
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2370, data: sabato 28 febbraio 2026
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2370, data: sabato 28 febbraio 2026
1. Giornata sanguinosa… 7 martiri sotto il fuoco israeliano nella Striscia di Gaza
Un cittadino è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti a seguito di un bombardamento israeliano che ha colpito una tenda di sfollati nel campo di Khan Younis, a sud della Striscia di Gaza, portando a sette il numero totale dei martiri da questa mattina.
Un altro attacco israeliano ha causato la morte di sette cittadini, tra cui agenti di polizia, e il ferimento di altri con lesioni di varia entità, dopo il bombardamento di due postazioni della polizia palestinese nella città di Khan Younis, nel sud della Striscia, e nel campo di Al-Bureij, nel centro dell’enclave. Ciò avviene nel contesto delle continue violazioni dell’accordo di cessate il fuoco concluso nell’ottobre 2025.
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**2. Coloni attaccano case e proprietà palestinesi a Nablus e Betlemme**
Diverse località della Cisgiordania hanno registrato una nuova escalation degli attacchi dei coloni, con feriti e ingenti danni materiali.
Nella cittadina di Jalud, a sud di Nablus, diversi residenti hanno riportato contusioni mentre cercavano di respingere un attacco dei coloni alla periferia del paese. I coloni hanno incendiato un magazzino e un veicolo appartenenti al cittadino Imad Hamoud, provocando un incendio poi domato. Altre quattro abitazioni sono state danneggiate.
Nel villaggio di Al-Minya, a sud-est di Betlemme, i coloni hanno fatto irruzione nelle case dei residenti, mentre altri hanno arato terreni nel villaggio di Qaryut, nel distretto di Nablus, dopo averne imposto il controllo.
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**3. Il Comune di Gaza avverte del peggioramento della crisi dei rifiuti tra carenza di mezzi e aumento dei rischi sanitari**
In un contesto di deterioramento dei servizi, il Comune di Gaza ha avvertito dell’aggravarsi della crisi dei rifiuti in città a causa della grave carenza di mezzi necessari alla raccolta e al trasporto dell’immondizia. Ciò ha portato all’accumulo dei rifiuti nelle strade e nelle discariche improvvisate, aumentando i rischi sanitari e ambientali per la popolazione.
In una dichiarazione alla stampa, il Comune ha spiegato che il settore dei rifiuti affronta sfide accumulate, tra cui l’usura e l’obsolescenza dei mezzi disponibili e la loro incapacità di operare regolarmente — in particolare i camion per lo svuotamento dei cassonetti — causando un rapido riempimento.
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**4. Il numero dei coloni in Cisgiordania supera i 540.000 con l’accelerazione dell’espansione degli insediamenti**
Il numero dei coloni israeliani in Cisgiordania ha registrato un notevole aumento, raggiungendo 540.327 coloni all’inizio del 2026, secondo dati diffusi dal cosiddetto Consiglio degli insediamenti di Yesha.
I dati mostrano che i coloni sono distribuiti in circa 150 insediamenti e avamposti, proseguendo la tendenza alla crescita demografica all’interno delle colonie. Le cifre indicano un aumento di 10.623 coloni rispetto al 2025, riflettendo il ritmo accelerato dell’espansione degli insediamenti nell’ultimo anno.
Secondo l’Ufficio centrale di statistica israeliano, la popolazione di Israele al 31 dicembre 2025 era di circa 10.028.000 abitanti, il che significa che i coloni della Cisgiordania rappresentano circa il 5,25% della popolazione totale.
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**5. Documenti rivelano massacri e decisioni di sterminio contro i palestinesi durante la Nakba**
Documenti israeliani smentiscono categoricamente le affermazioni secondo cui i palestinesi sarebbero “fuggiti” dal Paese su invito dei loro leader durante la Nakba del 1948. I documenti confermano che l’esercito israeliano ha deportato sistematicamente i palestinesi dopo aver commesso massacri e operazioni violente volte a diffondere il terrore e costringerli ad andarsene.
I documenti sono stati scoperti dalla zoologa Ronit Zilberman mentre passeggiava vicino alla sua casa a Tel Aviv alla fine di marzo 2024. Erano contenuti in scatole abbandonate accanto a un cassonetto e contenevano documentazione risalente alla guerra del 1948 che richiede indagini e approfondimenti. Parte dei documenti era classificata come “top secret”, motivo per cui li ha portati a casa.
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**6. Medici Senza Frontiere: restiamo impegnati a rimanere in Palestina e chiediamo l’ampliamento degli aiuti a Gaza**
Medici Senza Frontiere ha confermato il proprio impegno a rimanere in Palestina il più a lungo possibile e a continuare a fornire assistenza, nonostante la scadenza del 1° marzo 2026 per la partenza di 37 ONG dalla Palestina.
In una dichiarazione pubblicata venerdì, l’organizzazione ha affermato che le autorità israeliane, in base al diritto internazionale umanitario, hanno la responsabilità, in quanto potenza occupante, di garantire la fornitura di assistenza umanitaria.
Ha aggiunto che le nuove regole restrittive, che impongono a 37 ONG di lasciare la Palestina entro il 1° marzo, minacciano di ridurre significativamente gli aiuti, già insufficienti.
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**7. Solidali stranieri feriti in un attacco dei coloni a sud di Nablus**
Due attivisti solidali stranieri sono rimasti feriti in un attacco compiuto da coloni nell’area di Ras al-Ain, nel villaggio di Qusra, a sud di Nablus, nella Cisgiordania occupata.
