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Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2368, data: giovedì 26 febbraio 2026

Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2368, data: giovedì 26 febbraio 2026

1. Sanità: registrati 9 martiri, di cui 6 recuperati dalle macerie in 24 ore a Gaza

Il Ministero della Sanità palestinese ha pubblicato il rapporto statistico quotidiano sulle vittime dell’aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza, documentando il numero dei martiri e dei feriti giunti negli ospedali del territorio nelle ultime 24 ore.

Il ministero ha riferito che gli ospedali hanno registrato 9 martiri, tra cui 6 corpi recuperati da sotto le macerie, oltre a 4 feriti.

Ha inoltre confermato che le squadre di ambulanze e della protezione civile continuano gli sforzi per raggiungere le vittime ancora intrappolate sotto le macerie e nelle strade, nonostante le difficoltà sul campo che ostacolano le operazioni di soccorso.

### 2. Guerra aperta contro i media palestinesi: Israele in testa per l’uccisione di giornalisti nel 2025

Nel contesto di quella che viene descritta come una guerra aperta contro i media palestinesi, il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha rivelato che 129 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi nel mondo nel 2025, segnando un record dal 1992, anno in cui l’organizzazione ha iniziato a documentare questi crimini.

In un rapporto pubblicato mercoledì, il comitato ha affermato che le autorità israeliane di occupazione sono responsabili di oltre due terzi del totale, indicando una nuova escalation nel prendere di mira i giornalisti, in particolare in Palestina.

Secondo il rapporto, questo dato record si registra per il secondo anno consecutivo, in un contesto in cui i giornalisti sono diventati bersagli diretti nei conflitti armati. Il comitato sostiene che le autorità israeliane abbiano compiuto un numero di uccisioni deliberate di giornalisti superiore a quello di qualsiasi altra forza militare governativa nella storia.

### 3. Coloni attaccano proprietà palestinesi in diverse aree della Cisgiordania

Coloni hanno attaccato diverse città e aree della Cisgiordania occupata, proseguendo aggressioni e atti di intimidazione contro i palestinesi, le loro terre e proprietà, sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane.

Fonti locali hanno riferito che coloni hanno attaccato residenti nella zona di Al-Wadi nel villaggio di Jalud, a sud-est di Nablus, precisando che alcuni giovani hanno tentato di respingerli, provocando scontri.

A Ramallah, coloni protetti dalle forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione nel villaggio di Al-Mughayyir, a nord-est della città.

### 4. I coloni stringono l’assedio sulla città di Sinjil, a nord di Ramallah

La città di Sinjil, a nord di Ramallah, è tra le aree soggette a una feroce campagna di colonizzazione. Fili spinati, strade e avamposti coloniali la circondano da ogni lato. L’espropriazione delle terre attraverso l’espansione degli insediamenti pastorali e la confisca di ulteriori terreni hanno aggravato la vita dei residenti e raddoppiato le loro sofferenze.

I coloni hanno iniziato a tracciare una nuova strada coloniale a nord-ovest della città, mirando all’area di Marj (Arzel), da cui gli abitanti dipendono per l’agricoltura stagionale.

L’attivista anti-colonizzazione Ayed Ghafri ha dichiarato che la strada non minaccia solo Sinjil, ma si estenderà anche alle terre dei villaggi vicini di Abwein e Jiljilya, con il rischio di raggiungere aree residenziali classificate come “Area A”.

### 5. Divieto alle piattaforme mediatiche a Gerusalemme: oscuramento della narrazione e preludio a misure più gravi

In una mossa considerata pericolosa, volta a mettere a tacere la voce di Gerusalemme e di Al-Aqsa, oscurare la narrazione palestinese e nascondere al mondo le aggressioni e le misure israeliane, le autorità di occupazione hanno vietato cinque piattaforme mediatiche di Gerusalemme su decisione del ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che le ha classificate come “terroristiche”.

Il provvedimento, basato sulla cosiddetta “legge antiterrorismo” israeliana, riguarda Al-Asima News Network, Miraj Network, Al-Quds Al-Bousala, Midan Al-Quds e Quds Plus.

In precedenza, le autorità avevano vietato il sito di notizie Al-Qastal all’inizio della guerra di genocidio contro Gaza.

### 6. Club dei Prigionieri: escalation di repressione e fame nel carcere di Ofer

Il Club dei Prigionieri palestinesi ha confermato un’escalation delle violazioni israeliane all’interno del carcere di Ofer, con un aumento dei livelli di fame e malattie. Ha inoltre segnalato l’uso di nuove armi durante le operazioni repressive, tra cui una che provoca ustioni sul corpo.

Ciò emerge da un briefing speciale che riassume quanto documentato dalle équipe legali durante le visite effettuate a decine di detenuti nei mesi di gennaio e febbraio 2026, confermando la difficile realtà vissuta dai prigionieri dall’inizio del genocidio.

