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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2532, Data: venerdì 21 agosto 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2532, Data: venerdì 21 agosto 2026

1. Dopo quasi tre anni sotto le macerie, Gaza dà sepoltura ai resti di 50 vittime

I palestinesi della città di Gaza hanno celebrato i funerali dei resti di 50 persone uccise, i cui corpi sono stati recuperati dalle macerie di abitazioni distrutte dalle squadre della Protezione civile, dopo essere rimasti sepolti per quasi tre anni, da quando le loro case erano state colpite nei primi mesi della guerra.

L’operazione di recupero è avvenuta in un contesto di grave carenza di mezzi pesanti e di difficoltà nell’accesso a vaste aree che rimangono sotto il controllo delle forze di occupazione israeliane, mentre le famiglie palestinesi continuano ad attendere il recupero dei corpi dei loro cari, ancora sepolti sotto le macerie delle abitazioni distrutte.

**2. Centro per i diritti umani: il sistematico attacco israeliano alla polizia di Gaza aggrava il caos**

Il Centro palestinese per i diritti umani ha fermamente condannato il bombardamento, da parte delle forze di occupazione israeliane, di una sede temporanea della polizia municipale nel centro di Gaza City. L’attacco ha provocato la morte di otto membri della polizia, tra cui due agenti donne, nonché di una bambina che si trovava all’interno di un parco municipale adiacente, e il ferimento di 18 cittadini, alcuni dei quali hanno riportato ferite definite estremamente gravi.

L’attacco è avvenuto poche ore dopo l’arresto di un ufficiale di polizia e di un dipendente della sicurezza nel sud della Striscia di Gaza.

Il centro ha dichiarato che l’attacco rientra in un modello ricorrente di attacchi contro gli appartenenti alla polizia e alle forze di sicurezza impegnati nel mantenimento dell’ordine pubblico nella Striscia di Gaza, mentre continuano gli attacchi contro civili, tende degli sfollati, mercati e raduni civili in diverse zone della Striscia.

**3. Cinque feriti in un attacco di coloni contro un veicolo a nord-est di Ramallah**

Cinque palestinesi sono rimasti feriti in un attacco condotto da coloni contro un veicolo palestinese nella zona della pianura di Marj Si’a, situata tra i villaggi di Al-Mughayyir e Abu Falah, a nord-est di Ramallah.

Secondo fonti locali, un gruppo di coloni si è infiltrato nella zona e ha intercettato un veicolo sul quale viaggiavano diversi cittadini, prima di aggredirlo, provocandone il ribaltamento. Successivamente, alcuni membri del gruppo hanno aggredito i passeggeri.

**4. I coloni assediano Qusra per il 12° giorno; incursioni nella Valle del Giordano e abitazioni incendiate**

Per il dodicesimo giorno consecutivo, i coloni hanno continuato ad assediare tre abitazioni nella località di Qusra, a sud di Nablus, sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane, nel tentativo di prenderne il controllo e imporre un nuovo fatto compiuto nella zona.

Il presidente del Consiglio comunale di Qusra, Abdel Azim Wadi, ha dichiarato che le forze di occupazione israeliane e alcuni coloni continuano ad assediare tre abitazioni nella zona di Ras al-Ain, impedendo alle famiglie di entrarvi o uscirne. Una delle abitazioni è stata trasformata in una caserma militare e posta sotto il loro controllo, mentre contemporaneamente la zona è stata dichiarata area militare chiusa.

**5. Euro-Med: le indagini israeliane sulla morte di 35 palestinesi a Gaza riproducono un modello di negazione**

L’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani ha dichiarato che l’esercito di occupazione israeliano ha riconosciuto i fatti relativi a cinque incidenti che hanno provocato la morte di 35 persone nella Striscia di Gaza, ma ha sottratto i responsabili alla possibilità di essere chiamati a rispondere delle proprie azioni, dopo aver annunciato tardivamente l’apertura di due indagini e la chiusura di altri tre fascicoli.

L’organizzazione ha ritenuto che i risultati delle indagini israeliane riproducano un modello di negazione e di disinformazione dell’opinione pubblica, fornendo al contempo una copertura legale che protegge i comandanti militari dalla responsabilità. Ha sottolineato che i cinque episodi hanno riguardato, tra gli altri, il coinvolgimento di dipendenti della World Central Kitchen, della bambina Hind Rajab e di personale medico e delle Nazioni Unite.

**6. Le autorità di occupazione israeliane demoliscono due abitazioni e sradicano alberi nel villaggio di Abda, nel Negev**

Le autorità di occupazione israeliane hanno demolito due abitazioni nel villaggio di Abda, nel deserto del Negev occupato, mentre circa dieci alberi sono stati abbattuti nel villaggio.

