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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2483, Data: domenica 28 giugno 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2483, Data: domenica 28 giugno 2026

1. Quattro martiri uccisi dal fuoco dell’occupazione a Khan Younis
Quattro cittadini palestinesi, tra cui un bambino, sono stati uccisi, uno dei quali è deceduto a causa delle ferite riportate, in seguito al fuoco delle forze di occupazione israeliane a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, mentre continuano le violazioni del cessate il fuoco in tutta la Striscia.
Una fonte locale ha riferito che sono stati uccisi Islam Hassan Mousa Abu Shamala e Abdullah Hassan Abu Mousa, mentre altre sette persone sono rimaste ferite in un attacco condotto da un drone israeliano contro le tende degli sfollati nella zona di Al-Mawasi, a Khan Younis.

Fonti mediche hanno inoltre confermato la morte di Zaher Abu Salem, deceduto a causa delle ferite riportate in un attacco aereo israeliano contro una tenda nella stessa zona. Il bilancio dell’attacco sale così a tre vittime, tra cui due fratelli della famiglia Abu Mousa.

2. L’occupazione accelera i progetti di colonizzazione nel nord della Cisgiordania
Le forze di occupazione israeliane continuano ad attuare vasti progetti di espansione degli insediamenti nel nord della Cisgiordania, comprendenti la costruzione di nuovi insediamenti, l’ampliamento di quelli esistenti e la realizzazione di strade di collegamento destinate a unire i blocchi coloniali e isolare città e villaggi palestinesi, nell’ambito di un piano volto a modificare la realtà geografica e demografica della regione.
I progetti prevedono lo sviluppo di 18 insediamenti, la legalizzazione di numerosi avamposti trasformandoli in insediamenti permanenti e la costruzione di una rete stradale che colleghi gli insediamenti del nord della Cisgiordania con la Valle del Giordano, frammentando ulteriormente le province palestinesi, in particolare Nablus e Jenin, e rafforzando il controllo israeliano sulle principali vie di comunicazione.

3. Lo stupro come arma dell’occupazione: uno studio palestinese rivela la strategia nascosta dell’esercito israeliano
Il Centro Palestinese per gli Studi Politici ha pubblicato un nuovo documento di ricerca intitolato “La guerra contro il corpo palestinese: la violenza sessuale tra strategie di sottomissione e sistema di impunità”.
Lo studio denuncia un pericoloso sviluppo nell’uso della violenza sessuale come strumento strategico all’interno del sistema dell’occupazione israeliana.

Il documento si basa su rapporti ufficiali delle Nazioni Unite, in particolare sul rapporto del Segretario Generale dell’ONU pubblicato nel maggio 2026, che per la prima volta inserisce Israele nell’elenco delle parti sospettate di aver commesso violenze sessuali nei conflitti.

4. Gli attacchi dei coloni sono diventati una minaccia esistenziale per i palestinesi nelle loro case in Cisgiordania
Lo scrittore e analista politico Marwan Al-Aqra ha avvertito della continua escalation degli attacchi dei coloni israeliani contro i palestinesi in Cisgiordania, affermando che tali aggressioni hanno ormai superato la semplice appropriazione delle terre e la costruzione di avamposti, trasformandosi in una vera e propria “minaccia esistenziale” per la vita e la sicurezza dei cittadini all’interno delle loro abitazioni.
Ha aggiunto che i palestinesi vengono ormai aggrediti nelle proprie case e davanti ai loro familiari, sottolineando che l’attuale escalation rappresenta una fase ancora più pericolosa diretta contro la stessa presenza palestinese.

5. Centro per i diritti umani: Israele trasforma la sete in uno strumento di morte lenta a Gaza
Il Centro di Gaza per i Diritti Umani ha avvertito del quasi totale collasso del sistema idrico nella Striscia di Gaza a causa dei continui attacchi israeliani, della distruzione delle infrastrutture e del blocco dell’ingresso di carburante e attrezzature necessarie al funzionamento e alla riparazione degli impianti idrici.
Più di due milioni di palestinesi sono costretti ad affrontare l’estate in condizioni catastrofiche, con temperature superiori ai 40°C all’interno delle tende e dei centri di accoglienza, mentre centinaia di migliaia di famiglie sono prive del minimo quantitativo d’acqua necessario per bere e soddisfare i bisogni essenziali.

