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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2439, Data: lunedì 12 maggio 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2439, Data: lunedì 12 maggio 2026

1. 4 martiri nelle continue violazioni dell’occupazione a Gaza

L’occupazione continua a violare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza attraverso bombardamenti aerei e di artiglieria, demolizioni di abitazioni e spari contro i cittadini e le loro case, causando la morte di centinaia di martiri e il ferimento di migliaia di persone.
Secondo gli ultimi sviluppi, due martiri sono stati uccisi dai colpi dell’occupazione a Khan Younis, nel sud della Striscia, e a est della città di Gaza.
Fonti giornalistiche hanno riferito che un terzo martire è stato colpito dai mezzi militari dell’occupazione vicino alla rotonda di Bani Suheila, a est di Khan Younis. Un altro martire è stato ucciso dai colpi delle forze di occupazione in via Salah al-Din, nel quartiere di Zeitoun, a sud-est della città di Gaza.
Due cittadini sono inoltre morti dopo che un drone israeliano ha colpito un gruppo di civili nel centro della Striscia di Gaza.

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2. Morte del prigioniero ferito Qusai Rayan un mese dopo il suo arresto

Il giovane Qusai Ibrahim Ali Rayan (29 anni), originario della località di Qarawat Bani Hassan, a ovest di Salfit, è morto circa un mese dopo il suo arresto, avvenuto in seguito alle ferite riportate dai colpi sparati da un colono.
Il Club dei prigionieri e l’Autorità per gli affari dei detenuti hanno dichiarato che le forze di occupazione avevano arrestato Rayan — padre di una bambina — il 15 aprile 2026, dopo che era stato ferito da un colono nella zona di Wadi Abbas, vicino a Deir Istiya. La sua morte è stata poi annunciata nell’ospedale israeliano “Beilinson” a causa delle gravi ferite riportate.

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3. L’occupazione amplia “Beit El” e i coloni fondano un nuovo avamposto a est di Ramallah

Il governo dell’occupazione continua ad accelerare i propri progetti coloniali in Cisgiordania attraverso l’espansione delle colonie esistenti e la creazione di nuovi avamposti coloniali, nell’ambito di una politica mirata a imporre fatti compiuti sul terreno e rafforzare il controllo sulle terre palestinesi.
Le autorità dell’occupazione hanno annunciato il completamento delle procedure di “regolarizzazione fondiaria” nella colonia di “Beit El”, costruita su terre palestinesi a nord di Ramallah, in preparazione al lancio di ampi progetti coloniali che comprendono la costruzione di 1200 nuove unità abitative coloniali nella prima fase, oltre all’espansione delle infrastrutture e alla costruzione di nuove strade.

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4. I cani dissotterrano le tombe dei martiri di Gaza e i cimiteri non riescono più ad accogliere le vittime

In una scena che riassume l’entità della catastrofe umanitaria provocata dalla guerra di sterminio israeliana contro la Striscia di Gaza, le famiglie dei martiri affrontano sofferenze crescenti nel trovare tombe dignitose per seppellire i propri cari, tra cimiteri sovraffollati e costi di sepoltura elevati, fino al punto che cani randagi dissotterrano alcune tombe improvvisate.
Dal cimitero Sheikh Radwan, nel centro di Gaza, lo sceicco palestinese Hamdi afferma che le famiglie non trovano più “nemmeno mezzo metro” per seppellire i loro cari, a causa del numero limitato di cimiteri ancora funzionanti nella Striscia, ridotti di fatto ai cimiteri di Sheikh Radwan e Al-Maamadani, a est della città vicino all’ospedale Al-Maamadani.

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5. Coloni attaccano i veicoli dei cittadini a est di Ramallah

Dei coloni hanno attaccato i veicoli dei cittadini tra la città di Deir Dibwan e il villaggio di Ramoun, a est di Ramallah.
Fonti locali hanno riferito che i coloni hanno lanciato pietre contro i veicoli sulla strada che collega Deir Dibwan al vicino villaggio di Ramoun, senza provocare feriti.
Va segnalato che oggi i coloni hanno creato un avamposto coloniale nella zona di Jisr al-Khala, tra Deir Dibwan e Ramoun, vicino alla strada che li collega, oltre a un altro avamposto creato tre mesi fa a poche centinaia di metri dal nuovo sito.

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6. Istituzioni dei prigionieri: le visite ai detenuti di Gaza mostrano l’entità dello sterminio nelle carceri

Dopo quasi tre anni di crimine di genocidio, le testimonianze dei detenuti di Gaza nelle prigioni e nei campi israeliani restano le più dure e drammatiche, rappresentando la prova più evidente dello sterminio in corso nelle carceri. Le autorità dell’occupazione continuano a detenere centinaia di abitanti di Gaza, tra cui 1283 prigionieri classificati come “combattenti illegali”, cioè detenuti senza accuse chiare o basi giuridiche definite.
Nel quadro di una serie di visite effettuate recentemente da avvocati a diversi detenuti di Gaza nelle prigioni del Negev e di Ramla — in particolare nella sezione “Rakafet” e nella clinica della prigione di Ramla — i racconti scioccanti provenienti dalla sezione “Rakafet” hanno nuovamente rivelato il livello estremo delle politiche di tortura e maltrattamenti imposte ai detenuti rinchiusi lì. L’amministrazione penitenziaria riserva questa sezione ai detenuti definiti “combattenti illegali”, cioè detenuti amministrativi, oltre a un’altra sezione destinata ai prigionieri sottoposti a processo.

