
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2528, data: domenica 16 agosto 2026
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2528, data: domenica 16 agosto 2026
1. Un morto e feriti a causa di spari e bombardamenti di artiglieria a Gaza
Continuano le violazioni israeliane dell’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, attraverso la prosecuzione dei bombardamenti, delle operazioni di demolizione, degli spari e degli attacchi contro diverse aree della Striscia.
Negli ultimi sviluppi, il cittadino Mohammed Bashir Yusuf Abu Armana, residente a Deir al-Balah, è stato ucciso dai colpi d’arma da fuoco israeliani nel campo profughi di Nuseirat, nella parte centrale della Striscia di Gaza. Due palestinesi sono inoltre rimasti feriti dal fuoco israeliano a sud-est della città di Gaza.
2. Il Ministero della Salute mette in guardia dal collasso delle forniture di ossigeno negli ospedali di Gaza
Il Ministero della Salute palestinese ha messo in guardia dal rischio di un completo blocco delle forniture di ossigeno agli ospedali e ai pazienti nella Striscia di Gaza, sottolineando che la capacità operativa degli impianti rimasti è stata completamente esaurita e che essi funzionano oltre la loro capacità massima, mentre aumentano i guasti ricorrenti e le squadre di manutenzione non sono in grado di affrontarli.
In una dichiarazione, il Ministero ha riferito che soltanto 12 dei 34 impianti di ossigeno continuano a funzionare, in condizioni tecniche e meccaniche estremamente complesse, rendendoli incapaci di soddisfare le crescenti necessità delle strutture sanitarie e degli operatori dei servizi.
3. Feriti e arresti durante ampie incursioni israeliane in Cisgiordania
Le forze israeliane hanno effettuato una serie di incursioni e irruzioni in cittadine, città e campi profughi in diverse zone della Cisgiordania occupata, durante le quali si sono verificati scontri, spari, arresti e aggressioni contro i cittadini.
L’esercito israeliano ha dichiarato che a Beit Fajjar, a sud del governatorato di Betlemme, due palestinesi sono rimasti feriti da colpi d’arma da fuoco, sostenendo che i suoi soldati fossero stati bersaglio del lancio di una bottiglia incendiaria. Le forze israeliane hanno inoltre fatto irruzione nella cittadina di Tuqu’, a sud-est di Betlemme.
4. Coloni istituiscono un nuovo avamposto sulle terre di Silwad e Deir Jarir
I coloni hanno istituito un nuovo avamposto sulle terre delle cittadine di Silwad e Deir Jarir, a est di Ramallah, in una nuova iniziativa volta ad ampliare gli insediamenti e a impadronirsi di ulteriori terre palestinesi.
Secondo fonti locali, i coloni hanno montato una tenda e iniziato a costruire il nuovo avamposto nei pressi dell’ingresso del villaggio di Deir Jarir, sotto la protezione delle forze israeliane, che hanno garantito la sicurezza dei coloni durante i lavori nella zona.
5. 22 impianti di ossigeno fuori servizio a Gaza… e soltanto 4 apparecchi di riempimento separano i neonati prematuri dal rischio di soffocamento
Il Ministero della Salute della Striscia di Gaza ha annunciato che 22 dei 34 impianti per la produzione di ossigeno medicale sono fuori servizio e che 26 dei 30 dispositivi per il riempimento delle bombole di ossigeno hanno smesso di funzionare.
Il Ministero ha avvertito che ciò che resta del sistema si trova sull’orlo della «paralisi totale», mentre continua il divieto di ingresso nella Striscia di pezzi di ricambio e apparecchiature tecniche.
In una dichiarazione, il Ministero ha affermato che «la capacità operativa degli impianti di ossigeno rimasti è stata completamente esaurita» e che i 12 impianti ancora funzionanti operano «in condizioni tecniche e meccaniche estremamente complesse» e oltre la loro capacità massima, mentre i guasti ricorrenti continuano ad aggravarsi.
