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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2582, Data: sabato 10 ottobre 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2582, Data: sabato 10 ottobre 2026

1. Tre martiri, tra cui un bambino, a Gaza, mentre proseguono le violazioni israeliane del cessate il fuoco

Tre palestinesi, tra cui un bambino, sono stati uccisi e altre persone sono rimaste ferite a seguito di bombardamenti israeliani e colpi d’arma da fuoco nella città di Gaza e a Deir al-Balah, nella parte centrale della Striscia.

Le forze di occupazione continuano a violare l’accordo di cessate il fuoco per il 365° giorno consecutivo, dalla sua firma a Sharm el-Sheikh, in Egitto, il 10 ottobre 2025, grazie alla mediazione araba e statunitense.

Diverse zone della Striscia sono state colpite da bombardamenti di artiglieria e attacchi aerei, oltre che da colpi d’arma da fuoco. Si sono inoltre verificate nuove demolizioni di abitazioni palestinesi, a conferma della prosecuzione degli attacchi israeliani nonostante l’accordo di tregua.

## 2. Gaza alle porte dell’inverno: due milioni di palestinesi senza riparo e migliaia di forniture bloccate fuori dalla Striscia

Con l’avvicinarsi dell’inverno, circa due milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza si trovano ad affrontare un rischio ancora maggiore. La guerra di sterminio israeliana ha ridotto le loro case in macerie, lasciando migliaia di famiglie in tende fatiscenti e in edifici pericolanti, incapaci di proteggerle dal freddo e di resistere alle piogge.

Nel frattempo, le forniture necessarie per garantire un riparo restano bloccate fuori dalla Striscia a causa delle restrizioni israeliane all’ingresso degli aiuti umanitari.

L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha lanciato l’allarme sull’urgente necessità di materiali per l’alloggio a Gaza, sottolineando che l’entità dei bisogni umanitari richiede un intervento immediato per garantire riparo e protezione alle famiglie che hanno perso le proprie abitazioni.

L’avvicinarsi della stagione invernale rischia di aggravare ulteriormente le sofferenze degli sfollati, già stremati dalla guerra e dai ripetuti spostamenti forzati.

## 3. La chiusura del complesso sanitario Al-Awda aggrava la crisi degli ospedali di Gaza, tra carenza di carburante e medicinali

La crisi del sistema sanitario nella Striscia di Gaza continua ad aggravarsi, con diverse strutture mediche fuori servizio e una riduzione della capacità degli ospedali e dei centri sanitari di fornire assistenza ai pazienti.

La situazione è determinata dalla carenza di carburante, medicinali e forniture mediche, nonché dai danni alle infrastrutture sanitarie provocati dalla guerra.

Cresce la preoccupazione per le conseguenze di questo deterioramento sulla vita dei pazienti, in particolare di coloro che soffrono di malattie croniche e necessitano di cure continuative o di interventi medici urgenti.

## 4. Le forze di occupazione fanno irruzione in località della Cisgiordania e arrestano cinque ex detenuti palestinesi a Qalqilya

Le forze di occupazione hanno condotto un’ampia campagna di incursioni e perquisizioni nelle città e nei centri abitati della Cisgiordania e di Gerusalemme Est occupata. Le operazioni si sono concentrate soprattutto a Qalqilya, Jenin e Nablus e hanno portato a diversi arresti, tra cui quelli di cinque palestinesi precedentemente detenuti e successivamente liberati.

A Qalqilya, le forze di occupazione sono entrate in città dal posto di blocco settentrionale e hanno avviato una serie di incursioni e arresti che hanno coinvolto diversi ex detenuti palestinesi.

I militari hanno inoltre sparato proiettili veri, ferendo un giovane con schegge di proiettile.

## 5. Aggressioni dei coloni in Cisgiordania: ferita un’anziana, rubati un veicolo e pecore, tagliati cento ulivi

Le aggressioni dei coloni in Cisgiordania sono proseguite, provocando il ferimento di un’anziana, il taglio di ulivi, il furto di pecore e di un veicolo, oltre all’impedimento ai residenti di raccogliere le olive.

A Hebron, una donna di 79 anni è rimasta moderatamente ferita dopo essere stata attaccata da un cane aizzato dai coloni contro i raccoglitori di olive nel villaggio di Birin, a est della città.

