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Bollettino dell’Epal European Palestinian Media Center, numero 2346, data: giovedì 5 febbraio 2026

Bollettino dell'Epal European Palestinian Media Center, numero 2346, data: giovedì 5 febbraio 2026

1. 24 martiri, tra cui 8 bambini e un soccorritore, uccisi dal fuoco dell’occupazione nella Striscia di Gaza

Ventiquattro cittadini, tra cui otto bambini e un soccorritore, sono stati uccisi dal fuoco delle forze di occupazione israeliane a est della Striscia di Gaza, mentre le violazioni del cessate il fuoco continuano per il 116° giorno consecutivo. Dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco, le forze di occupazione hanno ucciso, a causa delle loro ripetute violazioni, 553 palestinesi, tra cui 179 bambini e 69 donne, e ne hanno feriti 1.463. Dall’inizio della guerra di genocidio il 7 ottobre 2023, le forze di occupazione hanno ucciso più di 71.803 cittadini e ferito oltre 171.570 persone, oltre a causare una distruzione su vasta scala che ha colpito circa il 90% delle infrastrutture civili, con costi di ricostruzione stimati dalle Nazioni Unite in circa 70 miliardi di dollari.

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**2. Centro per i diritti: 26 prigionieri malati di cancro affrontano una morte lenta nelle carceri dell’occupazione**

Il Centro Palestinese per gli Studi sui Prigionieri ha rivelato che 26 prigionieri palestinesi nelle carceri dell’occupazione israeliana soffrono di diversi tipi di cancro, in condizioni sanitarie estremamente gravi che minacciano la loro vita in qualsiasi momento, mentre vengono privati di cure adeguate e ricevono solo antidolorifici. Il direttore del centro, il ricercatore Riyad Al-Ashqar, ha spiegato in un rapporto pubblicato in occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, che ricorre il 4 novembre di ogni anno, che i prigionieri malati di cancro sono sottoposti a una politica di “morte lenta” a causa della negligenza medica deliberata, della gravità delle loro condizioni di salute e delle dure condizioni di detenzione che li privano dei bisogni più elementari della vita, senza alcuna distinzione tra prigionieri malati e sani.

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**3. Coloni attaccano una scuola nella Valle del Giordano, il loro terrorismo è aumentato del 25% nel 2025**

Dei coloni hanno attaccato la scuola Al-Tahadi nell’area di Ibziq, a nord di Tubas nella Valle del Giordano settentrionale, distruggendone i contenuti e spianando la strada che conduce alla scuola, nel tentativo di impedire a studenti e personale scolastico di raggiungerla. Il direttore dell’Istruzione di Tubas, Azmi Balawneh, ha dichiarato che questo attacco è il secondo del suo genere contro la scuola da parte dei coloni.

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**4. L’occupazione fa marcia indietro sul divieto di viaggio dei pazienti: 4.000 malati di cancro in lista d’attesa**

L’occupazione israeliana ha fatto marcia indietro sul divieto imposto ai pazienti di Gaza di viaggiare all’estero per ricevere cure. Il portavoce della Mezzaluna Rossa Palestinese, Raed Al-Nems, ha dichiarato ai giornalisti: «Siamo stati informati della ripresa del coordinamento per il viaggio dei pazienti dalla Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah». Il Ministero della Salute di Gaza ha avvertito che 11.000 malati di cancro rischiano di essere privati di cure specialistiche e diagnostiche all’interno e all’esterno della Striscia, a seguito della decisione delle autorità di occupazione israeliane di annullare il viaggio di un nuovo gruppo di pazienti e feriti attraverso il valico terrestre di Rafah.

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**5. L’occupazione annuncia un enorme piano di colonizzazione per l’espansione della colonia di Adam a Gerusalemme**

Il governo dell’occupazione ha annunciato la firma di un importante accordo di espansione coloniale volto alla costruzione di migliaia di nuove unità abitative nella colonia di “Adam” (Geva Binyamin), edificata su terre palestinesi a nord di Gerusalemme occupata, in una nuova escalation che riflette la determinazione delle autorità di occupazione israeliane a modificare la realtà demografica e geografica della città santa. Secondo l’annuncio ufficiale, l’accordo prevede la costruzione di circa 2.780 nuove unità abitative, con un costo iniziale stimato di circa 120 milioni di shekel.

