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Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2351, data: martedì 10 febbraio 2026

Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2351, data: martedì 10 febbraio 2026

1. L’occupazione continua le sue violazioni: 3 martiri e feriti nel bombardamento di un appartamento a ovest di Gaza

Tre cittadini sono stati uccisi e altri feriti in un bombardamento israeliano che ha colpito un appartamento residenziale nei pressi di Suwaidi Al-Nasr, a ovest della città di Gaza.
Fonti locali hanno riferito della morte di tre cittadini e del ferimento di altri a seguito di un raid israeliano che ha preso di mira un appartamento nella stessa zona.

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**2. #Video | L’occupazione costringe un bambino a demolire la propria casa a Gerusalemme**

#Guarda… Un bambino, insieme alla sua famiglia, è stato costretto a demolire autonomamente la propria casa nella località di Sur Baher, a Gerusalemme occupata, dopo che le autorità israeliane avevano emesso un ordine di demolizione con il pretesto dell’assenza di permesso edilizio.
I palestinesi di Gerusalemme sono costretti a demolire con le proprie mani le abitazioni che ricevono ordini di abbattimento, a causa dei costi elevatissimi della demolizione imposti dall’occupazione.

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**3. Decisioni israeliane per espandere la colonizzazione e l’acquisto di terre in Cisgiordania**

Il Consiglio ministeriale israeliano ristretto per gli affari politici e di sicurezza (Cabinet) ha approvato nuove decisioni volte ad ampliare la colonizzazione e l’acquisto di terre in Cisgiordania, includendo l’abolizione della legge giordana che vietava la vendita delle terre palestinesi agli ebrei.
Secondo i media ebraici, le decisioni comprendono anche la rimozione del segreto sui registri fondiari e il trasferimento delle competenze per il rilascio dei permessi di costruzione nell’area coloniale della città di Hebron dal comune palestinese all’amministrazione civile israeliana.
Tali decisioni apporteranno cambiamenti profondi nei meccanismi di registrazione e acquisto delle terre in Cisgiordania, consentendo la divulgazione pubblica dei nomi dei proprietari e permettendo agli acquirenti israeliani di contattarli direttamente.
Il Cabinet ha inoltre abolito l’obbligo di ottenere una “licenza di transazione” per completare gli acquisti in Cisgiordania e ha ridotto il ruolo di supervisione professionale dell’amministrazione civile israeliana, limitando le procedure a semplici requisiti di registrazione.

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**4. La Protezione civile di Gaza avverte dei pericoli di incendi e chiede l’ingresso di attrezzature di sicurezza**

La Direzione della sicurezza e della prevenzione della Protezione civile ha chiesto l’immediata introduzione di attrezzature e mezzi di sicurezza e prevenzione destinati alle attività artigianali e alle strutture industriali e commerciali nella Striscia di Gaza.
Il direttore della sicurezza e prevenzione, il brigadiere Mohammed Shreir, ha messo in guardia dai pericoli di incendi che minacciano il settore commerciale, impegnato a riprendersi dopo essere stato distrutto dall’occupazione israeliana durante la guerra in corso contro Gaza.
Shreir ha confermato che la Striscia di Gaza è attualmente priva di attrezzature e mezzi di sicurezza, distrutti dall’occupazione, aggiungendo che i proprietari di officine e strutture, in particolare quelle pericolose come stazioni di carburante e gas, affrontano grandi difficoltà nel reperirli a causa del persistente rifiuto dell’occupazione di consentirne l’ingresso a Gaza.

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**5. Legge sull’esecuzione dei prigionieri: un crimine israeliano che trasforma le carceri in luoghi di uccisione dei palestinesi**

La questione dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane entra in una nuova fase che comporta una minaccia diretta alle loro vite, dopo che i media ebraici hanno rivelato i preparativi per l’applicazione del progetto di legge sulla “pena di morte” nei loro confronti, approvato in prima lettura alla Knesset.
La legge rappresenta una chiara violazione del diritto internazionale e dei diritti umani e apre la strada a ciò che esperti legali definiscono un crimine sistematico contro i prigionieri.
Essa consente l’emissione di condanne a morte anche in assenza di intenzione premeditata ed esclude qualsiasi applicazione nei confronti degli israeliani che commettono crimini simili contro i palestinesi, rendendo la pena apertamente discriminatoria. Questo pone i prigionieri sotto una minaccia diretta e trasforma le carceri dell’occupazione in strumenti di esecuzione, in un crimine organizzato senza precedenti nella questione dei prigionieri palestinesi.

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**6. L’occupazione ordina la sospensione della costruzione di 10 case a Betlemme e allontana cittadini da Al-Aqsa**

Le forze di occupazione israeliane hanno notificato l’ordine di sospensione dei lavori di costruzione per dieci abitazioni nel villaggio di Al-Minya, a sud-est di Betlemme, mentre hanno fatto irruzione nel campo profughi di Shuafat, a nord di Gerusalemme occupata, con un massiccio dispiegamento nelle sue strade e quartieri.

