
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2545, data: giovedì 3 settembre 2026
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2545, data: giovedì 3 settembre 2026
1. Sanità: 8 morti e 31 feriti a Gaza nelle ultime 24 ore
Il Ministero della Salute di Gaza ha annunciato che, nelle ultime 24 ore, gli ospedali della Striscia hanno ricevuto 8 vittime, una delle quali è deceduta a causa delle ferite riportate, e 31 feriti. Il Ministero ha segnalato che diverse vittime si trovano ancora sotto le macerie e sulle strade, mentre le squadre di soccorso e della protezione civile non sono ancora riuscite a raggiungerle.
2. Il 90% degli abitanti di Gaza è minacciato dalla fame e le malattie devastano la Striscia prima dell’inverno
Il Programma Alimentare Mondiale ha messo in guardia dal peggioramento della crisi dell’insicurezza alimentare nei territori palestinesi, a causa della diminuzione dei finanziamenti e dell’aumento dei bisogni umanitari. Ha segnalato che gli aiuti alle famiglie in Cisgiordania si sono dimezzati, portando alla sospensione del sostegno per circa 200.000 persone.
Il Programma ha affermato che i bisogni umanitari sono raddoppiati negli ultimi due anni, mentre l’escalation della violenza dei coloni e delle operazioni militari israeliane, insieme alla crisi economica e all’aumento della disoccupazione, ha contribuito ad aggravare l’insicurezza alimentare in Cisgiordania.
3. Escalation dei coloni: veicoli incendiati e continui attacchi in Cisgiordania e Gerusalemme
I coloni hanno continuato i loro attacchi, sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane. Diverse zone della Cisgiordania e di Gerusalemme occupata sono state teatro di nuovi attacchi contro le proprietà dei cittadini.
Nel governatorato di Nablus, i coloni hanno incendiato due veicoli nella località di Beita, a sud della città.
Fonti locali hanno riferito che un gruppo di coloni ha attaccato la zona orientale della cittadina e ha dato fuoco a due veicoli parcheggiati davanti alle abitazioni dei cittadini, prima di darsi alla fuga.
4. Coloni istituiscono un nuovo avamposto sulle terre di Jenin
Un gruppo di coloni ha istituito un nuovo avamposto coloniale su terreni appartenenti a cittadini palestinesi situati tra le località di Qabatiya e az-Zababida, a sud della città di Jenin.
Fonti locali hanno riferito che i coloni hanno installato nella zona una casa mobile (caravan) e vi hanno issato la bandiera dell’occupazione.
È aumentata la frequenza con cui vengono istituiti avamposti coloniali nel nord della Cisgiordania, in particolare nei governatorati di Nablus e Jenin.
5. L’occupazione cancella Khirbet al-Tibban da Masafer Yatta e lascia 120 cittadini senza riparo
Le forze di occupazione israeliane hanno demolito tutte le abitazioni, i recinti e i pozzi d’acqua di Khirbet al-Tibban, nell’area di Masafer Yatta, a sud di Hebron, cancellando completamente il villaggio durante un’operazione durata cinque ore consecutive a partire dalle prime ore di oggi.
L’attivista contro gli insediamenti Osama Makhamra ha riferito che l’operazione di demolizione ha provocato lo sfollamento di circa 120 persone appartenenti a 15 famiglie, che si sono ritrovate tutte all’aperto, sotto il sole.
Ha aggiunto che l’occupazione ha giustificato l’operazione sostenendo di voler assumere il controllo dell’area in quanto «zona militare», contestualmente all’espansione della costruzione di avamposti coloniali nella regione.
6. #Video: l’occupazione trattiene giovani palestinesi e li maltratta a Betlemme
#Guarda… Per maltrattarli, l’esercito di occupazione israeliano costringe diversi giovani palestinesi a sedersi per terra e li trattiene durante l’incursione nella città di Betlemme, nella Cisgiordania occupata.
7. #Video: il momento in cui i coloni danno fuoco a veicoli palestinesi
#Guarda… Un video diffuso online documenta il momento in cui i coloni danno fuoco a veicoli palestinesi durante il loro attacco alla zona orientale della cittadina di Beita, a sud di Nablus, nella Cisgiordania occupata.
8. L’occupazione sequestra somme di denaro durante le incursioni nelle abitazioni di Ramallah
Le forze di occupazione israeliane hanno perquisito diverse abitazioni nella località di Beit Rima, a nord-ovest di Ramallah.
Fonti locali hanno riferito che le forze di occupazione hanno fatto irruzione nella cittadina con diversi veicoli militari e hanno perquisito numerose abitazioni, tra cui quella del cittadino Zaghloul al-Khatib, che sarebbe stato aggredito, nonché le abitazioni di Hammam Mujahid Satouf, Muwaffaq Rahima e Subhi Aref al-Hajj.
