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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2453, data: giovedì 28 maggio 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2453, data: giovedì 28 maggio 2026

1. 4 martiri e diversi feriti dopo un bombardamento israeliano nel quartiere Al-Rimal di Gaza City

Quattro civili, tra cui una donna, sono stati uccisi e diversi altri feriti a seguito di un attacco aereo israeliano che ha colpito un edificio residenziale nel quartiere Al-Rimal, a ovest di Gaza City.
Fonti locali hanno riferito che quattro martiri e diversi feriti sono stati trasferiti al complesso medico Al-Shifa dopo un attacco con diversi missili contro un appartamento residenziale nel quartiere.

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2. Ben Gvir impedisce il controllo delle carceri mentre peggiorano le condizioni dei prigionieri palestinesi

Il quotidiano “Haaretz” ha riferito che il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale di estrema destra, Itamar Ben Gvir, continua a impedire agli ispettori del Ministero della Giustizia e dell’Ufficio della Difesa Pubblica di entrare nelle carceri israeliane e monitorare le condizioni di detenzione, mentre aumentano le critiche riguardo alle condizioni dei prigionieri palestinesi nelle prigioni israeliane dall’inizio della guerra di sterminio a Gaza.
Secondo il giornale, un elenco di ispettori ufficiali era stato consegnato a Ben Gvir lo scorso dicembre, ma da allora il ministro si rifiuta di firmarlo, ignorando le ripetute richieste di autorizzazione all’ingresso nelle carceri.

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3. Le forze di occupazione maltrattano una ragazza e le strappano l’hijab alle porte di Al-Aqsa

Le forze di occupazione israeliane hanno arrestato una giovane palestinese dopo averla aggredita e averle strappato l’hijab alle porte della moschea di Al-Aqsa.
Un video ha documentato il momento in cui i soldati israeliani inseguivano la ragazza vicino a Bab Hutta, schiaffeggiandola e strappandole il velo nonostante le sue urla e il suo pianto.

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4. L’occupazione chiude la Moschea Ibrahimi e reprime i fedeli durante l’Eid al-Adha

Un numero limitato di fedeli ha celebrato la preghiera dell’Eid al-Adha nella Moschea Ibrahimi a Hebron, nel sud della Cisgiordania occupata, sotto rigide misure di sicurezza israeliane, con la chiusura delle porte della moschea e il lancio di granate sonore contro i fedeli.
Testimoni hanno riferito che le forze di occupazione hanno chiuso gli ingressi della moschea e perquisito i fedeli, spingendo alcuni di loro a dirigersi verso altre moschee dopo lunghi ritardi.

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5. A Gaza… la preghiera dell’Eid al-Adha tra le macerie e senza sacrifici

Decine di migliaia di palestinesi hanno celebrato la preghiera dell’Eid al-Adha in aree di preghiera temporanee e cortili all’aperto vicino alle macerie di case e moschee distrutte nella Striscia di Gaza, in una scena dominata dalla devastazione e dall’assenza dei più semplici segni di gioia e festa, dopo una giornata sanguinosa in cui 14 palestinesi sono stati uccisi dai continui bombardamenti israeliani.
I fedeli si sono distribuiti in diverse aree della Striscia, dove le preghiere sono state svolte in spazi aperti, sopra le rovine di quartieri residenziali completamente distrutti e vicino alle moschee demolite. Nonostante i rischi per la sicurezza, i cittadini hanno insistito nel compiere il rito religioso, mentre la tristezza era evidente sui loro volti.

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6. La Cisgiordania accoglie l’alba dell’Eid al-Adha con l’escalation dell’occupazione

Città e villaggi della Cisgiordania hanno vissuto, nel primo giorno dell’Eid al-Adha, una vasta campagna di incursioni e raid da parte delle forze di occupazione, comprendente arresti di giovani, perquisizioni di abitazioni e un massiccio dispiegamento in diversi governatorati, insieme ad attacchi dei coloni contro le proprietà dei cittadini, inclusi incendi e furti di veicoli, riflettendo un’escalation dell’aggressione contro i palestinesi durante la festività.
Nel governatorato di Nablus, le forze di occupazione hanno fatto irruzione nei villaggi di Awarta, Salem, Beit Iba e Tell, a sud-ovest della città, perquisendo diverse abitazioni e arrestando i giovani Tawfiq Omar Al-Hamza, Ghaleb Nawfal e Tawfiq Hamza, oltre a Taha Hussein Ishtiya del villaggio di Salem dopo una perquisizione della sua casa.

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7. Ufficio Media del Governo di Gaza: 3.005 violazioni israeliane dall’inizio del cessate il fuoco

L’Ufficio Media del Governo nella Striscia di Gaza ha dichiarato che dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco e nel corso di 227 giorni, l’occupazione israeliana ha commesso un totale di 3.005 gravi violazioni dell’accordo, tra cui bombardamenti, attacchi diretti contro civili, distruzione di interi quartieri residenziali, sparatorie ripetute e incursioni in aree abitate.
L’ufficio ha aggiunto in un comunicato che tali violazioni hanno causato la morte di 910 civili, il ferimento di altri 2.747 e il rapimento e arresto di 82 cittadini da parte delle forze di occupazione.