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**7. Club dei prigionieri palestinesi: l’occupazione legalizza la vendetta contro i detenuti nel contesto di complicità internazionale**

Il Club dei prigionieri palestinesi ha dichiarato che quanto rivelato dal Canale 13 israeliano riguardo ai preparativi dell’amministrazione carceraria per applicare la legge sulla pena di morte contro i prigionieri rappresenta l’avvio di una fase estremamente pericolosa, costituendo “il culmine del genocidio in corso contro i detenuti”.
In un comunicato, il Club ha affermato che Israele procede rapidamente verso l’approvazione definitiva della legge, in un contesto di “complicità internazionale e incapacità di proteggere migliaia di prigionieri”.
Ha sottolineato che queste misure rientrano in una politica volta a “legalizzare la vendetta” contro i prigionieri e a intensificare in modo senza precedenti la struttura repressiva all’interno delle carceri, mentre il livello di protezione giuridica e internazionale dei prigionieri palestinesi continua a diminuire.

## **Europa**

**8. Bob Vylan grida di nuovo nel cuore di Manchester: “Morte all’esercito israeliano”**

Il gruppo britannico Bob Vylan ha nuovamente scandito lo slogan “Morte all’esercito di difesa israeliano”, suscitando una forte reazione da parte del pubblico.
Il musicista britannico Bob Vylan, metà del duo punk-rap londinese, ha tenuto un concerto molto partecipato alla sala “Manchester Academy”, durante il quale il pubblico ha ripetuto lo slogan, che in precedenza aveva provocato una vasta indignazione in Israele.
La ripetizione dello slogan ha riacceso il dibattito politico e legale che perseguita la band da mesi, con diversi paesi che hanno vietato al gruppo di esibirsi nei propri territori.

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**9. Bloccata una fiera del lavoro all’Università di Birmingham per aver ospitato aziende legate all’occupazione**

Studenti dell’Università di Birmingham hanno interrotto una fiera del lavoro e delle carriere all’interno del campus, in protesta contro la partecipazione di aziende militari e tecnologiche coinvolte nel genocidio, in particolare la società Airbus, su invito del movimento “Birmingham Liberated Zone”.
I manifestanti hanno accusato le aziende partecipanti di complicità diretta nel genocidio in corso a Gaza, attraverso la fornitura di aerei, attrezzature e tecnologie di sorveglianza utilizzate dall’esercito di occupazione.
Hanno respinto la trasformazione dell’università in una piattaforma di reclutamento per aziende che contribuiscono al finanziamento e alla realizzazione di crimini di massa e violazioni dei diritti umani.
Gli studenti hanno sottolineato che Airbus è una delle più grandi aziende aerospaziali e militari al mondo, legata da rapporti di cooperazione e armamento con l’esercito di occupazione, svolgendo un ruolo diretto nel suo equipaggiamento tramite aerei da trasporto militare, tecnologie di sorveglianza e componenti utilizzati negli aerei da guerra, oltre alla partecipazione a programmi di cooperazione militare e di sicurezza con istituzioni israeliane. Hanno considerato la sua presenza in eventi universitari come una forma di “ripulitura” del suo ruolo nel genocidio.

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**10. Migliaia di australiani manifestano contro la visita del presidente israeliano**

Migliaia di manifestanti si sono radunati oggi a Sydney per protestare contro la visita del presidente israeliano Isaac Herzog, in una marcia che ha denunciato i crimini israeliani contro i palestinesi.
I manifestanti hanno perso un ricorso legale contro la decisione del governo del Nuovo Galles del Sud di concedere alla polizia poteri ampliati durante la visita, permettendo un controllo rigoroso delle folle e l’imposizione di severe restrizioni alle proteste, incluse multe fino a 5.500 dollari.
L’area ha visto una massiccia presenza della polizia e tentativi continui di disperdere i manifestanti; tuttavia, la marcia ha inviato un messaggio chiaro al governo australiano, rifiutando l’accoglienza di figure accusate di crimini di guerra e affermando che la loro voce non sarà messa a tacere nonostante l’uso eccessivo della forza.

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**11. #Video | Assalto a un negozio Tesco a Belfast per boicottare i prodotti israeliani**

Attivisti del movimento di boicottaggio a Belfast, in Irlanda, hanno organizzato un’azione di protesta all’interno di un punto vendita della catena Tesco, rimuovendo prodotti israeliani dagli scaffali e invitando i clienti al boicottaggio.
Gli attivisti hanno affermato che limitarsi a chiedere un cessate il fuoco non è sufficiente per fermare i crimini in corso, sottolineando che prevenire il genocidio è un dovere morale e giuridico sancito dal diritto internazionale, non una scelta politica facoltativa.
Hanno aggiunto che la Palestina rappresenta una prova per la coscienza umana e che il boicottaggio popolare e le azioni pacifiche costituiscono strumenti legittimi di pressione sulle aziende complici, soprattutto alla luce del fallimento dei governi nel rispettare i propri obblighi in materia di diritti umani.

