
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2486, data: mercoledì 1° luglio 2026
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2486, data: mercoledì 1° luglio 2026
1. Sanità: 8 morti e 26 feriti a Gaza nelle ultime 24 ore
Il Ministero della Salute palestinese ha annunciato che nelle ultime 24 ore sono stati registrati 8 morti e 26 feriti a causa del continuo attacco israeliano contro la Striscia di Gaza.
Il Ministero ha precisato che le squadre di soccorso e della Protezione Civile stanno incontrando enormi difficoltà nel recuperare i feriti e le vittime a causa dei continui bombardamenti e della pericolosità della situazione sul terreno. Si teme pertanto che il numero reale delle vittime possa aumentare con il proseguimento delle operazioni di ricerca.
1. Ben Gvir entra a Silwan accompagnato da coloni sotto stretta protezione israeliana
Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, l’esponente dell’estrema destra Itamar Ben Gvir, è entrato nella cittadina di Silwan, a sud della Moschea di al-Aqsa, accompagnato da un gruppo di coloni e sotto una massiccia scorta delle forze di occupazione israeliane.
Fonti di Gerusalemme hanno riferito che le forze israeliane hanno chiuso la strada che conduce all’area di Bab al-Asbat e al quartiere di Ras al-Amud, a Silwan, mentre i coloni entravano nel vicino cimitero islamico.
1. Il Comune di Jabalia lancia un appello urgente per salvare il sistema idrico dal collasso
Il Comune di Jabalia al-Nazla, nel nord della Striscia di Gaza, ha rivolto un appello urgente alle organizzazioni internazionali, agli enti umanitari e ai partner locali e internazionali affinché intervengano immediatamente per salvare il sistema idrico comunale, ormai prossimo al collasso.
L’amministrazione comunale ha avvertito che il protrarsi dell’interruzione dell’energia elettrica e l’esaurimento delle fonti energetiche necessarie al funzionamento degli impianti rischiano di provocare una grave crisi sanitaria e ambientale. I principali e secondari pozzi hanno infatti cessato di funzionare, minacciando di interrompere completamente la fornitura d’acqua in tutti i quartieri di Jabalia.
1. Ampia escalation delle attività dei coloni in Cisgiordania
Nelle ultime 24 ore i coloni israeliani hanno compiuto una nuova ondata di attacchi in diverse aree della Cisgiordania occupata, prendendo di mira luoghi sacri islamici, abitazioni, proprietà e terreni agricoli, parallelamente a iniziative sul campo volte ad ampliare gli insediamenti e imporre nuovi fatti compiuti.
A Gerusalemme Est occupata, coloni hanno fatto irruzione nella Moschea di al-Aqsa, celebrando rituali talmudici all’interno del complesso. Altri hanno iniziato a installare una condotta idrica nei pressi delle abitazioni e delle strutture agricole palestinesi dell’accampamento beduino di al-Mahtoush, a est della città.
Nel governatorato di Nablus, coloni hanno attaccato un’abitazione nella zona di al-Harayiq, a Beita, effettuando inoltre incursioni provocatorie nella pianura di Beit Furik e assediando una casa nel villaggio di Qusra nel tentativo di entrarvi.
Nel governatorato di Ramallah e al-Bireh, coloni hanno aggredito alcuni residenti nella zona di Marj Si’, tra i villaggi di al-Mughayyir e Abu Falah, prima che le forze israeliane trattenessero diversi palestinesi nello stesso luogo.
1. Arresti e attacchi dei coloni in Cisgiordania
Le forze israeliane e i coloni hanno condotto una vasta serie di incursioni e aggressioni in diverse località della Cisgiordania, comprendenti perquisizioni di abitazioni, chiusure di esercizi commerciali, confisca di veicoli e attacchi contro case e terreni palestinesi.
Le operazioni hanno interessato soprattutto Nablus, Hebron, Jenin, Tulkarem, Ramallah, Betlemme, Qalqilya e Tubas, nel quadro di un continuo aumento delle violenze contro i palestinesi e le loro proprietà.
A Ramallah le forze israeliane hanno arrestato un giovane di Beitunia, a ovest della città, mentre effettuavano incursioni in numerosi villaggi della provincia.
1. 92 detenuti morti durante la guerra; Israele trattiene i corpi di 100 prigionieri
Lo studioso specializzato nelle questioni dei detenuti palestinesi, Abdel Nasser Farawna, ha dichiarato che i casi di tortura mortale e di uccisioni deliberate dei detenuti palestinesi nelle carceri e nei campi di detenzione israeliani non rappresentano più episodi isolati, ma sono aumentati in modo senza precedenti dal 7 ottobre 2023, diventando parte integrante della guerra in corso.
Farawna ha riferito che dall’inizio del conflitto sono morti 92 detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, l’ultimo dei quali è Majdi Abu Arra, originario del governatorato di Tubas.
Ha inoltre affermato che Israele trattiene i corpi di circa 100 detenuti e prigionieri palestinesi identificati, morti nelle carceri, aggiungendo che si ritiene esistano anche altri corpi di detenuti deceduti la cui identità non è stata ancora resa nota.
