
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2506, Data: mercoledì 22 luglio 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2506, Data: mercoledì 22 luglio 2026
1. 12 martiri a seguito di nuove violazioni israeliane nella Striscia di Gaza
Dodici cittadini palestinesi sono stati uccisi e numerosi civili sono rimasti feriti in oltre 12 violazioni israeliane dell’accordo di cessate il fuoco e della fine della guerra contro la Striscia di Gaza.
Secondo fonti locali, 12 persone sono state uccise e diverse altre sono rimaste ferite in un nuovo massacro provocato da un attacco israeliano all’ingresso dell’Associazione delle Giovani Musulmane nel centro di Gaza City.
2. Recuperati i corpi di 47 martiri nel quartiere di Al-Sabra, continuano le ricerche di decine di dispersi
La Protezione Civile della Striscia di Gaza ha annunciato il recupero dei corpi e dei resti di 47 persone da sotto le macerie della casa della famiglia Al-Hassayna, nella zona di Al-Sabra, a sud di Gaza City.
Il responsabile esecutivo delle operazioni di recupero della Protezione Civile, il colonnello Mohammed Abu Dan, ha dichiarato che le squadre sono riuscite a recuperare i corpi e i resti di 47 vittime da un’unica abitazione appartenente alla famiglia Al-Hassayna.
3. L’occupazione ordina a un palestinese di evacuare la propria abitazione abitata a est di Betlemme
Le forze di occupazione israeliane hanno notificato a un cittadino palestinese l’ordine di evacuare la sua casa abitata nel villaggio di Za’tara, a est di Betlemme, nel sud della Cisgiordania.
Il proprietario, Raed Hassan Abu Ra’iya, ha dichiarato che le forze israeliane hanno fatto irruzione nella sua abitazione e gli hanno ordinato di lasciarla. La casa è composta da un piano seminterrato e due piani superiori, ciascuno di 110 metri quadrati, ed è abitata da sette persone.
4. Vastissimi incendi devastano terreni nella Valle del Giordano settentrionale a causa di esercitazioni dell’esercito israeliano
Grandi incendi sono scoppiati nei terreni agricoli e nei pascoli a sud e a ovest dei villaggi di Bardala e Kardala, nella Valle del Giordano settentrionale in Cisgiordania, in seguito a esercitazioni militari condotte dall’esercito israeliano con munizioni vere e mezzi pesanti.
Fonti locali riferiscono che gli incendi sono stati causati dalle schegge generate durante le esercitazioni, che hanno incendiato l’erba secca distruggendo vaste aree di pascoli e terreni agricoli.
5. L’occupazione emette un ordine militare per confiscare 5 dunam di terreni a Jaba’
Le forze israeliane hanno emesso un ordine militare per requisire 5 dunam e 283 metri quadrati di terreno nel villaggio di Jaba’, a nord di Gerusalemme Est occupata, sostenendo che saranno destinati a “scopi militari”.
Secondo l’ordine militare n. (30/26/T), il provvedimento riguarda un appezzamento lungo 725 metri nelle aree di Al-Muntar, Ras Al-Marj e Sha’b Al-Ghazoul. La requisizione resterà valida fino al 31 dicembre 2028.
6. Gridavano tra le fiamme: l’occupazione brucia vivo Firas Al-Masri e i suoi quattro figli, cancellando l’intera famiglia
Nel quartiere Al-Samer di Gaza City, il presunto cessate il fuoco non ha spento le fiamme dell’offensiva israeliana. L’incendio ha ucciso un padre, una madre e quattro bambini, i cui corpi sono stati carbonizzati mentre chiedevano aiuto, cancellando l’intera famiglia dal registro dei vivi.
Prima dell’alba, la famiglia Al-Masri dormiva nel proprio appartamento nel quartiere Al-Samer, vicino all’incrocio di via della Camera di Commercio. Non era una postazione militare, ma una casa abitata da sei persone: il padre Firas, la madre Salsabil e i quattro figli Naeem, Faryal, Salma e Amira.