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**12. 250 accademici svizzeri chiedono la fine dell’accordo di ricerca con l’occupazione**

Oltre 250 accademici e ricercatori in Svizzera hanno firmato una lettera aperta indirizzata alla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI), chiedendo la cessazione di un accordo di cooperazione scientifica in vigore con Israele.
I firmatari hanno chiesto una rivalutazione delle relazioni accademiche che, a loro avviso, potrebbero contribuire al sostegno di politiche militari legate alla guerra.
L’iniziativa è stata coordinata dal collettivo “Libertà accademica, democrazia e solidarietà” (CLADS), fondato nel 2024 per proteggere l’indipendenza delle università, difendere la libertà di ricerca e di espressione accademica e rafforzare l’impegno delle istituzioni educative verso i diritti umani.
I firmatari hanno affermato che la prosecuzione delle collaborazioni di ricerca senza una revisione approfondita rappresenta “una posizione moralmente problematica alla luce della situazione attuale nella Striscia di Gaza”.

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**13. Sit-in di protesta a Tameside contro il sostegno britannico all’occupazione**

Attivisti del movimento “Tameside Palestine Solidarity” hanno organizzato un sit-in di protesta a Tameside, nel Regno Unito, sottolineando la necessità di continuare a sostenere il popolo palestinese di fronte all’occupazione e alla colonizzazione israeliana.
Hanno ribadito che stare al fianco dei palestinesi assediati costituisce un dovere morale e umanitario.
Il comunicato ha evidenziato che le istituzioni britanniche continuano a mostrare sostegno al progetto coloniale israeliano, rendendo necessario rafforzare la solidarietà globale con i palestinesi, rispondere alle loro richieste e contribuire alla ricostruzione delle infrastrutture di Gaza. Gli attivisti hanno inoltre sottolineato l’importanza di indebolire i legami finanziari che collegano il progetto coloniale all’Occidente e di sostenere la lotta globale per la liberazione della Palestina.

## **Internazionale**

**14. Un’inchiesta rivela il coinvolgimento della più grande compagnia di navigazione mondiale nella commercializzazione dei prodotti delle colonie**

Un’inchiesta congiunta condotta dalla rete Al Jazeera in collaborazione con il Movimento giovanile palestinese ha rivelato il coinvolgimento della compagnia di navigazione Mediterranean Shipping Company (MSC), la più grande al mondo, nel facilitare il trasporto di merci e prodotti provenienti da colonie israeliane illegali in Cisgiordania occupata e sulle Alture del Golan siriano verso i mercati internazionali, in particolare gli Stati Uniti.
Documenti commerciali e banche dati statunitensi sull’importazione hanno mostrato che la società svizzera ha spedito almeno 957 carichi provenienti da avamposti coloniali israeliani tra l’inizio di gennaio e la fine di novembre 2025.
La società è di proprietà del miliardario italiano Gianluigi Aponte e di sua moglie Rafaela Aponte-Diamant, nata nella città di Haifa.

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**15. Francesca Albanese: il mondo non ha fermato Israele, ma gli ha fornito sostegno politico, economico e armi**

Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi occupati, ha dichiarato che il genocidio nella Striscia di Gaza non è ancora terminato, sottolineando che il popolo palestinese è il più consapevole di questa realtà.
Ha aggiunto che la maggior parte dei paesi del mondo non ha fermato Israele, ma gli ha fornito sostegno politico, economico e armi, mentre alcuni media occidentali hanno contribuito a promuovere la narrazione israeliana a discapito dei fatti.
Albanese ha affermato che il mondo è chiamato ad agire immediatamente per garantire giustizia al popolo palestinese, esprimendo la sua convinzione che la Palestina sarà liberata e che i palestinesi saranno liberi.

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**16. Campagne di boicottaggio colpiscono i prodotti che sostengono l’occupazione ed espandono il suo isolamento economico a livello globale**

Il coordinatore generale della campagna globale di boicottaggio dell’occupazione e dei suoi sostenitori “Qate’ (Boicotta)”, Anas Ibrahim, ha riferito che la campagna si prepara a lanciare una serie di azioni di boicottaggio mirate contro i principali prodotti di consumo legati al mese di Ramadan, che inizierà la prossima settimana, nell’ambito di un’escalation della pressione economica sull’occupazione israeliana e sulle aziende che la sostengono.
Ibrahim ha spiegato che le campagne previste includeranno prodotti alimentari, bevande e succhi tipici del Ramadan e saranno attuate in modo specifico per ciascun paese, tenendo conto delle diverse abitudini di consumo e dei prodotti più diffusi in ogni società.
Ha aggiunto che le campagne nazionali affiliate a “Qate’” dispongono di una conoscenza approfondita dei mercati locali e delle aziende coinvolte nel sostegno all’occupazione, consentendo di indirizzare il boicottaggio in modo efficace, mettere in evidenza alternative sicure e sostenere i prodotti locali.

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