
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2525, Data: mercoledì 12 agosto 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2525, Data: mercoledì 12 agosto 2026
1. La bambina Saba al-Hashash… è stata uccisa mentre memorizzava il Corano, nello stesso giorno in cui sua sorella era morta un anno prima
In un angolo di una piccola moschea nella zona di al-Iqlimi, ad al-Mawasi, Khan Younis, la tredicenne Saba Naim al-Hashash era seduta con il capo chino, stringendo il Corano tra le sue piccole mani e cercando faticosamente di pronunciare le lettere per completare la memorizzazione di alcuni versetti del Libro di Dio, ignara di ciò che la attendeva dietro le mura della moschea.
In quel momento di quiete, il silenzio del luogo fu squarciato da un proiettile sparato dall’esercito dell’occupazione israeliana, che attraversò la testa di Saba, china sul Corano, trasformando quella tranquilla sessione di studio coranico in una scena di terrore e paura.
Saba cadde a terra e fu rapidamente trasportata all’ospedale Nasser della città, dove venne ricoverata nel reparto di terapia intensiva, sospesa tra la vita e la morte, mentre i medici compivano strenui tentativi per salvarle la vita. Suo padre e i suoi familiari rimasero sulla soglia della stanza, osservando gli indicatori delle apparecchiature mediche, con il cuore stretto dalla speranza.
2. L’occupazione demolisce 12 strutture commerciali vicino a Jenin senza una decisione giudiziaria
I bulldozer appartenenti all’occupazione israeliana hanno iniziato a demolire 12 strutture commerciali palestinesi nei pressi del villaggio di Anza, a sud della città di Jenin, nel nord della Cisgiordania.
Secondo quanto riferito da residenti locali, i bulldozer dell’occupazione hanno iniziato questa mattina a demolire 12 magazzini commerciali all’ingresso del villaggio di Anza, mentre il ricorso presentato dai cittadini è ancora all’esame dei tribunali dell’occupazione e non è stata emessa alcuna decisione definitiva al riguardo.
3. Nonostante il peggioramento delle sue condizioni di salute… l’occupazione condanna il detenuto Ata Abu Rmeileh a 42 mesi di carcere
Un tribunale dell’occupazione israeliana presso il campo di Salem ha condannato a 42 mesi di carcere il detenuto e dirigente Ata Hassan Atiya Rmeilat, di 67 anni, oltre a una multa di 5.000 shekel.
Suo figlio, Alaa Abu Rmeileh, ha dichiarato che le forze dell’occupazione avevano arrestato suo padre il 31 ottobre 2023, dopo aver fatto irruzione nella sua abitazione nella città di Jenin.
4. Sei feriti ad al-Mughayyir… i coloni intensificano gli attacchi nelle città della Cisgiordania
I coloni hanno intensificato i loro attacchi e le aggressioni contro i cittadini e le loro proprietà in diverse zone della Cisgiordania occupata, causando tra l’altro casi di soffocamento.
Sei cittadini, tra cui bambini e donne, sono rimasti feriti in un attacco dei coloni contro il villaggio di al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah.
5. L’occupazione accelera 3 progetti di insediamento a Gerusalemme alla vigilia delle elezioni della Knesset
Un’organizzazione israeliana per i diritti umani ha dichiarato che il governo ha fatto avanzare, nell’arco di poche settimane, tre dei più grandi progetti di insediamento nella Gerusalemme occupata, comprendenti più di 3.400 nuove unità abitative.
Secondo un rapporto pubblicato lunedì dall’associazione «Ir Amim», specializzata nelle questioni riguardanti Gerusalemme, l’accelerazione dei tre piani in questo particolare momento riflette un tentativo di imporre nuovi fatti sul terreno, facendo sì che il prossimo governo israeliano si trovi davanti a una realtà insediativa difficile da modificare.
6. #InVideo… coloni aggrediscono una famiglia palestinese a Ramallah
#Guarda… coloni israeliani attaccano il gruppo della famiglia al-Kaabneh a est del villaggio di al-Taybeh, a est di Ramallah, nella Cisgiordania occupata, mentre aumentano gli attacchi contro le comunità palestinesi sotto la diretta protezione dell’esercito dell’occupazione.
7. #InVideo… un neonato palestinese soffoca a causa dei gas dell’occupazione
#Guarda… gli operatori del soccorso cercano di salvare un neonato palestinese colpito da soffocamento dopo che le forze dell’occupazione hanno lanciato granate lacrimogene contro diverse abitazioni nel villaggio di al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.