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8. #Video… L’Eid a Gaza: vestiti nuovi e cuori spezzati

#Guarda… Indossando i loro vestiti nuovi la mattina dell’Eid, bambini di Gaza salutano i loro parenti martiri all’interno di una moschea della Striscia, dopo che sono stati uccisi dalla macchina da guerra israeliana la notte prima della festa.

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9. #Video… Lo hanno trascinato e gli hanno confiscato il bastone: l’occupazione arresta un anziano a Masafer Yatta

#Guarda… Gli hanno confiscato il bastone e lo hanno trascinato brutalmente… Le forze di occupazione israeliane hanno arrestato lo sceicco Saeed Al-Amour del villaggio di Al-Rakeez, a Masafer Yatta, nella Cisgiordania occupata.

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10. #Video… Volti pallidi in fila nella fame a Gaza

#Guarda… Con volti segnati dalla guerra, bambini palestinesi fanno la fila in attesa di pasti caldi distribuiti da un’organizzazione benefica a Gaza, nel mezzo di una crisi alimentare aggravata dalle restrizioni israeliane all’ingresso degli aiuti nella Striscia.

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11. 360 bambini palestinesi e 84 donne trascorrono l’Eid al-Adha nelle carceri dell’occupazione

Dati pubblicati da istituzioni palestinesi specializzate negli affari dei prigionieri hanno confermato che 360 bambini e 84 donne fanno parte dei circa 9.400 detenuti palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane durante l’Eid al-Adha di quest’anno.
Abdullah Al-Zaghari, presidente del Club dei Prigionieri Palestinesi, ha dichiarato in occasione dell’Eid: “Il numero di bambini nelle carceri dell’occupazione è di circa 360, tra cui tre bambine, oltre a 84 prigioniere, tra cui decine di madri strappate ai loro figli e alle loro famiglie, privando i bambini del loro affetto e del loro diritto naturale a una vita sicura.”

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12. #Video… Gli abitanti di Gaza accolgono l’Eid con morte e fame

#Guarda… Scene che documentano il panico dei residenti e l’enorme distruzione causata dal bombardamento da parte dell’esercito israeliano di un edificio residenziale a ovest di Gaza City, provocando morti e feriti tra diversi palestinesi nella notte dell’Eid al-Adha.

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*Europeo*

13. La Francia indaga sull’interferenza di una società israeliana nelle elezioni

La procura francese ha aperto un’indagine sull’interferenza di una società israeliana nelle elezioni locali francesi dopo che diversi candidati della sinistra radicale hanno dichiarato di essere stati vittime di campagne organizzate di disinformazione e diffamazione.
L’indagine si concentrerà sulle dichiarazioni di tre membri de La France Insoumise, che hanno affermato di aver subito campagne diffamatorie comprendenti false accuse, manipolazione delle piattaforme social e diffusione di materiale propagandistico falso durante le campagne elettorali.

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14. L’Irlanda imporrà un divieto ai prodotti degli insediamenti entro metà luglio

La ministra degli Esteri irlandese, Helen McEntee, ha confermato che la decisione rappresenta una risposta diretta alla rapida espansione degli insediamenti da parte del governo di coalizione di estrema destra a Tel Aviv, all’aumento delle violenze organizzate dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania e alla prosecuzione dell’aggressione contro Libano e Gaza.
Questa prevista misura governativa attua le precedenti minacce irlandesi, formulate nell’ottobre 2024, di imporre sanzioni economiche agli insediamenti e conferma la posizione di Dublino contraria alla guerra di sterminio in corso e ai piani israeliani di annessione totale della Cisgiordania.

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15. Manifestanti a Stoccolma rievocano l’attacco alla Flottiglia della Resistenza

Attivisti svedesi e sostenitori della Palestina hanno organizzato una rappresentazione nella capitale svedese simulando la repressione delle forze di occupazione israeliane e gli ordini del ministro di estrema destra Itamar Ben Gvir contro la Flottiglia Globale della Resistenza diretta via mare a rompere l’assedio di Gaza.
La protesta mirava a documentare l’aggressione subita dagli attivisti internazionali in mare alcuni giorni prima e a mettere in luce le politiche repressive israeliane volte a impedire l’arrivo degli aiuti umanitari nella Striscia.

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16. Manifestazione a Birmingham a sostegno della Palestina

Attivisti e campagne di boicottaggio hanno organizzato una protesta nella città britannica di Birmingham contro la multinazionale dell’abbigliamento sportivo “Reebok”, denunciandone la complicità e il continuo sostegno finanziario alla Federazione calcistica israeliana, oltre al contributo al “lavaggio” dei crimini di genocidio.
La protesta mira a fare pressione sull’azienda affinché ritiri i finanziamenti alla federazione israeliana, che include club e stadi costruiti negli insediamenti illegali in Cisgiordania.

