
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2584, data: lunedì 12 ottobre 2026
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2584, data: lunedì 12 ottobre 2026
1. Sette martiri e otto feriti arrivati negli ospedali di Gaza nelle ultime 24 ore
Il rapporto statistico quotidiano del Ministero della Salute di Gaza ha riferito che, nelle ultime 24 ore, gli ospedali della Striscia di Gaza hanno ricevuto sette martiri — sei deceduti recentemente e uno morto a causa delle ferite riportate — e 28 feriti.
Nel suo rapporto, il Ministero della Salute ha dichiarato che, dall’entrata in vigore del cessate il fuoco l’11 ottobre 2025 fino a oggi, il bilancio complessivo è di 1.488 martiri, 5.281 feriti e 836 corpi recuperati.
## 2. L’occupazione impedisce il funerale di un giovane di Gerusalemme nella moschea di Al-Aqsa
Le forze di occupazione israeliane hanno impedito che la salma del giovane gerosolimitano Ibrahim Hassan Shalabi, di 22 anni, fosse portata nella benedetta moschea di Al-Aqsa per la preghiera funebre.
Le autorità hanno imposto alla famiglia di trasferire la preghiera funebre nella moschea Shuman, a Beit Hanina, a nord della Gerusalemme occupata, nonostante la sepoltura fosse prevista nel cimitero di Bab al-Rahma, adiacente alla moschea di Al-Aqsa.
## 3. Ministero della Salute: oltre 350.000 malati cronici a Gaza, in un contesto di grave carenza di farmaci
Il Ministero della Salute della Striscia di Gaza ha lanciato l’allarme per il peggioramento delle condizioni sanitarie di oltre 350.000 pazienti affetti da malattie croniche, a causa della grave carenza di medicinali e forniture mediche e della chiusura della maggior parte dei centri di assistenza sanitaria primaria. Questa situazione mette a rischio la vita dei pazienti e aumenta la probabilità di gravi complicazioni.
Il Ministero ha precisato che oltre 225.000 persone soffrono di ipertensione, mentre i pazienti diabetici sono circa 71.000. Ha inoltre segnalato che il numero delle cartelle cliniche dei pazienti registrati nei centri di assistenza sanitaria primaria è aumentato di oltre il 100% rispetto al periodo precedente all’aggressione.
## 4. La Cisgiordania sotto le demolizioni: 11.620 operazioni contro abitazioni e proprietà in tre anni
Dieci operazioni di demolizione e distruzione al giorno: questo è il bilancio degli attacchi contro le abitazioni e le proprietà palestinesi in Cisgiordania, compresa Gerusalemme, nei tre anni trascorsi dall’inizio della guerra di sterminio contro la Striscia di Gaza.
I dati provengono dal Centro informazioni palestinese «Mu’ta» e descrivono un’escalation in cui la perdita di un tetto si intreccia con la distruzione delle fonti di sostentamento e delle condizioni essenziali per sopravvivere.
Il centro ha documentato 11.620 operazioni tra il 7 ottobre 2023 e il 7 ottobre 2026, suddivise in 2.143 demolizioni di abitazioni e 9.477 operazioni di distruzione di proprietà.
## 5. Dall’inizio della guerra di sterminio a Gaza sono stati uccisi 21.976 bambini: l’infanzia annientata
La guerra di sterminio israeliana in corso contro la Striscia di Gaza non ha risparmiato nessuna generazione di bambini, esponendoli alla morte, alla fame, alle malattie e alla privazione dell’istruzione.
Dall’inizio della guerra sono stati uccisi 21.976 bambini, mentre decine di migliaia hanno perso uno o entrambi i genitori. Centinaia di migliaia di minori sono esposti al rischio della fame e della malnutrizione, in un contesto di collasso del sistema sanitario e di progressiva scomparsa delle condizioni essenziali per la vita.
