
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2514, data: giovedì 30 luglio 2026
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2514, data: giovedì 30 luglio 2026
1. Tre morti negli attacchi aerei israeliani sulla Striscia di Gaza
Tre cittadini sono stati uccisi e altre 15 persone sono rimaste ferite in seguito ad attacchi aerei israeliani che hanno colpito diverse aree della Striscia di Gaza. Nel frattempo, l’esercito israeliano ha continuato a violare il cessate il fuoco attraverso demolizioni, bombardamenti di artiglieria e aperture di fuoco.
2. Rapporto sui diritti umani: distrutto il 97% dei siti archeologici e culturali di Gaza dall’ottobre 2023
Il Centro Himaya per i Diritti Umani ha pubblicato un rapporto giuridico intitolato “L’attacco sistematico al patrimonio culturale della Striscia di Gaza: documentazione legale dei crimini internazionali e prospettive di responsabilità”, nel quale conclude che la guerra sulla Striscia di Gaza dall’ottobre 2023 ha provocato la distruzione o il danneggiamento di circa il 97% dei siti archeologici e culturali registrati nel territorio.
Il Centro ha precisato che sono stati colpiti 316 siti su un totale di 325, evidenziando l’entità degli attacchi contro il patrimonio culturale palestinese e sostenendo che la distruzione sistematica del patrimonio culturale non possa essere separata dal contesto dei presunti crimini internazionali commessi contro il popolo palestinese.
3. Club dei Prigionieri: oltre 24.600 palestinesi arrestati in Cisgiordania dall’inizio della guerra
Il Club dei Prigionieri Palestinesi ha dichiarato che le autorità israeliane hanno arrestato oltre 24.600 palestinesi in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza, sottolineando che la politica degli arresti ha registrato un’escalation senza precedenti.
Secondo l’organizzazione, Israele avrebbe trasformato gli arresti in uno dei principali strumenti di punizione collettiva contro i palestinesi, prendendo di mira diverse categorie della popolazione nell’ambito di una vasta campagna volta a indebolire la società palestinese.
4. Ufficio per l’informazione sui detenuti denuncia torture nelle carceri israeliane
L’Ufficio per l’informazione sui detenuti ha accusato le autorità israeliane di aggredire deliberatamente i detenuti affetti da scabbia nel carcere desertico del Negev, affermando che le guardie colpiscono le lesioni causate dalla malattia, provocando sanguinamenti e aggravando le loro condizioni di salute.
L’ufficio ha inoltre riferito che la scabbia si sta diffondendo ampiamente tra i detenuti, insieme a infezioni fungine e allergie, a causa della persistente negligenza medica e della mancanza di cure.
5. Ordini militari israeliani per l’esproprio di circa 200 dunum di terreni a Jenin
La Commissione per la Resistenza al Muro e agli Insediamenti ha reso noto che le autorità israeliane hanno disposto, tramite 15 ordini militari, il sequestro di 199,824 dunum di terreni nella provincia di Jenin.
Secondo la Commissione, 14 ordini riguardano la costruzione e l’ampliamento di strade militari per una lunghezza complessiva di 11,326 chilometri su una superficie di 177,798 dunum. L’ordine militare n. T/90/26 riguarda invece il sequestro di 22,026 dunum nel villaggio di Al-Yamoun per la realizzazione di una postazione militare e della relativa strada di accesso.
6. Difesa Civile: continuano le demolizioni degli edifici residenziali rimasti a Gaza
Il portavoce della Difesa Civile nella Striscia di Gaza, Mahmoud Basal, ha dichiarato che Israele continua a distruggere gli edifici residenziali ancora in piedi.
Basal ha riferito che le forze israeliane hanno colpito con due missili un edificio di cinque piani appartenente alla famiglia Shamiya, nella zona di Karm Maslaha del campo profughi di Al-Shati, a ovest di Gaza City, nonostante fosse ancora abitato.
Europa
7. Campo di solidarietà in Austria chiede la liberazione dei prigionieri palestinesi
Attivisti e membri della comunità palestinese a Vienna continuano a organizzare un presidio quotidiano fino al 31 luglio per chiedere la liberazione dei detenuti palestinesi e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle loro condizioni nelle carceri israeliane.
I partecipanti hanno espresso il loro sostegno al medico detenuto Hossam Abu Safiya e a tutti i prigionieri palestinesi, ribadendo che la loro causa riguarda l’intero popolo palestinese.
8. Manifestanti assediano uno stabilimento Elbit chiedendo la fine della fornitura di armi a Israele
I manifestanti hanno scandito slogan contro la fornitura di armi a Israele, battendo tamburi ed esponendo striscioni davanti allo stabilimento. Hanno inoltre affermato che continueranno le proteste contro le aziende accusate di sostenere l’industria militare israeliana fornendo tecnologie e armamenti.
9. Attivisti filo-palestinesi condannati dopo una protesta alla National Gallery di Londra
Un tribunale britannico ha condannato due attivisti del gruppo Youth Demand per una protesta svoltasi nel 2024 alla National Gallery di Londra, durante la quale avevano collocato una fotografia di una madre e un bambino di Gaza sul vetro protettivo di un dipinto di Pablo Picasso e versato vernice rossa sul pavimento.
Durante la protesta avevano chiesto al Regno Unito di imporre un embargo totale sulle esportazioni e importazioni di armi con Israele e avevano scandito slogan a favore della Palestina.
10. Il Regno Unito ostacola l’evacuazione di famiglie palestinesi da Gaza nonostante il via libera del Ministero degli Esteri
Il quotidiano The Guardian ha riferito che il Ministero dell’Interno britannico sta ostacolando l’evacuazione di decine di donne e bambini palestinesi dalla Striscia di Gaza, nonostante il Ministero degli Esteri fosse disposto a facilitarne il trasferimento e il ricongiungimento con i familiari nel Regno Unito.
