
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2542, Data: lunedì 31 agosto 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2542, Data: lunedì 31 agosto 2026
1. 3 morti e diversi feriti nei nuovi attacchi israeliani a Gaza
Tre cittadini sono rimasti uccisi e altri feriti in seguito a un attacco israeliano contro Khan Yunis e diverse zone della Striscia di Gaza, mentre continuano le violazioni del cessate il fuoco.
Una fonte locale ha riferito della morte del cittadino Muhammad Shafai Nasser al-Din (1 anno), a seguito di un bombardamento israeliano contro il quartiere di Al-Amal, a ovest della città di Khan Yunis.
2. Oltre l’80% delle reti idriche e fognarie di Gaza è distrutto
Il responsabile del controllo delle risorse idriche e delle acque reflue nella Striscia di Gaza, Said al-Aklouk, ha messo in guardia dal peggioramento della catastrofe idrica e ambientale nella Striscia, alla luce della distruzione di oltre l’80% delle reti idriche e fognarie, accompagnata da un forte calo della produzione di acqua e da un aumento dei rischi di contaminazione.
3. Organizzazioni per i prigionieri: la sparizione forzata è una politica sistematica e una copertura per crimini di tortura e uccisione
Le organizzazioni per i prigionieri hanno dichiarato che le autorità di occupazione continuano, per il terzo anno consecutivo, a utilizzare la sparizione forzata come politica sistematica contro migliaia di detenuti palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza, arrestati durante gli anni del genocidio, mentre il destino e i luoghi di detenzione di un gran numero di loro rimangono tuttora sconosciuti.
In occasione della Giornata internazionale delle vittime delle sparizioni forzate, le organizzazioni hanno sottolineato che il continuo occultamento da parte dell’occupazione delle informazioni sui detenuti non rappresenta una semplice violazione isolata dei loro diritti, ma costituisce un sistema integrato di sparizione forzata, utilizzato per privare il detenuto della protezione giuridica e creare le condizioni per commettere torture, maltrattamenti, crimini medici e altre violazioni, lontano da controlli e responsabilità.
4. L’occupazione si appropria di 37 dunam di terre di Beitunia per ampliare una postazione militare
L’esercito israeliano ha disposto l’appropriazione di 37,481 dunam di terreni della città di Beitunia, a ovest di Ramallah, mediante un ordine militare che, secondo quanto dichiarato, mira ad ampliare una postazione militare esistente adiacente all’insediamento di “Beit Horon”.
La Commissione per la resistenza al muro e agli insediamenti ha spiegato che i terreni interessati si trovano nei bacini catastali n. 30 e 36, tra quelli in cui le procedure di regolarizzazione fondiaria non sono state completate. L’area comprende appezzamenti di terreno e strade che li collegano, e la superficie confiscata costituisce un blocco contiguo alla postazione militare esistente.
5. L’occupazione distribuisce ordini di demolizione per abitazioni palestinesi a Nahalin, a ovest di Betlemme
Le forze israeliane hanno distribuito ordini di demolizione per diverse abitazioni di cittadini palestinesi nella località di Nahalin, a ovest di Betlemme, nel sud della Cisgiordania occupata.
L’organizzazione Al-Baidar per la difesa dei diritti dei beduini ha riferito che le forze israeliane hanno fatto irruzione nella località e distribuito ordini di demolizione per diverse abitazioni, in una misura che minaccia di eliminare abitazioni esistenti e costringere famiglie palestinesi ad affrontare il rischio di perdere il proprio alloggio.
L’organizzazione ha affermato che gli ordini di demolizione espongono diverse famiglie palestinesi al rischio di perdere le proprie abitazioni e aggravano lo stato di ansia e instabilità vissuto dagli abitanti della località, alla luce del continuo ricorso a misure israeliane volte a limitare la presenza palestinese nella zona.
6. Al-Tawil: l’irruzione di “Ben Gvir” nelle celle delle detenute è un’esibizione sfacciata e terrorismo di Stato organizzato
La direttrice del Centro palestinese per la difesa dei prigionieri, Lina al-Tawil, ha condannato l’irruzione del ministro israeliano per la cosiddetta “Sicurezza nazionale”, l’estremista Itamar Ben Gvir, nelle celle delle detenute palestinesi, accompagnato dalle telecamere, durante la quale ha rivolto loro minacce e si è vantato delle politiche di restrizione e maltrattamento nei loro confronti.
