
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2570, data: lunedì 28 settembre 2026
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2570, data: lunedì 28 settembre 2026
1. Un morto e diversi feriti nel bombardamento israeliano contro un’auto nella città di Gaza
Un cittadino è rimasto ucciso e altre persone sono rimaste ferite in un bombardamento israeliano contro la città di Gaza.
Fonti locali hanno riferito che gli aerei israeliani hanno colpito un’auto nei pressi di un edificio dell’UNRWA nella zona industriale, a ovest della città di Gaza. L’attacco ha causato la morte di un cittadino e il ferimento di altre persone.
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2. Il bilancio delle vittime a Gaza supera le 74.000 dall’inizio della guerra
Il bilancio delle vittime dell’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza è salito a 74.018 morti dall’inizio della guerra, il 7 ottobre 2023, mentre il numero dei feriti ha superato quota 175.000. Nel frattempo, continuano a registrarsi vittime a causa delle violazioni israeliane dell’accordo di cessate il fuoco.
Il Ministero della Salute palestinese, nel suo rapporto statistico quotidiano, ha dichiarato che il bilancio dell’offensiva è salito a 74.018 morti e 175.079 feriti con lesioni di varia gravità dall’inizio dell’offensiva nella Striscia.
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3. Circa 2.800 dipendenti dell’UNRWA a Gaza rischiano di perdere il lavoro
Una fonte palestinese che si occupa di questioni relative ai rifugiati ha rivelato che circa 2.800 dipendenti dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA) nella Striscia di Gaza rischiano di perdere il lavoro entro la fine dell’anno, nell’ambito di misure che, secondo la fonte, mirano a ridurre le attività e il ruolo dell’agenzia nella Striscia.
La fonte ha affermato che circa 1.100 dipendenti sono classificati nelle «specializzazioni non essenziali», mentre altri 1.700 dipendenti figurano in elenchi forniti da «Israele» alla direzione dell’agenzia.
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4. Smotrich minaccia la Cisgiordania con una guerra sul modello di Gaza; rinvio della gara per E1 a dopo le elezioni
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha inasprito i toni nei confronti della Cisgiordania occupata, chiedendo di condurre una guerra nella regione sul modello di quanto avvenuto nella Striscia di Gaza e chiedendo lo smantellamento dell’Autorità Palestinese.
La presa di posizione è arrivata mentre la consulente giuridica del governo israeliano ha disposto il rinvio della scadenza per la presentazione delle offerte relative a una gara d’appalto per insediamenti nell’ambito del piano E1, fino a dopo le elezioni della Knesset previste per il prossimo 27 ottobre.
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5. Nelle ultime 24 ore: veicoli incendiati, interruzioni dell’elettricità e ampliamento degli insediamenti
Gli attacchi dei coloni nella Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, hanno assunto diverse forme nelle ultime 24 ore: dall’incendio di veicoli palestinesi e dalle incursioni nei quartieri residenziali, fino agli attacchi contro terreni agricoli e reti elettriche e all’espansione di un avamposto coloniale. Parallelamente, si sono verificati incursioni nella moschea di Al-Aqsa e riti talmudici nei suoi cortili.
Gli attacchi si sono concentrati nei governatorati di Ramallah, Hebron, Nablus e Gerusalemme, colpendo diversi aspetti della vita dei palestinesi: gli spostamenti, il lavoro agricolo, l’accesso ai servizi e la possibilità di rimanere nelle comunità circondate dagli avamposti colonici.
Gli episodi avvengono alla vigilia della stagione della raccolta delle olive, mentre recenti avvertimenti delle Nazioni Unite segnalano un aumento degli attacchi e un’estensione della loro portata geografica.
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6. #Video: le forze israeliane fanno irruzione nel mercato di Khan a Nablus con i fucili puntati
#Guarda: con i fucili puntati contro i palestinesi, immagini dell’irruzione delle forze israeliane nel mercato di Khan e in via Al-Nasr, nella città vecchia di Nablus, mentre i soldati si sono dispiegati massicciamente nei vicoli.
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Europa
7. 56 organizzazioni, sindacati e partiti francesi chiedono mobilitazioni contro l’armamento di «Israele» durante ottobre
56 organizzazioni, sindacati, partiti e gruppi francesi hanno invitato a organizzare un mese di mobilitazioni in tutta la Francia durante il prossimo ottobre, chiedendo di interrompere il trasferimento di equipaggiamenti militari a «Israele» e di porre fine alle forme di cooperazione militare e al commercio legato agli armamenti tra Parigi e Tel Aviv.