Farid Barqan, presidente del consiglio del villaggio di Birin, ha riferito che un gruppo di coloni provenienti dall’avamposto coloniale di recente insediamento denominato «Adorim», costruito su terreni appartenenti ai residenti nella zona di Khallat al-Furn, ha aizzato i propri cani contro gli agricoltori mentre raccoglievano le olive.

L’anziana è rimasta ferita quando il cane le ha morso la parte superiore della coscia. È stata successivamente trasportata in ospedale dai soccorritori.

## 6. #Video: i coloni picchiano un attivista solidale e tentano di rubargli il telefono

#Guarda: hanno tentato di rubargli il telefono. Alcuni coloni hanno aggredito fisicamente un attivista solidale con gli agricoltori palestinesi durante la stagione della raccolta delle olive, nel villaggio di Deir Ibzi, a ovest di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.

## 7. #Video: i soldati dell’occupazione aggrediscono un’anziana palestinese

#Guarda: l’hanno gettata a terra. I soldati israeliani hanno aggredito un’anziana palestinese durante un’incursione nella località di Beit Ummar, a nord di Hebron, nella Cisgiordania occupata.

L’aggressione le ha provocato contusioni che hanno reso necessario il trasferimento in ospedale.

# Notizie europee

## 8. Dopo le minacce di boicottaggio, un festival di Ginevra annulla la proiezione di un film israeliano candidato agli Oscar

Il festival cinematografico «Everybody’s Perfect» ha annullato due proiezioni del film Tell Me Everything («Dimmi tutto»), diretto da Moshe Rosenthal, dopo le pressioni esercitate da gruppi filopalestinesi, tra cui la sezione ginevrina del movimento per il boicottaggio e un gruppo studentesco dell’Università di Ginevra.

## 9. Contro la prosecuzione dei rapporti con Israele, attivisti si recano al municipio di Amsterdam

Un gruppo di attivisti si è recato presso la sede del municipio di Amsterdam, lo Stopera, per protestare contro la prosecuzione dei rapporti tra l’amministrazione comunale e Israele.

I manifestanti contestano il rifiuto del municipio di interrompere tali relazioni o di aderire al movimento per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS).

## 10. In 60 Paesi, oltre 200 organizzazioni si mobilitano per fermare l’invio di armi a Israele

Oltre 200 organizzazioni, movimenti, sindacati, gruppi studenteschi ed enti per la difesa dei diritti umani si stanno preparando a una mobilitazione globale coordinata, prevista dal 9 all’11 ottobre in 60 Paesi, per chiedere la fine del genocidio e l’interruzione del flusso di armi verso Israele.

In Marocco continuano le manifestazioni contro la normalizzazione dei rapporti con l’occupazione israeliana.

## 11. Il Regno Unito arresta giornalisti e manifestanti contro Elbit

La polizia del Leicestershire ha arrestato 34 persone durante una protesta davanti a uno stabilimento nella zona di Braunstone, nella città di Leicester. Gli arresti sono avvenuti nell’ambito delle iniziative a sostegno del movimento Palestine Action e delle proteste contro l’azienda israeliana produttrice di armi Elbit Systems.

Tra gli arrestati figurano sette giornalisti, alcuni dei quali accreditati, che stavano documentando la manifestazione.

Sono stati arrestati anche manifestanti che esponevano cartelli con la scritta: «Mi oppongo al genocidio e sostengo Palestine Action».

## 12. Il terrorismo sionista prende di mira l’attivista ed eurodeputata Rima Hassan dopo che ha rimosso la bandiera del genocidio

La crisi si sta intensificando all’interno e all’esterno del Parlamento europeo dopo che l’eurodeputata di origini palestinesi Rima Hassan ha rimosso la bandiera israeliana dall’interno dell’istituzione.

La reazione sionista non si è fatta attendere. Alcuni attivisti hanno diffuso un video in cui un uomo francese, armato di fucile e con la bandiera israeliana tra le braccia, rivolge minacce esplicite e dirette di morte all’eurodeputata, minacciando di colpirla.