1. Rinviato il processo della giovane detenuta Nada Bani Odeh, privata degli esami di maturità
Un tribunale israeliano ha rinviato ad agosto il processo della detenuta minorenne Nada Iyad Bani Odeh (17 anni), mantenendola in stato di detenzione in condizioni difficili.
Il suo arresto le ha impedito di sostenere quest’anno gli esami di scuola superiore (“Tawjihi”), privandola del diritto all’istruzione e aggiungendola al lungo elenco degli studenti detenuti impossibilitati a proseguire gli studi.
Europa
1. Video: una docente strappa la kefiah a una studentessa durante la cerimonia di laurea
In un’università canadese, una docente ha tolto la kefiah a una studentessa durante la cerimonia di laurea. La studentessa è poi riuscita a riprenderla e a indossarla nuovamente.
1. Manifestazione a Piazza della Costituzione a Bucarest contro la visita di Herzog
I manifestanti hanno esposto slogan che chiedevano la fine della complicità della Romania nella guerra e nell’occupazione della Palestina, mentre Isaac Herzog teneva un discorso davanti a deputati e senatori nel Parlamento.
Gli organizzatori hanno chiesto di interrompere l’accoglienza ufficiale dei leader israeliani e di aprire invece un’indagine internazionale urgente nei confronti di Herzog, ritenuto responsabile di crimini di guerra, uccisioni di massa e violazioni del diritto internazionale.
1. Ebrei in Belgio chiedono sanzioni economiche e politiche contro Israele
Un gruppo di ebrei belgi ha pubblicato una lettera aperta, diffusa dall’agenzia di stampa belga, chiedendo la fine dell’impunità di cui godrebbe Israele e della complicità della comunità internazionale.
I firmatari hanno inoltre criticato l’approvazione da parte di Israele di una nuova legge sulla pena di morte, sostenendo che si tratti di una normativa discriminatoria destinata esclusivamente ai cittadini palestinesi.
1. Aumentano gli arresti nel Queensland in base a nuove leggi sull’espressione politica
Dallo Stato australiano del Queensland arrivano notizie di nuovi arresti di manifestanti davanti al tribunale di Brisbane, aumentando il numero delle persone incriminate in base alle recenti leggi riguardanti l’uso di determinati slogan politici.
Tra gli arrestati figurano anche attivisti umanitari, che rischiano sanzioni previste dalla normativa approvata nel marzo 2026.
1. Proteste a Bucarest contro la visita di Herzog e a favore dei detenuti palestinesi
Attivisti hanno manifestato nella capitale rumena contro la visita del presidente israeliano Isaac Herzog al Parlamento, chiedendo che venga chiamato a rispondere dei crimini attribuiti a Israele e denunciando la complicità nella guerra a Gaza.
I manifestanti hanno inoltre consegnato una lettera chiedendo il rilascio del medico Hossam Abu Safiya, dell’attivista Ayman Gharib e di tutto il personale sanitario palestinese detenuto.
Internazionale
1. Dipendenti di Google chiedono all’azienda di interrompere la collaborazione con Israele
Dipendenti di Google, insieme alla campagna “No Tech for Apartheid”, hanno inviato una notifica legale alla dirigenza dell’azienda chiedendo l’immediata cessazione del progetto “Nimbus”.
L’iniziativa segue anni di proteste interne che chiedono a Google di interrompere la fornitura di servizi di cloud computing e tecnologie digitali utilizzati dal governo israeliano.
1. Francesca Albanese chiede indagini sui soldati israeliani durante i loro viaggi all’estero
La relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi, Francesca Albanese, ha invitato gli Stati nei quali i soldati israeliani trascorrono le vacanze (dall’Italia alla Thailandia fino al Brasile) ad avviare indagini per presunti crimini di guerra.
Secondo Albanese, tali procedimenti servirebbero a valutare le prove e accertare eventuali responsabilità penali secondo il diritto internazionale, precisando che l’iniziativa mira a rafforzare il principio della responsabilità giuridica.
1. “Jewish Voice for Peace” sostiene un candidato filo-palestinese al Senato degli Stati Uniti nel Michigan
Il braccio politico dell’organizzazione antisionista “Jewish Voice for Peace” ha annunciato il proprio sostegno ad Abdul El-Sayed, candidato del Michigan favorevole ai diritti dei palestinesi.
Si tratta della prima volta che l’organizzazione appoggia un candidato alle elezioni del Senato degli Stati Uniti. Il sostegno arriva in vista delle primarie del 4 agosto.
1. Smotrich annuncia un piano per costruire tre nuovi insediamenti nel nord della Striscia di Gaza
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha annunciato che sono stati completati i preparativi per costruire tre nuovi insediamenti nel nord della Striscia di Gaza, in attesa dell’approvazione del primo ministro Benjamin Netanyahu.
Durante una visita all’insediamento di Sderot, Smotrich ha dichiarato che il piano è pronto e attende soltanto il “via libera” del primo ministro.