8. Attraverso la giudaizzazione e l’appropriazione degli immobili… ecco come l’occupazione lavora per isolare Al-Aqsa dal suo ambiente
Le autorità dell’occupazione israeliana non hanno smesso di attuare il loro piano per isolare la moschea di Al-Aqsa dai quartieri e dalle comunità palestinesi che la circondano. Al contrario, stanno procedendo a ritmo accelerato nella sua realizzazione sul terreno, attraverso una serie di progetti insediativi e urbanistici mirati a modificare il carattere della zona e a imporre una nuova realtà intorno alla moschea.
Questi progetti non sembrano essere separati gli uni dagli altri, ma convergono verso un unico obiettivo: stringere l’assedio intorno alla moschea di Al-Aqsa e isolarla dal suo ambiente palestinese, attraverso progetti insediativi e urbanistici che mirano a interrompere i suoi collegamenti geografici e demografici con i quartieri di Gerusalemme e a ridisegnare il paesaggio generale della Gerusalemme occupata.
9. L’istruzione sotto minaccia… le scuole della Cisgiordania affrontano piani di demolizione e sfollamento
Il colpire l’istruzione palestinese nella Cisgiordania occupata non sembra essere costituito da eventi isolati. Con ogni nuovo ordine di demolizione o rimozione di una parte di una scuola, si restringe lo spazio disponibile per consentire ai bambini di proseguire la loro istruzione, soprattutto nelle comunità palestinesi situate a Masafer Yatta, a sud di Hebron, dove gli ordini di demolizione si intrecciano con le pressioni allo sfollamento, gli attacchi dei coloni e le restrizioni alla circolazione.
Europeo
10. Un attivista irlandese pubblica un libro che documenta il suo rapimento e la sua detenzione nelle carceri dell’occupazione
L’attivista irlandese Fra Hughes ha pubblicato un libro intitolato «Rapito a bordo della Flottiglia globale della resilienza verso Gaza 2026», nel quale documenta l’intercettazione della flottiglia da parte delle forze dell’occupazione israeliana nelle acque internazionali e il suo arresto lo scorso aprile.
Il libro racconta i dettagli dell’attacco militare contro la nave «Alma» e le vessazioni e le intimidazioni subite dai sostenitori internazionali prima della loro espulsione.
11. Appello italiano per conferire il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza
Il quotidiano italiano «Il Mattino» ha riferito della presentazione di un’iniziativa che propone di conferire il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza, attraverso le colonne del quotidiano «Avvenire» e su iniziativa del professor Eugenio Mazzarella.
Il giornale ha riferito che l’iniziativa ha ottenuto un ampio sostegno, a partire dalla segretaria del Partito Democratico italiano, Elly Schlein, nel contesto del protrarsi delle conseguenze della guerra nella Striscia di Gaza e delle gravi condizioni umanitarie che ne sono derivate, in particolare per i bambini.
Schlein ha dichiarato che la tregua a Gaza non ha posto fine alle sofferenze della popolazione, spiegando che «nonostante la tregua a Gaza, le persone continuano a morire», sia a causa degli attacchi israeliani e di quelli che ha definito i crimini del primo ministro dell’occupazione Benjamin Netanyahu, sia a causa della carenza di cibo, acqua e medicinali.
12. Rilasciati gli attivisti che hanno distrutto la sede di «Ultra» ad Aberdeen, azienda che fornisce comunicazioni all’occupazione
Le autorità giudiziarie hanno rilasciato su cauzione due attivisti dell’organizzazione «People Against Genocide», dopo un periodo di detenzione preventiva seguito all’irruzione nella sede principale della società «Ultra», attiva nel settore dell’intelligence e delle comunicazioni, nella città scozzese di Aberdeen.
Durante l’azione sul campo, i due attivisti sono riusciti a distruggere apparecchiature tecniche, sequestrare documenti riservati e barricarsi all’interno dell’edificio per più di sei ore, prima dell’arrivo della polizia e dei servizi di intelligence sul posto.
13. Presa di mira la società DSV a Doncaster, nel Regno Unito, per la sua complicità nel genocidio
L’organizzazione «People Against Genocide» ha condotto una protesta diretta davanti alla sede della società globale di servizi logistici «DSV» nella città britannica di Doncaster, con l’obiettivo di interromperne le attività commerciali.
L’azione rientra in una serie di decine di operazioni condotte contro la società a causa del suo ruolo diretto nella spedizione e nel trasporto di equipaggiamenti militari e armi a favore della società «Elbit Systems».
