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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, numero 2333, data: venerdì 23 gennaio 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, numero 2333, data: venerdì 23 gennaio 2026

1. Ministero della Salute di Gaza: 11 morti e 7 feriti in 48 ore**

Il Ministero della Salute palestinese a Gaza ha annunciato che il numero cumulativo dei martiri è salito a **71.562** dall’inizio dell’aggressione israeliana il 7 ottobre 2023, nel contesto del perdurare della catastrofe umanitaria e dell’impossibilità per le squadre di soccorso di raggiungere molte vittime.
Il ministero ha riferito che gli ospedali della Striscia hanno accolto **11 nuovi martiri e 7 feriti** nelle ultime 48 ore, sottolineando che diverse vittime restano sotto le macerie e sulle strade a causa del divieto imposto alle squadre di soccorso di raggiungerle.

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**2. Feriti negli attacchi dei coloni contro il paese di Qusra, a sud di Nablus**

Diversi giovani palestinesi sono rimasti feriti con contusioni a seguito di un attacco condotto da coloni contro il paese di **Qusra**, a sud della città di Nablus, in Cisgiordania.
Fonti locali hanno riferito che un gruppo di coloni ha aggredito i cittadini nella zona sud-occidentale del paese, provocando scontri durante i quali le forze di occupazione hanno fatto uso di munizioni vere.

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**3. UNICEF: il freddo invernale aggrava il pericolo per la vita di centinaia di migliaia di bambini sfollati a Gaza**

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) ha avvertito che le condizioni invernali rappresentano una **grave minaccia** per la vita di centinaia di migliaia di bambini sfollati e delle loro famiglie in tutta la Striscia di Gaza, mentre continuano a vivere in rifugi e tende temporanee prive dei minimi requisiti di sicurezza.
L’organizzazione ha spiegato che la distruzione diffusa dei sistemi idrici e fognari ha causato, a seguito delle forti piogge, il deflusso di acque contaminate attraverso aree densamente popolate, provocando il crollo delle tende di molte famiglie sfollate ed esponendole a gravi rischi sanitari.

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**4. La Protezione Civile di Gaza avverte di una dura ondata di freddo che minaccia la vita dei cittadini**

Il portavoce della Protezione Civile palestinese nella Striscia di Gaza, **Mahmoud Bassal**, ha messo in guardia da un brusco calo delle temperature accompagnato da forti venti, che aumenterà i pericoli per i cittadini di Gaza, in particolare nelle aree di sfollamento e negli edifici danneggiati.
Bassal ha dichiarato che queste condizioni fredde e severe fanno temere il crollo di edifici già danneggiati dai bombardamenti e minacciano decessi e ferimenti a causa del freddo intenso, soprattutto tra neonati, anziani e malati, in un contesto di assenza di mezzi di riscaldamento, deterioramento delle tende e mancanza dei requisiti minimi di protezione.

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**5. Medici Senza Frontiere: peggiorano le condizioni umanitarie a Gaza con l’intensificarsi del freddo**

L’organizzazione internazionale **Medici Senza Frontiere** ha avvertito di un grave deterioramento delle condizioni umanitarie nella Striscia di Gaza, alla luce delle condizioni meteorologiche estreme e dei continui attacchi israeliani.
L’organizzazione ha riferito che un gran numero di residenti vive in rifugi temporanei di plastica, mentre altri alloggiano in tende vecchie gravemente danneggiate da forti venti e piogge.
Ha aggiunto: *«Bambini e adulti muoiono a causa del freddo pungente e la situazione non può essere descritta se non come una vera catastrofe»*.
MSF ha inoltre sottolineato che gli attacchi dell’occupazione continuano regolarmente, insieme al divieto imposto a molte organizzazioni internazionali della società civile di operare a Gaza.

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**6. L’occupazione installa case mobili a Jenin**

Dopo averne evacuato i coloni nel 2005, le forze israeliane hanno installato **case mobili nel sito archeologico di Tarsala**, a sud di Jenin.

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**7. L’assedio dell’occupazione aggrava le sofferenze dei pazienti renali a Gaza**

«Abbiamo perso molti pazienti». Al Jazeera Mubasher documenta le sofferenze dei malati di insufficienza renale a Gaza a causa dell’assedio dell’occupazione e del divieto di ingresso delle forniture mediche.

**Europeo**

**8. Presi di mira camion della Keysight Technologies nel Regno Unito per il coinvolgimento nel genocidio a Gaza**

Membri dell’organizzazione **“People Against Genocide”** hanno scalato camion di trasporto appartenenti alla **Keysight Technologies** nella città britannica di Reading, bloccando il trasporto di componenti essenziali utilizzati nella produzione di droni israeliani, in un’azione di protesta contro l’armamento dell’occupazione.
Keysight Technologies fornisce componenti per strutture difensive collegate alla società israeliana di armamenti **Elbit Systems**, che rifornisce l’esercito occupante di strumenti utilizzati per commettere il genocidio.

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**9. Organizzazione per i diritti umani a Londra: espellere Israele dall’ONU è diventato necessario per proteggere l’UNRWA**

Il noto attivista per i diritti umani **Mohammad Jamil**, presidente dell’Organizzazione Araba per i Diritti Umani in Gran Bretagna, ha dichiarato che l’espulsione di “Israele” dalle Nazioni Unite è diventata una *«necessità urgente»* per proteggere l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi (UNRWA) e garantire la sua capacità di svolgere il proprio lavoro umanitario, alla luce di quello che ha definito un attacco israeliano sistematico e crescente contro l’agenzia.
Jamil ha spiegato che quanto sta accadendo all’UNRWA a Gerusalemme occupata, compresa la demolizione delle sue strutture, rappresenta una fase avanzata di un lungo percorso iniziato con campagne organizzate di demonizzazione, il deliberato prosciugamento delle risorse finanziarie e l’imposizione di sanzioni e leggi che vietano il lavoro dell’agenzia, culminando nella chiusura delle sue sedi e nel colpire la sua presenza fisica, in un chiaro tentativo di porre fine al suo ruolo di testimone ONU della Nakba del popolo palestinese.

