nella sua entità, ma anche nella varietà delle violazioni, nel loro accumulo e nel loro impatto simultaneo sulla sicurezza, sulle abitazioni, sulle proprietà, sul lavoro, sull’agricoltura, sulla libertà di movimento e sull’accesso ai terreni.
6. #Video: coloni incendiano i veicoli di giornalisti internazionali
#Guarda… Coloni incendiano i veicoli di giornalisti internazionali e di attivisti favorevoli alla Palestina mentre documentavano le aggressioni contro il villaggio di Al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.
7. #Video: soldati delle forze di occupazione aggrediscono una famiglia palestinese a Hebron
#Guarda… Immagini drammatiche mostrano un gruppo di soldati delle forze di occupazione israeliane mentre aggredisce una famiglia palestinese, tra cui un anziano e alcune donne, nella località di Khirbet “Ghuwein”, vicino alla cittadina di Al-Samu, a sud di Hebron, nella Cisgiordania occupata.
8. #Video: Ben Gvir mette in scena la demolizione delle abitazioni palestinesi a Gerusalemme
#Guarda… Salito su una delle ruspe, il ministro della Sicurezza nazionale israeliano di estrema destra Itamar Ben Gvir supervisiona sul posto la demolizione di un edificio di cinque piani, composto da 10 appartamenti e abitato da 70 palestinesi, nella località di Al-Tur, a Gerusalemme Est occupata, con il pretesto della “costruzione senza licenza”.
Europa
9. La Francia sceglie di reprimere i manifestanti dopo 3 anni di genocidio sotto gli occhi del mondo
La polizia francese a Parigi ha deciso di vietare una manifestazione a sostegno della Palestina prevista per oggi, mercoledì, per protestare contro il genocidio e chiedere il rispetto del cessate il fuoco.
Il prefetto di polizia di Parigi, Patrice Faure, ha emesso il provvedimento di divieto su richiesta del ministro dell’Interno Laurent Nuñez, giustificando la decisione con quelli che ha definito “gravi rischi di turbativa dell’ordine pubblico”.
10. Condanna delle manifestazioni di solidarietà con Gaza in Australia; un consiglio ebraico chiede sanzioni contro l’occupazione
Il premier dello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud, Chris Minns, ha condannato le manifestazioni di solidarietà previste oggi nelle città di Sydney e Wollongong per commemorare le vittime della guerra genocida in corso nella Striscia di Gaza, definendo gli eventi “insensibili e provocatori”.
Al contrario, l’organizzazione “Ebrei contro l’occupazione 48”, promotrice della manifestazione di Sydney con lo slogan “Non lasciate che Israele rubi la storia”, ha affermato che questa giornata rappresenta l’inizio effettivo di quella che definisce la più brutale campagna di pulizia etnica e genocidio condotta dal governo di Benjamin Netanyahu contro il popolo palestinese, che nell’arco di tre anni avrebbe causato la morte di circa 75.000 palestinesi.
11. Eurodeputata accusa l’Unione Europea di complicità nel genocidio israeliano
L’eurodeputata italiana Cecilia Strada ha affermato che l’indifferenza delle istituzioni europee nei confronti del genocidio commesso da Israele nella Striscia di Gaza e dell’occupazione della Cisgiordania si è trasformata in una complicità manifesta, dopo una visita sul campo nella Cisgiordania occupata durata una settimana.
Strada ha accusato l’Unione Europea di applicare una politica di due pesi e due misure e di adottare doppi standard, ricordando che l’UE ha imposto 22 pacchetti di sanzioni contro la Russia, mentre si astiene dall’adottare misure deterrenti analoghe contro l’occupazione israeliana.
12. La polizia di Londra limita una marcia studentesca contro il genocidio a Gaza
Le autorità hanno limitato la durata dell’evento a un’ora e mezza, stabilendo Lincoln Square come punto di ritrovo alle 12:30, con un percorso prestabilito che termina a Russell Square, dove la manifestazione dovrà essere obbligatoriamente sciolta alle 14:00.
È inoltre vietato indossare qualsiasi copertura del volto che nasconda l’identità, pena l’arresto. Le restrizioni comprendono anche il divieto di esporre o scandire slogan che invitino all’intifada o incoraggino ciò che le autorità hanno definito “estremismo illegale”.
Nel frattempo, il vice commissario aggiunto della polizia James Harman ha dichiarato che non è legalmente possibile vietare completamente la protesta, poiché non sussistono i criteri relativi a un disordine pubblico incontrollabile, nonostante le pressioni di attivisti favorevoli all’occupazione che ne avevano chiesto l’annullamento.
