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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2523, data: lunedì 10 agosto 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2523, data: lunedì 10 agosto 2026

1. Salute: due morti e 8 feriti a Gaza nelle ultime 24 ore

Il Ministero della Salute della Striscia di Gaza ha annunciato l’arrivo di due vittime e 8 feriti negli ospedali della Striscia nelle ultime 24 ore, a seguito dell’aggressione israeliana. Il ministero ha spiegato nel suo rapporto statistico quotidiano che una delle due vittime è deceduta recentemente, mentre l’altra è stata estratta da sotto le macerie.

2. Le autorità di occupazione rilasciano 37 detenuti di Gaza
Le autorità israeliane hanno rilasciato 37 detenuti della Striscia di Gaza, tra cui una donna. I 37 prigionieri palestinesi liberati sono arrivati all’ospedale Nasser di Khan Yunis per sottoporsi ad accertamenti medici, mentre è stato confermato che le loro condizioni di salute sono gravi a causa dei maltrattamenti e delle torture subiti nelle carceri israeliane.

3. Organizzazione per i diritti umani: chiediamo di fare luce sul destino dei detenuti di Gaza e di indagare sui crimini dell’occupazione
L’Ufficio per l’informazione sui prigionieri ha dichiarato che l’annuncio odierno, domenica, da parte delle autorità israeliane della morte del prigioniero palestinese Ihab Muhammad Abdel Qader Diab, originario della Striscia di Gaza, dopo averne occultato il destino per circa due anni, rivela l’esistenza di un numero imprecisato di prigionieri di Gaza deceduti, sul cui destino le autorità israeliane mantengono il silenzio.

L’ufficio ha sottolineato che il caso del prigioniero Diab mette in evidenza il crimine della sparizione forzata a cui sono sottoposti i detenuti di Gaza, spiegando che Israele ha riconosciuto la sua morte nel settembre 2024, nonostante fosse stato arrestato nel dicembre 2023, senza informare la sua famiglia del suo destino o delle circostanze della sua morte.

4. Gara d’appalto per la costruzione di 627 nuove unità abitative coloniche a Ramallah
Le autorità israeliane hanno indetto una gara d’appalto per la costruzione di 627 nuove unità abitative nella colonia di “Kochav Yaakov”, costruita sulle terre del governatorato di Ramallah e al-Bireh, nell’ambito dei piani israeliani accelerati per l’espansione degli insediamenti nella Cisgiordania occupata.

Secondo i media ebraici, la gara è stata pubblicata per raccogliere offerte da società di investimento e imprese di costruzione per la realizzazione dei lavori di edificazione e sviluppo.

5. Lo sceicco Akramah Sabri mette in guardia dallo svuotamento dei quartieri circostanti la moschea di Al-Aqsa per isolare il luogo di culto dal suo contesto
Il predicatore della moschea di Al-Aqsa e presidente del Consiglio islamico supremo di Gerusalemme, lo sceicco Akramah Sabri, ha messo in guardia dall’intensificarsi dei piani di insediamento israeliani che prendono di mira i quartieri di Silwan, Batn al-Hawa, al-Bustan e Wadi Hilweh nella Gerusalemme occupata.

Sabri ha dichiarato alla stampa che questi piani rappresentano una cintura di insediamenti in rapida espansione volta a svuotare l’area immediatamente circostante la moschea di Al-Aqsa e a ridisegnare demograficamente e geograficamente la zona attraverso l’imposizione di una realtà insediativa di carattere biblico.

6. Israele riconosce la morte del prigioniero Ihab Diab di Gaza
La Commissione per gli Affari dei Prigionieri e degli Ex Detenuti ha riferito che le autorità israeliane hanno riconosciuto la morte del prigioniero Ihab Muhammad Abdel Qader Diab, 36 anni, originario della Striscia di Gaza e detenuto dal 12 dicembre 2023.

La Commissione ha spiegato di aver ricevuto una risposta dall’amministrazione penitenziaria israeliana che confermava la morte del prigioniero Diab. Nella risposta si affermava che egli soffriva di problemi di salute, circostanza negata dalla famiglia, che ha confermato che al momento dell’arresto era in buona salute e non soffriva di alcuna malattia. È probabile che la data della sua morte sia stata il 18 settembre 2024.