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**6. Ufficio stampa governativo: 1.520 violazioni israeliane dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza**

L’Ufficio stampa governativo della Striscia di Gaza ha annunciato che l’occupazione israeliana ha commesso 1.520 violazioni dell’accordo di cessate il fuoco dalla sua entrata in vigore il 10 ottobre 2025 fino a oggi, causando la morte di 556 martiri e il ferimento di circa 1.500 cittadini, in palese violazione del diritto internazionale umanitario e in compromissione delle disposizioni del protocollo umanitario allegato all’accordo. L’ufficio ha precisato che le violazioni includono 522 episodi di fuoco, 73 incursioni di mezzi militari in quartieri e aree residenziali, 704 operazioni di bombardamento e attacco, oltre a 221 demolizioni di case e edifici di vario tipo. Ha inoltre indicato che tra i martiri vi sono 288 bambini, donne e anziani, e 268 uomini, sottolineando che il 99% delle vittime sono civili.

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**7. Haaretz: 766 salme palestinesi trattenute da “Israele”, di cui 373 dalla guerra di genocidio a Gaza**

Il quotidiano *Haaretz* ha rivelato che 766 salme di martiri palestinesi sono trattenute da “Israele”, oltre a dieci salme di cittadini stranieri. Il giornale ha riferito che 373 di queste salme sono trattenute dalla guerra di genocidio contro Gaza nell’ottobre 2023. Secondo il quotidiano, tra le salme vi sono 88 palestinesi morti nelle carceri a causa delle pessime condizioni di detenzione, della negligenza medica e della tortura, tra cui 53 prigionieri provenienti dalla Striscia di Gaza.

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**8. #Video | Il freddo invernale aggrava la tragedia dei bambini che vivono nelle tende a Gaza**

#Guarda… Bambini palestinesi sfollati piangono sotto la pioggia battente in condizioni umanitarie difficili, aggravate dal freddo invernale e dalle piogge del sistema di bassa pressione che colpisce la Striscia di Gaza.

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**Europeo**

**9. Una deputata chiede l’arresto del presidente di Israele**

#Guarda… «Il razzismo non si combatte accogliendo criminali di guerra». Una deputata chiede l’arresto del presidente israeliano Isaac Herzog durante la sua visita prevista in Australia nei prossimi giorni.

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**10. Tribunale britannico assolve attivisti pro-Palestina accusati dell’assalto a una fabbrica di armi dell’occupazione**

Un tribunale britannico ha assolto sei attivisti pro-Palestina dall’accusa di rapina con violenza, in relazione a un’irruzione effettuata nel 2024 in una fabbrica di armi gestita dalla società “Elbit Systems”, legata al Ministero della Difesa dell’occupazione israeliana. L’agenzia *Reuters* ha riferito che la giuria non è riuscita a raggiungere un verdetto sulle accuse di danneggiamento criminale dopo lunghe deliberazioni durante le udienze del processo.

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**11. Il rappresentante di Israele all’Eurovision 2026 ha cantato in omaggio all’esercito israeliano**

La Campagna di Solidarietà con la Palestina in Irlanda ha riferito che il concorrente “Naom Bitan”, che rappresenterà l’entità israeliana all’Eurovision 2026, ha espresso ammirazione per criminali di guerra delle forze di occupazione israeliane responsabili di crimini di genocidio. La campagna ha affermato che il cantante Bitan si è esibito per l’esercito israeliano durante il periodo del genocidio a Gaza e che la partecipazione di “Israele” all’Eurovision viene utilizzata per ripulire l’immagine di questi crimini, chiedendone l’esclusione dal concorso. Diversi Paesi hanno boicottato l’Eurovision a causa della partecipazione dell’occupazione israeliana, tra cui Irlanda, Spagna e Slovenia, in protesta contro l’uso dell’evento artistico per coprire i crimini contro i palestinesi e in opposizione alle politiche di apartheid praticate da “Israele” nei territori occupati.

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**Internazionale**

**12. Appelli al Congresso per il rilascio della palestinese “Luqaa Kordia” per la sua partecipazione a proteste di solidarietà**

L’Agenzia statunitense per l’immigrazione e le dogane (ICE) continua a detenere Luqaa Kordia, una palestinese di 32 anni residente nel New Jersey, in un centro di detenzione in Texas dal marzo 2025, dopo che era stata convocata presso un ufficio immigrazione in merito al suo status legale. Kordia è stata arrestata e detenuta nonostante l’assenza di qualsiasi prova che rappresenti una minaccia per la sicurezza pubblica o che abbia precedenti penali. Gruppi per i diritti umani considerano la sua detenzione una ritorsione per la sua partecipazione a proteste pacifiche a sostegno dei palestinesi, tra cui una manifestazione davanti all’Università di Columbia nell’aprile 2024 contro la guerra a Gaza. Un giudice federale aveva già ordinato il suo rilascio due volte, ma l’ICE ha utilizzato procedure amministrative per impedirne la liberazione. Il gruppo “Code Pink” chiede un’azione per ottenerne il rilascio contattando i membri del Congresso e mantenendo alta l’attenzione sul suo caso.