## 6. L’occupazione amplia la «linea gialla» a Shuja’iyya: sfollamento forzato e continue violazioni dell’accordo di tregua
Le forze di occupazione israeliane hanno costretto famiglie palestinesi ad abbandonare le proprie abitazioni nella parte occidentale del quartiere di Shuja’iyya, a est della città di Gaza.
La misura è stata adottata dopo che le forze israeliane hanno avanzato i blocchi che delimitano la cosiddetta «linea gialla» militare fino a una distanza di appena dieci metri da via Salah al-Din. Questa mossa ha inserito ulteriori aree residenziali nella zona di pericolo, aggravando le sofferenze della popolazione nonostante sia trascorso un anno dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco.
## 7. L’arresto di Samar Hamad lascia i suoi figli ad affrontare l’assenza della madre
L’arresto dell’attivista e scrittrice palestinese Samar Hamad da parte delle forze di occupazione israeliane ha avuto conseguenze dolorose sulla vita dei suoi figli e della sua famiglia.
Le forze israeliane hanno fatto irruzione nella sua abitazione nel quartiere di Al-Masayef, nella città di Ramallah, l’hanno perquisita e poi arrestata il 5 ottobre di questo mese, conducendola verso una destinazione sconosciuta. La famiglia è rimasta senza risposte sul suo destino e sulla data del suo eventuale ritorno.
Dal giorno dell’arresto, i figli di Hamad cercano di adattarsi all’assenza della madre, che era una presenza costante nella loro vita quotidiana e nel loro percorso scolastico.
La preoccupazione per la sua incolumità grava sulla famiglia, che al tempo stesso continua a essere orgogliosa della sua posizione e ricorda i suoi insegnamenti sulla pazienza, la fermezza, la memorizzazione del Corano e la regolarità nella preghiera.
## 8. #Video: l’esercito di occupazione reprime i raccoglitori di olive in Cisgiordania
#Guarda: l’esercito israeliano e i coloni hanno continuato gli attacchi contro gli agricoltori palestinesi in diverse zone della Cisgiordania occupata, tra cui il villaggio di Deir Abu Mash’al.
Nel corso di una serie di aggressioni contro agricoltori e centri abitati palestinesi, alcuni coloni hanno rapito sette palestinesi e ne hanno feriti altri tre.
# Notizie europee
## 9. #Video: arrestata a Londra una manifestante solidale con la Palestina
#Guarda: il momento in cui la polizia britannica arresta un’attivista durante una manifestazione di solidarietà con Gaza nella capitale Londra, dopo che aveva intonato slogan a sostegno della Palestina.
## 10. Organizzazioni francesi ricorrono alla giustizia per impedire la spedizione di ricambi militari alla società israeliana Elbit
L’associazione franco-palestinese «Nidal», la Lega per i diritti umani e l’organizzazione «Giuristi per il rispetto del diritto internazionale» hanno presentato una richiesta urgente al giudice competente per le libertà, denunciando l’inerzia dello Stato francese e chiedendo di verificare le autorizzazioni alle esportazioni destinate all’esercito di occupazione e di sospenderle immediatamente.
L’iniziativa mira a garantire il rispetto degli obblighi internazionali volti a impedire qualsiasi partecipazione alla guerra di sterminio in corso.
L’azione legale è stata avviata dopo la rivelazione di un tentativo da parte dell’azienda francese Mignot di spedire riduttori di precisione destinati a veicoli militari alla divisione dei sistemi terrestri della società israeliana Elbit.
## 11. La Fondazione Hind Rajab denuncia l’Ordine dei medici israeliano alla Corte penale internazionale
La Fondazione Hind Rajab ha presentato una denuncia ufficiale al procuratore della Corte penale internazionale dell’Aia, accusando l’Ordine dei medici israeliano e alcuni funzionari del Ministero della Salute dell’occupazione di complicità diretta nella tortura e nei maltrattamenti dei prigionieri palestinesi.