I quattro dispositivi di riempimento rimasti potrebbero smettere di funzionare «in qualsiasi momento», a causa dell’impossibilità delle squadre tecniche di effettuare interventi di manutenzione d’emergenza per la mancanza di pezzi di ricambio. Ciò minaccia di interrompere la fornitura di ossigeno nei reparti di terapia intensiva, nelle sale operatorie e nelle incubatrici per i neonati prematuri.
6. Coloni fanno pascolare le loro pecore tra le case dei cittadini ad Arraba sotto la protezione israeliana
I coloni hanno portato le loro pecore a pascolare tra le abitazioni dei cittadini nella zona di Jabal Mufid, nella cittadina di Arraba, a sud di Jenin, sotto la protezione e la sorveglianza delle forze israeliane.
Secondo fonti locali, i coloni hanno aggredito diversi cittadini della zona, mentre le forze israeliane erano presenti per garantire loro protezione.
L’episodio avviene in un contesto di crescente intensificazione degli attacchi dei coloni nei dintorni di Arraba, mentre continuano i tentativi di imporre un nuovo assetto coloniale nella zona attraverso l’espansione degli insediamenti e gli attacchi contro i cittadini e le loro terre.
7. #Video… attivisti rimuovono simboli israeliani da un edificio a Betlemme
#Guarda… immagini mostrano attivisti mentre rimuovono la Stella di David e le bandiere israeliane dal tetto di un edificio di cui i coloni si sono impossessati tre anni fa, nella zona di Esh Ghrab, nel governatorato di Betlemme, in Cisgiordania.
8. #Video… un palestinese affronta Ben Gvir e dice: «Siamo noi i proprietari della terra»
#Guarda… «Vivevamo su queste terre prima della fondazione dello Stato di Israele»… Un palestinese affronta il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, l’estremista Itamar Ben Gvir, durante la sua visita al villaggio di Tel al-Sabi, nel Negev, dove le abitazioni sono minacciate di demolizione. Ben Gvir si vantava della politica di restrizioni e trasferimenti forzati con il pretesto di «applicare la legge».
9. Il terrorismo dei coloni assedia famiglie palestinesi in Cisgiordania
#Guarda… «Più di 5 notti sotto assedio»… I coloni circondano le abitazioni di tre famiglie palestinesi a Qusra, a sud di Nablus, bloccano le strade e istituiscono un avamposto nelle loro immediate vicinanze, con la complicità dei soldati israeliani.
Europa
10. Un rapporto di un’università canadese apre la strada a restrizioni più severe sul movimento studentesco a sostegno della Palestina
La Toronto Metropolitan University canadese ha pubblicato un rapporto di revisione giuridica esterna che apre la strada all’imposizione di restrizioni sulle attività di solidarietà all’interno del campus, dopo ampie indagini condotte in seguito all’arresto, alla fine dello scorso anno, di studenti solidali con la causa palestinese.
Il rapporto ha concluso che l’amministrazione dell’università non è riuscita ad applicare le proprie politiche «in modo coerente e deciso» per reprimere quelle che ha definito «agitazioni», sostenendo che l’ambiguità riguardo alla libertà di espressione e di protesta abbia contribuito all’aumento delle tensioni nel campus.
11. La polizia danese reprime il presidio davanti alla sede di «Maersk» per il suo coinvolgimento nel genocidio
La polizia danese ha fatto irruzione nell’area circostante l’edificio utilizzando manganelli e cani poliziotto per disperdere il presidio pacifico organizzato dai manifestanti. Gli agenti hanno aggredito i partecipanti, che chiedevano la fine della complicità logistica della società danese nel trasporto di equipaggiamento militare utilizzato nei massacri nella Striscia di Gaza.
12. Condanna francese per il furto, da parte dei coloni, delle abitazioni dei cittadini palestinesi nella cittadina di Qusra
Il Ministero degli Esteri francese ha condannato gli attacchi dei coloni e i crimini di violenza sistematica commessi contro i civili palestinesi nella cittadina, chiedendo alle autorità israeliane di smettere di proteggerli e di agire immediatamente per arrestare i responsabili e sottoporli a processo.
