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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2543, Data: martedì 1 settembre 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2543, Data: martedì 1 settembre 2026

1. Cinque morti e feriti in un bombardamento israeliano su Gaza
Cinque cittadini sono rimasti uccisi e altri sono rimasti feriti in un bombardamento israeliano sulla città di Gaza. Fonti locali hanno riferito della morte di tre cittadini a seguito di un attacco condotto da aerei israeliani contro un fuoristrada nei pressi del panificio Al-Yazji, nel quartiere di Tal al-Hawa, a sud-ovest della città di Gaza.
2. Ben-Gvir celebra in un video generato dall’intelligenza artificiale la fame inflitta ai prigionieri palestinesi
Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha pubblicato un video generato dall’intelligenza artificiale nel quale appare mentre celebra la politica di affamare i prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. Il gesto ha suscitato un’ondata di rabbia e critiche sui social network.
Nel video, Ben-Gvir appare compiaciuto di quella che descrive come l’applicazione di una politica più dura nei confronti dei prigionieri. Il video è accompagnato dalla frase «Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto», trasformando propagandisticamente la sofferenza dei prigionieri e le loro condizioni di detenzione in materiale per l’esibizione politica.

3. Coloni compiono diversi attacchi in varie zone della Cisgiordania
Nel proseguimento della serie di aggressioni da loro ripetutamente commesse con la protezione dell’esercito israeliano e del governo degli estremisti, i coloni hanno compiuto diversi attacchi in varie zone della Cisgiordania occupata.
A est della città di Ramallah, coloni estremisti hanno costretto la famiglia del cittadino Bashir Na’im Kuna a lasciare la propria abitazione nel villaggio di al-Tayba, nella quale si era trasferita appena sette giorni prima, a causa dell’escalation delle minacce e delle aggressioni dirette.

A sud-est della città di Betlemme, lunedì mattina, coloni estremisti hanno fatto pascolare le loro pecore su terreni agricoli privati appartenenti al villaggio di al-Minya.

4. Cinque pescatori feriti dal fuoco israeliano nel mare di Gaza
Cinque pescatori sono rimasti feriti dal fuoco della marina israeliana mentre svolgevano la loro attività di pesca al largo della città di Gaza, mentre continuano le violazioni israeliane del cessate il fuoco.
Fonti locali hanno riferito che i pescatori Ahmad al-Sharafi e Ahmad al-Sheikh sono rimasti feriti dopo che le imbarcazioni israeliane hanno aperto il fuoco contro una piccola barca da pesca sulla quale si trovavano, nel mare di Gaza.

5. Annessione e sfollamento continuano: Israele impedisce l’accesso a nuove terre a est di Gerusalemme
Le autorità israeliane hanno notificato ai palestinesi il divieto di accesso a terreni situati nei pressi dell’insediamento beduino di al-Muntar e della zona desertica di al-Sawahra, a est della Gerusalemme occupata, sostenendo che si tratterebbe di «terre statali».
Si tratta di una nuova misura che limita gli spostamenti della popolazione e minaccia il loro accesso alle proprie terre e alle proprie fonti di sostentamento.

Il Governatorato di Gerusalemme ha dichiarato che le squadre dell’Amministrazione civile israeliana hanno iniziato ad affiggere cartelli che vietano ai cittadini di accedere ai terreni interessati, precisando che la maggior parte di essi si trova nelle aree attraversate dalla popolazione e nei pressi dell’insediamento di al-Muntar e della sua scuola.

6. #Video… Palestinese: «Netanyahu mi ha portato via due figli» e gli dice: «La battaglia non è ancora finita»
#Guarda… «Netanyahu mi ha portato via due figli… e dico: la battaglia non è ancora finita». Un padre saluta il figlio ucciso nella Striscia di Gaza prima del funerale, promettendogli di continuare a percorrere la stessa strada.
7. #Video… Un colono aggredisce giornalisti in Cisgiordania
#Guarda… Dopo averne preso a calci uno, un colono aggredisce giornalisti mentre stavano documentando le operazioni di demolizione condotte dalle forze israeliane nella città di Birzeit, a nord di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.
8. #Video… Coloni provocano i proprietari di una casa palestinese
#Guarda… Per provocarne i proprietari, coloni israeliani cantano e ballano durante l’irruzione in una casa palestinese a Khirbet al-Ghuwein, a sud di Hebron, nella Cisgiordania occupata.
Europeo
9. #Video… Evento commemorativo a Berlino per i bambini palestinesi
#Guarda… Ricordando Muhammad al-Durra e Hind Rajab, attivisti nella capitale tedesca Berlino organizzano un evento commemorativo per ricordare i bambini palestinesi uccisi a causa della guerra israeliana e dei ripetuti attacchi contro la Striscia di Gaza.
10. Protesta al centro commerciale «Rushmere» contro la complicità di «Home Bargains» e per denunciare il suo finanziamento del genocidio
Attivisti del movimento per il boicottaggio hanno organizzato una protesta all’interno del centro commerciale «Rushmere» per denunciare il fatto che abbia consentito al negozio «Home Bargains» di vendere prodotti che finanziano l’economia del genocidio israeliano contro il popolo palestinese.
Durante l’iniziativa, gli attivisti hanno sottolineato che il costo del sostegno militare e politico all’occupazione viene pagato dal mondo intero, citando le stime della Banca d’Israele secondo cui il costo dell’aggressione contro Gaza ha superato i 112 miliardi di dollari.