7. “Peace Now”: creati 21 nuovi avamposti coloniali nell’Area B in due anni e mezzo
Il movimento israeliano “Peace Now” ha rivelato che i coloni hanno istituito almeno 21 nuovi avamposti nell’Area B della Cisgiordania occupata negli ultimi due anni e mezzo, nonostante le ripetute affermazioni dell’esercito e del governo israeliano secondo cui tali avamposti sarebbero stati smantellati.
Il movimento ha dichiarato che alcuni di questi avamposti sono diventati veri e propri insediamenti con famiglie residenti e sinagoghe; in un caso è stato persino installato un chiosco di caffè per i visitatori coloni.
8. Video: coloni armati assediano una casa palestinese
Secondo il filmato diffuso, coloni armati hanno tentato di fare irruzione in una casa palestinese sotto la protezione dei soldati israeliani, assediando l’abitazione e aggredendo i residenti nel villaggio di Al-Tuwani, nella zona di Masafer Yatta, a sud di Hebron, in Cisgiordania occupata.
9. Video: l’occupazione uccide una madre e i suoi quattro figli a Gaza
Le immagini mostrano un incendio scoppiato nella casa della famiglia Al-Masri, a sud di Gaza City, dopo un bombardamento israeliano. La Protezione Civile ha annunciato il recupero dei corpi di una madre, di suo figlio e delle sue tre figlie da sotto le macerie.
Europa
10. Video: 10.000 scarpe in memoria delle vittime di Gaza in Germania
Attivisti nella città tedesca di Amburgo hanno commemorato le vittime di Gaza con un’installazione composta da circa 10.000 scarpe di varie misure, a simboleggiare le vite perdute a causa della guerra israeliana.
11. I Paesi Bassi vietano l’importazione dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani da settembre
I Paesi Bassi hanno annunciato il divieto di importazione dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani costruiti nei territori palestinesi occupati della Cisgiordania a partire dal 22 settembre.
Il Ministero degli Esteri olandese ha dichiarato che la misura rafforza l’obbligo internazionale del Paese di non contribuire al mantenimento di una situazione ritenuta illegale.
12. Video: un cittadino tedesco ai sostenitori di Israele: “Siete felici di sostenere il genocidio?”
Un uomo ha affrontato i sostenitori di Israele nelle strade di Berlino gridando: “Siete felici di sostenere il genocidio oggi?” e “Israele è uno Stato terrorista”.
13. Torneo di calcio a Cork, in Irlanda, in solidarietà con Gaza
La città irlandese di Cork ha ospitato un grande evento sportivo nell’ambito del torneo “Goals for Gaza”, denominato “Coppa Salim Al-Ashqar” in memoria del giovane portiere palestinese ucciso dalle forze israeliane nella Striscia di Gaza lo scorso giugno.
L’iniziativa fa parte di una serie di eventi organizzati in tutta l’Irlanda per sostenere la campagna popolare “Stop the Game”, che chiede un isolamento sportivo completo di Israele.
14. Intervento israeliano contro l’adozione da parte del Partito Laburista australiano di politiche contrarie agli insediamenti e all’annessione
La rappresentanza israeliana a Canberra ha diffuso una dichiarazione ufficiale contro la bozza del programma politico del Partito Laburista australiano prima della conferenza nazionale di questa settimana.
L’ambasciata ha inviato un memorandum di quattro pagine criticando le proposte contro la violenza dei coloni e l’annessione dei territori palestinesi, accusando il documento di attribuire a Israele tutta la responsabilità del conflitto ignorando il ruolo di Hamas.
15. Protesta davanti al Salone Internazionale di Farnborough nel Regno Unito contro l’esposizione di armi
Attivisti filo-palestinesi si sono riuniti davanti al Salone Internazionale dell’Aeronautica e della Difesa di Farnborough per protestare contro l’apertura dell’evento dedicato al commercio di armi.