14. L’attivista Julia May riceve minacce di morte israeliane per essersi opposta al genocidio a Gaza
L’attivista internazionale Julia May, residente in Islanda, è oggetto di una campagna di intimidazione e di esplicite minacce di morte da parte dell’occupazione israeliana e dei suoi sostenitori, a causa delle sue posizioni pubbliche e delle sue continue espressioni di solidarietà con la Palestina.
L’attivista ha risposto a queste minacce pubblicando un video nel quale ha affermato di essere in buone condizioni mentali e fisiche, sottolineando che non farà un passo indietro di fronte ai tentativi di intimidazione sionista.
Internazionale
15. «Haverford» negli Stati Uniti cede alle pressioni della lobby e si impegna a proteggere il sionismo all’interno del campus
Wendy Raymond, presidente dell’Haverford College negli Stati Uniti, ha annunciato il raggiungimento di un accordo legale con un gruppo ebraico sionista che aveva intentato una causa contro il college nel 2024.
L’accordo è arrivato dopo una serie di pressioni politiche e azioni giudiziarie alle quali l’amministrazione del college è stata sottoposta in relazione alla vasta mobilitazione studentesca e ai sit-in di protesta contro la guerra di sterminio israeliana in corso nella Striscia di Gaza.
16. L’organizzazione «Palestine Legal» fa causa all’American Sociological Association per la sua complicità contro il boicottaggio
L’organizzazione «Palestine Legal» ha inviato una lettera legale urgente all’American Sociological Association (ASA), per conto del gruppo «Sociologists for Palestine» (S4P), per costringerla a consentire ai propri membri di votare su una risoluzione per il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane.
L’azione legale arriva dopo che la dirigenza dell’associazione ha ostacolato e impedito il progetto di risoluzione, sostenendo che fosse in contrasto con i propri regolamenti operativi. Sono stati lanciati espliciti avvertimenti secondo cui tale divieto rappresenterebbe una chiara complicità che limita la libertà accademica e il diritto all’azione collettiva contro i crimini dell’occupazione.
17. Manifestazione davanti alla sede del New York Times per denunciare la complicità dei media occidentali
L’evento è stato organizzato per commemorare il primo anniversario della morte del giornalista Anas al-Sharif e dei suoi colleghi Mohammed Qreiqeh, Ibrahim Zaher, Mohammed Nofal, Moamen Aliwa e Mohammed al-Khalidi, che l’esercito dell’occupazione israeliana avrebbe deliberatamente ucciso nella Striscia di Gaza.
I manifestanti hanno innalzato slogan accusando i principali media occidentali, in particolare il New York Times, di contribuire attivamente al consolidamento di una politica di oscuramento dell’informazione e di giustificazione dei crimini di guerra.
I manifestanti hanno affermato che la copertura mediatica parziale ha contribuito fin dall’inizio a creare un’accettazione popolare e una piena complicità nella guerra di sterminio in corso, durante la quale l’occupazione prende sistematicamente di mira gli operatori dell’informazione per impedire la documentazione dei suoi crimini e la trasmissione della verità al mondo.
18. Relatori speciali dell’ONU: 160 palestinesi uccisi a Gaza nel mese di luglio nonostante il cessate il fuoco
I relatori speciali delle Nazioni Unite hanno dichiarato che la macchina di morte israeliana ha ucciso 160 palestinesi nella Striscia di Gaza durante lo scorso mese di luglio, nonostante siano trascorsi più di dieci mesi dall’annuncio del cessate il fuoco, riaprendo le domande su ciò che rimane effettivamente dell’accordo sul terreno.
I relatori hanno spiegato che il numero dei palestinesi uccisi dall’annuncio del cessate il fuoco nell’ottobre 2025 ha superato quota 1.200, mentre le forze dell’occupazione hanno continuato i loro attacchi contro aree densamente popolate e zone in cui si trovano persone sfollate, tra cui l’area di al-Mawasi.
19. #InVideo… manifestanti cacciano turisti israeliani in Grecia
#Guarda… si sono scontrati con loro e hanno gridato «Palestina libera». Manifestanti greci sostenitori del popolo palestinese hanno allontanato turisti israeliani dall’area della protesta e hanno chiesto loro di lasciare il Paese.
20. Peace Now: la politica del governo dell’occupazione prepara un’annessione non dichiarata della Cisgiordania
Il movimento israeliano Peace Now ha dichiarato che la politica applicata dal governo israeliano nelle aree classificate A e B della Cisgiordania costituisce una chiara violazione degli accordi firmati con l’Autorità Palestinese.
Peace Now ha accusato il governo di Netanyahu di violare gli accordi attraverso l’espansione degli insediamenti e il trasferimento di competenze nelle aree classificate A e B della Cisgiordania all’Amministrazione Civile.