Le organizzazioni firmatarie, in una dichiarazione riportata dall’Associazione franco-palestinese di solidarietà, hanno affermato che le mobilitazioni mirano ad ampliare la pressione popolare, sindacale e politica sul governo e sulle aziende francesi legate al settore degli armamenti, nel contesto della prosecuzione della guerra nella Striscia di Gaza e del relativo assedio, sfollamento e delle violazioni contro i palestinesi.
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8. La ministra degli Esteri islandese risponde a Netanyahu: «I codardi morali sono coloro che impediscono gli aiuti a Gaza»
La ministra degli Esteri islandese ha risposto alla definizione di «codardi morali» usata dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nei confronti delle delegazioni che avevano abbandonato la sala durante il suo discorso, sostenendo che tale definizione si applica invece ai leader che impediscono l’arrivo degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.
La ministra degli Esteri islandese ha dichiarato che «i codardi morali sono i leader che impediscono agli aiuti umanitari di raggiungere gli abitanti di Gaza, che ne hanno un disperato bisogno», aggiungendo che la definizione comprende anche «i leader mondiali che continuano ripetutamente a violare e a non rispettare il diritto internazionale».
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9. #Video: un attivista imbratta di rosso la bandiera israeliana per protestare contro la guerra
#Guarda: «Sono morto come tutti i palestinesi»… Un attivista filo-palestinese imbratta con vernice rossa la bandiera israeliana durante un evento alla Fiera del Libro di Göteborg, in Svezia, per protestare contro la guerra a Gaza.
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10. La radio irlandese ricorre a un espediente per trasmettere la partita contro Israele, nonostante gli appelli al boicottaggio
La nazionale irlandese si prepara ad affrontare Israele nella Nations League, in una partita che sarà trasmessa dall’emittente pubblica irlandese senza commento audio, mentre sono stati lanciati appelli al boicottaggio a causa della posizione del Paese a sostegno della causa palestinese.
Secondo il quotidiano francese «Le Parisien», l’emittente ha deciso di trasmettere la partita nonostante non possa boicottarla a causa degli obblighi contrattuali, optando per una trasmissione senza commento. Anche la Federazione calcistica irlandese ha rinunciato alla propria quota di biglietti destinati ai suoi tifosi per la partita.
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11. Attivisti attaccano la sede della società «Ultra I&C» a Gloucester per il suo coinvolgimento nella guerra
Un gruppo di attivisti contro il genocidio ha attaccato la sede della società di sistemi militari «Ultra I&C» nella città inglese di Gloucester, protestando contro il suo coinvolgimento nella fornitura di equipaggiamenti militari all’esercito israeliano e alle sue fabbriche di armi.
La società presa di mira fornisce direttamente equipaggiamenti militari all’esercito israeliano, oltre ad avere contratti finanziari e tecnologici con la società «Elbit Systems».
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12. Appelli a una giornata nazionale di protesta contro la società tecnologica Palantir in Gran Bretagna
Operatori sanitari, pazienti e attivisti hanno lanciato ampi appelli a partecipare alla «Giornata nazionale di mobilitazione» contro la società di software e intelligenza artificiale «Palantir», prevista per il 1° ottobre 2026, per protestare contro la sua crescente presenza all’interno del Servizio sanitario nazionale britannico.
La mobilitazione è una protesta contro il ruolo centrale e pubblico svolto dalla società tecnologica nel sostenere la guerra, definita dagli organizzatori come una guerra di genocidio, e contro la fornitura di sistemi di sorveglianza di massa utilizzati dall’esercito israeliano contro i palestinesi.
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13. Il movimento per il boicottaggio in Francia chiede di vietare la trasmissione dell’Eurovision a causa della partecipazione di Israele
Il movimento per il boicottaggio di «Israele» in Francia ha chiesto all’emittente pubblica France Télévisions di boicottare l’Eurovision Song Contest 2027 e di interrompere la trasmissione della finale, a meno che Israele non venga definitivamente escluso dalla competizione.
Il movimento ha chiesto di esercitare ampie pressioni sull’Unione europea di radiodiffusione (EBU) per impedire che l’arte venga utilizzata, secondo il movimento, per migliorare l’immagine di un sistema di apartheid, del colonialismo e della guerra in corso in Palestina, che il testo definisce una guerra di genocidio da tre anni.
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14. La polizia britannica arresta l’artista Robert Del Naja per aver protestato contro la guerra
La polizia britannica ha arrestato l’artista Robert Del Naja, leader della celebre band Massive Attack, in base alla legge sul terrorismo nella città di Liverpool, dopo che aveva assunto pubblicamente una posizione di solidarietà contro quella che considera la repressione del movimento a sostegno della Palestina.
