
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2491, data: lunedì 6 luglio 2026
Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2491, data: lunedì 6 luglio 2026
1. Due persone uccise in un bombardamento israeliano sulla città di Gaza
Due civili sono stati uccisi in un bombardamento israeliano sulla città di Gaza. Fonti locali riferiscono che un drone israeliano ha colpito un gruppo di persone nei pressi dell’incrocio di Al-Samer, nel centro della città, causando la morte di due persone. Secondo le stesse fonti, le vittime sono Ahmad Yahya Al-Batsh e Jawhar Al-Balawi.
2. Muore un neonato a ovest di Ramallah dopo che le forze israeliane ne hanno impedito il trasferimento per cure mediche
Fonti mediche hanno confermato la morte di un neonato dopo che le forze israeliane hanno impedito il suo trasferimento attraverso il varco di Deir Ammar, a ovest di Ramallah, chiuso da cinque mesi. Fonti locali riferiscono che il piccolo Ahmad Ma’ruf Zaid, di quattro mesi, è deceduto perché non gli è stato consentito il passaggio, nonostante fosse in condizioni critiche a causa di una grave malattia.
3. Israele rilascia nove detenuti palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza in gravi condizioni di salute
Le autorità israeliane hanno rilasciato nove detenuti palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza, che erano incarcerati nelle prigioni israeliane, tramite il Comitato Internazionale della Croce Rossa. L’Ufficio Informazione sui Prigionieri ha dichiarato che gli ex detenuti sono stati trasferiti attraverso il valico di Kerem Shalom verso l’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa, a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale.
4. Coloni incendiano edifici e proprietà nella provincia di Salfit
Coloni israeliani hanno compiuto una serie di attacchi contro proprietà palestinesi nella zona di Wadi Al-Sha’ir, tra la città di Salfit e il villaggio di Al-Lubban al-Sharqiya. Secondo fonti locali, sono state incendiate strutture commerciali, è stato tentato l’incendio di un’abitazione e di un garage e sono stati vandalizzati veicoli e beni privati. È stato inoltre incendiato il ristorante e caffetteria “Rawqan”, di fronte all’Università Al-Zaytouna, di proprietà del presidente del consiglio del villaggio, Yaqub Oweis. L’edificio è andato completamente distrutto, causando ingenti danni materiali.
5. La vita dei medici Abu Safiya e Al-Hams è in pericolo: aumentano le richieste per il loro rilascio
Si moltiplicano gli avvertimenti sul grave rischio che corre la vita dei medici palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, Hossam Abu Safiya e Marwan Al-Hams, a causa delle torture quotidiane subite durante la detenzione. Raed Abu Al-Humus, presidente della Commissione per gli Affari dei Detenuti e degli Ex Detenuti, ha dichiarato che Israele sta attuando una politica sistematica finalizzata a eliminare il dottor Hossam Abu Safiya, sottoponendolo a torture, maltrattamenti e condizioni di detenzione estremamente dure che mettono in pericolo la sua vita.
6. Centro per i diritti umani: la vita di 650 pazienti renali a Gaza è in grave pericolo
Il Centro Palestinese per i Diritti Umani ha lanciato un allarme riguardo al rischio imminente per circa 650 pazienti affetti da insufficienza renale nella Striscia di Gaza, a causa dell’esaurimento del bicarbonato di sodio, componente essenziale delle soluzioni per la dialisi, conseguenza del blocco imposto da Israele. Gli ospedali sono stati costretti a ridurre la durata e il numero delle sedute di dialisi, esponendo i pazienti a gravi complicazioni che potrebbero risultare fatali.
7. Appello urgente per chiarire il destino di un bambino scomparso vicino alla “linea gialla” nel nord di Gaza
Il Centro Palestinese per le Persone Scomparse e Vittime di Sparizione Forzata ha chiesto un intervento urgente per chiarire la sorte di Jalal Ahmad Al-Barsh, nove anni, scomparso dal 30 maggio 2026 dopo essere uscito a giocare nei pressi della cosiddetta “linea gialla”, nell’area di Bir al-Na’ja, nel nord della Striscia di Gaza, dove vive con la famiglia in una tenda. Il centro ha spiegato che il bambino soffre di disturbo dello spettro autistico, non parla e non è consapevole dei pericoli. Il padre ha riferito che alcuni testimoni avrebbero visto un bambino con caratteristiche corrispondenti attraversare la linea gialla in direzione delle aree di Al-Qarm e Salah al-Din.
8. Mille giorni di guerra: così Israele ha smantellato il sistema sanitario di Gaza
Mentre la guerra nella Striscia di Gaza supera i mille giorni, ospedali e centri medici non rappresentano soltanto luoghi di cura, ma sono diventati obiettivi diretti della strategia militare israeliana. Dal mese di ottobre 2023, Israele avrebbe condotto un processo sistematico di smantellamento dell’intero sistema sanitario, distruggendone progressivamente le infrastrutture.
9. Comune di Gaza: deficit idrico del 70%, la carenza di carburante e lubrificanti minaccia i pozzi ancora funzionanti
Il Comune di Gaza ha dichiarato che la città soffre di una carenza idrica pari al 70%, aggravata dalla distruzione estesa delle infrastrutture idriche. Le autorità municipali avvertono che la continua scarsità di carburante, lubrificanti e pezzi di ricambio rischia di fermare anche i pochi pozzi e impianti di pompaggio ancora operativi. Il portavoce del Comune, Husni Muhanna, ha definito la situazione idrica “la peggiore nella storia della città”, chiedendo un sostegno finanziario e tecnico urgente.