13. Grandi manifestazioni in Nuova Zelanda contro la continuazione della guerra a Gaza
I movimenti popolari e le forze impegnate nel boicottaggio in Nuova Zelanda si preparano a lanciare sabato prossimo, 10 ottobre, le prime marce della Giornata mondiale d’azione per la Palestina, in un’ondata di protesta che attraverserà le principali città del Paese, a partire dalla capitale economica Auckland.
La mobilitazione, guidata dalla Global Palestine Coalition, si svolge in occasione del 1.100° giorno della guerra genocida e della continua pulizia etnica a Gaza e in Cisgiordania, che avrebbe provocato la morte di oltre 74.200 palestinesi e la distruzione del 70% delle infrastrutture.
14. #Video: manifestanti in Francia gridano “Siamo tutti bambini di Gaza”
#Guarda… “Siamo tutti bambini di Gaza”: manifestanti gridano slogan di solidarietà con i palestinesi della Striscia durante una grande marcia studentesca nella capitale francese, Parigi.
15. Tre anni di genocidio: chiuse le fabbriche di “Rafael” e “BAE Systems” che armano l’occupazione
Gli attivisti hanno circondato per la seconda volta questa settimana lo stabilimento di “Rafael” a Newcastle, mentre altri hanno bloccato la struttura di “BAE Systems” a Samlesbury, che produce la struttura degli aerei da combattimento F-35, con lo slogan: “Non c’è spazio per la normalità con i mercanti di morte”.
16. “Sta commettendo un genocidio”: Rima Hassan rimuove la bandiera dell’occupazione all’interno del Parlamento Europeo
L’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan ha rimosso la bandiera dell’occupazione da una mostra che promuove la “Grande Israele” all’interno del Parlamento, sottolineando che commemorare le vittime del 7 ottobre non implica necessariamente il legame con uno Stato che commette un genocidio.
La presidenza del Parlamento sta esaminando l’accaduto, mentre il ministro degli Esteri dell’occupazione ha attaccato Hassan per il gesto.
17. Manifestanti bloccano una fabbrica di Elbit in Gran Bretagna per interrompere l’armamento dell’occupazione
Attivisti del gruppo “Blackburn for Palestine” hanno bloccato, dalle 5:45 di questa mattina, mercoledì, il sito degli stabilimenti militari della società “BAE Systems” nella zona di Samlesbury, nella contea britannica del Lancashire, paralizzando completamente il movimento e la produzione all’interno della struttura, in concomitanza con il terzo anniversario della guerra genocida nella Striscia di Gaza.
L’azione sul campo è stata organizzata per interrompere l’armamento di quello che il testo definisce il “regime genocida sionista”. Lo stabilimento rappresenta infatti un elemento strategico nella produzione della sezione posteriore di tutti gli aerei da combattimento F-35, senza eccezioni, che costituiscono il fulcro dell’aviazione militare dell’occupazione nei bombardamenti e nella distruzione quotidiana di civili e infrastrutture essenziali a Gaza.
18. Manifestazione di solidarietà del movimento “PAJU” davanti all’Università McGill in Canada
Il movimento “Palestinesi ed Ebrei Uniti” ha organizzato una manifestazione di solidarietà, durante la quale sono stati distribuiti materiali informativi e di sensibilizzazione, davanti agli ingressi Roddick dell’Università McGill nella città canadese di Montréal, per denunciare la continuazione della guerra genocida israeliana contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza.
I partecipanti si sono radunati all’angolo tra Sherbrooke Street e McGill College Avenue, nei pressi della stazione della metropolitana McGill, per ribadire il sostegno assoluto e continuo alla resistenza e al diritto palestinese alla liberazione e al ritorno.
Internazionale
19. «Naza» arriva nei cinema statunitensi: testimonianze israeliane portano davanti al pubblico il sostegno alla guerra di Gaza
Il documentario israeliano «Naza» arriva nelle sale cinematografiche statunitensi, portando testimonianze di ex soldati e funzionari israeliani riguardo alle operazioni di attacco nella Striscia di Gaza e a ciò che i suoi autori sostengono che tali testimonianze rivelino sui meccanismi di selezione degli obiettivi e sull’impiego di tecnologie di intelligenza artificiale durante la guerra.
La proiezione del film negli Stati Uniti avviene mentre continua il dibattito sul sostegno militare e politico statunitense a “Israele” e aumentano le critiche internazionali da parte delle organizzazioni per i diritti umani alla guerra contro Gaza, accompagnata da uccisioni su larga scala, distruzione e restrizioni all’ingresso degli aiuti umanitari.
