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Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2349, data: domenica 8 febbraio 2026

Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2349, data: domenica 8 febbraio 2026

1. Due martiri a causa del fuoco dell’occupazione e delle operazioni di demolizione a est della Striscia di Gaza

Due cittadini sono caduti martiri, uno dei quali a seguito delle ferite riportate in un precedente bombardamento israeliano, mentre le forze di occupazione hanno continuato per il 119° giorno consecutivo a violare l’accordo di cessate il fuoco, aprendo il fuoco su diverse aree della Striscia di Gaza e demolendo edifici a est di Gaza e Khan Younis.
Fonti mediche hanno annunciato il martirio di Aya Rabhi Hamad Abu Hadaid, morta per le ferite riportate alcuni giorni fa durante un bombardamento israeliano nella zona di Asdaa, a nord-ovest della città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.
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**2. Coloni aggrediscono giovani a Nablus e tagliano ulivi secolari**

Coloni hanno aggredito tre giovani nella città di Nablus, nel nord della Cisgiordania, mentre altri hanno abbattuto ulivi secolari.
Uno dei giovani aggrediti, Abdul Rahman Hindiya, ha riferito che coloni armati lo hanno attaccato insieme ad altri mentre si trovava sulla sua terra nel villaggio di Beit Imrin, a nord-ovest di Nablus, picchiandoli e causando loro contusioni.
In un altro episodio, coloni israeliani hanno tagliato ulivi nel villaggio di Qusra, a sud della città di Nablus, nella Cisgiordania settentrionale occupata.
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**3. Oltre 72 mila martiri: il bilancio del genocidio a Gaza**

Il Ministero della Salute palestinese nella Striscia di Gaza ha annunciato che il numero complessivo delle vittime dell’aggressione israeliana in corso dal 7 ottobre 2023 ha raggiunto 72.027 martiri e 171.651 feriti, uno dei bilanci umani più pesanti nella storia della Striscia, in un contesto di condizioni umanitarie e sanitarie gravemente deteriorate.
Il ministero ha spiegato, nel suo rapporto statistico giornaliero, che nelle ultime 24 ore gli ospedali di Gaza hanno ricevuto due martiri e 25 feriti, mentre continuano i bombardamenti israeliani e le difficoltà di accesso delle équipe mediche alle aree colpite.
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**4. Centro Gaza: il collasso del sistema sanitario richiede una risposta internazionale urgente**

Il Centro Gaza per i Diritti Umani ha espresso profonda preoccupazione per il grave e rapido deterioramento della situazione sanitaria nella Striscia di Gaza, che ha raggiunto livelli catastrofici e minaccia il diritto alla vita e alla salute di oltre due milioni di persone, alla luce delle restrizioni continue imposte al sistema medico e del colpire delle sue infrastrutture essenziali, dopo oltre due anni di guerra di genocidio.
Il centro ha affermato che quanto sta accadendo non è più una crisi sanitaria temporanea, ma il risultato diretto di politiche israeliane sistematiche che hanno smantellato il sistema sanitario e trasformato ciò che resta degli ospedali funzionanti in luoghi di attesa forzata per migliaia di malati e feriti, destinati a un futuro incerto, secondo la stessa descrizione del Ministero della Salute.
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**5. L’UNICEF lancia l’allarme: 37 bambini martiri a Gaza dall’inizio del 2026**

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) ha confermato il martirio di 37 bambini nella Striscia di Gaza dall’inizio del 2026, avvertendo che le condizioni umanitarie nel territorio sono estremamente fragili e costituiscono un ambiente mortale per i bambini, a causa del continuo collasso dei sistemi sanitario, idrico ed educativo.
L’organizzazione ha sottolineato che il mantenimento del cessate il fuoco è diventato una necessità urgente per porre fine alle sofferenze dei bambini di Gaza e garantirne la protezione dai rischi di violenza e privazione. Il mese scorso l’UNICEF aveva annunciato il martirio di almeno 100 bambini in raid aerei e atti di violenza separati nel territorio, dall’inizio del cessate il fuoco avvenuto circa tre mesi fa.
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**6. Sanità: 322 dispersi documentati a Gaza, il cui destino resta ignoto**