Ha sottolineato che questa scena provocatoria trasforma la sofferenza delle detenute e la privazione dei loro diritti fondamentali in materiale per l’esibizione politica e mediatica.
Al-Tawil ha spiegato che l’ingresso di un responsabile del sistema carcerario nelle celle di detenute private della libertà e circondate dalle guardie carcerarie, seguito da minacce rivolte loro davanti alle telecamere, rivela il livello di degrado raggiunto dalla politica di trattamento dei prigionieri. I maltrattamenti, infatti, non avvengono più lontano dagli occhi del pubblico, ma sono diventati oggetto di vanto e incitamento pubblico, nonché un messaggio chiaro alle guardie carcerarie affinché proseguano con ulteriori repressioni e umiliazioni.
7. Media dei prigionieri: emorroidi ed emorragie tormentano i detenuti di “Al-Naqab” a causa della negligenza medica
L’Ufficio per i media dei prigionieri ha confermato che diversi detenuti palestinesi nella prigione di “Al-Naqab” soffrono di emorroidi e dolori acuti e persistenti, mentre in alcuni casi si sono verificate emorragie ricorrenti, in assenza delle cure e dell’assistenza medica necessarie.
L’ufficio ha spiegato che la sofferenza dei detenuti è peggiorata a causa delle difficili condizioni sanitarie e di vita all’interno del carcere, in particolare della stitichezza cronica causata dalla scarsità e dalla scarsa qualità del cibo, oltre che dalla carenza di fibre e di acqua potabile. Ciò ha portato alla comparsa di casi di emorroidi e al peggioramento delle condizioni dei detenuti che ne soffrono.
8. Rachitismo della crescita, malnutrizione e scarsità di calorie: rapporto internazionale sui bambini di Gaza
Un recente sondaggio condotto dall’UNICEF nelle aree accessibili della Striscia di Gaza ha evidenziato che la situazione nutrizionale dei bambini e delle madri rimane preoccupante, nonostante il calo dei tassi di malnutrizione.
Il sondaggio ha rilevato che il 12,2% dei bambini sotto i cinque anni soffre di arresto della crescita, mentre il 4% è in sovrappeso.
Inoltre, il 73% dei bambini tra i 6 e i 23 mesi ha consumato alimenti non salutari il giorno precedente al sondaggio, mentre soltanto il 22,4% ha ricevuto una dieta minima considerata adeguata.
9. #Video: coloni rapiscono un attivista britannico in Cisgiordania
#Guarda… Per essersi schierati al fianco dei palestinesi, coloni israeliani hanno rapito un attivista britannico e lo hanno condotto in un avamposto coloniale, prima che venisse arrestato dalla polizia dell’occupazione, durante l’attacco al villaggio di Umm al-Khair, a Masafer Yatta, nel sud della Cisgiordania occupata.
Europeo
10. #Video: manifestanti in Svezia e Francia contro i crimini dell’occupazione
#Guarda… Nonostante la pioggia, manifestanti in Svezia e Francia hanno attraversato le strade portando rami d’ulivo, aquiloni e bambole raffiguranti, attraverso una rappresentazione simbolica, i crimini dei leader dell’occupazione, per protestare contro la prosecuzione degli attacchi israeliani a Gaza e in Libano e contro le violazioni del cessate il fuoco.
11. Manifestanti circondano un’azienda di droni a Leicester, nel Regno Unito, per protestare contro il sostegno al genocidio
Centinaia di manifestanti provenienti da diverse parti del Regno Unito si sono radunati davanti alla sede di un’azienda di sistemi tattici di droni nella città di Leicester, opponendosi all’esportazione di armi e tecnologie militari utilizzate per uccidere civili palestinesi nella Striscia di Gaza.
I partecipanti hanno chiesto la chiusura immediata dello stabilimento e la fine della complicità britannica nel genocidio, sottolineando che i droni prodotti localmente contribuiscono direttamente ai massacri in corso e allo spargimento del sangue di bambini e donne in Palestina. Hanno inoltre ribadito l’intenzione di continuare la pressione sul campo per interrompere le forniture di armi all’occupazione.
12. Oltre 140 deputati britannici chiedono il divieto del commercio con gli insediamenti dell’occupazione
Un terzo dei parlamentari del Partito Laburista al governo nel Regno Unito ha firmato una lettera chiedendo al governo del primo ministro Andy Burnham di vietare completamente il commercio con gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata.
