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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2544, data: mercoledì 2 settembre 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2544, data: mercoledì 2 settembre 2026

1. 3 morti nei raid israeliani a ovest di Gaza dopo un’operazione di sicurezza israeliana
Tre cittadini sono rimasti uccisi e altri sono rimasti feriti a seguito di una serie di esplosioni e di intensi bombardamenti israeliani che hanno colpito l’area di Al-Katiba, a ovest della città di Gaza, mentre si riferisce di un incidente di sicurezza nella zona, accompagnato da sparatorie.
Fonti locali hanno riferito che una serie di violente esplosioni ha scosso l’area, in concomitanza con un’intensa presenza in volo di elicotteri Apache e droni, mentre aerei da guerra israeliani effettuavano raid nelle aree di Al-Katiba e Ansar.

2. 6 morti, tra cui due bambini, in Cisgiordania durante agosto
Il Centro informazioni palestinese “Mu’ta” ha documentato la morte di sei palestinesi nella Cisgiordania occupata durante lo scorso mese di agosto, tra cui due bambini, a causa del fuoco delle forze di occupazione israeliane e degli attacchi dei coloni.
3. Al-Quds International: ecco come l’occupazione utilizza foreste e parchi per la giudaizzazione delle terre palestinesi
La Fondazione Al-Quds International ha pubblicato un documento di ricerca intitolato “La giudaizzazione verde: l’uso delle foreste e dei parchi nella giudaizzazione delle terre palestinesi occupate”, rivelando un aspetto meno conosciuto del controllo esercitato dall’occupazione sul territorio palestinese.
La fondazione ha presentato il documento in formato cartaceo durante la Fiera internazionale del libro arabo di Istanbul, nell’ambito della sua partecipazione alla manifestazione, e ha ora reso disponibile anche la versione elettronica per lettori, follower e interessati.

4. “Istruzione”: l’occupazione prende di mira l’istruzione a Gerusalemme e cerca di imporre il programma scolastico israeliano
Il Ministero dell’Istruzione e dell’Istruzione superiore di Ramallah ha messo in guardia dall’intensificarsi delle pratiche delle autorità di occupazione contro il processo educativo nella Gerusalemme occupata. Tra queste figurano i tentativi di imporre il programma scolastico israeliano agli studenti dalla prima alla nona classe e di impedire ad alcuni insegnanti e membri del personale scolastico di raggiungere le proprie scuole.
Il ministero ha dichiarato, in un comunicato, che il diritto degli studenti gerosolimitani all’istruzione e allo studio del proprio programma nazionale è un diritto fondamentale garantito dalle convenzioni e dagli accordi internazionali, sottolineando che la regolare prosecuzione dell’attività educativa nelle scuole di Gerusalemme rappresenta una priorità nazionale ed educativa.

5. Media dei prigionieri: la malnutrizione provoca la rottura dei denti dei detenuti nel carcere di Naqab
L’Ufficio per i media dei prigionieri ha confermato che diversi detenuti nel carcere di Naqab soffrono di grave debolezza e di frequenti rotture dei denti, a causa della politica della fame e della scarsa qualità del cibo loro fornito.
L’ufficio ha spiegato, nel suo comunicato, che l’amministrazione del carcere fornisce quantità ridotte di cibo, prive di adeguato valore e apporto nutrizionale. Ciò ha provocato il deterioramento della salute dei prigionieri e l’indebolimento dei loro denti, al punto che alcuni si sono rotti spontaneamente.

6. L’occupazione demolisce strutture abitative e beni zootecnici a Ras al-Ahmar, nel sud-est di Tubas
I bulldozer dell’occupazione israeliana hanno iniziato a demolire strutture abitative e strutture destinate all’allevamento nella zona di Ras al-Ahmar, a sud-est di Tubas.
Mou’taz Bisharat, responsabile del dossier sugli insediamenti nella provincia di Tubas, ha riferito che le forze di occupazione hanno iniziato a demolire strutture abitative e strutture per l’allevamento appartenenti a due famiglie residenti nella zona.

7. Fonte di sicurezza: una forza speciale israeliana rapisce un ufficiale della sicurezza interna dopo uno scontro a ovest di Gaza
Una fonte di sicurezza nella Striscia di Gaza ha riferito che una forza speciale israeliana ha rapito un ufficiale del servizio di sicurezza interna di Gaza, dopo aver bombardato la sua abitazione e aver ucciso sua moglie, smentendo le notizie circolate sull’arresto del direttore del servizio di sicurezza interna.
La fonte ha dichiarato che la forza speciale israeliana è stata coinvolta in uno scontro con membri della resistenza nei pressi dell’area di Al-Katiba, a ovest della città di Gaza, aggiungendo che l’esercito di occupazione ha utilizzato una copertura di fuoco durante il ritiro della forza dalla zona.

