
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2454, Data: venerdì 29 maggio 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2454, Data: venerdì 29 maggio 2026
1. 16 morti e 39 feriti arrivati negli ospedali di Gaza nelle ultime 48 ore
Il Ministero della Salute di Gaza ha annunciato che negli ultimi 48 ore sono giunti negli ospedali della Striscia 16 morti e 39 feriti.
Il Ministero ha inoltre sottolineato che numerose vittime restano ancora sotto le macerie e nelle strade, mentre le squadre di soccorso e della protezione civile non riescono ancora a raggiungerle.
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2. Netanyahu minaccia di consolidare una nuova realtà militare controllando il 70% di Gaza
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele controlla attualmente circa il 60% della Striscia di Gaza, aggiungendo che le sue direttive prevedono di aumentare il controllo fino al 70%, in una mossa che riflette un crescente orientamento verso l’imposizione di una nuova realtà militare e geografica all’interno della Striscia assediata.
Le dichiarazioni di Netanyahu arrivano mentre continua l’offensiva militare israeliana su Gaza, parallelamente all’espansione delle aree sotto controllo sul terreno e all’imposizione di severe restrizioni ai movimenti della popolazione, nell’ambito di una politica volta a ridisegnare la mappa geografica e demografica della Striscia, riducendo gli spazi disponibili per i palestinesi e confinandoli in aree ristrette e sovraffollate.
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3. Le forze di occupazione effettuano incursioni e arrestano cittadini a Nablus ed Hebron
Le forze di occupazione israeliane hanno condotto una campagna di arresti e incursioni in diverse aree della Cisgiordania, accompagnata da aggressioni contro i residenti, perquisizioni di abitazioni e distruzione dei loro contenuti. La polizia di frontiera israeliana ha inoltre annunciato l’arresto di due giovani a Nablus con l’accusa di pianificare un attentato.
Nella provincia di Hebron, le forze israeliane hanno arrestato sei cittadini e aggredito donne e bambini durante le incursioni nella città e nei villaggi a sud e nord della zona. Fonti della sicurezza hanno riferito che le forze israeliane hanno fatto irruzione nelle località di Yatta e As-Samu’, a sud di Hebron, arrestando Mahmoud Jabrin Al-Nawaja’a, Jabr Ahmad Al-Nawaja’a, Salem Ahmad Al-Hawamdeh e Dhib Ahmad Al-Hawamdeh.
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4. Eid al-Adha a Gaza… rituali assenti e cuori stremati dalla perdita e dallo sfollamento
Nella Striscia di Gaza, Eid al-Adha non è più una stagione di gioia come lo era per anni: le scene dei sacrifici rituali e dei mercati affollati sono scomparse, sostituite da tende e distruzione, in un quadro che riassume l’entità della tragedia umana vissuta dagli abitanti della Striscia.
Tra bombardamenti, sfollamenti e fame, migliaia di famiglie accolgono la festa con cuori appesantiti dal lutto, cercando di aggrapparsi a ciò che resta della vita in mezzo a una guerra che ha devastato tutto.
Quest’anno i segni della festa sono quasi assenti a Gaza: migliaia di famiglie sfollate non pensano ad acquistare vestiti o preparare banchetti, ma piuttosto a procurarsi cibo, acqua e sopravvivere.
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5. Coloni attaccano una struttura agricola e danneggiano serbatoi d’acqua a Nablus
Coloni israeliani hanno attaccato una struttura agricola a Beita, a sud di Nablus, nella Cisgiordania occupata.
Fonti locali riferiscono che i coloni hanno preso di mira una struttura nei pressi del Monte Al-Arma, distruggendone il contenuto e danneggiando serbatoi d’acqua nell’area.
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6. Coloni installano nuovi “caravan” sul Monte Ebal, a nord di Nablus
Coloni israeliani hanno installato ulteriori “caravan” nell’area del Monte Ebal, a nord di Nablus, nella Cisgiordania occupata.