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*Internazionale*

17. Causa contro l’Università della California per il movimento studentesco pro-Palestina

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha presentato una causa di 53 pagine contro l’Università della California a Los Angeles, accusando l’amministrazione universitaria di aver consentito “discriminazioni contro studenti ebrei e israeliani” durante le proteste studentesche contro il genocidio a Gaza.
La causa, depositata presso un tribunale federale della California, prende di mira l’accampamento di solidarietà con la Palestina istituito a Dickson Plaza nella primavera del 2024.

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18. Una scuola del Texas tenta di confiscare una bandiera a una diplomata sul palco

Il personale della Allen High School, nello stato americano del Texas, ha tentato di strappare con la forza una bandiera palestinese dalle mani di una studentessa diplomata mentre saliva sul palco per ricevere il diploma.
Video della cerimonia mostrano la studentessa insistere nel sollevare e mostrare la bandiera davanti al pubblico prima che il personale scolastico intervenisse per sottrargliela, dopodiché gli agenti di polizia presenti l’hanno accompagnata fuori dalla sala della cerimonia.

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19. Studenti e accademici organizzano un evento per la Palestina alla Rutgers University

Circa 450 attivisti, tra cui 50 studenti laureandi in abiti ufficiali da laurea, hanno organizzato il “Forum dei Popoli per la Palestina 2026” all’interno del Livingston Student Center, in protesta contro quelle che hanno definito le “politiche repressive” dell’amministrazione universitaria.
La protesta è seguita alla decisione della Rutgers University di annullare il discorso ufficiale del laureato in ingegneria e CEO nel settore biotecnologico Rami Al-Ghandour, a causa di obiezioni relative a post sui social media nei quali accusava l’occupazione di genocidio e maltrattamenti verso i prigionieri palestinesi.

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20. “Financial Times”: il fondo del “Consiglio per la Pace” di Gaza è vuoto e il piano Trump è bloccato

Il quotidiano britannico Financial Times ha rivelato che il fondo finanziario del “Consiglio per la Pace” di Gaza, presieduto dal presidente statunitense Donald Trump, rimane vuoto quattro mesi dopo la sua creazione a causa di ostacoli legali e politici che frenano i progetti di ricostruzione di Gaza.
Secondo il giornale, il consiglio, che aveva annunciato l’intenzione di raccogliere 1 miliardo di dollari tramite quote associative a vita e promesso ulteriori 10 miliardi di dollari, non ha ancora ricevuto alcun finanziamento da donatori, nonostante gli Stati membri abbiano annunciato impegni per 7 miliardi di dollari destinati a Gaza.

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21. Euro-Med annuncia misure eccezionali e promette di continuare il lavoro

L’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani ha annunciato l’adozione di una serie di misure straordinarie in seguito a una campagna sistematica israeliana di disinformazione e diffamazione accompagnata da gravi incitamenti e minacce contro il suo team e il suo presidente. La campagna si è intensificata dopo che l’organizzazione è stata accusata di essere dietro a un’inchiesta del New York Times sulle violenze sessuali sistematiche contro palestinesi nelle carceri israeliane.
L’Osservatorio ha dichiarato di essere stato costretto, a causa della grave ondata di minacce e incitamenti, a ristrutturare il proprio lavoro sul campo e istituzionale, sottolineando però che non rinuncerà alla sua missione di documentazione. Le misure includono la riduzione del personale e delle attività nei territori palestinesi occupati e nella regione.

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22. “OCHA”: i palestinesi in Cisgiordania affrontano perdite di vite e proprietà

L’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) ha dichiarato che i palestinesi in Cisgiordania “subiscono perdite di vite umane, danni alle proprietà e sfollamenti legati alle azioni delle forze israeliane o dei coloni”, riferendosi all’aumento delle violazioni da parte delle forze di occupazione israeliane e dei coloni nella Cisgiordania occupata.
Ha aggiunto: “In tutta la Cisgiordania, la violenza persistente sta peggiorando, aumentando i bisogni umanitari.”

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23. Israele prende di mira 40 attivisti per i diritti umani di Euro-Med per aver documentato il genocidio

Il ministro israeliano della Diaspora, Amichai Chikli, ha annunciato il divieto di ingresso in Israele (Palestina occupata) per 40 attivisti dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani, nell’ambito di una campagna contro le organizzazioni per i diritti umani per il loro ruolo nella documentazione dei crimini dell’occupazione e del genocidio.
Mentre Chikli sostiene in una dichiarazione che l’Osservatorio utilizzi i diritti umani come copertura per promuovere il terrorismo, esperti collegano questa posizione alla campagna iniziata dopo un’inchiesta del New York Times sui crimini di violenza sessuale nelle carceri dell’occupazione, che si basava anche su rapporti pubblicati dall’organizzazione per i diritti umani.

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