
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2507, Data: giovedì 23 luglio 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2507, Data: giovedì 23 luglio 2026
1. Sanità: 12 martiri e 12 feriti a Gaza nelle ultime 24 ore
Il Ministero della Salute palestinese nella Striscia di Gaza ha annunciato l’arrivo di 12 persone uccise e 12 ferite negli ospedali della Striscia nelle ultime 24 ore, a causa del continuo attacco israeliano.
Il Ministero ha confermato che numerose vittime si trovano ancora sotto le macerie e sulle strade, poiché le squadre di soccorso e della Protezione Civile non sono ancora riuscite a raggiungerle. Ciò lascia prevedere un aumento del bilancio reale delle vittime, alla luce delle restrizioni sul campo e della carenza di mezzi.
1. La Protezione Civile di Gaza rivela i dettagli del rogo che ha sterminato un’intera famiglia
La Protezione Civile della Striscia di Gaza ha condannato il crimine commesso dalle forze israeliane contro una famiglia palestinese, dopo il bombardamento della loro abitazione, che ha provocato la morte di tutti i suoi membri, bruciati vivi.
L’organismo ha inoltre avvertito del progressivo deterioramento della propria capacità di risposta umanitaria a causa della prosecuzione della guerra e della grave mancanza di mezzi e attrezzature.
La Protezione Civile ha spiegato che le proprie squadre si trovano quotidianamente di fronte a scene umanitarie tragiche, dovute al continuo attacco contro la popolazione civile, accompagnato da vaste distruzioni e da un crescente numero di vittime.
1. Trentacinque detenuti di Gaza liberati dalle carceri israeliane
Le autorità israeliane hanno rilasciato 35 detenuti provenienti dalla Striscia di Gaza, arrestati in periodi diversi.
Secondo fonti locali, gli ex detenuti sono arrivati all’Ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia, accompagnati dal Comitato Internazionale della Croce Rossa.
1. Un centro per i diritti umani mette in guardia contro il progetto del “Carcere dei Coccodrilli” e l’inasprimento delle violenze nelle prigioni israeliane
Il Centro “Hanzala” per i detenuti ed ex detenuti ha espresso forte preoccupazione per il progetto promosso dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, denominato “Carcere dei Coccodrilli”, ritenendolo una nuova escalation delle politiche di punizione collettiva contro i prigionieri palestinesi.
Il Centro ha affermato che il progetto riflette un livello senza precedenti di estremismo e di spirito vendicativo nelle politiche carcerarie israeliane e indica una crescente tendenza ad aggravare i maltrattamenti nei confronti dei detenuti.
1. Il Club dei Prigionieri: Israele arresta almeno 25 palestinesi, tra cui 5 donne
Il Club dei Prigionieri Palestinesi ha dichiarato che le forze israeliane hanno arrestato almeno 25 cittadini palestinesi in Cisgiordania, compresa Gerusalemme.
Tra gli arrestati figurano cinque donne provenienti dai governatorati di Tubas, Tulkarem, Hebron, Betlemme e Gerusalemme, oltre a 15 lavoratori della Striscia di Gaza fermati nel governatorato di Qalqilya.
1. Israele demolisce cinque abitazioni e un colono investe un gregge di pecore a Betlemme
Le forze israeliane hanno demolito abitazioni nei villaggi di Nahalin e Za’tara, nel governatorato di Betlemme, nel sud della Cisgiordania, con il pretesto della costruzione priva di autorizzazione.
Fonti locali riferiscono che le forze israeliane sono entrate a Nahalin con bulldozer e hanno demolito quattro abitazioni nella zona di Subeiha.
1. Centro Palestina: Israele trasforma le ondate di calore in uno strumento di punizione contro i detenuti
Il Centro Palestinese per gli Studi sui Prigionieri ha dichiarato che le carceri sono diventate veri e propri forni a causa delle ripetute ondate di calore che colpiscono la regione, facendo aumentare notevolmente temperatura e umidità, soprattutto nelle prigioni del deserto del Negev.
Secondo il Centro, Israele sfrutta il caldo estremo e le condizioni climatiche per aggravare le sofferenze dei detenuti, privandoli di qualsiasi mezzo di ventilazione, compresa l’aria naturale, dopo aver chiuso celle e stanze con pesanti lastre di ferro che impediscono il passaggio dell’aria.
1. Tra l’apice dello sterminio e la falsa calma: il rogo come pratica sistematica israeliana
Le immagini di corpi carbonizzati e di distruzione forzata continuano a susseguirsi a Gaza nelle trasmissioni in diretta, andando oltre il tradizionale bombardamento e trasformandosi in una forma di attacco termico diretto contro civili e famiglie all’interno di case e tende.
La tragedia si ripete senza sosta: bambini, donne e anziani vengono lasciati in balia di incendi provocati da sostanze chimiche che trasformano luoghi abitati in focolai chiusi di combustione.
1. Coloni costringono una famiglia ad abbandonare la propria casa a Nablus e se ne impossessano
Coloni israeliani hanno costretto la famiglia di Mahmoud al-Tubasi a lasciare la propria abitazione nel villaggio di Jalud, a sud di Nablus, appropriandosi dell’immobile.
Secondo fonti locali, i coloni hanno preso possesso della casa dopo aver costretto la famiglia a uscire, al termine di un assedio durato oltre tre mesi e accompagnato da aggressioni quotidiane.