11. Evento con aquiloni nella città di Nizza dopo le minacce contro i bambini di Gaza
Attivisti e movimenti solidali con la Palestina hanno organizzato in Francia iniziative per far volare aquiloni, in sostegno dei bambini della Striscia di Gaza e per denunciare le recenti minacce militari israeliane contro di loro.
L’iniziativa arriva in risposta agli appelli internazionali, dopo che il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa hanno emesso minacce ufficiali di effettuare raid, assassinii mirati ed evacuazioni di quartieri residenziali con il pretesto del volo di aquiloni lanciati dai bambini per giocare nei campi per sfollati.

12. Campagna di solidarietà all’Università SOAS chiede di salvare il medico Hussam Abu Safiya
Il gruppo «Zona Liberata dell’Università SOAS» di Londra ha lanciato un appello urgente per salvare il direttore dell’ospedale Kamal Adwan e pediatra, il dottor Hussam Abu Safiya, detenuto nelle carceri israeliane.
Il gruppo ha spiegato che le condizioni di salute di Abu Safiya stanno subendo un grave deterioramento, dopo oltre 611 giorni dal suo rapimento, tra gli avvertimenti legali secondo cui potrebbe morire da un momento all’altro.

13. Attivisti occupano il cantiere di un centro dati di «Google» in Austria per protestare contro il sostegno al genocidio
Attivisti solidali hanno occupato il tetto e il cantiere del nuovo centro dati di Google, denominato «Google Campus», nella località di Kronstorf, nell’Alta Austria, chiedendo l’immediata sospensione del progetto, definito coloniale.
La protesta è stata organizzata per respingere la fornitura da parte di Google di servizi di infrastruttura cloud, tecnologie di intelligenza artificiale, sorveglianza e militarizzazione all’esercito israeliano attraverso il progetto «Nimbus», realizzato in collaborazione con Amazon, che secondo gli attivisti alimenta la guerra genocida in corso nella Striscia di Gaza.

14. Appelli al Comune di «Invercargill», in Nuova Zelanda, per boicottare le aziende legate agli insediamenti
La Rete di solidarietà con la Palestina in Nuova Zelanda ha presentato una petizione ufficiale, firmata da centinaia di cittadini, al consiglio comunale di Invercargill, chiedendo il boicottaggio delle aziende complici dell’espansione degli insediamenti.
Durante una riunione del consiglio comunale, la rete ha spiegato che la petizione chiede di garantire che il denaro dei contribuenti non venga utilizzato per sostenere 158 aziende collegate agli insediamenti israeliani illegali inserite nella banca dati delle Nazioni Unite. Tra le principali figurano Airbnb, Motorola e Booking.

15. Protesta ad Ashton-under-Lyne, nella contea di Manchester, contro i massacri israeliani
I partecipanti hanno esposto cartelli per ribadire il loro rifiuto di abituarsi alle immagini della distruzione e delle uccisioni quotidiane nella Striscia di Gaza, sottolineando la solidarietà oltre i confini con il popolo palestinese.
La mobilitazione studentesca e popolare è stata organizzata per fare pressione sul governo britannico affinché ponga fine alla complicità politica e imponga un divieto totale all’esportazione di armi all’esercito israeliano, ribadendo l’intenzione di proseguire le iniziative sul campo fino alla fine dell’occupazione e alla revoca del blocco sulla Striscia di Gaza.

16. Crescono gli appelli alla UEFA per annullare la partita dell’Irlanda contro Israele
Amnesty International e la campagna «Stop the Match» hanno lanciato ampi appelli pubblici dalla tenda dell’organizzazione al festival «Mindsfield», chiedendo l’immediato annullamento delle partite previste tra la nazionale irlandese e la nazionale israeliana nella UEFA Nations League.
Gli attivisti hanno invitato l’Unione delle associazioni calcistiche europee (UEFA) a sospendere l’affiliazione della federazione israeliana, come già fatto da altre federazioni internazionali, per denunciare la guerra genocida in corso nella Striscia di Gaza e respingere il tentativo di ripulire attraverso lo sport l’immagine dei crimini militari.