### 7. #Video: colono blocca la strada a un’auto palestinese a Hebron

Nell’ambito di una serie di intimidazioni quotidiane, un colono israeliano si è posizionato in modo provocatorio per bloccare la strada a un cittadino palestinese, impedendogli di entrare nel villaggio di Al-Fakhit, a sud di Hebron, in Cisgiordania occupata.

### 8. L’Ambasciata USA a Gerusalemme inizierà a fornire servizi nelle colonie della Cisgiordania

L’ambasciata statunitense a Gerusalemme occupata ha annunciato che inizierà venerdì a fornire servizi consolari ai propri cittadini nelle colonie israeliane della Cisgiordania occupata, una misura senza precedenti, sostenendo che mira a “raggiungere tutti gli americani”.

I servizi di passaporto ordinari inizieranno nella colonia di Efrat il 27 febbraio, seguiti da visite previste nei due mesi successivi, anche nella colonia di Beitar Illit, vicino a Betlemme.

## *Europeo*

### 10. L’indice di repressione rivela restrizioni britanniche alla libertà di espressione e alla solidarietà con la Palestina

Dati recenti dell’Indice di repressione mostrano un significativo calo della libertà di espressione nel Regno Unito, in relazione a politiche che hanno preso di mira le attività di solidarietà con la Palestina.

L’“Indice britannico di repressione” ha rilevato un’escalation a partire dal 7 ottobre 2023.

L’indice annuale evidenzia un peggioramento della posizione del Regno Unito, attribuito all’ampliamento dell’uso di leggi e misure di sicurezza per limitare le proteste pacifiche, in particolare quelle legate alla causa palestinese.

### 11. Protesta davanti allo stabilimento Collins Aerospace per la produzione di sedili destinati a una compagnia israeliana

Una protesta si è svolta davanti allo stabilimento Collins Aerospace a Kilkeel, in Irlanda, dove vengono prodotti sedili per la compagnia aerea israeliana El Al.

Gli organizzatori affermano che la compagnia avrebbe trasportato munizioni e componenti per aerei F-35 attraverso lo spazio aereo irlandese.

I manifestanti hanno inoltre sottolineato che Collins, tramite una filiale statunitense, ha fornito componenti militari all’esercito israeliano, mentre la società madre RTX (ex Raytheon) sarebbe coinvolta in accordi per la fornitura di sistemi e missili avanzati.

### 12. Organizzazione per i diritti: la missione europea al valico di Rafah interroga viaggiatori

La Federazione Internazionale per i Diritti e lo Sviluppo (IFRD) ha espresso forte preoccupazione per notizie secondo cui persone legate alla missione di assistenza dell’UE a Rafah interrogano palestinesi per ottenere informazioni su familiari e reti sociali.

Se confermate, tali pratiche costituirebbero una grave violazione del mandato della missione e dei principi fondamentali dei diritti umani e della protezione dei dati.

## *Internazionale*

### 13. Appelli per escludere la squadra israeliana dal campionato mondiale di baseball

Il movimento per il boicottaggio ha invitato a boicottare la squadra israeliana di baseball nel campionato mondiale del 2026.

Secondo il movimento, la squadra sarebbe legata al Fondo Nazionale Ebraico (JNF), accusato di partecipare allo sfollamento dei palestinesi, alla confisca di terre e alla costruzione di insediamenti.

Il movimento afferma inoltre che tutte le strutture sportive palestinesi a Gaza sono state distrutte o danneggiate e che decine di migliaia di palestinesi, tra cui atleti, sono stati uccisi.

### 14. Dipendenti Microsoft protestano contro il sostegno all’occupazione israeliana

Il gruppo “No Azure for Apartheid” ha organizzato proteste davanti agli uffici Microsoft contro l’uso della tecnologia a sostegno dell’occupazione israeliana.

I partecipanti hanno chiesto di interrompere l’uso della piattaforma Azure da parte dell’ICE per attività ritenute dannose per le comunità palestinesi e migranti.

### 15. Il Dipartimento di Giustizia USA fa causa alla UCLA per presunto “antisemitismo”

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha intentato una causa contro l’Università della California a Los Angeles (UCLA), accusandola di aver tollerato atti antisemiti durante le proteste studentesche pro-Palestina.

La causa sostiene una violazione del Civil Rights Act del 1964, affermando che sarebbe stato creato un ambiente ostile per studenti e dipendenti ebrei e israeliani.

### 16. Il Newnham College dell’Università di Cambridge ritira investimenti legati all’occupazione

Il Newnham College dell’Università di Cambridge ha annunciato nel febbraio 2026 il ritiro degli investimenti da attività legate all’occupazione e al genocidio, oltre che dai combustibili fossili.

La decisione segue una campagna studentesca avviata nell’ottobre 2025 per allineare gli investimenti del college ai principi dei diritti umani e della sostenibilità.

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