
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2347, data: venerdì 6 febbraio 2026
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2347, data: venerdì 6 febbraio 2026
1. Tre martiri e raid israeliani sparsi su Gaza mentre continuano le violazioni dell’occupazione
Un cittadino palestinese è stato ucciso dal fuoco delle forze di occupazione israeliane a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, mentre continuano le violazioni dell’accordo di cessate il fuoco. Nel frattempo, un ex detenuto deportato a Gaza e un altro cittadino sono morti a causa delle ferite riportate in precedenti bombardamenti.
Una fonte locale ha riferito del martirio del giovane **Baha’ Mohammed Al-Fajam**, colpito a morte dalle forze di occupazione nella cittadina di Bani Suheila, a est di Khan Younis. È morto anche il cittadino **Rami Ibrahim Rizq Abu Qarsheen**, a causa delle ferite riportate mesi fa in un attacco aereo israeliano sulla città di Khan Younis.
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### **2. L’Organizzazione Mondiale della Sanità mantiene lo stato di emergenza in Palestina amid il collasso sanitario**
Il Consiglio esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di mantenere lo stato di emergenza sanitaria in vigore nei Territori Palestinesi Occupati, compresa Gerusalemme Est, alla luce del profondo collasso umanitario e sanitario che colpisce la Striscia di Gaza.
La bozza di risoluzione è stata approvata con 27 voti su 34 membri. Un solo membro, “Israele”, ha votato contro; quattro si sono astenuti e tre erano assenti.
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### **3. UNRWA: Israele continua a impedire l’ingresso dei nostri aiuti a Gaza da marzo 2025**
L’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi (UNRWA) ha annunciato che i suoi aiuti umanitari destinati a Gaza restano bloccati in Egitto e in Giordania, poiché Israele ne impedisce l’ingresso nella Striscia dal marzo 2025.
In una dichiarazione pubblicata sulla piattaforma X, l’agenzia ha affermato: “Le forniture umanitarie dell’UNRWA — tra cui cibo, articoli per l’igiene, medicinali e materiali per l’alloggio — restano immagazzinate nei depositi in Egitto e Giordania, dopo che ne è stato impedito l’ingresso a Gaza dal marzo 2025”.
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### **4. Euro-Med Monitor: legare la ricostruzione di Gaza al disarmo legittima la prosecuzione del genocidio**
L’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani ha dichiarato che collegare la ricostruzione di Gaza al disarmo equivale a legittimare la prosecuzione del genocidio perpetrato da Israele nella Striscia da oltre due anni, e rappresenta una violazione delle norme imperative del diritto internazionale.
Secondo l’organizzazione, subordinare la ricostruzione al disarmo ignora deliberatamente i gravi crimini commessi da Israele contro la popolazione civile e le infrastrutture civili di Gaza, trasformando il diritto degli abitanti alla ricostruzione e alla ripresa in uno strumento di ricatto politico. Ciò costituisce una palese violazione degli obblighi di Israele come potenza occupante ai sensi del diritto internazionale umanitario, in particolare delle Convenzioni di Ginevra, che impongono la protezione dei civili e la garanzia dei loro bisogni fondamentali senza condizioni.
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### **5. Tutte le case del quartiere Al-Bustān minacciate di demolizione secondo piani di giudaizzazione contro Gerusalemme**
Il direttore del Centro di Gerusalemme, **Hassan Khater**, ha confermato che tutte le abitazioni del quartiere Al-Bustān, a sud della Moschea di Al-Aqsa, sono ora minacciate di demolizione, avvertendo che quanto sta accadendo rientra in piani sistematici di giudaizzazione volti a cambiare l’identità della città santa e a svuotarla dei suoi abitanti originari.
Khater ha spiegato che l’approvazione da parte delle autorità di occupazione della demolizione di 14 case nel quartiere rappresenta il proseguimento di una politica di lunga data volta a cancellare la presenza urbanistica palestinese. Ha ricordato che Al-Bustān è preso di mira sin da prima del 2009, quando l’occupazione tentò di demolire l’intero quartiere e di costringere i residenti ad andarsene, ma la loro fermezza fece fallire il piano.
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### **6. Israele pianifica di trasformare la ricostruzione di Gaza in una leva per la propria economia sfruttando la sofferenza**
Il quotidiano israeliano *Haaretz* ha rivelato iniziative guidate dal Ministero delle Finanze del governo di occupazione israeliano volte a sfruttare la ricostruzione della Striscia di Gaza per ottenere guadagni economici e a collegare le infrastrutture di Gaza a Israele.
Secondo il giornale, i piani includono l’ampliamento della centrale elettrica di Ashkelon all’interno di Israele e la costruzione di strade nei territori occupati con finanziamenti internazionali. Queste proposte mirano a impedire la creazione di infrastrutture indipendenti a Gaza, mantenendo al contempo “le chiavi della vita” sotto il controllo israeliano.