6. Bambino ferito in un’aggressione dei coloni a sud di Nablus
Un ragazzo di 16 anni è rimasto ferito alla testa dopo essere stato colpito con pietre da coloni israeliani nei pressi del posto di blocco di Awarta, a sud-est di Nablus.
La Mezzaluna Rossa Palestinese ha riferito che le sue squadre hanno trasportato il giovane in ospedale.

7. Ematologo a Gaza: la carenza di sangue minaccia i pazienti affetti da talassemia
L’ematologo Hani Ayesh ha dichiarato che nella Striscia di Gaza vivono attualmente 237 pazienti affetti da talassemia, rispetto ai 343 registrati prima della guerra.
Ha spiegato che 50 pazienti sono morti dall’inizio del conflitto: 20 sono stati uccisi negli attacchi israeliani e altri 30 sono deceduti per la mancanza di cure e per le complicazioni sanitarie.

8. La Protezione Civile di Gaza accusa organizzazioni internazionali di sottrarsi ai propri obblighi umanitari
La Direzione Generale della Protezione Civile di Gaza ha accusato diverse istituzioni e commissioni internazionali operanti nella Striscia di non adempiere alle proprie responsabilità umanitarie, ostacolando il recupero delle salme dalle macerie e aggravando la sofferenza della popolazione.
L’ente ha dichiarato di aver tentato ripetutamente di contattare la commissione egiziana per ottenere i mezzi pesanti concordati in precedenza, ma di aver ricevuto soltanto rinvii e ritardi.

9. Attacchi dei coloni contro abitazioni e coltivazioni in Cisgiordania
Gruppi di coloni estremisti hanno intensificato le aggressioni contro cittadini palestinesi, proprietà e terreni agricoli in varie aree della Cisgiordania occupata.
A Hebron alcuni coloni hanno attaccato la casa del cittadino Nizam Taleb Shalaldeh nella zona di Wadi Sa’ir. Nella parte orientale del governatorato di Ramallah altri coloni hanno fatto pascolare il proprio bestiame all’interno di terreni agricoli appartenenti ai residenti del villaggio di Al-Mughayyir.

Europa
10. Un rapporto rivela il coinvolgimento della compagnia Maersk nel trasporto di componenti per mortai destinati all’esercito israeliano
Secondo il rapporto, tali spedizioni entrano direttamente nella catena produttiva dell’azienda militare israeliana Elbit Systems per la fabbricazione dei mortai Soltam e delle munizioni guidate Iron Sting.
Il rapporto chiede che la compagnia danese sia ritenuta pienamente responsabile per aver facilitato il genocidio e l’occupazione e sollecita la cessazione immediata del trasporto di materiale militare verso Israele.

11. Il Parlamento britannico respinge un’indagine sull’influenza dei gruppi favorevoli all’occupazione
Il dibattito parlamentare è stato caratterizzato da una forte divisione: alcuni deputati hanno definito la petizione “antisemita”, mentre altri hanno sostenuto che il controllo delle attività di lobbying e del finanziamento politico costituisce una legittima questione democratica.
L’autore della petizione, Andy Khalil, ha annunciato l’intenzione di presentare un reclamo ufficiale per la diffamazione subita dalla petizione, dai firmatari e dai deputati che la sostenevano.

12. Manifestazione per chiedere la rescissione del contratto tra Palantir e il sistema sanitario britannico
La protesta si è svolta sulla spiaggia di Brighton per chiedere al governo britannico di annullare immediatamente il contratto da 330 milioni di sterline con Palantir e di non rinnovarlo alla sua revisione prevista per febbraio 2027.
I manifestanti hanno criticato il fatto che il servizio sanitario collabori con una società di software che ha rinnovato la propria partnership con l’esercito israeliano nel gennaio 2024.

13. Azione legale collettiva contro una società polacca che vende esplosivi a imprese israeliane della difesa
La Fondazione Hind Rajab, la Federazione Internazionale per i Diritti Umani e il Centro Europeo per il Supporto Legale hanno presentato una denuncia penale contro i dirigenti della società polacca Nitro-Chem, accusandola di complicità in crimini internazionali attraverso la fornitura di TNT all’esercito israeliano.
Alla causa si sono unite tre organizzazioni palestinesi per i diritti umani e alcuni sopravvissuti alla guerra.