Questa posizione diplomatica arriva nel contesto dell’intensificarsi delle mobilitazioni popolari e delle campagne internazionali di boicottaggio che chiedono l’imposizione di sanzioni globali contro il sistema degli insediamenti israeliani e le organizzazioni che lo finanziano, considerati un pilastro del sistema di apartheid e di pulizia etnica praticato dall’occupazione.
13. Manifestazioni ad Amsterdam chiedono la fine della guerra a Gaza
I partecipanti hanno sventolato la bandiera palestinese e innalzato cartelli che condannavano i massacri sistematici e il blocco israeliano che impedisce l’accesso al cibo. Hanno inoltre scandito slogan chiedendo al governo olandese di interrompere tutte le relazioni diplomatiche ed economiche con Israele e di porre fine alla complicità europea con la macchina da guerra israeliana.
Gli attivisti del movimento per il boicottaggio nei Paesi Bassi hanno ribadito durante l’iniziativa la volontà di continuare la pressione sul campo per imporre sanzioni internazionali globali e vietare l’esportazione di armi verso Israele, sottolineando che le mobilitazioni popolari nelle capitali occidentali non si fermeranno fino a quando il popolo palestinese non otterrà la piena libertà e non sarà posto fine al sistema di apartheid.
14. Un sindacato italiano chiede di fermare la promozione della propaganda israeliana nei media pubblici
L’Unione Sindacale di Base (USB-RAI) della RAI ha firmato una petizione che denuncia tre giornalisti dell’ente, definendoli «propagandisti dell’occupazione», e chiede la fine della propaganda fuorviante finanziata con le tasse dei cittadini.
Il sindacato USB-RAI ha recentemente aderito alla petizione lanciata dall’organizzazione «Palestina Action Italia», che ha raccolto le firme di oltre 2.000 persone. La petizione prende di mira la direttrice dell’ufficio stampa Incoronata Boccia, il corrispondente da Gerusalemme Giovambattista Brunori e il conduttore Antonino Monteleone, accusandoli di una copertura distorta della guerra a Gaza.
15. Una cantante scozzese invita a boicottare Sephora per i suoi investimenti in società di sicurezza israeliane
La cantante folk scozzese Eilidh Fyvie, 28 anni, ha invitato il pubblico a boicottare il negozio di cosmetici Sephora, che ha aperto una nuova filiale nel centro commerciale Silverburn di Glasgow, in relazione a quella che ha definito «il genocidio in Palestina».
Fyvie, che ricopre l’incarico di presidente dell’Università di Aberdeen, ha scritto in un post: «Se siete in Scozia e vi opponete al genocidio in Palestina, per favore non affrettatevi a visitare Sephora, che apre questa settimana a Glasgow», accompagnando il messaggio con un’emoji di rossetto e una goccia di sangue.
16. Il West Ham ingaggia per 6,75 milioni di dollari un giocatore israeliano che ha prestato servizio nell’esercito israeliano
Il West Ham United inglese, che milita nel campionato di seconda divisione (Championship), ha annunciato ufficialmente l’ingaggio dell’ala israeliana Manor Solomon, in un’operazione dal valore iniziale di 5 milioni di sterline, circa 6,75 milioni di dollari.
La decisione rientra negli sforzi del club londinese per rafforzare la propria rosa dopo la retrocessione in Championship, sostenendo che l’esperienza di Solomon si sia mostrata chiaramente durante la sua positiva stagione con il Leeds United nel 2024-2025.
Internazionale
17. Gruppi sionisti guidano una campagna di incitamento contro il Council on American-Islamic Relations (CAIR)
L’organizzazione «Stop Antisemitism» ha lanciato un’ampia campagna contro il Council on American-Islamic Relations (CAIR), sfruttando la decisione del governatore dell’Oklahoma Kevin Stitt di avviare una revisione da parte dell’intelligence per valutare se l’organizzazione costituisca una «minaccia alla sicurezza pubblica», incaricando i funzionari di sostenere gli sforzi per classificarla come «organizzazione terroristica straniera».