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## *Europeo*
### **7. L’Australia rifiuta l’arresto di Herzog e accusa un giovane di aver tentato di minacciarne la vita**
Il governo australiano ha respinto le richieste di arrestare il presidente israeliano **Isaac Herzog** durante la sua visita in Australia per porgere le condoglianze alle vittime dell’incidente di Bondi Beach a Sydney.
La visita di Herzog durerà quattro giorni e inizierà lunedì prossimo con un incontro con la comunità ebraica, dopo l’attacco del 14 dicembre 2025 contro una celebrazione della festività ebraica di Hanukkah, che ha causato la morte di 15 persone.
Le richieste di arresto sono giunte dopo che un’indagine indipendente delle Nazioni Unite nel 2025 ha concluso che il presidente israeliano aveva “istigato al genocidio” attribuendo a tutti i palestinesi la responsabilità dell’operazione “Alluvione di Al-Aqsa”, condotta dalla resistenza palestinese il 7 ottobre 2023.
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### **8. Rabbia in Gran Bretagna per la distruzione da parte dell’occupazione di un cimitero di soldati alleati a est di Gaza**
Recenti immagini satellitari hanno rivelato che le forze di occupazione israeliane hanno demolito parti del “Cimitero di Guerra di Gaza”, che ospita le spoglie di soldati britannici, australiani e di altri Paesi alleati caduti durante la Prima e la Seconda guerra mondiale.
Le immagini, pubblicate dal quotidiano britannico *The Guardian*, mostrano vaste operazioni di scavo e livellamento all’interno del cimitero situato nel quartiere Al-Tuffah, a est di Gaza City, comprese la rimozione di file di lapidi nella sezione meridionale e la costruzione di un terrapieno con macchinari pesanti.
Queste scene hanno suscitato indignazione e rabbia negli ambienti politici britannici, oltre che tra le organizzazioni di veterani e le famiglie dei soldati, che hanno definito quanto accaduto una grave violazione della sacralità dei morti e un’offesa alla storia militare e diplomatica, chiedendo l’apertura di un’indagine ufficiale ai massimi livelli.
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### **9. Le dichiarazioni di Guardiola su Gaza scatenano l’ira dei leader della comunità ebraica a Manchester**
Le recenti dichiarazioni di solidarietà alla Palestina di **Pep Guardiola**, allenatore del Manchester City, hanno suscitato il malcontento del Consiglio Rappresentativo Ebraico della Greater Manchester, che ha attaccato Guardiola accusandolo di un “totale fallimento” nel mostrare solidarietà alla comunità ebraica.
Guardiola ha dichiarato ai giornalisti a Manchester, prima di una partita contro il Newcastle United: “Mai nella storia dell’umanità abbiamo avuto le informazioni davanti ai nostri occhi e osservato le cose con tanta chiarezza come oggi”, riferendosi al genocidio perpetrato da Israele in due anni a Gaza.
In una nota pubblicata su X, il Consiglio ha affermato: “Abbiamo ripetutamente chiesto alle figure pubbliche di essere caute nelle parole che usano, vista la situazione di attacchi subiti dagli ebrei in tutto il mondo. Pep Guardiola è un allenatore di calcio e, sebbene le sue riflessioni umanitarie possano essere ben intenzionate, dovrebbe concentrarsi sul calcio”.
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### **10. Appelli a firmare una petizione per sostenere gli studenti di Gaza e rafforzare la cooperazione accademica**
La campagna **Gaza40Plus** ha lanciato una nuova petizione online che chiede al governo britannico di estendere il sostegno agli studenti di Gaza e di rafforzare la cooperazione accademica con le università palestinesi.
La petizione mira a garantire agli studenti di Gaza l’accesso all’istruzione universitaria senza ostacoli finanziari, in particolare per coloro che hanno già ricevuto offerte di ammissione da università britanniche.
Le principali richieste includono l’estensione della politica di evacuazione degli studenti di Gaza oltre il 31 dicembre 2025, l’allineamento con la politica dei visti “Home Visa” per gli studenti ucraini, la concessione di ulteriori borse di studio per studiare nel Regno Unito e la facilitazione di partenariati di gemellaggio tra università britanniche e quelle di Gaza, analogamente a quanto fatto per gli studenti ucraini.
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### **11. Proteste contro la visita del cancelliere tedesco alla London School of Economics**
La London School of Economics and Political Science (LSE) è stata teatro di proteste studentesche in concomitanza con la visita del cancelliere tedesco **Olaf Scholz** al campus. Gli studenti partecipanti hanno espresso il loro rifiuto delle politiche tedesche legate al sostegno a “Israele” nel contesto della guerra in corso contro la Striscia di Gaza.
Il presidio si è svolto nei pressi degli edifici principali dell’università, sotto misure di sicurezza limitate, con slogan contro quelle che i manifestanti hanno definito “posizioni politiche di parte” a favore dell’occupazione.
Si ricorda che tra il 2019 e il 2023 la Germania è stata il secondo maggiore esportatore di armi verso l’occupazione dopo gli Stati Uniti, fornendo circa il 30% delle importazioni di armi. Durante la guerra di sterminio, la posizione tedesca ha incontrato una forte pressione popolare, che ha spinto il governo, nell’agosto 2025, a sospendere nuove licenze per l’esportazione di armi potenzialmente utilizzabili nella guerra contro Gaza.