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**13. Trump intensifica i suoi attacchi contro l’Università di Harvard per il sostegno agli studenti solidali**

Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione chiederà all’Università di Harvard risarcimenti finanziari fino a un miliardo di dollari, dopo aver scritto sulla sua piattaforma “Truth Social” di non voler avere alcun rapporto futuro con l’università. Questa mossa rientra nel contesto dei ripetuti attacchi di Trump alle proteste pro-Palestina e ai programmi di diversità, equità e inclusione nei campus universitari, sostenendo che la questione dovrebbe essere classificata come “penale e non civile”, pur senza fornire dettagli chiari. La campagna di Trump contro le università statunitensi più prestigiose non si è limitata a Harvard, ma ha coinvolto anche altre istituzioni educative, con l’imposizione di sanzioni finanziarie e la minaccia di revocare finanziamenti federali alla ricerca per un valore di miliardi di dollari, nel tentativo di fare pressione sulle università affinché modifichino i loro programmi accademici che includono studi sul Medio Oriente e studi palestinesi.

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**14. Dimissioni del team Palestina di Human Rights Watch in protesta contro il ritiro di un rapporto**

Il team Palestina dell’organizzazione Human Rights Watch, composto dal ricercatore Omar Shakir e dalla ricercatrice associata Meleena Ansari, si è dimesso in protesta contro la decisione della dirigenza dell’organizzazione di sospendere un rapporto da loro redatto, che concludeva che la negazione da parte dell’occupazione israeliana del diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi costituisce un crimine contro l’umanità. Shakir, che ha guidato il team “Palestina e Israele” dell’organizzazione per quasi un decennio, e Ansari hanno dichiarato che la decisione di ritirare il rapporto ha violato i meccanismi interni di approvazione e ha dimostrato la prevalenza del timore delle pressioni politiche sull’impegno verso il diritto internazionale e gli standard dei diritti umani.

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**15. Furto di organi: un crimine israeliano smascherato dal Guinness dei Primati!**

Mentre le autorità dell’occupazione israeliana si promuovono a livello globale come uno Stato “umanitario” all’avanguardia nel campo della donazione di organi e vantano record nel trapianto di reni, emergono parallelamente fatti scioccanti che accusano l’occupazione di aver commesso gravi crimini contro il corpo palestinese, vivo e morto. Tra questi figurano la trattenuta delle salme dei martiri, la violazione della loro dignità e il sospetto furto di organi, in palese violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario. In concomitanza con la Giornata Internazionale di Solidarietà con la Palestina e i suoi prigionieri, il 31 gennaio, la questione delle salme dei martiri trattenute è tornata al centro dell’attenzione, accompagnata da testimonianze sempre più numerose di famiglie dei martiri, medici e organizzazioni per i diritti umani che confermano che quanto sta accadendo va oltre una semplice politica arbitraria di trattenimento dei corpi e configura un crimine organizzato perpetrato nel silenzio internazionale.

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**16. “Non potranno uccidere le stelle”: un libro che documenta i volti di Gaza nella coscienza del mondo dopo gli orrori del genocidio**

È stato recentemente pubblicato un nuovo libro internazionale che documenta capitoli e scene umane della realtà del genocidio commesso dall’occupazione israeliana contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza, mettendo in luce i volti delle vittime e dei sopravvissuti e raccontando la storia palestinese con un linguaggio umanitario rivolto alla coscienza del mondo. Il libro, pubblicato in inglese con il titolo *They Can’t Kill the Stars* (“Non potranno uccidere le stelle”), è scritto dall’autrice palestinese di Gaza Wijdan Wajdi Abu Shamala, conta circa 150 pagine e include 17 storie reali basate su nomi e volti autentici di vittime e sopravvissuti al genocidio. Il libro è stato pubblicato dalla Rete Palestinese Europea e lanciato ufficialmente durante la Conferenza degli Europei solidali con la Palestina, tenutasi nella capitale danese Copenaghen, alla presenza dell’autrice, riscuotendo grande interesse e ampia attenzione da parte dei partecipanti.

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**17. 100 personalità culturali senegalesi chiedono sanzioni contro l’occupazione**

Un gruppo di importanti personalità culturali senegalesi, tra cui i registi pluripremiati Mati Diop e Alain Gomis, la danzatrice Germaine Acogny e lo scrittore Ken Bugul, ha invitato il presidente senegalese Bassirou Diomaye Faye ad adottare misure urgenti contro “Israele” e a imporre sanzioni per quello che hanno definito il genocidio in corso a Gaza. La dichiarazione, pubblicata dall’organizzazione “Artisti africani contro l’apartheid – Senegal”, ha chiesto l’interruzione delle relazioni diplomatiche ed economiche e il divieto di qualsiasi transito di equipaggiamenti militari israeliani attraverso i porti senegalesi, sottolineando che il popolo senegalese attende azioni concrete.

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