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7. L’occupazione e i coloni isolano 4 case dietro un cancello a est di Betlemme

Le forze israeliane e dei coloni hanno isolato quattro abitazioni dietro un cancello metallico installato nella località di Tuqu’, a sud-est di Betlemme.
Fonti locali hanno riferito che le forze di occupazione e i coloni hanno spostato un cancello metallico nella zona di Al-Ghazlan verso un’area vicina alle abitazioni, isolando così quattro case appartenenti alla famiglia Sabah.
Le fonti hanno aggiunto che le forze di occupazione hanno inoltre spostato un altro cancello metallico nella zona di Al-Bariya verso il centro abitato e vicino alle case dei cittadini, impedendo agli abitanti di raggiungere le proprie terre e ai pastori di accedere ai pascoli.

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8. I tribunali dell’occupazione tengono udienze per confermare la detenzione amministrativa di 30 prigionieri

L’Ufficio d’informazione dei prigionieri ha dichiarato che il tribunale militare israeliano si prepara a tenere udienze per confermare gli ordini di detenzione amministrativa emessi contro 30 prigionieri palestinesi.
Queste udienze rientrano nella politica di “detenzione amministrativa” adottata dall’occupazione, che consente di detenere i prigionieri per periodi rinnovabili senza accuse ufficiali né processo equo, sulla base di quello che viene definito un “fascicolo segreto”.

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*Europeo*

9. #Video… Una croata affronta degli israeliani: “State uccidendo bambini” a Berlino

#Guarda… “Non vi vergognate di uccidere bambini da anni?” Una donna croata solidale con la Palestina affronta degli israeliani nelle strade della capitale tedesca Berlino.

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10. Manifestazione a Stoccolma denuncia i crimini dell’occupazione a sostegno dei prigionieri

La manifestazione ha visto esibizioni artistiche del “Teatro della resistenza” e slogan collettivi contro il silenzio internazionale sui massacri commessi, confermando l’intensificarsi della resistenza popolare contro il terrorismo coloniale dell’occupazione.
I partecipanti hanno inoltre denunciato le politiche dei leader occidentali che si rifiutano di adottare misure concrete per fermare i massacri, sottolineando la prosecuzione della mobilitazione nelle strade di Stoccolma fino al raggiungimento della giustizia e della piena libertà per il popolo palestinese, nonostante i tentativi di repressione e l’aumento delle campagne contro gli attivisti solidali.

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11. Continua il boicottaggio di Carrefour a Nîmes, nel sud della Francia, per la 89ª settimana

Attivisti hanno organizzato la 89ª mobilitazione consecutiva contro la catena “Carrefour”, denunciando il suo continuo sostegno all’occupazione israeliana e il suo coinvolgimento nel crimine di genocidio e nell’espansione coloniale.
La mobilitazione settimanale è riuscita a convincere diversi clienti a boicottare il negozio, nell’ambito di una campagna più ampia volta a denunciare le partnership del gruppo con banche e aziende israeliane che sostengono la colonizzazione, oltre alla fornitura di pacchi alimentari all’esercito israeliano.

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12. Campagna di pressione per annullare un evento israeliano allo stadio “StoneX” nel Regno Unito

Organizzazioni di solidarietà hanno lanciato una vasta campagna internazionale di pressione per chiedere alla direzione dello stadio “StoneX” e al club britannico “Saracens” di annullare l’evento “Giornata dell’immigrazione” organizzato dalla “Organizzazione sionista mondiale”, previsto entro meno di 24 ore.
Indagini condotte dall’organizzazione “Declassified” hanno rivelato che l’evento ospita entità che promuovono direttamente la colonizzazione illegale in Cisgiordania, costituendo, secondo gli organizzatori, una complicità nel rafforzamento del sistema di apartheid e dell’espansione coloniale.

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13. Processo a 5 attivisti solidali con la Palestina in Germania in condizioni ritenute illegali

Inizia oggi nel sud-ovest della Germania il processo agli attivisti solidali con la Palestina conosciuti come “Ulm 5”, accusati di aver smontato droni appartenenti alla società israeliana “Elbit Systems” durante un’azione diretta avvenuta lo scorso settembre.
Gli attivisti affrontano il processo dopo mesi di detenzione in condizioni che il tribunale ha successivamente definito “illegali”, con alcuni detenuti rinchiusi in isolamento per 23 ore al giorno e privati del contatto con avvocati e familiari per lunghe settimane.