Europa
8. Ministra degli Esteri irlandese: condanniamo la violenza dei coloni in Cisgiordania
La ministra degli Esteri irlandese Helen McEntee ha ribadito la necessità di fare pressione sull’occupazione affinché ponga fine alle sue violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani.
Le dichiarazioni arrivano in seguito all’intensificarsi degli attacchi dei coloni in sette diverse aree della Cisgiordania. In prima linea nell’escalation vi è la località di Qusra, a sud della provincia di Nablus, dove tre famiglie palestinesi rimangono sottoposte a un assedio che dura ormai da 25 giorni.

9. Attivisti chiudono la sede della società Rafael a Newcastle
Attivisti del movimento “Geordies Against Genocide” hanno chiuso la sede della società israeliana di armamenti Rafael, situata in Scotswood Road, nella città britannica di Newcastle.
I manifestanti hanno bloccato le attività all’interno della struttura militare per impedire la produzione e l’esportazione di sistemi missilistici e materiale militare destinati all’esercito di occupazione, nell’ambito di una serie di azioni dirette contro le aziende accusate di complicità nella guerra a Gaza e per chiedere un boicottaggio globale delle forniture militari.

10. Manifestazione a Liverpool per chiedere al governo laburista di fermare l’armamento dell’occupazione e imporre sanzioni
La Campagna di solidarietà con la Palestina in Gran Bretagna ha indetto una grande marcia nazionale nella città di Liverpool il prossimo 26 settembre, per fare pressione sul sindaco della Grande Manchester Andy Burnham e sul nuovo primo ministro britannico affinché interrompano la fornitura di armi all’occupazione israeliana.
La manifestazione partirà alle ore 12:00 da St George’s Plateau a Liverpool, in concomitanza con lo svolgimento della conferenza annuale del Partito Laburista al governo, per chiedere l’adozione di misure immediate volte a porre fine alla complicità militare e politica britannica.

11. I Verdi scozzesi chiedono al governo di trasformare gli impegni a sanzionare l’occupazione in misure concrete
Il Partito dei Verdi scozzesi ha chiesto al primo ministro John Swinney di attuare pienamente le misure di boicottaggio e le sanzioni contro l’occupazione israeliana e di porre fine alla complicità della Scozia nelle violazioni sistematiche dei diritti dei palestinesi e nella guerra in corso a Gaza.
Il parlamentare scozzese del partito Patrick Harvie ha dichiarato al quotidiano The National che occorre porre fine a tutti i contratti governativi con le aziende coinvolte nelle attività di insediamento nella Cisgiordania occupata e inserite nella lista nera delle Nazioni Unite, oltre a concedere alle autorità locali maggiori poteri per sostenere il boicottaggio.

12. La cantante “CMAT” punta i riflettori sulla Palestina al festival Electric Picnic
La cantante e artista pop irlandese CMAT ha guidato migliaia di spettatori a intonare slogan per la libertà della Palestina durante la sua esibizione musicale al festival internazionale Electric Picnic in Irlanda, come espressione di solidarietà artistica e popolare contro la guerra a Gaza.
L’artista ha interrotto il concerto per rivolgere un messaggio diretto di solidarietà, invitando il pubblico a continuare a far sentire la propria voce e a sostenere i diritti del popolo palestinese e gli sforzi internazionali per il boicottaggio.

13. Presidio a Berlino per chiedere lo stop alle esportazioni di armi verso l’occupazione
La capitale tedesca Berlino ha ospitato grandi iniziative pubbliche di protesta contro la guerra in corso a Gaza e contro le politiche di complicità e sostegno militare occidentale all’occupazione israeliana.
I partecipanti alle marce degli “Giorni della pace a Berlino” hanno chiesto l’immediata imposizione di un divieto alla fornitura di armi a Israele, nonché la chiusura immediata della base aerea di Ramstein e dello stabilimento di munizioni nella zona di Berlin-Wedding, per impedire che il territorio tedesco venga utilizzato come punto di partenza per guerre sanguinose.

14. Attore irlandese si ritira da uno spettacolo a Londra per protestare contro la partecipazione di un’attrice favorevole all’occupazione
L’attore nordirlandese Gerard McCarthy si è ritirato dallo spettacolo teatrale “Right Before I Go”, previsto al Soho Theatre di Londra, per protestare contro l’ingresso nel cast dell’attrice Maureen Lipman, nota per le sue posizioni favorevoli all’occupazione israeliana.
L’ex star di serie della BBC ha annunciato il proprio ritiro immediato prima dell’inizio dello spettacolo, organizzato in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio il 10 settembre, chiedendo che il suo nome e la sua immagine venissero rimossi dai materiali promozionali della rappresentazione.