Il Ministero della Salute nella Striscia di Gaza ha confermato che 322 cittadini del territorio risultano ancora dispersi e il loro destino rimane sconosciuto a causa della guerra israeliana, dopo accurate verifiche e il coordinamento con le autorità competenti.
Il direttore dell’Unità di informazione sanitaria del ministero, Zaher Al-Waheidi, ha dichiarato che il ministero ha lanciato un link elettronico per segnalare i dispersi a Gaza a causa della guerra. Ha inoltre riferito che sono pervenute oltre 3.000 segnalazioni di persone scomparse, con le famiglie che chiedono chiarimenti sul loro destino.
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**7. #Video | L’occupazione arresta brutalmente un giovane a Ramallah**

#Guarda… immagini scioccanti mostrano un arresto violento effettuato dai soldati dell’esercito di occupazione israeliano contro un giovane palestinese nel villaggio di Nabi Saleh, a nord-ovest di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.
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**8. #Video | Marcia di coloni che chiede l’occupazione di Gaza**

#Guarda… mentre continuano le violazioni del genocidio, centinaia di coloni, tra cui bambini e neonati, organizzano una marcia vicino ai confini di Gaza, sventolando bandiere israeliane e chiedendo l’occupazione permanente della Striscia assediata.
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**Europeo**

**9. Il presidente brasiliano indossa la kefiah durante la presentazione delle credenziali del nuovo ambasciatore palestinese**

Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha indossato la kefiah palestinese durante la cerimonia di presentazione delle credenziali del nuovo ambasciatore palestinese, Marwan Jibril, presso il Brasile, nel Palazzo Planalto della capitale Brasilia, in un gesto simbolico che conferma il sostegno del Brasile al popolo palestinese.
Si ricorda che il presidente brasiliano ha sostenuto la Palestina in precedenza attraverso diverse iniziative ufficiali e umanitarie, tra cui il ripristino del riconoscimento dello Stato di Palestina, la difesa dei diritti dei palestinesi nei forum internazionali, la critica dell’aggressione israeliana contro i civili di Gaza e il sostegno a progetti di sviluppo e aiuti umanitari nei territori palestinesi.
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**10. Proteste studentesche in Italia chiedono l’esclusione dell’occupazione dalle Olimpiadi**

Davanti all’Università Statale di Milano, in concomitanza con il passaggio della torcia olimpica, i partecipanti hanno chiesto l’esclusione di “Israele” dai Giochi Olimpici Invernali, alla luce della guerra in corso nella Striscia di Gaza.
I manifestanti hanno sventolato bandiere palestinesi e cartelli contro la guerra, scandendo slogan che chiedono di chiamare “Israele” a rispondere delle proprie azioni, ritenendo che consentirle di partecipare a un evento sportivo globale contraddica i principi e i valori olimpici, in primis il rispetto dei diritti umani e la non politicizzazione dello sport con doppi standard.
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**11. Protesta in Australia contro la visita del capo dell’entità di occupazione**

Attivisti solidali con il popolo palestinese hanno organizzato una protesta davanti all’ufficio del deputato australiano Tony Burke, nella zona di Punchbowl a Sydney, in opposizione alla visita ufficiale del capo dell’entità di occupazione israeliana, Isaac Herzog, in Australia.
I manifestanti hanno esposto bandiere palestinesi e cartelli che condannano i crimini contro i civili di Gaza, ritenendo che accogliere i responsabili dell’occupazione rappresenti una copertura politica per gravi violazioni del diritto internazionale umanitario.
La protesta è coincisa con un ampio dispiegamento di sicurezza: le autorità del Nuovo Galles del Sud hanno aumentato il numero degli agenti di polizia di circa 3.000 unità, tra cui 500 agenti aggiuntivi destinati a gestire le proteste previste per lunedì nel centro di Sydney contro la visita del 9 febbraio.
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**12. Il Consiglio rappresentativo ebraico in Gran Bretagna attacca Guardiola**

Il Consiglio rappresentativo della grande comunità ebraica di Manchester, nel Regno Unito, ha attaccato l’allenatore del Manchester City, Pep Guardiola, dopo il suo sostegno pubblico al popolo palestinese, definendo le sue dichiarazioni “provocatorie”.
Guardiola aveva dichiarato durante una conferenza stampa prima della partita contro il Newcastle United: “Mai nella storia le informazioni sono state così sotto i nostri occhi mentre osserviamo chiaramente ciò che accade a Gaza”, in riferimento al genocidio in corso nella Striscia di Gaza da due anni. Ha inoltre criticato i politici, definendoli “vigliacchi” per il loro fallimento nel fermare il genocidio, affermando che continuerà ad alzare la voce contro l’uccisione del popolo palestinese.
Il Consiglio rappresentativo ha dichiarato in un comunicato pubblicato sulla piattaforma X: “Abbiamo ripetutamente chiesto alle personalità pubbliche di essere caute nelle loro parole, dato il modo in cui gli ebrei sono presi di mira nel mondo. Pep Guardiola è un allenatore di calcio e dovrebbe concentrarsi sul calcio”.
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**13. #Video | Sciopero dei lavoratori portuali contro il trasferimento di armi a Israele in Italia**

