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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2399, Data: lunedì 30 marzo 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2399, Data: lunedì 30 marzo 2026

1. 9 martiri in un bombardamento israeliano a Khan Younis e continuano le violazioni del cessate il fuoco

L’esercito di occupazione israeliano continua a violare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza per il 171° giorno consecutivo, in un contesto di assedio severo che colpisce oltre due milioni di palestinesi, con la continua chiusura dei valichi e il divieto di ingresso degli aiuti medici e umanitari.
Sette cittadini sono stati uccisi e altri feriti a seguito di un bombardamento israeliano che ha colpito due assembramenti nella città di Khan Younis, nel sud della Striscia, nel quadro delle continue violazioni della tregua.
Fonti locali hanno riferito che aerei israeliani hanno bombardato due gruppi, causando la morte di diverse persone, tra cui una ragazza, e il ferimento di altre quattro.

2. Oltre 21 mila violazioni dell’occupazione in Cisgiordania: colpiti persone, terre e luoghi sacri

Il centro di informazione palestinese “Mu‘ta” ha rivelato un aumento senza precedenti del ritmo delle violazioni israeliane in Cisgiordania dall’inizio del 2026, con un’espansione degli attacchi e una diversificazione dei metodi, tra cui uccisioni, arresti e restrizioni sistematiche.
Il centro ha spiegato che le forze di occupazione e i coloni hanno compiuto 21.166 violazioni, tra cui 1.286 attacchi perpetrati dai coloni, riflettendo un significativo aumento della violenza organizzata contro i palestinesi.
Il rapporto indica che queste violazioni hanno causato la morte di 37 palestinesi e il ferimento di altri 701, a seguito di spari e aggressioni dirette, segnalando la continua politica di uso eccessivo della forza contro i civili.

3. Tentativi di introdurre sacrifici animali ad Al-Aqsa e allarme per una pericolosa escalation

Il governatorato di Gerusalemme ha messo in guardia contro tentativi da parte dei coloni di introdurre sacrifici animali nella città vecchia, definendo la mossa come un’escalation volta a imporre nuovi rituali religiosi durante la festa ebraica di Pesach, mentre la moschea di Al-Aqsa resta chiusa ai fedeli per il trentesimo giorno consecutivo.
Il governatorato ha affermato che questi tentativi rappresentano un uso strumentale dei riti religiosi per “giudaizzare” la moschea e mirano a imporre narrazioni religiose coloniali attraverso sacrifici all’interno del suo complesso.

4. L’occupazione intensifica gli attacchi a sud di Jenin e arresta un uomo e i suoi due figli a Hebron

Le forze di occupazione israeliane hanno intensificato gli attacchi nella località di Arraba, a sud di Jenin, mentre un cittadino e i suoi due figli sono stati arrestati a Hebron.
I bulldozer dell’occupazione hanno sradicato decine di ulivi su un terreno di circa 25 dunum vicino al sito del campo di Arraba, evacuato nel 2005, in preparazione alla sua espansione e al ritorno.
Fonti locali hanno riferito che le forze hanno arrestato Mohammad Moussa Makhmara e i suoi figli Luay e Laith dopo averli aggrediti violentemente e aver lanciato granate stordenti verso le loro abitazioni nella zona di Igzioua, a Masafer Yatta, dopo che coloni avevano distrutto la recinzione del terreno e fatto pascolare il bestiame nei campi coltivati.

5. Sanità: carenza di oli e pezzi di ricambio minaccia il funzionamento degli ospedali a Gaza

Il Ministero della Salute nella Striscia di Gaza ha avvertito di un pericolo imminente che minaccia il funzionamento degli ospedali, a causa dell’aggravarsi della carenza di oli e pezzi di ricambio necessari per far funzionare i generatori elettrici, il che potrebbe portare a un arresto totale a breve.
Il ministero ha riferito che 90 generatori sono completamente fuori servizio, mentre 38 funzionano con quantità limitate di olio e 11 necessitano di manutenzione urgente, mentre gli ospedali dipendono principalmente da questi generatori a causa delle interruzioni di corrente.

6. 89 martiri tra i detenuti dall’inizio del genocidio, di cui 52 da Gaza

Il Club dei prigionieri ha annunciato che il numero dei detenuti morti dall’inizio della guerra ha raggiunto 89 identificati, di cui 52 provenienti dalla Striscia di Gaza, dopo la morte del detenuto Marwan Harzallah di Nablus.
Il club ha spiegato che queste morti sono il risultato di torture, fame, negligenza medica e aggressioni sessuali sistematiche, oltre a una serie di violazioni tra cui privazioni, umiliazioni e detenzione in condizioni disumane che ledono la dignità umana.