I manifestanti hanno denunciato la presenza di oltre mille aziende dell’industria militare che espongono sistemi d’arma ritenuti coinvolti direttamente nella guerra a Gaza.
16. Rivelati investimenti dei fondi pensione pubblici australiani nella società Elbit Systems
La rete australiana del movimento di boicottaggio ha denunciato che tre dei maggiori fondi pensione pubblici e il fondo sovrano australiano “Future Fund” avrebbero investito milioni di dollari nella società israeliana Elbit Systems.
Gli investimenti ammontano a 8,66 milioni di dollari dal Future Fund, 4,43 milioni dal fondo pensione preventivo, 3,76 milioni dal fondo pensione australiano e 610.000 dollari dal fondo pensione universitario.
17. La bandiera palestinese issata accanto a quella spagnola a Madrid
Attivisti solidali con la Palestina hanno issato insieme le bandiere spagnola e palestinese su un unico pennone nel centro di Madrid.
L’iniziativa è avvenuta durante i festeggiamenti per la vittoria della nazionale spagnola e la manifestazione sportiva si è trasformata in una protesta politica a sostegno della causa palestinese.
18. La banca ING chiude i suoi uffici nel centro di Amsterdam dopo le pressioni della campagna di boicottaggio
La banca ING ha chiuso definitivamente i suoi principali uffici nel centro di Amsterdam e nella zona di De Pijp, in seguito alle continue campagne di protesta.
Secondo gli organizzatori, la decisione è arrivata dopo anni di mobilitazioni contro il presunto coinvolgimento finanziario della banca nell’economia dell’occupazione e nei rapporti con aziende come Caterpillar e Cisco.
Internazionale
19. Mamdani ribadisce l’impegno ad applicare la legge e ad arrestare Netanyahu durante una visita a New York
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha dichiarato che l’ufficio legale della città sta esaminando le proprie competenze per arrestare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, definendolo “l’architetto del genocidio” contro i palestinesi di Gaza.
Ha inoltre affermato di voler rispettare il diritto internazionale e dare esecuzione agli eventuali mandati di arresto emessi dalla Corte penale internazionale.
20. Lanciata una settimana di mobilitazione per chiedere all’Illinois di ritirare gli investimenti in Israele e Palantir
La rete della comunità palestinese americana (USPCH), insieme a organizzazioni sindacali e per i diritti civili, ha avviato a Chicago una settimana di iniziative dal 20 al 24 luglio per chiedere che i fondi pubblici dell’Illinois non vengano utilizzati per finanziare la guerra.
La campagna mira inoltre a convincere il Consiglio per gli Investimenti dello Stato dell’Illinois a interrompere l’acquisto di obbligazioni israeliane e a disinvestire dalla società Palantir.
21. Medici Senza Frontiere chiede il rilascio immediato del personale sanitario detenuto nelle carceri israeliane
Medici Senza Frontiere ha chiesto il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli operatori sanitari palestinesi detenuti dalle autorità israeliane.
L’organizzazione, dalla sede di Ginevra, ha espresso profonda preoccupazione per le condizioni di detenzione e ha rinnovato la richiesta di liberazione del dottor Hossam Abu Safiya e del chirurgo ortopedico Mohammed Obeid, detenuto da oltre 600 giorni.
22. Esperto di diritto internazionale: le violazioni israeliane rappresentano la prosecuzione della guerra a Gaza
Abdelmajid Marari, esperto di diritto internazionale e direttore del Dipartimento Medio Oriente e Nord Africa dell’organizzazione internazionale AFDI, ha dichiarato che le continue violazioni israeliane del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza rappresentano la prosecuzione delle operazioni militari contro la popolazione del territorio.
Ha inoltre sostenuto che il silenzio della comunità internazionale e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite contribuisce a coprire tali azioni e a legittimarle.