Fonti locali hanno riferito che un gruppo di coloni ha attaccato gli attivisti, presenti nella zona in solidarietà con i residenti, aggredendoli fisicamente.
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**8. #Video… A torso nudo affrontano un colono armato in Cisgiordania**
#Guarda… Con la pistola puntata verso di loro… Un video diffuso mostra palestinesi che affrontano un colono armato che ha fatto irruzione nelle loro terre nella Valle del Giordano settentrionale, in Cisgiordania occupata.
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**9. #Video… L’occupazione libera un prigioniero palestinese dopo 24 anni in condizioni difficili**
#Guarda… Dopo 24 anni trascorsi nelle carceri israeliane… I primi momenti della liberazione del prigioniero palestinese Tareq Mughayyir, originario della cittadina di Arraba, a sud di Jenin, in Cisgiordania occupata.
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### *Europeo*
**10. Minacce contro il regista e la troupe del film “Siamo tutti Gaza”**
Il regista argentino Hernán Zin e la sua troupe sono stati oggetto di una serie di minacce e messaggi ostili, in coincidenza con la candidatura del loro documentario “Siamo tutti Gaza” ai Premi Goya 2026 nella categoria Miglior Documentario.
Zin ha riferito che alcuni messaggi contenevano esplicite minacce di morte, mentre altri facevano riferimento all’intenzione di danneggiare la troupe il giorno della cerimonia.
La squadra del film ha inviato una lettera ufficiale all’Accademia del Cinema Spagnolo chiedendo misure di sicurezza rafforzate, affermando che quanto stanno subendo fa parte di una “campagna organizzata volta a mettere a tacere un’opera artistica che affronta una questione sensibile”.
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**11. Seconda azione contro la panetteria “Gail’s” favorevole all’occupazione nel Regno Unito**
Attivisti pro-Palestina hanno preso di mira per la seconda volta in una settimana la nuova filiale della catena di panetterie “Gail’s” ad Archway, nel nord-ovest di Londra, nell’ambito di proteste anti-sioniste. Sulle porte sono state spruzzate scritte come “Rifiutate il sionismo commerciale” e “Sostenete le attività locali”.
L’azione si inserisce in proteste più ampie contro i precedenti legami della catena con l’occupazione.
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**12. Protesta dentro “Home Bargains” in Scozia per fermare la vendita di prodotti israeliani**
Attivisti solidali con la Palestina ad Aberdeen, in Scozia, del gruppo “SPSC Aberdeen”, hanno lanciato una campagna contro la catena “Home Bargains”, accusando l’azienda di minimizzare l’uccisione e la sofferenza di centinaia di migliaia di palestinesi continuando a vendere prodotti israeliani a basso costo.
La campagna ha invitato i consumatori a non rimanere in silenzio e a esercitare pressioni finché l’azienda non cesserà completamente la vendita di prodotti fabbricati in Israele.
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**13. Il movimento di boicottaggio chiede di impedire l’attracco di navi israeliane nei porti francesi**
Il movimento di boicottaggio in Francia ha annunciato che tre navi appartenenti alla compagnia di navigazione israeliana ZIM hanno attraccato al porto di Le Havre tra il 22 e il 25 febbraio.
Il movimento ha chiesto di organizzare proteste per rifiutare l’accoglienza di queste navi nei porti francesi, invitando al blocco dei porti e alla cessazione dei rapporti con le navi dell’occupazione.
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**14. Campagna spagnola per boicottare l’azienda farmaceutica israeliana “Teva”**
Il movimento di boicottaggio ha lanciato la campagna “Teva? No, gracias” per boicottare l’azienda farmaceutica israeliana Teva, uno dei maggiori fornitori di farmaci in Europa, in particolare in Spagna.
La campagna accusa l’azienda di trarre ingenti profitti dalla vendita dei suoi prodotti e di beneficiare della sua presenza nei territori palestinesi occupati.
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**15. Relatore ONU: l’occupazione usa l’acqua come arma di guerra a Gaza**
Il relatore speciale dell’ONU sul diritto all’acqua potabile, Pedro Arrojo-Agudo, ha avvertito che la Striscia di Gaza affronta una catastrofe umanitaria senza precedenti a causa della distruzione diffusa delle infrastrutture idriche.
Ha affermato che l’esercito israeliano utilizza l’acqua come arma di guerra, in violazione del diritto internazionale umanitario, e che circa il 90% degli impianti di desalinizzazione e depurazione dell’acqua a Gaza è stato distrutto o colpito durante la guerra.
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### *Internazionale*
**16. Settimana di mobilitazione contro la fornitura di gas da parte di Chevron**
Il movimento di boicottaggio ha invitato a una serie di iniziative solidali dal 21 al 28 marzo per protestare contro le grandi compagnie petrolifere, in particolare Chevron, accusata di sostenere l’occupazione israeliana e di sfruttare le risorse palestinesi.
Le iniziative inizieranno il 21 marzo a Houston, in Texas, in concomitanza con la conferenza energetica globale CERAWeek.
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**17. Autorità turca multa YouTube per restrizioni su contenuti relativi a Gaza**
L’Istituzione turca per i diritti umani e l’uguaglianza ha imposto una multa amministrativa di 204.285 lire turche (circa 4.600 dollari) alla piattaforma YouTube per aver limitato contenuti informativi intitolati “Palestina”, “Gaza” e “Gerusalemme”.
L’ente ha dichiarato che i video pubblicati da un giornalista sono stati rimossi e che i suoi contenuti informativi sono stati limitati.