Fonti locali riferiscono che nuovi caravan sono stati aggiunti nella zona, che recentemente si è trasformata in un avamposto coloniale. I coloni avevano istituito questo avamposto sul Monte Ebal nel marzo scorso.
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7. “Hashd” condanna la grave escalation degli omicidi mirati e degli attacchi contro i civili a Gaza
L’Organizzazione Internazionale per il Sostegno ai Diritti del Popolo Palestinese “Hashd” ha condannato con la massima fermezza il continuo compimento, da parte delle forze israeliane, di crimini di uccisione di massa e di attacchi su larga scala contro i civili palestinesi nella Striscia di Gaza.
L’organizzazione ha affermato che le forze israeliane hanno trasformato la festa di Eid al-Adha in un’occasione sanguinosa, durante la quale vengono violate le vite di bambini, donne e famiglie attraverso l’intensificazione dei bombardamenti aerei e di artiglieria, operazioni di assassinio nei quartieri densamente popolati, e attacchi contro case abitate, tende degli sfollati, centri di accoglienza, infrastrutture civili e strutture umanitarie.
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*Europa*
8. Manifestazione a Berlino chiede il boicottaggio accademico di Israele
Studenti nella capitale tedesca Berlino hanno organizzato una manifestazione per chiedere l’imposizione di un boicottaggio accademico contro Israele.
Un grande numero di studenti si è radunato davanti all’Istituto di Antropologia Sociale e Culturale della Libera Università di Berlino, chiedendo all’università di interrompere i rapporti accademici con Israele.
I manifestanti hanno esposto cartelli con slogan come: “Studenti contro il genocidio”, “Fermate la complicità nel crimine”, “Gli studenti di antropologia chiedono il boicottaggio accademico” e “Boicottate le università dell’apartheid”.
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9. Due ministri irlandesi annunciano il boicottaggio della partita contro Israele nella Nations League
I membri della Federazione Calcistica Irlandese (FAI) stanno cercando di convocare un’assemblea generale straordinaria per proporre che l’Irlanda rifiuti di disputare le partite contro la nazionale israeliana nella UEFA Nations League, previste per il 27 settembre e il 4 ottobre 2026 rispettivamente in Ungheria e a Dublino.
La proposta, firmata dall’Associazione dei Calciatori Professionisti Irlandesi (PFAI), dalla partnership dei tifosi del calcio irlandese e dai club CK United, Cork City e Bohemians, non è giuridicamente vincolante, ma esercita pressione sul consiglio direttivo della federazione affinché cambi posizione.
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10. Denuncia in Polonia contro un militare israeliano accusato di aver distrutto una moschea a Gaza “per divertimento”
La Fondazione “Hind Rajab”, in collaborazione con l’iniziativa “Giustizia Polacco-Palestinese”, ha presentato una denuncia penale alle autorità giudiziarie polacche chiedendo l’arresto immediato di Jonathan Barkat, ex riservista della 55ª Brigata Paracadutisti israeliana, attualmente residente in Polonia per partecipare alla conferenza sulle tecnologie della difesa “NextTech”.
Le accuse riguardano presunti crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio, in particolare il coinvolgimento nella distruzione della Moschea dell’Indipendenza Indonesiana a Khan Younis nel dicembre 2023.
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11. Attivisti organizzano una protesta per il boicottaggio di Carrefour in Francia
Sostenitori della Palestina hanno lanciato la 91ª iniziativa consecutiva per il boicottaggio della catena commerciale Carrefour, nell’ambito della campagna contro i profitti delle multinazionali derivanti dal sistema di occupazione israeliano.
L’ultima protesta ha incluso sit-in davanti alle filiali del gruppo e la distribuzione di volantini informativi ai consumatori, per denunciare il proseguimento della partnership economica tra il gruppo e aziende israeliane, nonché il profitto tratto dalle politiche di colonizzazione e dalla distruzione delle fonti di sostentamento palestinesi.