Il sito «Arab 48» ha citato un attivista locale, secondo il quale «due ispettori della cosiddetta Autorità israeliana per le terre hanno fatto irruzione nel villaggio questa mattina a bordo di due veicoli fuoristrada, hanno legato le due abitazioni ai veicoli e le hanno trascinate, provocandone l’immediata demolizione e distruzione».

**7. L’occupazione trasforma la sede di una scuola nel campo di Shu’afat in una scuola israeliana**

Le autorità di occupazione israeliane hanno trasformato l’edificio che ospitava in precedenza una scuola dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA), nel campo di Shu’afat, nella Gerusalemme occupata, in una scuola dipendente dal Ministero dell’Istruzione israeliano e dal Comune di Gerusalemme.

Il vicesindaco di Gerusalemme nominato dall’occupazione, Arieh King, ha dichiarato che il provvedimento mira a «cancellare ogni traccia o memoria dell’UNRWA» e a estrometterla definitivamente dalla città di Gerusalemme.

**8. #Video: i proiettili dell’occupazione inseguono i palestinesi a Gaza**

**#Guarda:** Sotto una raffica di colpi d’arma da fuoco, un giovane palestinese sfollato nella Striscia di Gaza documenta il momento in cui lui e altre persone riescono a salvarsi dai colpi sparati da un cecchino dell’occupazione israeliana mentre cercano di attraversare il quartiere di Shuja’iyya, vicino alla Linea Gialla.

# *Europeo*

**9. Proteste in Italia contro la partita tra Atalanta e Hapoel Tel Aviv**

La Rete di Bergamo per la Palestina ha invitato a una manifestazione di massa nel nord Italia, prevista per oggi, giovedì, per protestare contro la partita tra la squadra italiana dell’Atalanta e quella israeliana dell’Hapoel Tel Aviv nell’ambito della UEFA Conference League, chiedendo la fine di quello che definisce il colonialismo sionista nello sport internazionale.

La mobilitazione prende il via prima della partita con gli slogan «Fuori il sionismo dallo sport» e «Mostrate il cartellino rosso all’Hapoel», mentre aumentano le richieste popolari e internazionali di escludere tutti i club e le entità dell’occupazione dalle competizioni continentali e mondiali.

**10. Insegnante sospeso dall’insegnamento nello Stato dell’Assia per il suo sostegno alla Palestina**

L’insegnante tedesco di matematica e informatica Julian Hund ha annunciato che le autorità scolastiche dello Stato tedesco dell’Assia hanno deciso arbitrariamente di sospenderlo dall’insegnamento a causa della pubblicazione, sui suoi account personali sui social media, di posizioni politiche a sostegno della causa palestinese e contrarie all’occupazione.

Secondo il testo, il provvedimento mette in luce l’estensione delle sanzioni amministrative e delle intimidazioni professionali esercitate dalle autorità tedesche responsabili della sicurezza e dell’istruzione per mettere a tacere gli educatori, anche al di fuori del loro incarico ufficiale e dei loro doveri didattici nelle scuole.

**11. La giustizia britannica persegue cinque attivisti di Palestine Action**

Gli attivisti erano stati arrestati e processati con l’accusa di «danneggiamento criminale» dopo aver infranto le finestre di una banca e averla imbrattata con vernice rossa per protestare contro il suo sostegno militare all’occupazione. Tuttavia, nelle fasi finali del procedimento, il giudice ha deciso di applicare nei loro confronti la legislazione antiterrorismo, senza informare gli imputati né la giuria durante il processo.

Secondo il testo, questo approccio giudiziario rivela una flagrante violazione e un sistematico doppio standard all’interno del sistema giuridico britannico volto a reprimere il movimento di boicottaggio.

**12. La Hind Rajab Foundation respinge l’annuncio israeliano sull’apertura di indagini sui massacri a Gaza**

La Hind Rajab Foundation (HRF), dalla capitale belga Bruxelles, ha annunciato di non avere fiducia nella decisione dell’esercito di occupazione israeliano di aprire indagini penali sull’uccisione della bambina Hind Rajab, della sua famiglia e dei paramedici della Mezzaluna Rossa palestinese nel gennaio 2024.

La fondazione ha ritenuto che tale iniziativa miri ad aggirare il crescente controllo e le pressioni internazionali e a coprire la prosecuzione della guerra genocida.