I sostenitori della proposta si preparano a presentare una mozione in merito, che sarà sottoposta al voto durante la conferenza annuale del partito il mese prossimo, per fare pressione sul governo affinché adotti una posizione più rigorosa e fermi il progetto di espansione degli insediamenti “E1”, che prevede la costruzione di altre 1.200 unità abitative.
13. Manifestazioni di massa nelle capitali europee contro il genocidio e per chiedere la fine dell’armamento dell’occupazione
Migliaia di cittadini e membri delle comunità palestinesi hanno manifestato nelle strade di Berlino, Stoccolma, Parigi e Milano per denunciare la prosecuzione del genocidio nella Striscia di Gaza e chiedere la piena libertà per i prigionieri palestinesi.
Nella capitale tedesca Berlino, i manifestanti hanno attraversato le strade per fare pressione sul governo affinché interrompa immediatamente le forniture di armi esportate verso l’occupazione israeliana.
A Stoccolma e Parigi, le piazze hanno ospitato marce organizzate da gruppi di solidarietà, tra cui il movimento “EuroPalestine”, con lo slogan della fine dell’aggressione e della libertà dei prigionieri.
A Milano, in Italia, centinaia di attivisti e sostenitori hanno ripreso le loro marce nel centro della città, opponendosi alla normalizzazione o alla legittimazione del genocidio attraverso il silenzio internazionale.
14. Un gelataio croato rifiuta di vendere il gelato alla figlia dell’ex primo ministro israeliano Naftali Bennett
L’ex primo ministro israeliano Naftali Bennett ha rivelato, durante un’intervista al podcast ebraico “Haida”, che sua figlia è stata allontanata e respinta da un venditore di gelati in una località croata dopo che questi aveva scoperto la sua identità israeliana.
Bennett ha spiegato che il venditore ha schiacciato con la mano il gelato e lo ha gettato nella spazzatura, dicendole: “Israele non ha diritto al gelato”, in un episodio che, secondo quanto riportato, riflette il crescente isolamento popolare e internazionale cui sono sottoposti gli israeliani all’estero, parallelamente alla prosecuzione della guerra nella Striscia di Gaza.
15. Il club irlandese “Treaty United” espelle tifosi che avevano esposto striscioni contro le partite con la nazionale dell’occupazione
La dirigenza del club irlandese “Treaty United” ha espulso alcuni dei propri tifosi dallo stadio “Markets Field” durante il derby del Munster contro il “Cork City”, venerdì sera, dopo che avevano esposto striscioni che chiedevano il boicottaggio delle partite sportive contro l’occupazione.
L’organizzazione “Limerick Solidarity” ha riferito che gli addetti alla sicurezza sono entrati nelle tribune e hanno tentato di confiscare gli striscioni con la scritta “Stop the Games”, esposti per protestare contro la partecipazione della nazionale irlandese alle partite della UEFA Nations League contro la nazionale dell’occupazione.
16. Attivisti lanciano palline da tennis contro la sede del governo irlandese per protestare contro la partita con la nazionale dell’occupazione
Gli attivisti della campagna “Stop the Game” hanno organizzato una protesta simbolica lanciando palline da tennis davanti agli edifici governativi di Dublino, compreso l’ufficio del primo ministro, per contestare la decisione della Federazione calcistica irlandese di giocare contro la nazionale israeliana nella UEFA Nations League tra un mese.
L’iniziativa, sostenuta dal gruppo “Irish League Fans for Palestine”, è stata organizzata per protestare contro le direttive del vice primo ministro Micheál Martin e dei rappresentanti della Federazione irlandese, accusati dal movimento di aver fatto passare la decisione attraverso una campagna di disinformazione volta a ripulire sul piano sportivo l’immagine del genocidio. Gli attivisti hanno inoltre invitato i giocatori a boicottare le partite, in coerenza con la propria coscienza e con i principi del movimento di boicottaggio.
17. Manifestanti protestano contro la partecipazione israeliana alla maratona di Sydney
Il percorso della maratona di Sydney, da Kingsford a Hyde Park, è stato teatro di ampie proteste organizzate da attivisti. Durante la manifestazione, alcuni corridori hanno scandito slogan contro la partecipazione alla competizione sportiva di militari dell’esercito israeliano.
La mobilitazione è stata sostenuta da esponenti della “Sinistra Verde” e da organizzazioni australiane per i diritti umani, in protesta contro la partecipazione di 40 soldati israeliani, molti dei quali sarebbero coinvolti nella guerra nella Striscia di Gaza. I manifestanti hanno chiesto alle autorità australiane di arrestarli e processarli, opponendosi ai tentativi di ripulire attraverso lo sport l’immagine dei crimini dell’occupazione.