1. Video: giovani palestinesi respingono l’attacco dei coloni israeliani
Un video mostra giovani palestinesi che affrontano coloni israeliani dopo che questi avevano appiccato incendi nei pressi del villaggio di Jalud, a est di Nablus, nella Cisgiordania occupata.
Europa
1. Lo scrittore francese Frank Barat aderisce alla campagna mondiale per la liberazione di Marwan Barghouti
L’attivista e scrittore francese Frank Barat ha annunciato la propria adesione alla campagna internazionale per chiedere la liberazione del leader palestinese detenuto Marwan Barghouti, incarcerato da Israele da 24 anni.
L’iniziativa sostiene una campagna globale che ha riprodotto la maglia della nazionale palestinese del 2002 per ricordare la lunga detenzione di Barghouti e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sua vicenda.
1. Organizzazioni per i diritti umani denunciano gli attacchi contro l’indipendenza della Corte Penale Internazionale
Il Consiglio delle Organizzazioni Palestinesi per i Diritti Umani e la Rete delle Organizzazioni Palestinesi hanno denunciato un grave sfruttamento politico che minaccia l’integrità e il funzionamento della Corte Penale Internazionale.
Le oltre 140 organizzazioni aderenti hanno espresso forte preoccupazione per le nuove pressioni esercitate dal Segretario di Stato statunitense Marco Rubio volte a ostacolare il perseguimento dei presunti criminali di guerra.
1. Appelli a un’azione globale contro la società Palantir
Il movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) ha invitato alla creazione di una vasta coalizione internazionale per esercitare pressioni sulla società statunitense di software Palantir.
L’appello nasce dal sostegno dell’azienda alla tecnologia militare israeliana, inclusi sistemi di intelligenza artificiale e analisi dei dati utilizzati, secondo gli organizzatori, nelle operazioni militari a Gaza.
1. Video di sostegno al Movimento Palestina contro le misure antiterrorismo
Attivisti del Movimento Palestina nel Regno Unito hanno lanciato una campagna pubblicando 84 video nei quali sfidano la legislazione britannica antiterrorismo, in risposta a una serie di perquisizioni della polizia.
Secondo il movimento, centinaia di persone hanno aderito all’iniziativa per opporsi all’intimidazione governativa e alla criminalizzazione del sostegno alla Palestina.
1. Repressa una manifestazione in Italia che chiedeva giustizia per Abdelrahim Faqir e denunciava il genocidio
La polizia italiana ha utilizzato gas lacrimogeni e idranti per disperdere manifestanti radunati davanti alla Prefettura di Bologna, dove chiedevano verità e giustizia per la morte del cittadino marocchino Abdelrahim Faqir dopo un intervento della polizia.
I partecipanti hanno inoltre denunciato l’impunità, collegando la violenza della polizia italiana ai crimini attribuiti a Israele nella guerra a Gaza.
Internazionale
1. Organizzazioni per i diritti umani fanno causa a funzionari statunitensi per revocare le sanzioni contro istituzioni internazionali
Le organizzazioni Democracy for the Arab World Now (DAWN) e Taxpayers Against Genocide hanno presentato un ricorso presso un tribunale federale di New York chiedendo l’annullamento delle sanzioni statunitensi contro organismi internazionali impegnati nel perseguimento dei crimini di guerra.
1. Causa contro l’Università della California per violazione del diritto alla protesta e alla solidarietà
Nove dei 33 ricorrenti nella causa contro il Consiglio di Amministrazione dell’Università della California chiedono di poter utilizzare pseudonimi per proteggere sé stessi e le proprie famiglie da molestie, violenze o rischio di espulsione.
La causa riguarda presunte violazioni dei diritti civili e costituzionali durante le proteste universitarie del 2024.
1. Interrotta la testimonianza del Segretario alla Difesa USA al Senato
Un’attivista ha interrotto l’intervento del Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth davanti a una commissione del Senato, protestando contro il sostegno militare a Israele e quello che ha definito complicità nella guerra a Gaza.
La manifestante ha chiesto la fine dei bombardamenti contro i bambini in Palestina e Iran, mentre Hegseth difendeva una proposta di bilancio militare pari a 1.500 miliardi di dollari.
1. “Track AIPAC” sostiene la candidata che succederà a Pelosi al Congresso
Connie Chan, candidata a succedere a Nancy Pelosi nel seggio della Camera dei Rappresentanti per San Francisco, ha ottenuto il sostegno di “Citizens Against AIPAC Corruption”, il braccio politico dell’organizzazione filo-palestinese “Track AIPAC”.
L’appoggio è arrivato dopo l’impegno della candidata a non accettare finanziamenti da gruppi di pressione filo-israeliani.
1. Mamdani: Netanyahu è un criminale di guerra e non dovrebbe essere accolto a New York
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha dichiarato di non avere l’autorità legale per eseguire il mandato di arresto emesso contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu qualora visitasse la città in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite prevista per settembre, invitando il governo federale a intervenire.
In un video pubblicato sulla piattaforma X, Mamdani ha affermato che Netanyahu è accusato di crimini di guerra, attribuendogli la responsabilità di quello che ha definito un “genocidio” nella Striscia di Gaza, che avrebbe causato la morte di oltre 73.000 palestinesi.
