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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2465, Data: martedì 9 giugno 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2465, Data: martedì 9 giugno 2026

1. 7 martiri mentre continuano le violazioni del cessate il fuoco a Gaza

Sette cittadini sono stati uccisi nella Striscia di Gaza mentre le forze di occupazione israeliane continuano a violare il cessate il fuoco con bombardamenti aerei e di artiglieria e con l’apertura del fuoco.
Le forze di occupazione proseguono le operazioni di bombardamento e spari in diverse aree della Striscia, nonostante l’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco. Gaza registra violazioni ripetute dal 10 ottobre scorso.

**2. Oltre 9500 prigionieri affrontano condizioni deteriorate nelle carceri dell’occupazione**

L’Ufficio Informazione dei Prigionieri ha pubblicato un documento aggiornato intitolato “Le condizioni dei prigionieri palestinesi nelle carceri dell’occupazione israeliana”, in cui esamina la situazione dei detenuti palestinesi e arabi alla luce dell’escalation delle violazioni all’interno delle carceri dall’inizio della guerra contro la Striscia di Gaza.
Il documento indica la presenza di oltre 9500 prigionieri e detenuti palestinesi e arabi nelle carceri dell’occupazione, sottolineando il deterioramento delle loro condizioni di vita e sanitarie a causa delle continue politiche restrittive.

**3. L’occupazione demolisce 15 abitazioni a Barta’a, a sud-ovest di Jenin**

Le forze di occupazione israeliane hanno avviato vaste operazioni di demolizione nel villaggio di Barta’a, a sud-ovest della città di Jenin, nel nord della Cisgiordania occupata, prendendo di mira diverse abitazioni con il pretesto della costruzione senza permesso.
Fonti locali riferiscono che le ruspe dell’occupazione hanno iniziato a demolire 15 case nel villaggio, in una delle più grandi operazioni di demolizione registrate nell’area nell’ultimo periodo.

**4. Esperto legale: colpire i centri di accoglienza per sfollati è un crimine di guerra e Israele continua i suoi crimini grazie all’impunità**

L’esperto di diritto internazionale e direttore per il Medio Oriente e Nord Africa dell’organizzazione internazionale “Avdi”, Abdel Majid Marari, ha dichiarato che il continuo attacco dell’occupazione israeliana contro le tende degli sfollati a Gaza costituisce un crimine di guerra contro l’umanità e rientra nel contesto del genocidio che l’occupazione starebbe perpetrando dal 7 ottobre 2023.
Ha aggiunto che “Israele” continua i suoi crimini perché si sente al riparo da punizioni, a causa del silenzio e dell’incapacità internazionale di fermare questi massacri e l’arroganza “israeliana” nell’intera regione e nella Striscia di Gaza.

**5. L’occupazione irrompe in un ristorante a Gerusalemme e ne sequestra le attrezzature**

Squadre appartenenti al municipio dell’occupazione israeliana hanno fatto irruzione in un ristorante nel quartiere di al-Musrara, a est della Gerusalemme occupata, confiscando parte delle sue attrezzature e strumenti di lavoro, sotto stretta protezione delle forze di occupazione.
Fonti locali hanno riferito che l’operazione è avvenuta senza spiegazioni ufficiali, causando confusione tra i proprietari e i dipendenti e influenzando il normale svolgimento delle attività del ristorante.

**6. Club dei Prigionieri: aumento senza precedenti degli arresti di donne in Cisgiordania, il numero delle detenute sale a circa 95**

Il Club dei Prigionieri Palestinesi ha riferito che negli ultimi tempi si registra un’escalation continua e senza precedenti negli arresti e nel targeting delle donne in Cisgiordania.
Il numero delle detenute nelle carceri e nei campi di detenzione dell’occupazione è salito a circa 95, cifra già registrata durante il picco di quello che l’organizzazione definisce il crimine di genocidio.
L’aumento segue l’arresto, all’alba di oggi, di tre donne provenienti da Kobar (a nord-ovest di Ramallah), dalla città di Jenin e dal campo di al-Ain a Nablus, tra cui la moglie di un detenuto.