15. Centro di ricerca esorta il ministro dell’Interno britannico a intensificare la repressione contro Palestine Action
Il centro di ricerca di destra Henry Jackson Society ha chiesto al ministro dell’Interno britannico di adottare misure di sicurezza e legislative più severe contro il movimento Palestine Action, per impedirgli di proseguire le proprie attività digitali e sul campo contro l’armamento dell’occupazione israeliana.
La richiesta è arrivata dopo la pubblicazione da parte del centro di un’inchiesta che sostiene che il movimento continui a raccogliere fondi, reclutare membri e addestrarli alle “azioni dirette”, aggirando così il divieto ufficiale imposto nei suoi confronti più di un anno fa con l’accusa di “terrorismo”.

Internazionale
16. Crescono le pressioni a favore dell’occupazione contro il movimento studentesco all’Università di Oxford
Le organizzazioni studentesche e le istituzioni accademiche dell’Università di Oxford, in Gran Bretagna, sono sottoposte a forti critiche e attacchi da parte di organizzazioni e gruppi di pressione favorevoli all’occupazione israeliana, in seguito all’espansione delle attività contro le politiche di apartheid e a sostegno di un boicottaggio globale.
Secondo alcuni giornali della comunità ebraica britannica, questi attacchi arrivano dopo una serie di dibattiti e sit-in studenteschi incentrati sulla guerra in corso nella Striscia di Gaza e sulle violazioni israeliane nei territori palestinesi occupati.

17. Una neolaureata espone la bandiera palestinese sul palco dell’Università di Georgetown
Una studentessa neolaureata ha esposto la bandiera palestinese e la kefiah dal palco della cerimonia di laurea presso la Georgetown University, nella capitale statunitense Washington, per riaffermare la presenza della questione palestinese e l’opposizione alla guerra a Gaza negli ambienti accademici internazionali.
Il gesto simbolico si inserisce nel continuo movimento studentesco nelle università occidentali e statunitensi, che trasforma le cerimonie di laurea in occasioni di solidarietà e di richiesta di un ampio boicottaggio accademico e del disinvestimento dalle istituzioni israeliane.

18. Dottorando fa causa all’Università della California per aver represso il suo attivismo a favore della Palestina
La causa giudiziaria è stata intentata contro l’amministrazione dell’università e il responsabile delle operazioni di polizia, Jeffrey Chobanian, dopo che lo studente Dylan Kobach è stato sospeso dagli studi e gli è stato impedito di lavorare come assistente all’insegnamento, in seguito a 14 accuse disciplinari derivanti dalla sua partecipazione a cinque manifestazioni studentesche.
L’amministrazione universitaria avrebbe inoltre deliberatamente trattenuto il certificato di master dello studente, membro dell’organizzazione “Graduate Students for Justice in Palestine”, e sospeso la sua iscrizione accademica fino a marzo 2026, mettendo a rischio il suo percorso verso il dottorato e provocandone di fatto l’espulsione definitiva.

19. #Video: studenti di università americane collegano Israele al genocidio
#Guarda: “Genocidio, è questa la prima cosa che mi viene in mente” — studenti delle università americane di New York e Columbia collegano Israele al genocidio durante interviste realizzate dall’agenzia Anadolu.
20. Partiti greci contrari all’accordo sulla difesa con Israele: no alla dipendenza e al genocidio a Gaza
Partiti di sinistra dell’opposizione in Grecia hanno criticato la firma da parte del governo del loro Paese di un accordo di difesa aerea con Israele, denominato “Scudo di Achille”, del valore di circa 3 miliardi di euro.
Secondo i partiti, l’accordo approfondisce la dipendenza di Atene dal governo israeliano in un momento in cui, a loro giudizio, viene commesso un genocidio nella Striscia di Gaza e viene violato il diritto internazionale in Cisgiordania.

Il partito Syriza ha dichiarato che il governo di Nuova Democrazia ha scelto di aumentare la dipendenza della Grecia dal governo israeliano, che “commette un genocidio, ignora le reazioni delle organizzazioni internazionali e viola il diritto internazionale in Cisgiordania”, nei settori della difesa e degli affari militari.

21. Organizzazione mondiale della sanità avverte: l’avvicinarsi della stagione delle piogge aggrava i rischi sanitari nella Striscia di Gaza
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito che l’avvicinarsi della stagione delle piogge fa temere un aggravamento dei rischi sanitari nella Striscia di Gaza, dove la maggior parte della popolazione continua a vivere in condizioni drammatiche.
La rappresentante dell’OMS nei territori palestinesi occupati, Reinhild Vanden Bergh, ha dichiarato in una conferenza stampa: “Mentre non siamo ancora in grado di fornire alla popolazione nemmeno le quantità minime di acqua necessarie, la qualità dell’acqua e la sua contaminazione continuano a rappresentare un problema principale.”

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