Secondo gli avvocati delle famiglie, il Ministero sostiene che alcuni palestinesi rappresentino un “rischio per la sicurezza” semplicemente perché provengono da Gaza, inclusi bambini molto piccoli.
11. Colpita la società logistica DSV per la collaborazione con Elbit Systems
Diverse sedi della compagnia di spedizioni e logistica DSV a Valencia e in altri Paesi sono state colpite da un attacco coordinato a livello internazionale che ha causato il blocco dei sistemi informatici, come forma di protesta contro la collaborazione logistica dell’azienda con il produttore di armi israeliano Elbit Systems.
Le azioni si sono svolte nello stesso fine settimana in cui attivisti irlandesi si sono uniti alla campagna internazionale di boicottaggio dell’azienda.
12. In segno di solidarietà con Gaza, Guardiola ospita 28 bambini palestinesi nel suo campo estivo
La sesta edizione del campo estivo dedicato all’allenatore spagnolo Pep Guardiola ha accolto 28 bambini palestinesi nell’ambito di un’iniziativa umanitaria finalizzata a offrire loro un’esperienza sportiva ed educativa e a promuovere valori di rispetto, solidarietà e convivenza.
Il campo si è svolto nella città spagnola di Rialp dal 28 giugno al 18 luglio e si è concluso con una visita dello stesso Guardiola, che ha incontrato i bambini e assistito agli allenamenti.
Internazionale
13. Il New York Post lancia una campagna contro un’organizzazione di aiuto ai bambini palestinesi
In quella che viene descritta come una campagna diffamatoria, il New York Post ha pubblicato un articolo contro la Middle East Children’s Alliance (MECA), organizzazione benefica statunitense fondata nel 1988 per fornire assistenza umanitaria ai bambini del Medio Oriente.
Nel suo comitato consultivo figurano personalità come la deputata democratica Maxine Waters, il linguista Noam Chomsky e la poetessa Maya Angelou.
14. Manifestanti denunciano le dichiarazioni di Graham sulla guerra a Gaza
Attivisti per i diritti umani si sono radunati davanti alla Washington National Cathedral in occasione del funerale del senatore Lindsey Graham, noto per il suo forte sostegno a Israele.
I manifestanti hanno esposto cartelli con citazioni di sue precedenti dichiarazioni riguardanti Gaza e hanno criticato anche la presenza del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, destinatario di un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per accuse relative a crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
15. Ex militare statunitense: “Combattiamo per Israele, non per l’America”
L’ex militare americano Shawn Ryan ha suscitato un ampio dibattito negli Stati Uniti dichiarando, durante un’intervista con Tucker Carlson, che alcuni soldati ritengono apertamente di “combattere per Israele e non per gli Stati Uniti”, riflettendo, a suo dire, il crescente malcontento verso il sostegno militare alle operazioni israeliane.
16. Deputato americano condanna la violenza dei coloni e chiede l’arresto di Netanyahu
Il deputato democratico della California Ro Khanna ha affermato che essere stato trattenuto da coloni israeliani durante una visita in Cisgiordania gli ha offerto “una dura testimonianza della violenza dei coloni che i palestinesi affrontano ogni giorno”.
Ha inoltre dichiarato che la sua posizione nei confronti del primo ministro Benjamin Netanyahu è la stessa adottata nei confronti del presidente russo Vladimir Putin, sostenendo che persone destinatarie di mandati di arresto della Corte Penale Internazionale non dovrebbero poter entrare negli Stati Uniti.
17. Video: attivisti a Netanyahu: “Stai commettendo un genocidio”
“Bibi, non puoi nasconderti”: attivisti filo-palestinesi si sono radunati davanti a un ristorante di Washington dove il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu stava cenando, scandendo slogan che lo accusavano di genocidio nella Striscia di Gaza, prima dell’intervento della polizia.
18. Sondaggio negli Stati Uniti: quasi la metà degli americani favorevole all’arresto di Netanyahu
Un sondaggio realizzato dalla rivista The Economist in collaborazione con YouGov mostra che circa la metà degli americani è favorevole all’arresto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu qualora entrasse negli Stati Uniti in esecuzione del mandato della Corte Penale Internazionale.
Il 47% degli intervistati lo considera un “criminale di guerra”, mentre il 43% ritiene che quanto avviene nella Striscia di Gaza costituisca un genocidio.
19. Le Nazioni Unite mettono in guardia dall’aumento della violenza dei coloni in Cisgiordania
L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha espresso preoccupazione per il crescente livello di violenza attribuita ai coloni israeliani nella Cisgiordania occupata.
L’ufficio ha invitato la comunità internazionale ad adottare misure per contrastare le uccisioni di palestinesi e l’espansione degli insediamenti, affermando che la costruzione di colonie ha raggiunto livelli senza precedenti.
20. Esperto di diritto internazionale: le continue violazioni a Gaza sono favorite dall’assenza di deterrenza e dal silenzio internazionale
Il professore di diritto e relazioni internazionali Ismail Khalafallah ha dichiarato che le continue violazioni israeliane nella Striscia di Gaza — inclusi i bombardamenti di quartieri residenziali e tende, il blocco degli aiuti umanitari e il mancato avvio della ricostruzione — avvengono in un contesto caratterizzato dall’assenza di efficaci meccanismi di deterrenza e dal silenzio della comunità internazionale.
Ha aggiunto che è necessario continuare a documentare tali violazioni e presentarle come prove dinanzi alle istituzioni giudiziarie internazionali, comprese la Corte Internazionale di Giustizia e la Corte Penale Internazionale, nonostante le pressioni esercitate su tali organismi.