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### **12. La catena Sainsbury’s perseguita legalmente gli attivisti del boicottaggio**
Il movimento per il boicottaggio a Belfast ha annunciato che la catena britannica **Sainsbury’s** continua a essere coinvolta nel sostegno al genocidio contro il popolo palestinese, accusandola di ricorrere alla polizia e ai tribunali per intimidire gli attivisti e criminalizzare le azioni pacifiche a sostegno della Palestina.
Il movimento ha riferito che un nuovo attivista è stato convocato questa mattina in quello che ha definito il “sistema giudiziario”, nel quinto tentativo legale guidato da Sainsbury’s per reprimere le attività di boicottaggio.
Gli attivisti di Belfast hanno confermato di prendere di mira da anni i punti vendita Sainsbury’s nell’ambito di una campagna volta a smascherare la complicità della catena attraverso la vendita di prodotti israeliani che contribuiscono a finanziare le violazioni contro i palestinesi. Hanno sottolineato che i tentativi di divieto, arresto e minacce legali non li hanno mai messi a tacere e non fermeranno l’attuale campagna.
Hanno aggiunto che il continuo ricorso di Sainsbury’s contro i difensori dei diritti umani rivela il tentativo dell’azienda di coprire la propria complicità, ribadendo la determinazione a proseguire la pressione popolare e legale fino a quando la società non interromperà i rapporti compromessi e non smetterà di sostenere i crimini contro il popolo palestinese.
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### **13. L’attrice spagnola Penélope Cruz denuncia la continuità dei crimini dell’occupazione a Gaza**
La celebre attrice spagnola **Penélope Cruz** ha condannato quello che ha definito un “falso cessate il fuoco” annunciato dall’occupazione a Gaza, dopo un bombardamento che ha causato la morte di circa 30 persone e ha portato il numero totale delle vittime a circa 500 dall’inizio della tregua, tra cui oltre 100 bambini, secondo i dati dell’UNICEF.
Cruz ha condiviso nelle storie del suo account Instagram le dichiarazioni del Commissario Generale dell’UNRWA, **Philippe Lazzarini**, confermando il suo sostegno ai palestinesi e il suo rifiuto della complicità internazionale nei continui crimini israeliani.
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## *Internazionale*
### **14. Il presidente colombiano: a cosa serve l’ONU se non ferma il genocidio?**
Il presidente colombiano **Gustavo Petro**, parlando da Washington, ha attaccato il fallimento delle organizzazioni internazionali nel prevenire il genocidio commesso dall’occupazione israeliana contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza, affermando che la loro stessa esistenza è ormai oggetto di dubbio e interrogativi.
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### **15. Amnesty International: gli anziani di Gaza soffrono un grave collasso sanitario e psicologico**
Amnesty International, sulla base di ricerche congiunte condotte con l’organizzazione **HelpAge International**, ha dichiarato che gli anziani nella Striscia di Gaza stanno affrontando una grave crisi fisica, sanitaria e psicologica, in un contesto di negligenza sistematica e di deterioramento senza precedenti delle condizioni di vita.
Le due organizzazioni hanno sottolineato che la crisi è aggravata dal continuo blocco israeliano sull’ingresso di aiuti e medicinali essenziali, oltre alle recenti restrizioni che hanno colpito il lavoro delle organizzazioni umanitarie nel territorio.
Secondo un’indagine sanitaria condotta dalle due organizzazioni, molti anziani hanno riferito che la scarsità di cibo li ha costretti a saltare pasti interi, talvolta per lasciare il cibo ai familiari, mentre altri sono stati costretti a ridurre le dosi di farmaci per malattie croniche e gravi a causa dell’esaurimento o della mancata disponibilità.
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### **16. Lancio di una rete di università senegalesi a sostegno della Palestina e per il taglio di ogni rapporto con il nemico israeliano**
Il Movimento per il Boicottaggio in Africa ha lanciato una nuova rete che riunisce università senegalesi, con l’obiettivo di sostenere la lotta del popolo palestinese per i suoi diritti inalienabili. La rete ha invitato il governo senegalese a interrompere tutte le relazioni con il nemico israeliano.
L’iniziativa è stata annunciata durante una conferenza organizzata dal Dipartimento degli studenti di Scienze Umanistiche dell’Università Cheikh Anta Diop di Dakar, in occasione della Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese. I partecipanti hanno ribadito la centralità della causa palestinese e il diritto del popolo palestinese alla libertà, al ritorno e all’autodeterminazione.
Alla conferenza hanno partecipato centinaia di studenti sostenitori della lotta palestinese, insieme ad accademici, diplomatici, ex ministri, scrittori e attivisti. L’evento si è concluso con l’appello a creare una rete di università senegalesi per rafforzare la mobilitazione studentesca e accademica e il lavoro congiunto fino allo smantellamento del sistema israeliano e al pieno ripristino dei diritti palestinesi.