18. Marcia a Parigi con rami d’ulivo e aquiloni in solidarietà con Gaza
La capitale francese Parigi ha ospitato una marcia a sostegno della Palestina per protestare contro la guerra israeliana nella Striscia di Gaza. I manifestanti hanno portato rami d’ulivo e aquiloni, utilizzando simboli della vita palestinese come messaggi di solidarietà con la Striscia.
I partecipanti si sono radunati nei pressi di Place de la Bastille, nel centro di Parigi, prima di partire in corteo verso la Fontaine des Innocents, nonostante la pioggia, portando bandiere palestinesi, striscioni e rami d’ulivo.
Internazionale
19. Accuse di cancellazione delle prove: il Sudafrica documenta davanti alla Corte internazionale di giustizia le violazioni di “Israele” a Gaza
Il Sudafrica ha presentato alla Corte internazionale di giustizia un nuovo documento che, secondo Pretoria, documenta la mancata osservanza da parte di Israele delle misure provvisorie ordinate dalla Corte nel procedimento per genocidio relativo a Gaza.
Il Sudafrica ha ribadito che tali ordinanze sono vincolanti e che la comunità internazionale deve adottare le misure necessarie per prevenire e punire il genocidio.
20. Turchia: ciò che dice Netanyahu è soltanto propaganda terroristica di un’organizzazione genocida
Il portavoce del Partito turco Giustizia e Sviluppo, Ömer Çelik, ha definito le dichiarazioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e della sua “rete criminale” come “nient’altro che propaganda terroristica di un’organizzazione genocida”.
In un post sulla piattaforma turca “InSocial”, Çelik ha risposto a una dichiarazione del ministero degli Esteri israeliano che aveva preso di mira il presidente Erdoğan, affermando: “Ciò che Netanyahu e la rete genocida dicono non ha alcun valore. Perché tutto ciò che dicono non è altro che propaganda terroristica di un’organizzazione genocida”.
21. Sondaggio: gli studenti universitari americani riconoscono che l’occupazione sta commettendo un genocidio
Un sondaggio d’opinione ha rivelato che il 74% degli studenti universitari negli Stati Uniti riconosce che l’occupazione israeliana sta commettendo un genocidio contro il popolo palestinese.
Il dato emerge da uno studio condotto dal Maurice and Marilyn Cohen Center for Jewish Studies della Brandeis University nell’agosto 2026, che ha analizzato le opinioni degli studenti universitari americani sulla Palestina e sull’occupazione.
Il sondaggio è stato condotto online e ha coinvolto 3.989 studenti universitari di 303 atenei negli Stati Uniti.
Secondo i risultati dello studio, il 77% degli studenti ha espresso opinioni positive nei confronti del popolo palestinese, mentre il 52% ha espresso opinioni positive nei confronti degli israeliani.
22. Le violazioni israeliane delle misure per prevenire il genocidio a Gaza all’esame della Corte internazionale di giustizia
Il Sudafrica ha presentato alla Corte internazionale di giustizia un fascicolo completo che documenta la mancata osservanza da parte di Israele delle misure provvisorie emesse dalla Corte, nell’ambito della causa per genocidio intentata da Pretoria contro Israele a seguito della sua offensiva in corso nella Striscia di Gaza.
Il ministero sudafricano delle Relazioni internazionali e della Cooperazione ha dichiarato in un comunicato stampa che il fascicolo è stato presentato ai sensi dell’articolo 11 della decisione della Corte internazionale di giustizia relativa alle sue procedure giudiziarie interne, ribadendo che le misure provvisorie emesse dalla Corte sono vincolanti per Israele.
23. Timori israeliani per un’escalation mirata in Cisgiordania al servizio degli interessi elettorali di Netanyahu
Fonti militari israeliane hanno espresso il timore che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu stia preparando un’escalation mirata nella Cisgiordania occupata, che potrebbe portare a un ampio deterioramento della situazione di sicurezza e spostare l’agenda delle prossime elezioni israeliane lontano dai fallimenti del 7 ottobre 2023.
Il quotidiano “Haaretz” ha riferito, citando fonti militari, che l’aumento degli attacchi dei coloni nella Cisgiordania, sotto la protezione dell’esercito israeliano, suscita preoccupazione all’interno dell’establishment militare per il rischio che la situazione di tensione si trasformi in uno scontro più ampio, mentre la popolarità della coalizione di governo è in calo nei sondaggi.