Europeo
9. 55.000 britannici chiedono al Parlamento di imporre sanzioni globali all’occupazione
La Campagna di solidarietà con la Palestina in Gran Bretagna ha lanciato una petizione popolare, firmata da oltre 55.000 persone, per chiedere al governo di porre fine alla complicità con il genocidio israeliano nella Striscia di Gaza e di fermare gli insediamenti nei territori palestinesi occupati.
La consegna della petizione è coincisa con il ritorno del Parlamento britannico dalla pausa estiva e con la prima comparizione davanti al Parlamento di Andy Burnham in qualità di primo ministro.
I firmatari hanno chiesto l’imposizione di sanzioni economiche e diplomatiche globali e un divieto totale delle esportazioni di armi, oltre al divieto di qualsiasi forma di commercio di beni e servizi con gli insediamenti illegali.
10. Campagna britannica chiede un intervento per salvare i medici palestinesi dalle carceri dell’occupazione
La Campagna di solidarietà con la Palestina in Gran Bretagna ha lanciato una mobilitazione popolare urgente per fare pressione sul ministro degli Esteri britannico, con l’obiettivo di costringere il governo israeliano a liberare immediatamente il personale medico e sanitario detenuto arbitrariamente e sottoposto a torture e deliberata negligenza sanitaria.
La campagna ha invitato il pubblico britannico a inviare messaggi direttamente al Ministero degli Esteri britannico per denunciare quello che definisce il rapimento sistematico dei medici, citando la situazione dell’anziano medico Mazen al-Rantisi, detenuto dallo scorso giugno, e del dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan, detenuto dal dicembre 2024.
11. Lo storico britannico Avi Shlaim chiede il rilascio del prigioniero Marwan Barghouti
Il professore e storico britannico Avi Shlaim ha chiesto l’immediato rilascio del leader detenuto Marwan Barghouti, incarcerato nelle prigioni dell’occupazione israeliana da oltre due decenni, affermando che è il leader più competente e popolare per guidare la lotta palestinese verso l’indipendenza.
Le dichiarazioni di Shlaim sono state rilasciate durante la sua partecipazione, insieme ad attivisti solidali, a un’iniziativa nella contea di Ceredigion, in Galles, nell’ambito di una crescente campagna internazionale per chiedere la libertà dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri dell’occupazione.
12. La giustizia francese annulla la decisione di rimuovere una fotografia da Gaza dal Festival di Deauville
Un tribunale francese ha annullato la decisione del Comune di Deauville, nel nord del Paese, di rimuovere da un festival internazionale di fotografia sportiva organizzato dalla città una fotografia scattata da un fotografo palestinese nella Striscia di Gaza.
Secondo i media locali, l’organizzazione «OLC», un’organizzazione per i diritti attiva nei settori dell’arte e della cultura, si è rivolta alla magistratura dopo che il Festival internazionale di fotografia sportiva di Deauville, organizzato nella celebre località costiera della Normandia, era stato al centro di polemiche per presunte discriminazioni.
13. Il CEO di Palantir si definisce il più grande sostenitore dell’occupazione nella Silicon Valley
Alex Karp, amministratore delegato della società tecnologica Palantir, ha dichiarato il suo pieno sostegno al sistema dell’occupazione israeliana, definendosi il suo principale sostenitore nel settore tecnologico americano della «Silicon Valley».
Secondo il testo, questa dipendenza va oltre il sostegno politico e retorico e si estende a una partnership operativa e d’intelligence diretta: la società tecnologica fornisce all’esercito israeliano e al Mossad piattaforme di intelligenza artificiale e sistemi per l’analisi dei Big Data.
14. Aperta un’indagine sul divieto imposto a un’accademica di entrare in un tribunale scozzese perché indossava la kefiah
È stata aperta un’indagine ufficiale nella capitale scozzese, Edimburgo, dopo che alla dottoressa Yvonne Ridley è stato impedito di entrare nel tribunale di Sheriff Edinburgh per assistere alla propria udienza, a seguito di disposizioni di sicurezza che le imponevano di togliere la kefiah palestinese, con la motivazione che avrebbe potuto essere utilizzata come bandiera.
La dottoressa Ridley ha presentato denunce ufficiali contro la polizia scozzese e l’amministrazione giudiziaria, sostenendo di essere stata presa di mira arbitrariamente e che le procedure di sicurezza erano state modificate senza giustificazione, soprattutto considerando che in precedenza era entrata più volte nello stesso tribunale indossando la kefiah.
15. Proteste in Irlanda denunciano la complicità dell’Unione Europea nel genocidio
Amnesty International Irlanda ha elogiato le mobilitazioni popolari e i gruppi di solidarietà scesi in strada nelle città di Dublino e Wicklow per inviare un forte messaggio di indignazione popolare ai 27 ministri degli Esteri degli Stati membri dell’Unione Europea, in concomitanza con il loro incontro congiunto.