La campagna si inserisce, secondo il testo, in iniziative sistematiche dei gruppi di pressione sionisti volte a criminalizzare l’attività politica a difesa dei diritti dei palestinesi e a mettere a tacere le voci critiche nei confronti dei crimini dell’occupazione israeliana, attraverso la riapertura di vecchi procedimenti giudiziari nei quali, secondo il testo, non è stata dimostrata alcuna condanna nei confronti del CAIR.
18. Attivisti prendono di mira una filiale di «Elbit Systems» in Florida e ne distruggono le serrature
Il movimento «Palestine Action» ha rivendicato un’azione contro una filiale della società «Elbit Systems» nello Stato della Florida, durante la quale gli attivisti hanno spruzzato vernice rossa sull’edificio e distrutto le serrature.
L’azione è stata compiuta, secondo il movimento, per protestare contro il coinvolgimento della società nella fornitura all’esercito israeliano di circa l’80% dei componenti utilizzati nella produzione di armi.
Il movimento ha inoltre affermato che «Real Time Laboratories», società controllata da Elbit Systems, produce componenti elettrici utilizzati dal maggiore produttore israeliano di armi, rendendola, secondo il movimento, un partner fondamentale nel facilitare il genocidio.
19. La polizia dell’Oregon sospende dal servizio una recluta israeliana dopo che è stata denunciata per la sua partecipazione al genocidio
Il Dipartimento di Polizia delle Tribù Columbia nello Stato americano dell’Oregon ha sospeso dal servizio l’ex soldatessa dell’esercito israeliano Milena Suarez e l’ha posta in congedo amministrativo obbligatorio, in attesa dei risultati di un’ampia indagine sui suoi presunti crimini nella Striscia di Gaza.
La decisione di sospenderla è arrivata dopo un’ondata di indignazione e forti pressioni da parte di organizzazioni per i diritti e della comunità, che hanno denunciato il reclutamento della donna nell’ordine pubblico statunitense. Secondo il testo, la donna aveva precedentemente documentato personalmente la propria partecipazione alla guerra a Gaza e pubblicato con orgoglio fotografie che mostravano il possesso di beni e rosari sottratti dalle abitazioni palestinesi nella Striscia di Gaza.
20. Una campagna asiatica chiede la chiusura dei porti e delle acque territoriali alle forniture di armi a Israele
I movimenti per il boicottaggio e la solidarietà hanno lanciato un’ampia campagna per chiedere un divieto totale all’esportazione di componenti e apparecchiature militari verso Israele e invitare i governi a chiudere i propri porti e le proprie acque territoriali alle linee di approvvigionamento che alimentano, secondo i promotori, il genocidio nella Striscia di Gaza.
La campagna ha affermato che numerosi centri tecnologici e industriali in tutta l’Asia sono direttamente coinvolti nella produzione e nell’esportazione di componenti e materiali «a duplice uso» che entrano nella produzione di armi letali destinate alle società israeliane del settore della difesa.
21. Proteste contro una nave che trasporta turisti israeliani ad Atene
#Guarda… attivisti greci a sostegno della Palestina protestano contro l’attracco nel porto del Pireo, nella capitale Atene, di una nave da crociera che trasporta cittadini israeliani.
22. OCHA: oltre 900 posti di blocco israeliani ostacolano gli aiuti in Cisgiordania
L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha messo in guardia dalle gravi restrizioni e dagli ostacoli che l’attività umanitaria incontra in Cisgiordania, in presenza di una rete di oltre 900 posti di blocco e barriere militari imposti da Israele.
L’ufficio delle Nazioni Unite ha rivelato in un rapporto che le squadre umanitarie e municipali non riescono a raggiungere tre famiglie palestinesi assediate da giorni nella cittadina di Qusra, a sud di Nablus, dopo la costruzione di un avamposto nelle immediate vicinanze delle loro abitazioni e l’inasprimento delle restrizioni militari nella zona.