**7. #Video… Un soldato israeliano ruba un asino in Cisgiordania**

#Guarda… Ha rubato un asino… Un soldato dell’esercito di occupazione israeliano si impossessa di beni appartenenti a palestinesi durante un’irruzione nel villaggio di Beita, a sud di Nablus, nella Cisgiordania occupata.

*Europeo*

**8. #Video… Turisti israeliani espulsi da un caffè a Berlino**

#Guarda… Considerato un comportamento provocatorio verso i manifestanti… Il proprietario di un caffè a Berlino espelle turisti israeliani dopo che avevano esposto la bandiera israeliana all’interno del locale durante una manifestazione pro-Palestina nelle vicinanze.

**9. Deputata britannica respinge le critiche dopo la partecipazione a una contro-manifestazione contro una marcia a sostegno della Palestina**

La deputata britannica “Carla Lockhart” ha respinto le critiche ricevute dopo la diffusione di immagini che la ritraggono durante una contro-manifestazione contro una marcia di solidarietà con la Palestina nella città di Scarva, nell’Irlanda del Nord, a cui hanno partecipato persone incappucciate.
Le critiche sono giunte da politici appartenenti a diversi partiti dopo la diffusione delle immagini sui social media.

**10. Eventi di solidarietà con la Palestina a Liverpool, in Brasile, Australia e Francia**

È stata organizzata una marcia per la Palestina nelle strade di Liverpool.
A Rio de Janeiro si è svolto un evento in Place de Paris durante la “Mostra Gloria”, dove i partecipanti si sono inginocchiati simulando quelle che hanno descritto come pratiche di umiliazione e maltrattamento subite dai palestinesi, denunciando anche l’importazione di tecnologie e armi israeliane utilizzate nelle operazioni di repressione contro gruppi emarginati.
A Melbourne si è tenuto un presidio di solidarietà con la Palestina, mentre Marsiglia ha ospitato una manifestazione settimanale nel centro città per chiedere la fine dell’aggressione contro Gaza ed esprimere sostegno ai palestinesi.

**11. L’organizzazione “Palestinesi per la Dignità” chiede l’annullamento di una fiera immobiliare israeliana a Londra**

L’organizzazione Palestinesi per la Dignità ha chiesto l’annullamento dell’evento “Grandi Immobili Israeliani”, previsto a Londra, sostenendo che promuove la vendita di terre palestinesi in insediamenti israeliani costruiti nella Cisgiordania occupata, tra cui l’insediamento di “Gush Etzion”.
L’organizzazione ha invitato a firmare una petizione per impedirne lo svolgimento, affermando che la promozione di immobili negli insediamenti sostiene il progetto coloniale e conferisce legittimità a terre considerate occupate dalla Gran Bretagna e dalla comunità internazionale.

**12. Amnesty International chiede di vietare un evento immobiliare israeliano a Londra**

Amnesty International nel Regno Unito ha condannato l’organizzazione di un evento immobiliare israeliano previsto a Londra il 14 giugno, ritenendo che promuova insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati e conferisca loro una legittimità indiretta in violazione del diritto internazionale.
L’organizzazione ha spiegato che il cosiddetto “Grande Evento Immobiliare Israeliano” espone terreni e progetti immobiliari negli insediamenti della Cisgiordania occupata, oltre a proprietà all’interno di Israele, contribuendo a incoraggiare investimenti nel progetto insediativo e a normalizzarne l’esistenza.

**13. Presidio a Glasgow in memoria dei calciatori palestinesi uccisi dall’occupazione**

Il gruppo “Mostrate il cartellino rosso a Israele” ha organizzato un presidio davanti allo stadio nazionale scozzese in concomitanza con la partita di qualificazione ai Mondiali della nazionale femminile scozzese contro “Israele” in Ungheria, per commemorare centinaia di calciatori uccisi a seguito dell’aggressione contro Gaza.
I partecipanti hanno criticato il silenzio della Federazione calcistica scozzese sulla prosecuzione delle partite con squadre israeliane, affermando che gli atleti palestinesi continuano a essere uccisi e presi di mira durante quella che definiscono una guerra di genocidio in corso nella Striscia.