14. Oltre 150 aziende e organizzazioni scozzesi aderiscono all’iniziativa “Zone libere dall’apartheid”
Le adesioni sono avvenute attraverso la firma dell’iniziativa Apartheid Free Zones (AFZ), promossa dalla Campagna Scozzese di Solidarietà con la Palestina per applicare i principi del movimento BDS.
Tra i firmatari figurano caffetterie, ristoranti indipendenti, negozi e istituzioni artistiche e culturali di cinque importanti comunità scozzesi.

15. Operatori sanitari organizzano una protesta digitale nel Regno Unito
L’iniziativa prende di mira le politiche del General Medical Council (GMC), accusato di minacciare procedimenti disciplinari contro i medici che sostengono i diritti dei palestinesi e di esercitare pressioni per metterli a tacere.
Le organizzazioni HW4P e SPHP hanno inoltre criticato l’adozione della definizione di antisemitismo dell’IHRA.

16. Un tribunale francese esamina la costituzionalità della legge che criminalizza la solidarietà con la Palestina
La Corte penale di Parigi ha rinviato il processo contro il politico di sinistra Anasse Kazib dopo aver accolto il ricorso che mette in discussione la costituzionalità della legge utilizzata per perseguire gli atti di solidarietà con la Palestina.
Il procedimento nasce da alcuni messaggi pubblicati da Kazib sulla piattaforma X.

17. Pressioni per estendere il divieto sugli insediamenti anche ai servizi
Attivisti irlandesi chiedono che il Parlamento includa anche il settore dei servizi nel disegno di legge sui territori occupati, sostenendo che l’attuale esclusione consente di mantenere rapporti economici con gli insediamenti israeliani.
La proposta sarà esaminata questa settimana dalla Commissione Affari Esteri.

18. La nave Handala 2 continua il viaggio verso Gaza
La nave Handala 2, partita dalla Svezia nell’ambito di un’iniziativa europea di solidarietà, prosegue il proprio viaggio attraverso i porti scandinavi con l’obiettivo di raggiungere la Striscia di Gaza e consegnare aiuti umanitari.
Salpata da Malmö il 14 maggio, dovrebbe unirsi a settembre alla Flotta Mondiale della Resilienza diretta verso Gaza.

Internazionale
19. Professoressa statunitense reintegrata con risarcimento dopo il licenziamento per il sostegno alla Palestina
La docente Sang Hee Keel è stata reintegrata presso la San José State University con il pagamento di tutti gli arretrati, dopo essere stata licenziata in seguito alla partecipazione a proteste studentesche contro la guerra a Gaza.
Un arbitro indipendente ha giudicato il licenziamento eccessivo e sproporzionato.

20. Proposta di legge statunitense per integrare le industrie militari americana e israeliana
Il movimento BDS ha espresso la propria opposizione al progetto di legge, invitando il Congresso a respingerlo.
L’iniziativa prevede la cooperazione nello sviluppo dell’intelligenza artificiale per la difesa, programmi congiunti di ricerca e sviluppo e il coordinamento della produzione di equipaggiamenti militari.

21. Attacco israeliano contro un rapporto internazionale sui crimini contro i bambini
L’organizzazione “Stop Antisemitism” ha sostenuto che un rapporto delle Nazioni Unite sulle violenze contro i bambini a Gaza sarebbe privo di prove e basato su informazioni false.
Secondo l’organizzazione, il rapporto ignorerebbe le tattiche militari della resistenza palestinese.

22. Studentessa cita in giudizio l’Università dell’Indiana per la repressione della solidarietà con la Palestina
La dottoranda Sabina Ali ha presentato una causa presso un tribunale federale contro l’Università dell’Indiana e il direttore del programma di Studi Ebraici, Gunther Jikeli, accusandoli di aver violato il suo diritto costituzionale alla libertà di espressione e di aver esercitato ritorsioni accademiche e professionali dopo la sua dichiarazione di solidarietà al popolo palestinese.
La vicenda risale allo scorso settembre, quando la studentessa fu espulsa da un seminario accademico online per aver utilizzato come immagine del proprio profilo una foto a sostegno della Palestina.

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