7. Euro-Mediterranean Human Rights Monitor: Israele, assediando il sistema di trasporto, spinge nuovamente Gaza verso la carestia
L’Euro-Mediterranean Human Rights Monitor ha avvertito che Israele continua a imporre il suo assedio illegale alla Striscia di Gaza e, attraverso di esso, cerca deliberatamente di paralizzare il sistema dei trasporti e delle spedizioni, distruggendo camion e magazzini delle aziende di trasporto, prendendo di mira e arrestando gli autisti e impedendo l’ingresso di camion sostitutivi, pezzi di ricambio e materiali operativi necessari.

Secondo l’organizzazione, ciò ostacola gravemente l’arrivo di cibo, medicine e aiuti dai valichi alla popolazione e rischia di riportare nuovamente la Striscia di Gaza nella carestia.

8. #Video: un colono aggredisce un’attivista per i diritti umani in Cisgiordania
#Guarda: un colono israeliano aggredisce brutalmente un’attivista per i diritti umani che manifesta solidarietà con una famiglia palestinese e cerca di impedire ai coloni di rubare il bestiame, dopo la distruzione della recinzione di una fattoria nella Cisgiordania.

Europeo
9. #Video: manifestazione a sostegno della Palestina a Berlino

#Guarda: una manifestazione nella capitale tedesca Berlino in solidarietà con il popolo palestinese, sottoposto all’aggressione israeliana nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.

10. Attivisti scandiscono slogan davanti alle carceri di “New Hall” e “Peterborough” in Gran Bretagna per chiedere il rilascio dei detenuti
Attivisti palestinesi hanno manifestato davanti alle carceri britanniche di “New Hall” e “Peterborough”, scandendo slogan a favore della libertà dei detenuti della resistenza civile.

La mobilitazione è coincisa con la detenzione da parte delle autorità britanniche dell’attivista “Rio”, in seguito alla sua partecipazione ad azioni dirette sul campo contro la sede del Ministero della Difesa e contro le società “Instro Precision”, nel Kent, e “UAV Tactical”, a Leicester. Gli attivisti hanno inoltre lanciato appelli a intensificare la formazione sulle azioni dirette per porre fine alla complicità militare con l’occupazione.

11. In Austria appelli al boicottaggio della partita tra il “Beitar Gerusalemme” e l’Austria Vienna
Attivisti nella capitale austriaca Vienna hanno lanciato ampi appelli a boicottare e vietare la partita tra il club israeliano “Beitar Gerusalemme” e l’“Austria Vienna”, prevista per giovedì prossimo, 13 agosto, alle 18:30 presso il “Generali Arena”.

Gli organizzatori hanno definito il club israeliano “il più razzista”, chiedendo alla Federazione Internazionale di Calcio (FIFA) di rispondere immediatamente alle richieste internazionali di espellere il sistema sportivo dell’occupazione e di escluderlo completamente da tutte le competizioni e i tornei internazionali.

12. Educatori scozzesi respingono le accuse di essere contrari a Israele nelle scuole
La rete “Teachers for Peace” in Scozia ha annunciato il suo netto rifiuto delle accuse formulate dall’organizzazione “UK Lawyers for Israel” (UKLFI), ribadendo la propria intenzione di continuare a insegnare la questione palestinese e la guerra a Gaza sulla base delle prove e del diritto internazionale.

La risposta della rete di volontari è arrivata dopo che l’organizzazione favorevole a Israele aveva distribuito al governo e agli organismi educativi scozzesi un dossier di 50 pagine, accusando gli insegnanti di diffondere materiali “anti-israeliani” e di insegnare la “Nakba”.

13. Manifestazione davanti all’ufficio di “Jeff Smith” a Manchester per chiedere la fine dell’invio di armi a Israele e la cessazione della guerra
Numerosi attivisti si sono riuniti davanti all’ufficio locale del deputato del Partito Laburista britannico “Jeff Smith”, nella zona di Withington, a Manchester, per continuare la pressione popolare contro la complicità politica e militare britannica nella guerra a Gaza.