Europa
10. Berlino: migliaia di persone in marcia a sostegno della Palestina
Migliaia di manifestanti hanno preso parte a una marcia nella capitale tedesca Berlino a sostegno del popolo palestinese, condannando l’offensiva israeliana a Gaza e in Libano.
11. Deputato britannico chiede al governo di fare pressione per il rilascio di medici palestinesi
Il parlamentare britannico John McDonnell ha chiesto al governo del Regno Unito di intervenire con urgenza presso Israele per ottenere il rilascio immediato dei medici palestinesi Hossam Abu Safiya e Mazen Al-Rantisi. Ha inoltre dichiarato di sperare di vivere abbastanza a lungo da vedere il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu comparire davanti alla Corte Penale Internazionale per rispondere dei presunti crimini commessi.
12. La Germania perseguita attivisti stranieri con arresti e revoca dei permessi di soggiorno per il loro sostegno a Gaza
L’attivista statunitense Cooper e il cileno Luis Cortés sarebbero oggetto di misure repressive da parte delle autorità tedesche, tra cui arresti, espulsioni e sospensione del loro status legale, con l’obiettivo di scoraggiare la partecipazione alle manifestazioni contro la guerra a Gaza. Secondo il testo, tali misure rientrano in una più ampia campagna avviata dalla Germania dopo il 7 ottobre 2023 contro i sostenitori della Palestina.
13. Studio accusa Microsoft di conservare nei Paesi Bassi e in Irlanda dati di sorveglianza relativi ai palestinesi
Uno studio del centro “7amleh” sostiene che Microsoft conservi nei propri data center nei Paesi Bassi e in Irlanda registrazioni telefoniche di palestinesi sottoposti a sorveglianza da parte di Israele. La ricerca, intitolata Voci registrate: la sorveglianza vocale algoritmica in Palestina, afferma che i sistemi d’intelligence trasformano le caratteristiche biometriche della voce in impronte digitali vocali utilizzate per l’identificazione automatica e il collegamento con archivi di sicurezza.
14. Bandiera palestinese esposta durante il congresso del Partito Laburista australiano
Attivisti favorevoli alla Palestina appartenenti al Partito Laburista australiano hanno esposto la bandiera palestinese dal balcone del municipio di Sydney mentre il premier del Nuovo Galles del Sud, Chris Minns, entrava nella sala del congresso del partito. La polizia ha disperso i manifestanti e li ha allontanati con la forza. La protesta è stata organizzata in risposta ai viaggi di Minns in Israele e alle critiche rivoltegli da esperti delle Nazioni Unite nel 2025.
15. La “Carovana per la Palestina” partirà dalla Francia a fine luglio con l’obiettivo di rompere il blocco di Gaza
La delegazione della “Carovana per la Palestina” in Turchia ha annunciato il completamento dei preparativi per la partenza dalla Francia il 26 luglio. Il convoglio intende raggiungere la Palestina via terra come iniziativa volta a contestare il blocco imposto a Gaza. Il coordinatore Hussein Durmaz ha dichiarato che gli organizzatori continueranno gli sforzi per arrivare a Gaza, affermando che il mondo sta assistendo “per la prima volta nella storia a un massacro trasmesso in diretta”.
Internazionale
16. Manifestanti interrompono un evento del segretario alla Difesa degli Stati Uniti a Washington
Manifestanti filo-palestinesi hanno interrotto un evento ufficiale ospitato dal segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth al Meridian Hill Park di Washington, protestando contro il sostegno militare degli Stati Uniti a Israele. I partecipanti hanno esposto bandiere palestinesi e scandito slogan a favore della Palestina e contro la politica militare statunitense.
17. Turisti israeliani sputano vicino a un bambino per una kefiah palestinese a Budapest
Una donna ha affrontato un gruppo di turisti israeliani a Budapest dopo che questi avrebbero sputato vicino al passeggino del figlio a causa della presenza di una kefiah palestinese. La donna ha filmato l’episodio e diffuso il video sui social media, sostenendo che si sia trattato di un’aggressione motivata dall’ostilità verso i simboli palestinesi.
18. Protesta davanti al Ministero della Difesa giapponese contro l’acquisto di droni israeliani
Oltre cento attivisti a sostegno della Palestina hanno manifestato davanti al Ministero della Difesa giapponese a Tokyo contro un accordo per l’acquisto di droni prodotti in Israele. La protesta, organizzata con lo slogan “No ai droni del genocidio”, chiedeva al ministero e alle aziende coinvolte di interrompere la cooperazione militare con Israele.
19. Ben Gvir annulla una visita a New York temendo un possibile arresto
Secondo i media israeliani, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha annullato un viaggio previsto a New York per partecipare a un vertice dei capi della polizia delle Nazioni Unite, temendo iniziative giudiziarie e un possibile arresto in relazione alle accuse riguardanti il suo operato nei confronti dei palestinesi. Il quotidiano Haaretz riferisce inoltre che la decisione sarebbe stata influenzata dalla prospettiva di proteste organizzate da gruppi per i diritti umani e da crescenti richieste di indagini nei suoi confronti.