**14. Appelli al boicottaggio sportivo di Israele durante il Festival Robert Tressell a Dublino**

Il festival politico e sindacale “Robert Tressell” a Dublino ha ospitato eventi di solidarietà con la Palestina, tra cui un seminario intitolato “Fermate il gioco”, che ha chiesto l’annullamento della partita Irlanda-Israele nella Nations League e l’esclusione di “Israele” da tutte le competizioni sportive internazionali.
Il gruppo “Madri contro il genocidio” ha partecipato con uno stand i cui proventi della vendita di magliette e cappelli sono stati destinati al sostegno della fornitura di acqua potabile e forniture mediche agli abitanti di Gaza.

**15. L’Europa minaccia nuove sanzioni contro i coloni in Cisgiordania**

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha annunciato che l’Unione Europea potrebbe imporre nei prossimi giorni ulteriori sanzioni contro coloni israeliani coinvolti in attacchi contro palestinesi in Cisgiordania, mentre crescono le critiche europee alla violenza dei coloni e all’espansione coloniale israeliana.
La mossa arriva in un contesto di crescenti pressioni europee sul governo di Benjamin Netanyahu per fermare quello che i Paesi dell’UE definiscono un grave deterioramento della situazione sul terreno, tra l’aumento degli attacchi dei coloni e l’accelerazione dei progetti insediativi considerati una minaccia alla soluzione dei due Stati.
Sette Paesi occidentali, tra cui Francia, Regno Unito, Australia e Canada, avevano già accusato il governo israeliano il 22 maggio scorso di alimentare le tensioni in Cisgiordania.

**16. “Annie Ernaux” indossa la kefiah palestinese durante un evento elettorale in Francia**

La scrittrice francese premio Nobel per la letteratura Annie Ernaux è apparsa indossando la kefiah palestinese durante il lancio della campagna politica di un candidato in Francia, in un gesto che esprime solidarietà con il popolo palestinese.
Ernaux è nota per le sue posizioni a sostegno dei diritti palestinesi. L’evento ha visto una presenza significativa di simboli e slogan pro-Palestina, in un contesto di crescente mobilitazione popolare e politica per chiedere la fine dell’aggressione israeliana contro Gaza.

*Internazionale*

**17. Piattaforma sionista incita contro una neolaureata che ha alzato la bandiera all’Università della California**

La piattaforma “Stop Antisemitism” ha attaccato la neolaureata in medicina Morgan Chalmers dopo che aveva sollevato la bandiera palestinese durante la cerimonia di laurea della facoltà di medicina dell’Università della California a San Diego.
La piattaforma ha chiesto all’Università del Minnesota di prendere provvedimenti contro la studentessa, che dovrebbe iniziare un programma di specializzazione in pediatria presso l’ateneo.

**18. Richieste all’Associazione Medica Americana di condannare l’arresto di Hossam Abu Safiya**

Sostenitori della Palestina hanno organizzato un evento durante la conferenza annuale, invitando l’associazione a prendere una posizione pubblica riguardo ai medici e agli operatori sanitari arrestati e sottoposti a violazioni da parte dell’occupazione israeliana.
I partecipanti hanno chiesto pressioni per la liberazione del dottor Hossam Abu Safiya e la difesa dei diritti del personale medico palestinese, affermando che il silenzio di fronte al targeting degli operatori sanitari contraddice i principi umanitari ed etici che le istituzioni mediche internazionali dovrebbero rappresentare.

**19. Studentessa alza la bandiera palestinese dopo il diploma in una scuola del Michigan nonostante il divieto**

La studentessa Zeina ha alzato la bandiera palestinese dopo la cerimonia di diploma presso la “Chippewa Valley High School” nello Stato americano del Michigan, dopo che la scuola aveva imposto restrizioni sull’esposizione di simboli culturali e identitari durante la cerimonia, inclusi foulard tradizionali e decorazioni dei cappelli di laurea.
L’attivista Huwaida Arraf ha pubblicato le foto del diploma della nipote Zeina, affermando che la scuola aveva vietato qualsiasi forma di espressione culturale o simbolo identitario durante la cerimonia. Zeina e la sua famiglia sono riuscite ad alzare la bandiera palestinese sul campo dopo la conclusione dell’evento.

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