La denuncia chiede di indagare su gravi crimini commessi contro i detenuti, privati delle garanzie legali e classificati come «combattenti illegali».
Secondo la denuncia, almeno 29 prigionieri sono morti nel centro di detenzione militare di Sde Teiman a causa di violenze fisiche estreme e di negligenza medica deliberata, fino al novembre 2025.
## 12. Manifestazione verso l’ambasciata dell’occupazione a Bruxelles per denunciare il genocidio
Nella capitale belga, Bruxelles, si è svolta una marcia popolare alla quale hanno partecipato attivisti e sostenitori della causa palestinese.
I manifestanti si sono diretti verso la sede dell’ambasciata israeliana per esprimere il proprio rifiuto dei massacri in corso.
## 13. Manifestazioni in 20 città della Nuova Zelanda chiedono il boicottaggio e il riconoscimento della Palestina
Imponenti manifestazioni popolari hanno attraversato 20 città e località della Nuova Zelanda, con la partecipazione più significativa ad Auckland, capitale economica del Paese.
I manifestanti hanno denunciato la complicità internazionale e chiesto un boicottaggio totale e l’imposizione di sanzioni contro l’occupazione israeliana.
Gli organizzatori del Palestine Forum e della Solidarity Network hanno dichiarato che la manifestazione principale di Auckland ha registrato la seconda più alta partecipazione popolare dall’inizio dell’aggressione, con migliaia di persone scese in piazza per opporsi alla guerra di sterminio in corso nella Striscia di Gaza, nel terzo anniversario del suo inizio.
## 14. Manifestazione a Londra a sostegno della causa palestinese
I membri del gruppo «Thanet for Palestine» si sono uniti a migliaia di manifestanti nella grande marcia nazionale svoltasi nella capitale britannica, Londra.
L’obiettivo era denunciare la complicità del governo britannico e della comunità internazionale con il regime israeliano.
## 15. A Londra 250.000 manifestanti chiedono di fermare l’invio di armi a Israele
La capitale britannica, Londra, ha ospitato una grande manifestazione con oltre 250.000 partecipanti, tra cui migliaia di operatori sanitari riuniti nel blocco «Health Block».
La protesta ha denunciato la complicità britannica nella guerra di sterminio in corso contro la Striscia di Gaza e nell’aggressione contro il Libano.
I partecipanti hanno chiesto al governo britannico:
– L’immediata cessazione delle esportazioni di armi verso l’occupazione israeliana.
– L’imposizione di sanzioni economiche complessive.
– L’espulsione dei diplomatici israeliani.
– Il perseguimento giudiziario dei cittadini con doppia nazionalità coinvolti in crimini di guerra.
– Un intervento diplomatico per ottenere la liberazione degli operatori sanitari palestinesi e libanesi detenuti arbitrariamente.
## 16. Roma ospita il Festival culturale palestinese con artisti e attivisti
Nello spazio «Città dell’Altra Economia», nella capitale italiana Roma, ha preso il via il Festival culturale palestinese, con un’ampia partecipazione di artisti, scrittori, intellettuali e attivisti internazionali.
L’evento culturale e di solidarietà si svolge nell’arco di cinque giorni consecutivi, dall’8 al 12 ottobre di quest’anno.
Il festival intende mettere in risalto l’identità nazionale palestinese e contrastare i tentativi di cancellazione culturale e politica portati avanti dall’occupazione, soprattutto nel contesto della guerra di sterminio ancora in corso.
# Notizie internazionali
## 17. Manifestanti circondano la società FedEx per impedire le spedizioni militari destinate all’occupazione
Centinaia di attivisti e membri dei sindacati dei lavoratori hanno manifestato nella città statunitense di Oakland contro la società internazionale di spedizioni FedEx, denunciandone il coinvolgimento nel trasporto e nella consegna di carichi e componenti militari all’esercito israeliano.