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12. Attivisti prendono di mira la sede della compagnia logistica DSV ad Amburgo
Attivisti del movimento Palestina hanno attaccato la sede della compagnia globale di spedizioni e logistica DSV nella città tedesca di Amburgo, nell’ambito di una serie di azioni coordinate a livello internazionale contro le filiali dell’azienda accusate di sostenere l’occupazione israeliana.
L’azione è stata motivata dal ruolo della compagnia nel trasporto di armi e equipaggiamenti militari per conto di Elbit Systems, il maggiore produttore di armi israeliano, le cui forniture vengono utilizzate nella guerra definita dagli attivisti come genocida.
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*Internazionale*
13. Washington reintroduce sanzioni contro la relatrice ONU Francesca Albanese
Gli Stati Uniti hanno reintrodotto sanzioni contro la relatrice speciale delle Nazioni Unite per la Palestina, Francesca Albanese.
Dopo che il tribunale distrettuale statunitense aveva deciso il 13 maggio scorso di sospendere temporaneamente le sanzioni contro Albanese, un collegio di tre giudici della Corte d’Appello americana ha congelato amministrativamente quella decisione.
La decisione ha aperto la strada al governo federale statunitense per reintrodurre nuovamente le sanzioni contro Albanese, cittadina italiana. Secondo l’aggiornamento pubblicato sul sito del Dipartimento del Tesoro americano, il nome di Albanese è stato reinserito nella lista delle sanzioni.
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14. Le Nazioni Unite inseriscono Israele nella “lista nera” dei responsabili di violenza sessuale
Le Nazioni Unite hanno inserito Israele nella “lista nera” delle entità accusate di commettere violenza sessuale nelle zone di conflitto, secondo quanto dichiarato dall’ambasciatore israeliano presso l’ONU Danny Danon, che ha aggiunto come nella lista figurino anche organizzazioni considerate “terroristiche” come l’ISIS.
Danon ha sostenuto che “si tratta di una decisione politica scollegata dai fatti e dalla realtà”, aggiungendo che Israele “ha fornito prove, documenti e risposte dettagliate a ogni accusa”. Ha inoltre dichiarato: “Abbiamo invitato i rappresentanti delle Nazioni Unite a visitare il terreno e verificare direttamente, ma naturalmente hanno scelto di non farlo”.
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15. Cooperativa di Brooklyn vota il boicottaggio di 12 prodotti provenienti dagli insediamenti con il 67% dei voti
Il voto si è svolto durante una riunione virtuale di tre ore, alla quale hanno partecipato circa 7.000 membri su 17.000 totali. L’elenco delle proposte comprendeva prodotti come tahina, peperoni, kaki e altri articoli.
La campagna elettorale ha generato tensioni che un rabbino locale contrario al boicottaggio ha definito una “guerra per procura”. La cooperativa ha inoltre rafforzato le misure di sicurezza dopo una serie di episodi comprendenti “messaggi minatori, materiali sospetti inviati per posta, telefonate ed e-mail ostili e attività ostile sui social media”.
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16. Attivisti sudafricani rinnovano la solidarietà con la Palestina
Attivisti e difensori dei diritti palestinesi in Sudafrica hanno lanciato una campagna digitale e culturale per recuperare la narrativa politica e approfondire la consapevolezza storica della loro lotta contro l’apartheid, sottolineando che la solidarietà sudafricana nasce da un’esperienza storica condivisa nella lotta contro oppressione e colonialismo.
La campagna ha evidenziato l’importanza di continuare a insegnare la storia da una prospettiva politica liberatrice e di sfidare le narrazioni distorte, richiamando un proverbio africano: “Finché il leone non avrà il suo narratore, il cacciatore resterà sempre l’eroe”, rinnovando l’impegno a non dimenticare gli amici e i movimenti di liberazione che sostennero il popolo sudafricano nella sua lotta.