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14. #Video… Veglia a Berlino per celebrare la festa della mamma in solidarietà con le madri di Gaza

Il parco “Mauer Park” nella capitale tedesca Berlino ha ospitato una veglia simbolica di solidarietà per mettere in luce la sofferenza delle madri e dei bambini nella Palestina occupata sotto il peso della guerra di sterminio in corso.
La veglia, alla quale hanno partecipato donne con sciarpe nere che portavano sudari bianchi simbolici e fiori, ha rappresentato l’entità delle perdite vissute da migliaia di famiglie palestinesi private della possibilità di celebrare questa occasione.

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15. Capitali del mondo si mobilitano contro il genocidio e chiedono la libertà dei prigionieri

Grandi manifestazioni si sono svolte nella capitale norvegese Oslo e nella città costaricana di San José, con la partecipazione di migliaia di persone in solidarietà con il popolo palestinese, mentre a Milano una manifestazione organizzata da sindacati e studenti ha chiesto l’immediata liberazione dei prigionieri palestinesi.
Nel Regno Unito, attivisti hanno organizzato iniziative a Londra e Manchester per evidenziare le sofferenze dei prigionieri, avvertendo del pericolo di esecuzioni che incombe su di loro e annunciando la prosecuzione della mobilitazione fino alla fine dell’aggressione.

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16. #Video… Veglia all’università SOAS di Londra in solidarietà con i bambini di Gaza

Studenti della School of Oriental and African Studies (SOAS) hanno organizzato una veglia simbolica esponendo vestiti di bambini, in occasione del secondo anniversario della dichiarazione del loro spazio universitario come “zona liberata” a sostegno della Palestina.
Gli studenti hanno chiesto che l’università interrompa tutte le relazioni e partnership con aziende coinvolte nel finanziamento del colonialismo d’insediamento e della pulizia etnica, rifiutando che le loro tasse universitarie vengano utilizzate per sostenere l’occupazione.

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17. L’Unione Europea di Radiodiffusione valuta l’esclusione di Israele dall’Eurovision e il trasferimento alla competizione asiatica

L’Unione Europea di Radiodiffusione (UER/EBU) ha discusso una proposta per escludere il sistema di occupazione israeliano dall’Eurovision Song Contest e trasferire la sua partecipazione alla versione asiatica, sotto la crescente pressione delle campagne internazionali di boicottaggio e dei ritiri collettivi di diversi Paesi membri.
Il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth ha riferito che queste discussioni avvengono nel contesto dell’espansione delle proteste contro il “riciclaggio del genocidio” attraverso eventi artistici, dopo l’annuncio del ritiro ufficiale di cinque Paesi europei dall’edizione “Vienna 2026”.

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18. L’Unione Europea approva nuove sanzioni contro coloni in Cisgiordania

I ministri degli Esteri dei Paesi dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo politico per imporre nuove sanzioni contro coloni israeliani coinvolti in attacchi contro palestinesi nella Cisgiordania occupata, in un contesto di escalation senza precedenti della violenza dei coloni e dell’espansione delle colonie sostenuta dal governo israeliano di destra.
L’agenzia Reuters ha riferito, citando quattro diplomatici europei, che l’accordo comprende misure contro coloni accusati di attacchi e atti di terrorismo contro palestinesi, mentre aumentano le pressioni europee per adottare misure concrete contro le violazioni israeliane nei territori occupati.

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*Internazionale*

19. Gli autori del documentario “Doctors Under Fire” attaccano la complicità della BBC dopo la vittoria ai BAFTA

Il team del film ha considerato la decisione di impedirne la trasmissione come “un grave fallimento” e un tentativo di mettere a tacere i giornalisti che raccontano la realtà del genocidio a Gaza, ringraziando “Channel 4” per averne sostenuto la diffusione.
Il film, vincitore anche del premio della stampa estera 2025, documenta le testimonianze di soccorritori e medici palestinesi sotto attacco israeliano, denunciando i tentativi dei media occidentali di oscurare la narrazione palestinese e favorire l’occupazione sotto il pretesto della “neutralità”.
La crisi nasce dalla decisione della BBC di ritirare il film e impedirne la trasmissione nonostante fosse il finanziatore e produttore dell’opera, giustificando la scelta con preoccupazioni legate alla “neutralità” e al rispetto degli standard editoriali.

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20. Amnesty chiede all’Unione Europea di sospendere l’accordo di associazione con Israele

Ventuno direttori di Amnesty International hanno firmato un documento indirizzato al Consiglio degli Affari Europei chiedendo la sospensione immediata dell’accordo di associazione con “Tel Aviv” durante la riunione attualmente in corso, in risposta alla violazione da parte dell’occupazione dell’articolo 2 relativo al rispetto dei diritti umani.
Questa richiesta mira a porre fine all’impunità di cui gode l’occupazione, mettendo in guardia contro la prosecuzione della “complicità europea” nel crimine di genocidio, nel sistema di apartheid e nell’occupazione illegale.

 

 

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