7. I malati di Gaza tra assedio e morte lenta: la chiusura dei valichi aggrava la crisi sanitaria

In una scena che si ripete quotidianamente negli ospedali di Gaza, migliaia di malati e feriti affrontano una battaglia silenziosa contro il dolore, in un contesto di assedio soffocante che limita la loro uscita per cure all’estero e impedisce l’ingresso di farmaci e forniture mediche essenziali.
Nonostante la Mezzaluna Rossa palestinese abbia annunciato oggi una nuova evacuazione medica di 17 pazienti accompagnati da 33 familiari attraverso il valico di Rafah, queste misure restano limitate rispetto alla portata della crisi, mentre decine di migliaia di pazienti attendono la possibilità di curarsi fuori dalla Striscia.

8. Incursione a Sinjil e creazione di un nuovo avamposto coloniale

Le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione nella località di Sinjil, a nord di Ramallah, mentre i coloni hanno iniziato a stabilire un nuovo avamposto nella zona di Aghraba, a ovest della città.
Fonti locali hanno confermato che i coloni, sotto la protezione dell’esercito, hanno avviato lavori di preparazione e spianamento del terreno in vista dell’installazione delle prime strutture, nell’ambito di una politica di espansione coloniale sistematica.

9. Video: brutale aggressione contro agricoltori palestinesi in Cisgiordania

Le forze di occupazione israeliane hanno aggredito l’agricoltore Mohammad Moussa Makhmara e i suoi figli prima di arrestarli nella zona di Igzioua a Masafer Yatta, a sud di Hebron.

*Europeo*

10. Attivista britannica: “Siamo complici e dobbiamo essere chiamati a rispondere”

Un’attivista a Londra continua la sua protesta durante il suo arresto, denunciando la vendita di armi da parte del suo governo a Israele e l’uso di basi aeree per compiere un genocidio in Palestina.

11. Video: manifestazione in Canada contro la chiusura di Al-Aqsa da 30 giorni

Decine di attivisti pro-Palestina a Toronto hanno organizzato una manifestazione per protestare contro la chiusura della moschea di Al-Aqsa da 30 giorni, che ha impedito le preghiere del tarawih e dell’Eid.
Queste proteste si inseriscono in un’ondata globale di manifestazioni che denunciano questa misura, considerata senza precedenti da circa 70 anni.

12. Appelli a sostenere la dottoressa Rahma Al-Adwan contro il lobby sionista

Rahma Al-Adwan, medico palestinese-britannica del NHS, ha lanciato una campagna di raccolta fondi per la sua difesa legale dopo essere stata oggetto di una campagna di repressione.
Le misure contro di lei includono la revoca della licenza medica, diffamazione e arresti ripetuti. Ha affermato che queste azioni sono una ritorsione per le sue posizioni politiche.

13. Protesta studentesca contro Aspen Insurance a Londra

Decine di manifestanti hanno occupato la sede della Aspen Insurance per protestare contro l’assicurazione fornita alla società Elbit Systems, principale fornitore di armi a Israele.
Gli attivisti hanno chiesto il boicottaggio, sostenendo che qualsiasi cooperazione contribuisce alle violenze in corso.

14. Protesta in Polonia contro la partecipazione di Israele a Horizon Europe

Un gruppo di studenti a Cracovia ha bloccato un ingresso dell’Università Jagellonica per protestare contro la partecipazione di Israele al programma Horizon Europe, denunciando la cooperazione accademica nel contesto della guerra a Gaza.

*Internazionale*

15. Video: veglia simbolica a Washington in memoria dei bambini martiri di Gaza

Attivisti hanno organizzato una veglia simbolica a Washington in onore dei bambini vittime dei bombardamenti israeliani.
Sono stati esposti zaini scolastici macchiati di sangue e sono stati letti ad alta voce i nomi di alcuni bambini.

16. Grandi manifestazioni negli Stati Uniti contro le politiche di Trump

Migliaia di manifestanti pro-Palestina si sono radunati in diverse città statunitensi, tra cui New York, con lo slogan “No ai re”, per denunciare le politiche di Donald Trump.
Il senatore Bernie Sanders ha dichiarato: “Abbiamo fondi illimitati per bombe e armi, ma non abbastanza per nutrire i nostri bambini”, evidenziando le disuguaglianze sociali ed economiche e il continuo sostegno degli Stati Uniti a Israele.

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