Del Naja è stato arrestato mentre partecipava a una manifestazione pacifica alla vigilia dell’apertura della conferenza del Partito Laburista al governo. Aveva sollevato un cartello con la scritta: «Mi oppongo al genocidio e sostengo Palestine Action», dichiarando la propria opposizione alla decisione delle autorità britanniche di vietare il movimento per l’azione diretta e di classificarlo come «organizzazione terroristica».
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15. Attacco alla società Kelvin-Side Electronics per il suo coinvolgimento nella guerra a Glasgow
Un gruppo di attivisti ha attaccato per la seconda volta la sede della società «Kelvin-Side Electronics» nella città scozzese di Glasgow, protestando contro il suo coinvolgimento nella fornitura di tecnologie militari alle aziende produttrici di armi che riforniscono l’esercito israeliano.
La società fornisce servizi di saldatura e componenti elettronici alla società «Leonardo», una delle maggiori aziende produttrici di armi al mondo.
Lo stabilimento Leonardo nella città scozzese di Edimburgo produce i sistemi di guida laser per i caccia F-35, utilizzati dall’esercito israeliano nei bombardamenti su Gaza e nella guerra che gli attivisti definiscono genocidaria. Il gruppo chiede alla società di annullare immediatamente il proprio contratto con lo stabilimento di produzione di armi.
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16. Il portiere della nazionale irlandese Bazunu rifiuta di affrontare Israele in solidarietà con la Palestina
Il portiere della nazionale irlandese di calcio, Gavin Bazunu, ha informato i compagni di squadra del suo netto rifiuto di partecipare alle prossime partite della nazionale contro Israele nell’ambito della Nations League.
La posizione assunta dal portiere in solidarietà con la Palestina avrebbe spinto alcuni suoi compagni di squadra a valutare la possibilità di ritirarsi collettivamente dalla sfida contro Israele, in un contesto di crescente mobilitazione e di pressioni internazionali affinché atleti e istituzioni sportive assumano posizioni decise contro la guerra che gli organizzatori definiscono una guerra di genocidio.
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Internazionale
17. Proteste degli studenti all’Università di Toledo negli Stati Uniti dopo l’invito a uno scrittore sionista
La sezione dell’organizzazione studentesca Students for Justice in Palestine dell’Università di Toledo, negli Stati Uniti, ha condannato la decisione dell’amministrazione universitaria di ospitare lo scrittore e giornalista sionista Thomas Friedman, definendo l’iniziativa una palese complicità e una preferenza per le agende della destra razzista a scapito dei valori e delle richieste del movimento studentesco.
L’organizzazione ha affermato che, attraverso questo invito, l’amministrazione dell’università avrebbe dimostrato la propria disponibilità a ignorare i sentimenti e le posizioni della propria comunità studentesca per compiacere i sostenitori della supremazia bianca e dei crimini coloniali.
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18. Accuse contro Microsoft e i colossi tecnologici di finanziare la guerra attraverso l’intelligenza artificiale
Un articolo di opinione pubblicato sul quotidiano britannico «The Guardian» ha accusato le grandi aziende tecnologiche, in particolare Microsoft, di complicità diretta nell’uccisione di palestinesi attraverso la fornitura di sistemi di intelligenza artificiale e servizi cloud all’esercito israeliano.
Secondo l’articolo, l’esercito israeliano ha utilizzato la piattaforma Azure per archiviare ed elaborare enormi quantità di comunicazioni palestinesi. Documenti avrebbero inoltre mostrato che il valore dei contratti tra Microsoft e il Ministero della Difesa israeliano ammontava a circa 10 milioni di dollari e comprendeva migliaia di ore di supporto tecnico e unità di intelligence, tra cui l’Unità 8200.
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19. «Palestinian Youth» sostiene il fallimento della propaganda milionaria israeliana nel mobilitare il sostegno americano
Il movimento Palestinian Youth ha sottolineato quello che considera il fallimento dei tentativi sistematici e della propaganda finanziata dal governo israeliano per ottenere il sostegno dell’opinione pubblica americana alla guerra che il movimento definisce una guerra di genocidio, descrivendo le enormi campagne pubblicitarie esposte a Times Square, a New York, come un’iniziativa inefficace.
Il movimento ha affermato che la natura espansionistica e genocidaria del sionismo sarebbe ormai diventata una minaccia dichiarata per il mondo intero, sostenendo che le ingenti somme spese per i cartelloni pubblicitari a sostegno di Israele non sarebbero riuscite a ingannare l’opinione pubblica americana.