**13. Responsabile di un gruppo australiano di solidarietà: il termine «genocidio» non viene usato per insultare nessuno, ma descrive la portata di ciò che sta accadendo a Gaza**

La Biblioteca pubblica di Waverley, nella zona di Bondi Junction a Sydney, ha rimosso dagli scaffali il libro *How to Sell a Genocide: The Complicity of the Media in the Destruction of Gaza* dello scrittore americano Adam Johnson, dopo le pressioni esercitate da una sopravvissuta all’attacco contro un evento di celebrazione di Hanukkah a Bondi Beach nel dicembre 2025.

Secondo quanto riportato dal giornale ebraico *J-Wire*, la donna aveva espresso il proprio disagio nel vedere il libro esposto nello scaffale dedicato alle «nuove uscite / più richiesti» della biblioteca, che si trova nello stesso consiglio municipale responsabile della supervisione di Bondi Beach.

**14. Australia: la chiusura da parte di Israele dell’indagine sulla morte degli operatori umanitari a Gaza è un insulto nei nostri confronti**

L’Australia ha convocato l’ambasciatore israeliano in segno di protesta contro la decisione dell’esercito di occupazione israeliano di non avviare procedimenti penali per la morte dell’operatrice umanitaria australiana Zomi Frankcom e di sei suoi colleghi, uccisi in un attacco che li aveva colpiti nella Striscia di Gaza nell’aprile 2024.

Il governo australiano ha definito la decisione israeliana «un grave insulto» alla famiglia di Frankcom e agli operatori umanitari, sostenendo che non raggiunga il livello di responsabilità richiesto per la morte degli operatori umanitari.

# *Internazionale*

**15. La City University of New York dovrà divulgare i propri investimenti in aziende al servizio dell’occupazione**

La City University of New York (CUNY) ha ufficialmente accettato un accordo giudiziario che la obbliga a divulgare in modo completo i documenti relativi ai propri investimenti e contratti finanziari con 30 grandi aziende collegate all’entità israeliana e complici della sua aggressione.

La decisione pone fine a una controversia giudiziaria durata anni, avviata nel 2024 dalla studentessa di giurisprudenza Sarah Southie, che aveva presentato una richiesta ai sensi della legge sulla libertà d’informazione (FOIL).

In base all’accordo, l’amministrazione dell’università si è impegnata a fornire tutti i dati relativi alle proprie azioni e obbligazioni, retroattivamente fino a gennaio 2020, entro un termine massimo di 15 giorni.

**16. Un accademico fa causa alla Northwestern University e a funzionari federali dopo essere stato licenziato per il suo sostegno a Gaza**

Stephen Thrasher, ex professore associato presso la Medill School of Journalism della Northwestern University negli Stati Uniti, ha intentato una causa federale contro l’amministrazione dell’università e alcuni funzionari governativi, dopo essere stato arbitrariamente sanzionato e licenziato a causa delle sue posizioni pubbliche contro la guerra genocida nella Striscia di Gaza.

La causa è stata presentata dopo che l’università aveva sospeso il docente dall’insegnamento, mosso contro di lui accuse penali e avviato procedimenti disciplinari, per poi negargli la stabilizzazione accademica e licenziarlo definitivamente, ignorando la decisione di una commissione composta da membri del corpo docente che lo aveva assolto e aveva confermato la violazione della sua libertà accademica da parte dell’università.

**17. Il movimento palestinese in Ungheria ottiene una decisione legale che autorizza una manifestazione a Budapest**

La comunità palestinese in Ungheria ha ottenuto dalla direzione della polizia della capitale Budapest il riconoscimento ufficiale dell’assenza di qualsiasi base giuridica per vietare la manifestazione prevista per venerdì, organizzata per esprimere solidarietà ai prigionieri palestinesi nelle carceri dell’occupazione e sostenere il dottor Hussam Abu Safiya.

La polizia ungherese ha ufficialmente confermato di aver preso atto della comunicazione presentata riguardo alla manifestazione e della sua conformità al quadro giuridico e costituzionale, nonostante le campagne di istigazione e le forti pressioni esercitate da organizzazioni ebraiche per collegare l’evento di solidarietà al «sostegno al terrorismo».

**18. Un rapporto sui diritti umani smentisce le indagini dell’occupazione israeliana a Gaza**

L’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani ha dichiarato che i risultati delle verifiche annunciati dall’esercito di occupazione israeliano riguardo a cinque episodi nei quali sono state uccise 35 persone, tra cui bambini e operatori umanitari e sanitari, non raggiungono il livello richiesto per essere considerati indagini penali indipendenti ed efficaci.

L’organizzazione ha ritenuto che tali risultati riproducano un modello basato sul ritardo nelle indagini, sulla negazione dei fatti o sulla presentazione di versioni mutevoli degli eventi, per poi limitare la responsabilità a errori operativi e chiudere i fascicoli senza una reale assunzione di responsabilità penale.

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