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**10. Attivisti continuano la solidarietà con la Palestina a Tameside**

Nella città di **Tameside**, i sostenitori della Palestina hanno continuato a far sentire la propria voce, affermando che il loro sostegno non è influenzato dalle condizioni meteorologiche, che siano pioggia o sole.
Il presidio ha visto la partecipazione di membri della comunità locale e di istituzioni solidali, che hanno esposto striscioni e slogan contro l’occupazione israeliana e i suoi continui crimini contro il popolo palestinese, in particolare a Gaza.
I partecipanti hanno elogiato la solidarietà popolare continua, ritenendo che queste manifestazioni settimanali e costanti da lungo tempo rappresentino un messaggio chiaro: i diritti dei palestinesi e il loro sostegno sono una causa giusta protetta dalla coscienza umana, nonostante i tentativi naturali o politici di indebolirla.
Gli organizzatori hanno sottolineato che il loro messaggio non si limita alla condanna dell’occupazione, ma include anche un appello alla comunità internazionale affinché intraprenda azioni concrete per proteggere i civili palestinesi e garantire i loro diritti legittimi, facendo pressione su governi e istituzioni internazionali.

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**11. Presa di mira la compagnia assicurativa “Chubb” a Vienna per complicità nel genocidio a Gaza**

Attivisti hanno preso di mira l’ufficio della compagnia assicurativa globale **Chubb** a Vienna, nell’ambito di un’azione di protesta coordinata che ha coinvolto diverse città europee, tra cui Parigi, Amburgo, Zurigo e Londra, contro compagnie assicurative accusate di sostenere il genocidio a Gaza e di contribuire alla crisi climatica.
I manifestanti hanno infranto finestre e spruzzato vernice sugli uffici delle compagnie assicurative a Zurigo, tra cui **Chubb** e **Aspen**, inviando un messaggio di avvertimento agli attori finanziari che partecipano al Forum Economico Mondiale in corso questa settimana a Davos.
Gli attivisti hanno condannato il continuo sostegno finanziario al genocidio a Gaza e il coinvolgimento di queste aziende nell’assicurazione di progetti legati ai combustibili fossili. Le azioni si sono concentrate in particolare sulla compagnia svizzera **Zurich**, partner del Forum Economico Mondiale, che assicura grandi aziende come Shell, Chevron e la compagnia di trasporto di armi **Maersk**.

**Internazionale**

**12. Fondazione Hind Rajab: chiede alla Grecia l’arresto del ministro della Difesa israeliano per crimini di guerra a Gaza**

La fondazione per i diritti umani **Hind Rajab** ha annunciato di aver presentato una denuncia alle autorità greche chiedendo l’arresto e l’apertura di un’indagine nei confronti del ministro della Difesa israeliano **Israel Katz**, sospettato di essere coinvolto in crimini di guerra a Gaza, tra cui la deportazione forzata dei civili e il bombardamento di strutture civili protette come abitazioni, scuole, ospedali, strade e infrastrutture.
La fondazione ha dichiarato, in un comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale, di aver presentato una segnalazione al procuratore della Corte Suprema greca, chiedendo un’azione legale urgente a causa della breve durata della visita ufficiale di Katz, destinata a concludersi a breve.
Ha aggiunto che la denuncia ha sottolineato come *«la giurisdizione e gli obblighi legali della Grecia si attivino immediatamente con la presenza effettiva di Katz sul territorio greco»*.

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**13. Netanyahu escluso dal Forum di Davos a causa del mandato di arresto**

I media ebraici hanno riferito che il primo ministro israeliano **Benjamin Netanyahu** non parteciperà al Forum Economico Mondiale di Davos, in Svizzera, per timore di essere arrestato in seguito ai mandati emessi nei suoi confronti dalla Corte Penale Internazionale.
“Israele” è rappresentato al forum dal presidente dell’entità, **Isaac Herzog**, giunto a bordo dell’aereo “Wing of Zion” e che, subito dopo l’arrivo, ha tenuto un incontro con la presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e l’ex ministra degli Esteri tedesca **Annalena Baerbock**.
Herzog ha dichiarato che impedire la partecipazione di Netanyahu, o persino dell’ex ministro della Difesa israeliano **Yoav Gallant**, costituisce una *«ricompensa al terrorismo»*, invitando la comunità internazionale, in particolare i Paesi europei, a *«porre rapidamente fine a queste sanzioni infondate prima che minino la legittimità dei quadri internazionali e li trasformino in strumenti di conflitto politico»*.
Il 21 novembre 2024, la Corte Penale Internazionale dell’Aia ha emesso mandati di arresto nei confronti di Netanyahu e Gallant nell’ambito di indagini su presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante la guerra su Gaza, inclusi capi d’accusa per fame deliberata, omicidio intenzionale, persecuzione e altri atti inumani. Il mandato contro Netanyahu è il primo nella storia della Corte contro il capo di governo di uno Stato occidentale e stretto alleato degli Stati Uniti. I mandati riguardano **125 Paesi** firmatari dello Statuto di Roma, che sono obbligati ad arrestarli qualora entrino nei loro territori.

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