L’uomo afferma: «Stai attenta al giorno in cui qualcuno deciderà di prenderti di mira… e allora non venire a piangere».

Il filmato ha suscitato un’ondata di indignazione sui social network e tra le organizzazioni per i diritti umani, che hanno rivolto dure domande al Ministero dell’Interno francese e chiesto che l’uomo armato venga processato. La sua presenza nelle strade, insieme a quella di persone simili, rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza pubblica.

## 13. Art D’Égypte sospende la partecipazione di Bernard Venet, sostenitore dell’occupazione, alla mostra presso le piramidi

La fondazione Art D’Égypte ha annunciato la sospensione della partecipazione dello scultore francese Bernard Venet alla sesta edizione della mostra «Forever Is Now» («L’eternità è adesso»), prevista nell’area delle piramidi di Giza nel novembre 2026.

Le proteste si sono intensificate dopo che alcuni artisti egiziani si sono ritirati dal Cairo International Art District per contestare la partecipazione di Venet.

Anche diverse personalità della cultura egiziana hanno firmato una dichiarazione contro la sua presenza, invitando a boicottare l’organizzazione responsabile dell’evento.

## 14. Premio Nobel per la Pace 2026 a Navi Pillay, che ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza

Il Comitato norvegese per il Nobel ha annunciato che la giurista sudafricana Navanethem «Navi» Pillay è la vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2026, in riconoscimento del suo impegno nella difesa del diritto internazionale e nella lotta contro i crimini commessi durante i conflitti, compresi i crimini di guerra e il genocidio.

Il presidente del Comitato, Jørgen Watne Frydnes, ha dichiarato che Pillay merita questo riconoscimento per il suo coraggio nella difesa del diritto internazionale e nella lotta contro i crimini internazionali, in un momento in cui aumentano le sfide che mettono a rischio il sistema internazionale di giustizia e responsabilità.

## 15. #Video: manifestazioni nella capitale argentina in solidarietà con la Palestina

#Guarda: imponenti manifestazioni nella capitale argentina, Buenos Aires, in solidarietà con la Palestina, in occasione dell’anniversario dell’inizio della guerra di genocidio contro Gaza e per denunciare i crimini israeliani contro il popolo palestinese.

# Notizie internazionali

## 16. Tre giorni di mobilitazione globale in solidarietà con la Palestina: manifestazioni popolari per chiedere la fine del genocidio e dell’occupazione

Sta per prendere il via una campagna globale di solidarietà della durata di tre giorni, organizzata per commemorare il terzo anniversario della guerra israeliana contro la Striscia di Gaza.

L’iniziativa prevede eventi e mobilitazioni coordinate in centinaia di località in tutto il mondo, con l’obiettivo di chiedere la fine del genocidio, la conclusione dell’occupazione israeliana e che Israele sia chiamato a rispondere dei crimini commessi contro il popolo palestinese.

La Coalizione globale per la Palestina ha invitato i popoli, i movimenti popolari, le organizzazioni per i diritti umani, i sindacati, le associazioni civili e tutte le forze solidali con la Palestina a partecipare in massa agli eventi previsti per venerdì, sabato e domenica, dal 9 all’11 ottobre.

## 17. Oltre 100 organizzazioni internazionali: «Il cessate il fuoco a Gaza è soltanto sulla carta»

Oltre 100 organizzazioni umanitarie, associazioni per i diritti umani ed enti internazionali della società civile hanno dichiarato che l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza non ha posto fine alle sofferenze dei palestinesi.

A un anno dalla sua entrata in vigore, l’accordo è rimasto una misura puramente formale, incapace di garantire protezione ai civili.

La situazione è aggravata dalla prosecuzione delle uccisioni israeliane, dal peggioramento della catastrofe umanitaria e dalle restrizioni imposte all’ingresso degli aiuti e dei materiali necessari alla ricostruzione.

## 18. #Video: proteste contro il genocidio a New York nell’anniversario del 7 ottobre

#Guarda: in occasione del terzo anniversario del 7 ottobre, centinaia di manifestanti si sono radunati davanti al municipio di New York per condannare la guerra di genocidio israeliana contro la Striscia di Gaza e le continue aggressioni nella Cisgiordania occupata, esprimendo solidarietà al popolo palestinese.

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