I manifestanti hanno innalzato slogan accusando il governo e i parlamentari di fuorviare l’opinione pubblica, chiedendo a Smith di intervenire immediatamente per imporre un divieto totale all’esportazione di armi verso Israele, promuovere la fine della guerra definita genocida e imporre sanzioni commerciali agli insediamenti illegali nei territori palestinesi occupati.

14. Irruzione nella “Ultra Intelligence” ad Aberdeen e distruzione di apparecchiature militari destinate a Israele
Attivisti dell’organizzazione “People Against Genocide” hanno fatto irruzione in una struttura della società “Ultra Intelligence & Communications” nella città scozzese di Aberdeen, danneggiandone le apparecchiature tecniche e sequestrando documenti dopo essersi barricati all’interno.

La struttura presa di mira è considerata un importante fornitore diretto dell’esercito israeliano e della società “Elbit Systems”: fornisce loro sistemi di crittografia, comunicazioni sicure sul campo di battaglia e soluzioni di sorveglianza e tracciamento delle vittime attraverso l’intelligenza artificiale, oltre a pezzi di ricambio per gli aerei F-35 utilizzati nei bombardamenti di Gaza.

15. #Video: protesta davanti alla banca “UBS”, accusata di investire nel genocidio
La protesta si è svolta per denunciare il ruolo delle istituzioni finanziarie nel sostenere Israele. I manifestanti hanno inoltre chiesto alla dirigenza della banca di interrompere tutti gli investimenti e i flussi finanziari collegati alle industrie militari e alle aziende coinvolte nell’aggressione in corso contro la Striscia di Gaza, in concomitanza con l’intensificarsi delle campagne internazionali di pressione popolare volte a isolare economicamente il sistema dell’occupazione.

Internazionale
16. Un attivista lancia un messaggio dall’interno di una filiale di “Burger King” per denunciare il genocidio

Un attivista ha diffuso attraverso Instagram un video contenente un messaggio diretto rivolto alla catena di fast food “Burger King”, a nome dell’attivista “Ariana Hamilton”, nell’ambito delle continue campagne di pressione digitale contro le aziende accusate di complicità.

Il messaggio si inserisce nel contesto della mobilitazione popolare globale rivolta contro le filiali e le aziende internazionali che sostengono il sistema dell’occupazione. Gli attivisti hanno chiesto alla dirigenza della società di porre fine a qualsiasi forma di sostegno o agevolazione concessa a Israele.

17. Proteste in 50 località della Grecia spingono il Ministero degli Esteri israeliano ad avvertire i propri cittadini
Il Ministero degli Esteri israeliano ha emesso un avviso urgente ai propri cittadini presenti in Grecia, invitandoli a nascondere la propria identità e i simboli israeliani, in concomitanza con l’avvio, oggi domenica, di vaste manifestazioni in tutto il Paese contro la guerra in corso nella Striscia di Gaza.

Le proteste, organizzate dal movimento per il boicottaggio (BDS), dal movimento “March to Gaza” e dalla comunità palestinese, comprendono 36 manifestazioni e sit-in concentrati nella capitale Atene e nella città di Salonicco, e si estendono alle principali isole e aree turistiche, tra cui Rodi, Creta e Mykonos.

18. La Malesia sequestra apparecchiature militari dirette alla società Elbit nel porto di Tanjung Pelepas
Le autorità di sicurezza malesi hanno annunciato il sequestro di una spedizione contenente strumenti specializzati per la produzione di armi, trasportati sulla nave “Berlin Maersk” e destinati alla società “Elbit Systems Land”, appartenente a uno dei maggiori produttori di armi israeliani.

Il sequestro è avvenuto nel porto di Tanjung Pelepas a seguito di segnalazioni fornite dal movimento per il boicottaggio (BDS Malaysia) e dall’organizzazione International Progress, sulla base di informazioni dell’organizzazione “No Harbour for Genocide”. L’operazione è stata presentata come conforme alla decisione del primo ministro Anwar Ibrahim, adottata nel novembre 2023, di vietare l’ingresso nei porti malesi alle navi dirette verso Israele.

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