#Guarda… sventolando bandiere palestinesi e scandendo lo slogan “Libertà per la Palestina”, un gran numero di lavoratori in diversi porti italiani, tra cui il porto di Salerno, ha organizzato proteste contro il trasferimento di armi e munizioni verso i conflitti, in particolare la guerra di genocidio israeliana contro la Striscia di Gaza.
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**14. Protesta davanti all’ufficio del deputato Jeff Smith a Withington a sostegno della Palestina**

La cittadina di Withington ha ospitato una protesta organizzata da membri della comunità locale davanti all’ufficio del deputato Jeff Smith, in solidarietà con il popolo palestinese e contro le ingiustizie subite.
Nonostante le basse temperature, i partecipanti hanno continuato la loro manifestazione con determinazione, affermando che il freddo non ha scalfito la loro volontà né la loro fermezza nel far sentire la propria voce.
I manifestanti hanno esposto slogan che chiedono giustizia e la fine delle violazioni contro i palestinesi, invitando i rappresentanti eletti ad assumersi le proprie responsabilità morali e politiche e ad adottare posizioni chiare a favore dei diritti umani e del diritto internazionale. Hanno inoltre sottolineato che questa protesta rientra in un movimento pacifico continuo volto a esercitare pressione popolare per cambiare le politiche che sostengono l’ingiustizia.
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**Internazionale**

**15. Protesta davanti al consolato americano in Sudafrica a sostegno della Palestina**

Attivisti della Campagna di solidarietà con la Palestina a Città del Capo hanno organizzato una protesta davanti al consolato degli Stati Uniti a Città del Capo, in Sudafrica, per ribadire il loro rifiuto delle interferenze americane in Palestina e in altri Paesi del Sud globale.
I manifestanti hanno affermato che le politiche statunitensi, dalle sanzioni e dall’assedio economico al sostegno dell’occupazione e al cambio di regime, aggravano le sofferenze del popolo palestinese e di altre comunità, mentre promuovono slogan di “democrazia” e “diritti umani”.
Il gruppo ha sventolato bandiere palestinesi scandendo lo slogan “Libertà per la Palestina”.
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**16. Sciopero internazionale dei lavoratori portuali in circa 21 porti nel mondo**

I lavoratori e i dipendenti dei porti hanno attuato una giornata internazionale coordinata di proteste e scioperi in circa 21 porti principali in Europa e nel Mediterraneo, sotto lo slogan “I lavoratori portuali non lavorano per il genocidio”.
Queste iniziative sono state lanciate su invito di sindacati internazionali, tra cui il sindacato USB dei lavoratori portuali in Italia, Enedep in Grecia, Lab nei Paesi Baschi, Liman-Is in Turchia e ODT in Marocco.
Le proteste hanno incluso la sospensione delle attività e manifestazioni nei porti che vanno da Tangeri in Marocco a Mersin in Turchia, passando per porti italiani come Genova, Livorno, Ancona e Civitavecchia, e porti greci come Bilbao, Pireo ed Elefsina. In Italia, lo sciopero è durato 24 ore ed è stato accompagnato da presidi e cortei davanti ai cancelli dei porti contro il carico e lo scarico di spedizioni militari destinate all’occupazione.
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**17. ONU: 1.054 palestinesi martiri in Cisgiordania e Gerusalemme dal 7 ottobre**

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha documentato il martirio di 1.054 palestinesi uccisi dal fuoco delle forze di occupazione israeliane e dei coloni in Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme Est, dal mese di ottobre 2023 fino al 5 febbraio 2026.
Il portavoce dell’Alto Commissariato, Thameen Al-Kheetan, ha dichiarato durante una conferenza stampa presso la sede delle Nazioni Unite a Ginevra che, nelle ultime settimane, le forze di occupazione hanno condotto una campagna intensiva a Gerusalemme Est, comprendente almeno due operazioni principali che hanno preso di mira il campo profughi di Shuafat.

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