17. Sánchez: «Israele è coinvolto nella crisi dei migranti a causa della nostra posizione sul genocidio a Gaza»
Il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez ha accusato Israele di essere responsabile della crisi migratoria proveniente dal Marocco, affermando che gli attacchi dei partiti europei di destra contro Madrid siano dovuti alla posizione del governo spagnolo, che condanna quello che definisce il crimine di genocidio nella Striscia di Gaza.
Sánchez ha dichiarato in una conferenza stampa che «la crisi dei migranti provenienti dal Marocco è iniziata con una campagna sui social network lanciata da pagine israeliane».

18. Relatori delle Nazioni Unite chiedono la revoca delle sanzioni statunitensi contro la Corte penale internazionale
I relatori delle Nazioni Unite hanno condannato le sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro la presidente della Corte penale internazionale, Tomoko Akane, e contro alti funzionari della Corte.
In una dichiarazione rilasciata lunedì, i relatori hanno affermato che il 18 agosto gli Stati Uniti hanno deciso di imporre sanzioni alla presidente della Corte, Tomoko Akane, e a uno dei suoi alti funzionari, Abdullah Siy.

Hanno invitato gli Stati membri della Corte penale internazionale ad adottare misure urgenti e coraggiose per proteggere la Corte da interferenze illegali.

Internazionale
19. «Paul Miller»: Israele ci avvicina a una guerra mondiale prendendo di mira gli ospedali
L’attivista «Paul Miller» ha affrontato il combattente americano «Phil Roe» durante una grande conferenza stampa, denunciando le pratiche criminali dell’occupazione israeliana e il totale silenzio internazionale di fronte alla guerra genocida in corso nella Striscia di Gaza.
Miller ha affermato che le politiche dell’occupazione stanno avvicinando il mondo a una terza guerra mondiale, sottolineando che Israele prende deliberatamente di mira gli ospedali e uccide bambini in massacri insanguinati. Ha inoltre criticato la complicità che permette a Israele di sottrarsi all’impunità e di non essere chiamato a rispondere dei crimini di guerra commessi contro i civili palestinesi.

20. Bennett: il popolo americano vede «Israele» come uno Stato che pratica il genocidio e uccide bambini
L’ex primo ministro israeliano e leader del partito di opposizione «Insieme», Naftali Bennett, ha riconosciuto che il nome «Israele» è ormai associato, agli occhi degli americani, al genocidio e all’uccisione di bambini.
Lo ha dichiarato Bennett alcuni giorni fa durante un’intervista al podcast «All-In», criticando il governo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per quella che considera un’incapacità di difendere l’immagine di Israele nel mondo.

Bennett ha dichiarato: «Per la prima volta dalla fondazione di Israele, è diventato un marchio negativo agli occhi dell’opinione pubblica americana».

21. Atene firma un accordo con Israele per acquistare tre sistemi di difesa aerea dal valore di 3,6 miliardi di dollari
L’accordo conclude tre anni di negoziati per la fornitura ad Atene dei sistemi «David’s Sling» e «SPYDER», prodotti dalla società Rafael, e del sistema «Barak MX», prodotto da Israel Aerospace Industries, con l’obiettivo di integrarli nella rete di difesa aerea greca «Achilles Shield».
L’accordo, la cui attuazione si svilupperà nell’arco di circa 35 mesi, prevede il dispiegamento di batterie missilistiche sulle isole greche e la creazione di una rete di comando e controllo basata sull’intelligenza artificiale. In cambio, 12 aziende greche riceveranno commesse per un valore di 700 milioni di euro. Il valore dell’accordo supererebbe quello della vendita del sistema «Arrow 3» alla Germania nel 2023.

22. OCHA: il 94% degli abitanti di Gaza ha bisogno di assistenza per l’alloggio e i beni essenziali
Il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), Jens Laerke, ha avvertito del continuo deterioramento della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, in un contesto caratterizzato da una crescente crisi degli alloggi, forti limitazioni all’accesso e una grave carenza di finanziamenti per la risposta umanitaria.
Laerke ha dichiarato nell’ultimo briefing sugli sviluppi umanitari nella Striscia che il 58% degli abitanti di Gaza deve affrontare una carenza grave o catastrofica di alloggi o di accesso ai servizi essenziali e ai beni non alimentari, esponendoli a gravi rischi per la salute e la sicurezza.

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