L’organizzazione ha affermato che i manifestanti sono riusciti a porre i ministri degli Esteri europei di fronte alle loro responsabilità, esprimendo la loro condanna per quello che definisce il grave fallimento dell’Unione Europea nell’adottare misure decisive per fermare il genocidio, porre fine all’occupazione illegale e al sistema di apartheid imposto dall’occupazione israeliana.
Internazionale
16. Oltre 170 artisti ebrei di Hollywood respingono l’accusa di antisemitismo contro Mark Ruffalo
Oltre 170 artisti, scrittori e intellettuali ebrei dell’industria dell’intrattenimento americana hanno firmato una lettera aperta in solidarietà con l’attore Mark Ruffalo, respingendo le accuse della società Paramount Skydance di «antisemitismo» nei suoi confronti, mosse in seguito alla sua critica di una grande operazione di fusione nel settore dei media e al suo collegamento con il sostegno tecnologico all’offensiva israeliana contro Gaza.
La richiesta è arrivata un giorno dopo una lettera dai toni duri inviata dal regista premio Oscar Kenneth Lonergan alla rivista Hollywood Reporter, nella quale ha definito l’accusa contro Ruffalo una «menzogna disgustosa».
17. Appelli a far volare aquiloni in tutto il mondo per protestare contro il divieto imposto ai bambini di Gaza
Le organizzazioni «Rising Dreams» e «Kites4Palestine» hanno lanciato un’iniziativa internazionale denominata «Weekend mondiale degli aquiloni per Gaza», invitando le persone di tutto il mondo a far volare simbolicamente gli aquiloni il 12 e 13 settembre di questo mese, in solidarietà con il popolo palestinese.
La campagna nasce in risposta alle misure imposte dall’occupazione israeliana nella Striscia di Gaza, che hanno colpito anche semplici attività ricreative, tra cui il volo degli aquiloni da parte dei bambini, vietandolo e criminalizzandolo con deboli pretesti di sicurezza e collegandolo al terrorismo.
18. Un legislatore americano viene attaccato verbalmente per il suo coinvolgimento nella guerra di Gaza
Attivisti solidali con la Palestina hanno affrontato verbalmente un legislatore americano nel settore del finanziamento politico, denunciandone la presunta totale subordinazione e complicità nell’invio di armi e nel sostegno finanziario all’occupazione israeliana.
19. Studenti delle università Columbia e New York associano Israele al genocidio
Studenti delle università Columbia e New York negli Stati Uniti hanno affermato che il «genocidio» contro i palestinesi è la prima cosa che viene loro in mente quando sentono la parola «Israele», durante interviste giornalistiche condotte dall’agenzia turca Anadolu per analizzare i cambiamenti nella consapevolezza all’interno del movimento studentesco americano.
Uno degli studenti della New York University ha spiegato che le tre parole maggiormente associate all’occupazione nella sua mente sono «Netanyahu, genocidio e Palestina», mentre un altro studente ha descritto l’entità come «spaventosa», sottolineando che «genocidio» è la parola più forte nella sua mente.
20. Presentata in Grecia una denuncia penale per arrestare un soldato israeliano accusato di crimini di guerra a Gaza
La Hind Rajab Foundation ha presentato una denuncia penale ufficiale alle autorità greche contro il soldato dell’esercito israeliano Oran Rubin, attualmente presente nella capitale Atene, accusandolo di crimini di guerra e genocidio durante la sua partecipazione all’offensiva contro la Striscia di Gaza.
La fondazione ha spiegato che il soldato, che ha prestato servizio nel battaglione 424 «Shaked», appartenente alla Brigata Givati, è stato pubblicamente associato a operazioni di distruzione sistematica a Gaza. Avrebbe documentato personalmente le proprie attività pubblicando fotografie e video che lo mostrerebbero in piedi sulle rovine di Piazza Palestina e all’interno della moschea al-Taqwa, distrutta, nella città di Gaza.
21. «Programma Alimentare Mondiale»: un terzo degli abitanti della Cisgiordania fatica a soddisfare i propri bisogni alimentari e il 90% degli abitanti di Gaza è a rischio
Il Programma Alimentare Mondiale ha dichiarato che gli aiuti alle famiglie in Cisgiordania si sono dimezzati a causa della carenza di finanziamenti, portando alla sospensione del sostegno per circa 200.000 persone, mentre i bisogni sono raddoppiati negli ultimi due anni.
Sean Hughes, direttore del Programma per la Palestina, ha dichiarato che «l’escalation della violenza dei coloni e delle operazioni militari israeliane, insieme alla crisi economica e all’aumento della disoccupazione, ha aggravato l’insicurezza alimentare», sottolineando che un terzo degli abitanti della Cisgiordania fatica a soddisfare i propri bisogni essenziali.