I manifestanti si sono radunati nei pressi dell’aeroporto di Oakland per protestare contro la spedizione, da parte dell’azienda, di componenti altamente sensibili per i caccia F-35.
Secondo i manifestanti, si tratta di componenti indispensabili affinché questi velivoli possano trasportare e sganciare bombe di grandi dimensioni contro i civili.
## 18. 6.500 operatori sanitari chiedono l’espulsione dell’Ordine dei medici israeliano dall’organizzazione mondiale
Centinaia di medici e operatori sanitari hanno manifestato davanti alla sede della riunione dell’Associazione medica mondiale (WMA), nella città olandese di Rotterdam.
I manifestanti hanno chiesto la sospensione immediata dell’adesione dell’Ordine dei medici israeliano (IMA), accusandolo di essere direttamente coinvolto e complice della distruzione del sistema sanitario di Gaza e della tortura dei prigionieri palestinesi.
La coalizione «IMA OUT!», che ha organizzato la protesta, ha consegnato una petizione internazionale firmata da circa 6.500 operatori sanitari provenienti da diverse parti del mondo.
La petizione accusa l’organizzazione israeliana di violare l’etica medica e di fornire una copertura politica ai bombardamenti e agli assedi degli ospedali.
## 19. Esposto uno striscione di solidarietà con la Palestina sulla Trump Tower nel terzo anniversario del genocidio
Il Movimento della Gioventù Palestinese (PYM) ha esposto un enorme striscione sulla sommità della Trump Tower, nella città statunitense di Chicago.
L’iniziativa ha denunciato l’aggressione e chiesto la fine del sostegno statunitense ai crimini in corso.
L’azione si è svolta nel terzo anniversario della guerra di sterminio israeliana contro la Striscia di Gaza, con l’obiettivo di ribadire il rifiuto popolare della complicità politica e militare dell’amministrazione statunitense con l’occupazione.
Il messaggio lanciato dal cuore di una delle principali città americane è stato chiaro: occorre interrompere il finanziamento della pulizia etnica contro il popolo palestinese.
## 20. Gli studenti della Columbia University manifestano contro la guerra di sterminio nel suo terzo anniversario
Oltre 70 attivisti e studenti della Columbia University, a New York, hanno manifestato davanti agli ingressi dell’ateneo per denunciare il continuo sostegno e finanziamento accademico all’occupazione e commemorare il terzo anniversario della guerra di sterminio in corso.
L’iniziativa è stata organizzata dal movimento «Students for Justice in Palestine» (Studenti per la giustizia in Palestina), che ha sfidato la decisione dell’amministrazione universitaria di vietare il gruppo e sospenderne le attività, provvedimento in vigore dal 2023.
Successivamente, i manifestanti si sono uniti a una grande protesta che ha coinvolto scuole e università di tutta la città.
## 21. Un’inchiesta rivela il coordinamento di 179 organizzazioni internazionali per 322 manifestazioni contro l’occupazione
Un’inchiesta dell’emittente statunitense Fox News ha riferito che documenti di pianificazione rivelerebbero l’esistenza di una strategia coordinata tra 179 organizzazioni internazionali per organizzare 322 iniziative di protesta contro l’occupazione.
Secondo l’inchiesta, la strategia prevedeva la distribuzione di striscioni e slogan già predisposti in sette lingue, nonché la definizione di piani d’azione volti a circondare edifici governativi, occupare e chiudere piazze pubbliche e paralizzare le attività delle aziende considerate complici dell’occupazione.
L’obiettivo sarebbe esercitare pressioni mediatiche e politiche per fermare la guerra di sterminio in corso nella Striscia di Gaza.
Il rapporto ha indicato che le organizzazioni alla guida di questo coordinamento sarebbero la Global Coalition for Palestinian Lands, con sede a Londra, il movimento contro l’apartheid per la Palestina e la Global Coalition to End the Occupation.
